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La tragedia greca, V secolo a.C., Sintesi del corso di Latino

Utile per la preparazione di un'interrogazione o di un compito scritto Approfondita ricerca sulla tragedia greca, sulle sue origini e sui principali schemi utilizzati Analisi dei principali esponenti Temi dell'importanza sociale (teatro come fenomeno di massa) Prima parziale analisi dei principali tragediografi di allora (Eschilo, Sofocle ed Euripide)

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 19/05/2020

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Francesco Pasqualini, Torino
19/05/20
La tragedia
1. La novità dell’invenzione tragica
Teatro tragico o comico:
oLa più caratteristica espressione della cultura ateniese del V secolo
a.C.
oModello fondamentale per i postumi
oTutto ciò che venne dopo si dovette misurare con essa
oEpica è narrazione
oTeatro è azione
Drama= dramma, drao= agire
oUnità di tempo e di spazio unico
oTrama unitaria senza sottotrame o divagazioni
Teatro utilizza stessi argomenti dell’epica, il mito
oNel teatro però i personaggi si staccano dalla trama principale
oCompaiono come distinte personalità, con sentimenti e pensieri
propri
Scoperta della profondità:
oImpatto emotivo molto forte
oPossibilità di scavare nei personaggi
oComprendere la loro personalità
oRiduzione dello spazio tra il mondo mitologico e lo spettatore e
l’attualità
oVicinanza allo spettatore
oTeatro tragico come culmine dell’arte poetica (Aristotele nella
Poetica)
2. Il significato culturale
Il fine non era unicamente quello di intrattenere
Divenne uno psicodramma collettivo
Esso coinvolgeva tutta la massa:
oWalter Nestle: “La tragedia nasca quando si comincia a guardare il
mito con gli occhi del cittadino”
oRiflessione sul contesto sociale della polis
oMito come metafora del mondo cittadino ateniese
Contesto:
oSi svolge nella festa in onore di Dioniso
oImportanti per la vita pubblica
oTemistocle e Pericle lo sanno e le rendono speciali
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19/05/

La tragedia

1. La novità dell’invenzione tragica

 Teatro tragico o comico: o La più caratteristica espressione della cultura ateniese del V secolo a.C. o Modello fondamentale per i postumi o Tutto ciò che venne dopo si dovette misurare con essa o Epica è narrazione o Teatro è azione  Drama= dramma, drao= agire o Unità di tempo e di spazio unico o Trama unitaria senza sottotrame o divagazioni  Teatro utilizza stessi argomenti dell’epica, il mito o Nel teatro però i personaggi si staccano dalla trama principale o Compaiono come distinte personalità, con sentimenti e pensieri propri  Scoperta della profondità: o Impatto emotivo molto forte o Possibilità di scavare nei personaggi o Comprendere la loro personalità o Riduzione dello spazio tra il mondo mitologico e lo spettatore e l’attualità o Vicinanza allo spettatore o Teatro tragico come culmine dell’arte poetica (Aristotele nella Poetica)

2. Il significato culturale

 Il fine non era unicamente quello di intrattenere  Divenne uno psicodramma collettivo  Esso coinvolgeva tutta la massa: o Walter Nestle: “La tragedia nasca quando si comincia a guardare il mito con gli occhi del cittadino” o Riflessione sul contesto sociale della polis o Mito come metafora del mondo cittadino ateniese  Contesto: o Si svolge nella festa in onore di Dioniso o Importanti per la vita pubblica o Temistocle e Pericle lo sanno e le rendono speciali

19/05/  I principali temi della tragedia sono: o Il pathos (sofferenza):  Eroe che va incontro al suo destino superando le prove della vita  Metafora condizione umana  Tragedia come parte inevitabile della vita umana secondo Steiner  Non c’è lotta tra il male e il bene, né tra il primo e il secondo  Cristiani = stoici  Il dolore redime e c’è una ricompensa nell’aldilà  Greci  Con la morte tutto finisce  La vita è l’unico grande bene o La scelta :  Tipica dell’intreccio tragico  Eroe ha due strade davanti a lui, ma entrambe portano inevitabilmente a nuovi dolori  Libertà dell’uomo porta alla sua sofferenza (libero arbitrio cartesiano)  Coraggio nell’affrontare la sorte nonostante sa che lo aspettano sciagura e infelicità o Il destino :  L’uomo crea la sua sorte  Personaggi tragici liberi di scegliere e fare autonomamente  Limitati solo dalle forze esterne  Padrone di se stesso e colpevole delle sue azioni  Tema di libertà e costrizione  Pessimismo tragico

