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Gadda, La Cognizione del dolre ecritica di Rinaldo Rinaldi, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Riassunto vita e poetica di Gadda Riassunto capitolo per capitolo del romanzo "La cognizione del dolore" Critica sul romanzo di Rinaldo Rinaldi

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

In vendita dal 25/07/2019

gaetano09
gaetano09 🇮🇹

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Carlo Emilio Gadda
La vita
Gadda nasce a Milano nel 1893. Alla morte del padre, egli, insieme ai suoi fratelli, è costretto a vari
sacrifici. Infatti, è costretto a rinunciare agli studi letterari per dedicarsi all’ingegneria. Tutti questi
avvenimenti stanno alla base della nevrosi di Gadda che si rifletterà nella sua opera maggiore:
Cognizione del dolore, nella quale si ha l’ossessione per la villa (villa di Longone, in Brianza) e il
rapporto amore odio con la madre. Durante la sua carriera universitaria egli è chiamato a prendere
parte all’esperienza bellica e questa forma a pieno la personalità gaddiana. Gadda è dominato
dall’amore per la razionalità e l’ordine grazie all’influenza dell’illuminismo lombardo. i due elementi si
accentuano di pari passo con l’instabilità della sua condizione familiare e sociale.
Questa gli provoca varie delusioni a causa della <<bestialità>> dell’esercito e dell’organizzazione
militare, essa è collegata al bisogno nevrotico di ordine e autocontrollo che sperava di trovare
nell’inquadramento militare. Al suo ritorno dalla guerra egli scopre che suo fratello è morto in guerra.
Questa morte gli diventa come un mito personale: un esempio di coraggio e coerenza sul quale
misurare la propria inutilità. Infatti, vi è l’origine dell’intera rinuncia a vivere che caratterizza tutta
l’esistenza di Gadda, con un rifiuto per tutti i rapporti al di fuori della famiglia, come se fosse un
misogino. Il culmine si ha con la morte della madre di Gadda dopo la quale inizia la stesura della
Cognizione del Dolore, come se fosse la rielaborazione della propria giovinezza e del rapporto con la
madre.
L’amore dell’ordine e dell’equilibrio fa riferimento a valori extrastorici, infatti, ogni modello ideale e
concreto viene fortemente criticato. Gadda, e allora, affascinato dal disordine però in maniera
inconscia a causa della sua celebrazione delle forme di vitalità orientate contro la morale repressiva
della borghesia. L’ordine e il disordine, quindi, affascinano e spaventano Gadda allo stesso tempo. Ciò
comporta una forte difficoltà nell’organizzare la sua ideologia in maniera coerente, allora rivela la crisi
una funzione intellettuale (criterio di conoscenza). Egli allora interpreta la crisi del ceto intellettuale di
quel periodo, consapevole di questo suo ruolo ha sempre interpretato lo scrittore in maniera
neorealista (impegno civile e fiducioso nella storia).
Poetica e pensiero
All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto
per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e
pluristilismo, creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Questa commistione di registri
dà luogo, nelle opere di Gadda, a una forte polifonia che solitamente prende il nome di pastiche.
Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo: le sue opere possono
essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi
della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici.
Stile
Agli occhi di Gadda il mondo appare come un groviglio di fatti e cause che non si lasciano
comprendere.Questo disordine della realtà, per cui prova attrazione e repulsione, gli porta
un’esigenza di chiarezza difficile da raggiungere. Da tale convinzione deriva la tipica struttura di molti
testi,nei quali vi è un andamento di inchiesta come un’indagine poliziesca che non arriva mai alla
scoperta del colpevole.Per lui la letteratura doveva contribuire a smascherare, senza pietà né falsi
pudori, i difetti degli uomini e le colpe della società.
Lo sperimentalismo Gaddiano
Gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana di questo secolo attraverso un originale uso e
mescidazione di dialetti, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi. Allo scopo di dare, quindi, risalto ai
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Scarica Gadda, La Cognizione del dolre ecritica di Rinaldo Rinaldi e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