3. Il pubblico del dramma

 E’ grazie ad Aristotele se abbiamo una così vasta conoscenza del teatro di allora  Elabora una teoria basata sui concetti di: o Mimnesis : imitazione  Funzione espressiva della poesia  Generazione realtà fantastica  Realtà che obbedisce a leggi proprie  Tutti gli artisti sono imitatori (Platone)  Difficoltà nel discernere quale sia il mondo reale e quello della finzione

19/05/

5. I primi tragediografi

 I primi concorsi drammatici hanno luogo nel 535 a.C., durante la tirannia di Pisistrato  Si svolsero nel recinto sacro di Dioniso Eleutereo  Il primo vincitore fu Tespi o Personaggio semi-leggendario  Primi tragediografi a noi noti furono: o Frinico :  Più anziano di Eschilo  Opera più celebre “ Presa di Mileto ”, da parte dei Persiani  Troppa emotività da parte del pubblico, tutti si misero a piangere o Pratina :  Noto come l’inventore del dramma satiresco  Simile per contenuti e schemi alla tragedia, con l’aggiunta dell’elemento burlesco dei satiri  Designati come bestie  Delineati come voraci e codardi  Wilamowitz: o Identifica il dramma satiresco come progenitore della tragedia o Entrambi dipendenti dall’altro o Il dramma satiresco non tocca molti argomenti profondi della tragedia  Scarica la tensione sul finale con presenze animalesche e fantastiche o Vengono utilizzati luoghi marginali e non quotidiani nel satiresco, tragedia vuole essere quanto più vicina allo spettatore possibile

6. L’organizzazione degli spettacoli

 Si svolgevano durante le Grandi Dionisie o 9-13 del mese di Elafebolione o Nelle Lenee, spettacoli comici (12-14 del mese di Gamelione)  Opere tragiche riservate soprattutto per le Dionisie o Organizzazione posta dall’arconte eponimo o Doveva scegliere tra i più ricchi a chi affidare la coregìa :  Obbligo per i cittadini più abbienti di aiutare economicamente lo Stato per l’organizzazione delle stesse  Si poteva accettare come rifiutare

19/05/  Se uno si rifiutava si chiedeva ad un altro e così via, il rifiuto comportava l’ antidosis , ovvero il baratto dei beni con chi ti aveva indicato per la coregia  Si attribuivano premi alla fine al migliore di ogni ruolo  Partecipavano tre poeti (scelti dall’eponimo) o Ognuno doveva portare una tetralogia (4 opere) o Tre tragedie e un dramma satiresco o I primi tre giorni le 9 tragedie e l’ultimo giorno il dramma  Il proagone : o L’anteprima delle tragedie o Poeti e coreghi sfilavano nell’Odeone senza maschera o Veniva presentato ciò che avrebbero messo in scena di lì a poco  Gli spettacoli erano aperti a tutti e la giuria era popolare  Volontà che la maggior parte della popolazione partecipasse poiché era un momento di formazione  Ogni giurato poneva in un’urna una tavoletta in cui c’erano scritti i poeti in ordine di merito o L’arconte le estraeva a caso e proclamava il vincitore o Anonimato della giuria

7. Le parti della tragedia

  1. Il prologo:  E’ come inizia la tragedia, un discorso preliminare  Può essere dialogico (Eschilo e Sofocle): o Nell’Edipo Re la scena si apre con le parole del protagonista o Con esso si apre inizia la vera e propria messa in scena  Oppure composto da un monologo (Euripide): o L’unico scopo di tale tipo di prologo è quello di ricapitolare l’antefatto da un personaggio o Introduzione del dramma
  2. La parodo:  E’ l’entrata in scena del coro  Esso entra attraverso i corridoi laterali ( parodoi )  Si dispone al centro dell’orchestra con 5 file da tre  Si dispone in maniera quadrangolare e non circolare come nei ditirambi  Talvolta prologo e parodo coincidono (come nelle Supplici e nei Persiani )
  3. Gli episodi:  In greco gli epeisòdia  Da dopo l’entrata del coro parte la vera messa in scena