Carlo Emilio Gadda

La vita Gadda nasce a Milano nel 1893. Alla morte del padre, egli, insieme ai suoi fratelli, è costretto a vari sacrifici. Infatti, è costretto a rinunciare agli studi letterari per dedicarsi all’ingegneria. Tutti questi avvenimenti stanno alla base della nevrosi di Gadda che si rifletterà nella sua opera maggiore: Cognizione del dolore, nella quale si ha l’ossessione per la villa (villa di Longone, in Brianza) e il rapporto amore – odio con la madre. Durante la sua carriera universitaria egli è chiamato a prendere parte all’esperienza bellica e questa forma a pieno la personalità gaddiana. Gadda è dominato dall’amore per la razionalità e l’ordine grazie all’influenza dell’illuminismo lombardo. i due elementi si accentuano di pari passo con l’instabilità della sua condizione familiare e sociale. Questa gli provoca varie delusioni a causa della <<bestialità>> dell’esercito e dell’organizzazione militare, essa è collegata al bisogno nevrotico di ordine e autocontrollo che sperava di trovare nell’inquadramento militare. Al suo ritorno dalla guerra egli scopre che suo fratello è morto in guerra. Questa morte gli diventa come un mito personale: un esempio di coraggio e coerenza sul quale misurare la propria inutilità. Infatti, vi è l’origine dell’intera rinuncia a vivere che caratterizza tutta l’esistenza di Gadda, con un rifiuto per tutti i rapporti al di fuori della famiglia, come se fosse un misogino. Il culmine si ha con la morte della madre di Gadda dopo la quale inizia la stesura della Cognizione del Dolore, come se fosse la rielaborazione della propria giovinezza e del rapporto con la madre. L’amore dell’ordine e dell’equilibrio fa riferimento a valori extrastorici, infatti, ogni modello ideale e concreto viene fortemente criticato. Gadda, e allora, affascinato dal disordine però in maniera inconscia a causa della sua celebrazione delle forme di vitalità orientate contro la morale repressiva della borghesia. L’ordine e il disordine, quindi, affascinano e spaventano Gadda allo stesso tempo. Ciò comporta una forte difficoltà nell’organizzare la sua ideologia in maniera coerente, allora rivela la crisi una funzione intellettuale (criterio di conoscenza). Egli allora interpreta la crisi del ceto intellettuale di quel periodo, consapevole di questo suo ruolo ha sempre interpretato lo scrittore in maniera neorealista (impegno civile e fiducioso nella storia). Poetica e pensiero All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e pluristilismo , creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Questa commistione di registri dà luogo, nelle opere di Gadda, a una forte polifonia che solitamente prende il nome di pastiche. Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo : le sue opere possono essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici – caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici. Stile Agli occhi di Gadda il mondo appare come un groviglio di fatti e cause che non si lasciano comprendere.Questo disordine della realtà, per cui prova attrazione e repulsione, gli porta un’esigenza di chiarezza difficile da raggiungere. Da tale convinzione deriva la tipica struttura di molti testi,nei quali vi è un andamento di inchiesta come un’indagine poliziesca che non arriva mai alla scoperta del colpevole.Per lui la letteratura doveva contribuire a smascherare, senza pietà né falsi pudori, i difetti degli uomini e le colpe della società. Lo sperimentalismo Gaddiano Gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana di questo secolo attraverso un originale uso e mescidazione di dialetti, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi. Allo scopo di dare, quindi, risalto ai

propri sentimenti, Gadda sperimenta la strada dell’ espressionismo , cioè una procedura letteraria che deforma la rappresentazione del reale attraverso un vistoso intervento sulla lingua. Nutrito di cultura umanistica e scientifica, e di ribollenti umori, di passione morale e civile decisamente antifascista, di un personale freudismo, di sarcasmo ma anche pietà verso l’uomo, di private angosce e di intimo interesse per gli altri, Gadda è stato subito considerato un grande scrittore sperimentale e un classico nello stesso tempo. LA COGNIZIONE DEL DOLORE Parte prima I. Il 28 agosto 1934, a Lukones, piccolo villaggio del Maradagàl, il dottor Felipe Higueróa viene informato dal peone José che don Gonzalo Pirobuttirro d'Eltino lo attende nella sua villa per una visita. (Lukones è recente teatro di un piccolo scandalo: il sorvegliante sordo di guerra del Nistitúo provincial de vigilancia para la noche, da tutti conosciuto come Pedro Manganones, oltre a fingere la sua sordità, risulta essere registrato all'anagrafe con il nome di Gaetano Palumbo. Al dottor Higueróa sono stati forniti ragguagli in merito dal colonnello medico Di Pascuale, che aveva già visitato e smascherato il Palumbo qualche anno prima, quando aveva fatto richiesta della pensione di guerra.) Il dottor Higueróa si appresta quindi a raggiungere Gonzalo, un nevrotico ingegnere che vive con la madre, conduce una vita appartata e gode di cattiva fama presso gli abitanti di Lukones e della vicina Pastrufazio: misantropo, iracondo e crudele, oltre che «vorace, e avido di cibo e di vino». II. Il dottor Higueróa giunge alla villa. Prima che gli si faccia incontro Gonzalo, Higueróa raccoglie lo sfogo della domestica Battistina, che biasima l'ingegnere perché persona spaventosa, capace di terrorizzare anche la propria madre. III. Il dottor Higueróa visita Gonzalo e lo sollecita a distrarsi. Gonzalo, indifferente agli inviti del dottore, si sfoga, lamentando l'eccessiva generosità della madre nei confronti del prossimo, la fame e il freddo che egli ha patito nell'infanzia; minaccia di cacciare tutti coloro che frequentano la villa (domestiche, peones, ragazzini a lezione di francese) e rivendica il possesso della sua casa e il diritto di viverci solo con la madre. IV. La conversazione tra Gonzalo e Higueróa si sposta sul muro di cinta della villa, inadatto a svolgere una funzione di difesa. Gonzalo mostra una qualche apprensione al pensiero che alla madre, in sua assenza (egli è spesso lontano per lavoro), possa accadere qualcosa; ciononostante, non intende abbonarsi al Nistitúo provincial de vigilancia para la noche. Un sorvegliante del Nistitúo (Gaetano Palumbo), giunto alla villa in cerca della madre di Gonzalo, è accolto in malo modo. Il dottor Higueróa racconta dei ripetuti tentativi (infine coronati dal successo) del colonnello medico Di Pascuale di smascherare la finta sordità di Gaetano Palumbo. Parte seconda I. La madre di Gonzalo (Elisabetta François) vaga per la casa, sola: un figlio, il minore, morto in guerra; l'altro, Gonzalo, raramente in casa per i suoi viaggi di lavoro. II. Gonzalo è di ritorno alla villa da uno dei suoi viaggi. La madre gli prepara la cena. Ha soggezione del figlio, è inquieta, timorosa. III. Gonzalo, pensieroso, è a tavola per cenare. Una sua manifestazione d'affetto verso la madre è interrotta dall'arrivo del peone José. Gonzalo è infastidito dalla miseria del peone, dal suo sudiciume.

anni Sessanta x preparare la pubblicazione einaudiana, La cognizione del dolore era un'esperienza conclusa legata all'abbandono della giovinezza. L'inserimento della poesia Autunno, dedicata come il romanzo alla Brianza serve a riassumere e ad ironizzare l'atmosfera di quelle pagine, distanziandole in un affettuoso ricordo lirico ma anche in un malinconico. E’ un tono lontanamente pariniano col quale Gadda ritorna a motivi della Cognizione, come quello del disordine e della sporcizia che invade il chiuso campo dell’idillio e del sogno. Straniante rispetto alla prosa gaddiana è la scelta della poesia: genere praticato dallo scrittore solo in gioventù, con prove rimaste inedite o pubblicate tardivamente. Nella letteratura gaddiana, fatta di fantasmi ricorrenti e continuamente variati, anche le poesie, anche i frammenti marginali delle poesie riflettono le figure centrali e profonde intorno a cui ruota ogni pagina, ogni libro dell'intera vita: la madre, la casa, il fratello morto, il Tempo inesorabile che tutto porta via con sé Citazioni, divagazioni e registri La trama della Cognizione del dolore, che trasforma la Brianza nel’limmaginario paese sudamericano del Maradagal e sfrutta ampiamente i ricordi del soggiorno in Argentina, riproduce i dati biografici. Durante l'estate l'ingegner Gonzalo Pirobutirro d'Eltino e la sua vecchia madre risiedono nella villa di campagna, quella casa per la quale i genitori hanno sacrificato la loro fortuna e il benessere dei figli. Il protagonista non entra in scena immediatamente ma è presentato attraverso il punto di vista dei paesani, le donne e il dottore che viene a casa sua x visitarlo. I litigi e le feroci invettive con le quali ogni giorno tormenta sua madre, scacciando le serve e i contadini che giráno x casa, manifestano la sua nevrosi, il rancore profondo e il male oscuro x il quale chiede aiuto al dottore. Durante il colloquio con quest'ultimo, Gonzalo rifiuta di porre la villa sotto il controllo di un'associazione dai traumi infantili che egli stesso in una sorta di monologo confessa. Nella seconda parte del romanzo la madre appare dapprima sola nella casa, durante un temporale che ne sottolinea la solitudine. Poi il figlio torna alla villa per l'ennesima volta, si perde fantasie sempre ossessive di rivalsa sul mondo e rivela il tragico groviglio del suo amore - odio x la madre in un'ultima scenata, ripartendo subito dopo. Una delle notti seguenti, due giovani custodi assunti da un vicino di casa sentono dei rumori sospetti nella villa Pirobutirro ed entrano per controllare, scoprendo la madre di Gonzalo ferita nel suo letto, aggredita da uno sconosciuto. Il romanzo si interrompe lasciando in sospeso il mistero dell'assassino. Gadda non rinuncia al motivo della violenza sulla donna e alla struttura del romanzo romanzesco, terrorizzati già in Racconto di ignoto italiano del Novecento e si ripetono nel Pasticcaccio. Nella Cognizione, questo punto di partenza, è complicato dall'amplificazione e moltiplicazione degli echi mediante richiami più o meno espliciti alle grandi opere della letteratura: cosi la vicenda di Gadda e Adele Lehr diventa quella del Figlio e della Madre, con citazioni alla tragedia greca, a Livio, a Orazio, Shakespeare, Cervantes, Molièe, Dostoevskij ma anche a Dante, Parini, Carducci e Manzoni. La trama trasforma la storia di Gonzalo e della "Signora" in un esemplare universale, che tocca tutti i moventi più profondi dell'agire umano, l'amore e la morte, la tenerezza e la violenza, la fredda argomentazione e lo scatto irrazionale dell’istinto. Complicazione della struttura narrativa attraverso.la divagazione. Il romanzo ritarda l'entrata in scena del protagonista di un centinaio di pagine e riempie questo spazio lasciato vuoto con materiali in apparenza non pertinenti: dopo aver accennato alle vicende provinciali di vigilanza x la notte" senza eccezione x i mutilati o i "sordi di guerra": prende poi a raccontare la storia della guardia notturna Pedro Manganones alias Gaetano Palumbo che si finge sordo x ottenere una pensione di invalidità. Interrompe questa divagazione x inserirne un'altra sulle ville della Brianza; passa da una villa particolare, dei Bertoloni, già dimora del grande vate nazionale Carlos Caconcellos(parodia di Gabriele D'Annunzio e del Vittoriale)e ora + volte colpita dal fulmine; x giungere infine al medico del paese, che conosce ulteriori sviluppi della storia del Manganones e si presta a far visita a Gonzalo. La vicenda del finto sordo, già diviso in 2 frammenti e ora interrotta x riprendere la trama principale, sarà recuperata in chiusura del capitolo 4, quando il medico racconterà al sua paziente come Pedro sia stato smascherato dal colonnello medico Di Pasquale. La prima parte del romanzo i chiude ponendo al centro di questo digressivo labirinto, la

figura del protagonista e la sua confessione in forma di dialogo terapeutico con il dottore. La tecnica della divagazione, sperimentata in tutto il romanzo seguendo gli esempi di Swift e di Sterne, permette all'autore di perfezionare la sua solita scrittura x frammenti senza rinunciare narrazione di largo respiro. Il risultato è un allargamento prospettico, poiché la vicenda del figlio e della madre appare moltiplicata da una serie di specchi, rifrangendosi in una miriade di altre tessere che anno a comporre il mosaico caotico e mai completato della realtà. Questa composizione multipla rende possibile moltiplicare anche i registri stilistici, secondo un programma già formulato nel racconto italiano: le divagazioni ammettono uná gamma di tonalità comiche o parodistiche, riproducendo il carattere stesso del suo protagonista. Poiché la Cognizione del dolore alterna e sovrappone continuamente materiali attinge diverse lingue straniere (spagnolo, francese, tedesco), ma anche ai dialetti (milanese, napoletano); concede largo spazio ai latinismi e al latino classico, sfrutta i + diversi linguaggi settoriali o tecnici (come nell'ultima citazione la terminologia scientifica e quella storico- religiosa). L'italiano della Cognizione deve molto alla lingua rinascimentale di Machiavelli e Guicciardini, ma anche all'italiano dell'800 e a quello parlato contemporaneo. Questi molteplici materiali sono adibiti dall'autore all'interno di tre registri o toni stilistici principali, che già individuava nel Racconto italiano. Il primo, "umoristico", è illustrato esemplarmente dalla pagina già citata sulle ville in Brianza e forma la struttura portante della scrittura gaddiana. II secondo deriva dalla formazione filosofica dell'Ingegnere e della Cognizione è legato a riflessioni molto vicine alla psicoanalisi. La Cognizione del dolore ha un ruolo importantissimo. É infatti nel registro sublime e lirico che Gadda scrive le pagine centrali del romanzo, dedicate al rapporto fra il figlio e la madre, con un'accentuazione della letterarietà del pathos e insieme della selezione linguistica che avvicina questa scrittura alla prosa lirica, quasi al codice aulico della poesia Le false parvenze, il ciclo vitale, la negazione Gonzalo Pirobutirro, secondo le "barocche fandonie" dei paesani, è un mitico personaggio che ha "dentro, tutti e sette, nel ventre, i sette peccati capitali": "scjoperato", "iracondo", "vorace, avido di cibo e di vino, crudele e avaro". Celibe, "nemico del popolo", senza "nessun genio", il titolare del grottesco autoritratto è poi presentato nei suoi rapporti con la madre: capace di spaventarla con minacce, di farla piangere con scenate di inaudita violenza. Quest'ultimo episodio è ricordato anche nella seconda parte del romanzo e qui il punto di vista non è degli estranei ma della madre. La figura di Gonzalo compare nel ricordo della Signora, sola nella casa durante il temporale. Gonzalo si manifesta come reduce scontroso e solitario, dalla severità cupa" e custode della "disperata memoria" del fratello scomparso, preda di una "perturbazione dolorosa" che proviene da uno strazio senza confessione". È il "male oscuro" o l"male invisibile", quello che percorre come un'ombra la prima parte del romanzo, dedicata al lungo colloquio tra Gonzalo e il medico che viene a visitarlo. La situazione ricorda quella psicoanalitica standard che Gadda ben conosceva x essere stato un attento lettore di Freud.I dialogo della Cognizione si presenta come una parodia del rapporto psicoanalitico, poiché gli interventi del medico non entrano mai in contatto con la parola del paziente. Quello cdi Gonzalo non è in realtà un dialogo bensi un monologo a volte implicito o interiore e a volte esplicito, che cataloga tutti i fantasmi ossessivi e i bersagli della sua rabbia. La piccola corte rustica che aiuta e circonda la madre, lo sgraziato dialetto lombardo, le campane, che tolgono la pace ai vivi e ai mortr", l basso muro della villa che chiunque potrebbe scavalcare, li tessi brutali consigli sessuali de medico all'insegna della normalità (andare al bordello x sfogarsi, x fare "quel che fan tutti"); tutto è occasione di un'ira incredibile che travolge Gonzalo come "un'allucinazione" e rivela la sua misantropia, la sua inadattabilità. Di fronte a questo pasticcio nauseante e disordinato dei fenomeni, l'unica barriera possibile sono il silenzio e la solitudine dell'interiorità; un'interiorità fatta di dolore e "strazio" che emerge negli scatti verbali e ancora di più nel lampeggiare del sogno. Quando Gonzalo racconta di aver sognato la madre morta nel capitolo3, anticipa il tempo futuro della scrittura, si identifica come personaggio nel punto di vista postumo del narratore: "era notte, forse tarda sera: ma una sera spaventosa, eterna.. non si poteva cancellare la disperazione, né il rimorso, né chiedere perdono di

mosche forse essa non era + la madre... non era + persona ma ombra... le mosche segnano lo spazio del ricordo e del passato, dove si cristallizza il dramma familiare, dove destino e il dolore si ripetono sempre uguali. L'intera vicenda del romanzo si svolge tra i muri di quella "casa abitata dal tarlo, nel fondo della campagna solitaria': la sala, il terrazzo, la vecchia cucina col "cerchio della lucernetta a petrolio", "le intravature spagnolesche" che la fanno somigliare a un bastimento che va "per il mare delle tenebre; e il "giardino triangolare" col suo "cancello grande [..]) mezzo marcio" e il "piccolo cancello di ferro" sul retro, col muro di cinta "solo x la veduta", semplice segno della proprietà. Nel capitolo 6 la villa, come la madre, diventa il bersaglio privilegiato delle feroci invettive di Gonzalo; invettive ambigue e bipolari, oscillanti fra il gesto distruttivo dell'iconoclasta e quello amoroso del cultore di reliquie: ‘'quello le era bastato a scongiurare la disperazione, ad acculare al di là di ogni strazio e di ogni miseria, di ogni sdrucita maglia de' suoi bimbi, di ogni scampanio, di ogni gloria, di ogni tenca, lo sporco sogghigno della morte. La Idea Matrice della villa se l'era appropriata quale organo rubente od entelechia prima consustanziale ai visceri, e però inalienabile dalla a interezza delle persone... durante 40 anni gli ormoni infaticabili della anagènesi: ciò che donna prende... quella felice ignoranza dell'abisso, del paracarro, sicchè d'un cetriolo arrivano a incoronar fuori un ingegnere [.]". Gadda aveva già scritto nel 1935-1936 un racconto, La casa,dedicato all'utopica costruzione di una casa: quell'abitazione propria che lo scrittore non volle mai possedere fino a oltre 50 anni di età, vagando x tutta la vita tra le camere di affitto, ma che qui diventa l'immaginario emblema di una monade inviolabile e autosufficiente. Nella casa, infatti, "prende dimora il Silenzio" e si riafferma la libera negazione pronunciata da un soggetto separato dal mondo.la contropartita di queto racconto è il finale della Cognizione dolore, che racconta precisamente la la violazione della casa da parte del mondo esterno, con il suo chiasso e le sue esalazioni che penetrano nel sacrario familiare trasformandolo in un caotico pasticcio. Gadda costruisce il suo romanzo in crescendo, mettendo in scena prima il custode della villa, il "peone" e poi raccontando nel capitolo 8 la storia del cavalier Trabatta e dei ladri penetrati nella sua villa accanto ai Pirobutirro. Nel capitolo 9 si ripetono l'effrazione e il furto nella villa della signora, lasciata sola dal figlio durante la notte. Due giovanotti del paese, assoldati dal Trabatta come guardiani, sentono dei rumori sospetti nella villa vicina ed entrano in casa x controllare dando poi l'allarme in paese. Sono allora i contadini a penetrare nello spazio della Madree del Figlio, profanandolo insieme ai ricordi + sacri. E la folla, il disordine, il clamore animalesco distruggono in un attimo il "signorile sussurro" degli alberi, 'isolamento perfetto della casa mentre Gadda alterna una volta di + il registro comico- grottesco e il registro lirico-aulico, quello del basso- corporeo e quello del sentimento + elevato. Gli intrusi scoprono infine la vecchia madre ferita nel suo letto, aggredita e quasi uccisa da uno sconosciuto. Su queste su queste ferie e su questo sangue il romanzo si conclude, senza rivelare il nome del colpevole ma facendo aleggiare la possibilità che sia stato Gonzalo a colpire la Signora. Gadda regola cosi i conti col passato, col suo difficile rapporto familiare, con il rimorso straziante alla morte di Adele Lehr, in una sorta di sublimata confessione di colpevolezza:"gli occhi della signora, aperti, non lo guardarono, guardavano il nulla. Un coagulo di sangue si era aggrumato, ancor vivo... 2 fili di sangue le colavano dalle narici..gli occhi erano dischiusi, Ia guancia destra tumefatta, la pelle lacerata, e anche sotto l'orbita orribile. Le 2 povere mani levate, scheletrite, parevano protese verso "gli altri" come in una difesa o in una implorazione estrema. Esse poi apparivano graffiate: macchie e sbavature di sangue erano sul guanciale e sul lembo del lenzuolo". Questa figura di corpo ferito è legata ai "compagni morti, alle atrocità belliche descritte nel Giornale di guerra e di prigionia, e richiama anche esplicitamente l'immagine del fratello Enrico, morto nell'incidente aereo del 1918. L'incarnazione femminile di questo fantasma funebre torna più spesso nella letteratura di Gadda, fino al culmine della Cognizione. La violenza sulla figura della madre sembra una sorta di rivalsa o compenso immaginario, di fronte al sadismo degli educatori o "cosiddetti genitori" che aveva oscurato gli anni dell'infanzia. Le accuse di Gadda alla severità materna

percorrono tutte le sue pagine e culminano proprio nel capitolo 5 della Cognizione sul disamore o rifiuto di affetto di cui è stato vittima. Il tema, ispirato a un verso della quarta egloga virgiliana, è certo un mito personale o a una variazione su precedenti letterari ber collaudati ma è anche una reale ossessione biografica che attraversa tutta la carriera gaddiana. Ancora 20 anni dopo La cognizione del dolore, il punto culminante di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana sarà l'atroce eppur minuziosissima descrizione del cadavere di Liliana Balducci.