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trascrizioni lezioni di diritto ecclesiastico
Tipologia: Appunti
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Risorgimento e religioni lettura consigliata, appunti; La frequenza vale fino a settembre 2022, prova parziale valida fino a settembre 2022, restante parte quando si vuole. Cap.1, 2, 3 il 4 capitolo non si fa, chi non frequenta non lo deve fare. Esonero orale. 5/ C’è nella vulgata popolare difficoltà di distinguere tra il diritto ecclesiastico ed il diritto canonico, il diritto ecclesiastico è l’insieme delle norme di derivazione secolare prodotte da uno stato nazionale o da una istituzione sovranazionale, dall’ONU come dall’Unione Europea, si tratta di un diritto, norme giuridiche prodotte dagli ordinamenti secolari, stati piuttosto che istituzioni sovranazionali, il diritto canonico è l’insieme delle norme prodotte dall’ordinamento della Chiesa cattolica che noi definiamo confessionale, da una parte ci sono gli ordinamenti secolari, lo stato e le organizzazioni sovranazionali dall’altro ci sono gli ordinamenti confessionali che sono la chiesa cattolica che ha un livello di organizzazione e natura giuridica altissima assolutamente comparabile con quella degli stati, ma poi andremo avanti e lo vedremo meglio, ma non solo la chiesa cattolica e quindi la religione. Diritto Ecclesiastico: pausa ore 11, metà novembre prova intermedia frequentanti; principi di diritto ecclesiastico, ne cattolica che ha un apparato ordinamentale complesso e compiuto, e come tale intendiamo delle normative che regolano la vita del fedele, dei tribunali che regolano la vita del fedele e quindi un ordinamento che abbia i tre caratteri ovvero un potere legislativo, uno esecutivo ed uno giurisdizionale, questo tipo di strutturazione ordinamentale la ritroviamo anche in altre religioni che sono diventate importantissime, dentro l’islam, l’ebraismo, dentro le chiese cristiane non cattoliche: chiese ortodosse e protestanti con autonomi apparati ordinamentali, le regole che un ordinamento confessionale adotta per governare la vita del fedele hanno un impatto sull’ordinamento giuridico nazionale secolare. L’ordinamento italiano cerca di dare risposte alle esigenze della persona, è costruito intorno all’individuo, alla persona quindi se ha un’appartenenza di fede e segue le regole della sua fede, queste regole hanno un impatto sull’ordinamento giuridico, ad esempio: le religioni anche quando non ce ne accorgiamo governano il nostro vivere, perché la domenica stiamo a casa? La domenica nella cultura dell’europa occidentale è il giorno del signore, quindi stiamo a casa la domenica perché attraverso i secoli dai romani in qua si è stabilito che il giorno in cui la maggior parte delle persone in quel momento i cristiani volevano riposare e santificare la propria festa, bisognava determinare una sospensione delle attività lavorative e civili, quindi quella che era una festa religiosa è divenuta una festa civile. Adesso non siamo più tutti cristiani, ci sono gli ebrei, i mussulmani, hanno altre festività che non coincidono con la domenica, gli ebrei piuttosto che gli avventisti hanno il sabato, i mussulmani hanno il venerdì, ci sono 2 impatti, riposiamo la domenica impatto giuridico che viene dalla storia, istanza della persona perché religiosa, che viene posta agli stati che appunto devono adottare una regola che può essere accolgo e quindi creo una norma che dice che tu a certe condizioni riposi il sabato o il venerdì oppure non accolgo, e allora si viola la libertà e l’uguaglianza che sono principi che abbiamo acquisito come valori fondanti. Questa può essere una delle interrelazioni che nascono per motivi religiosi, pensiamo anche a cosa mangiamo, anche in questo caso sussistono interrelazioni religiose, noi occidentali siamo in generale molto più secolarizzati ma persistono
alcuni comportamenti anche alimentari che teniamo o non teniamo che provengono dal nostro passato che un tempo era fortemente religioso ma che poi ha subito quella che si chiama la traslitterazione culturale e cioè da valore religioso è divenuto valore culturale, costume, pensiamo a tutti i cibi che mangiamo durante la pasqua, il natale, non mangiare la carne al venerdì, o la vigilia di natale, continuiamo ad essere legati a queste tradizioni, quando arriva un altro tipo di religione qui abbiamo maggiore capacità di capire cosa sono i cibi e le ritualità religiose. L’islam, non mangiano il maiale, non bevono alcool, usano modalità di macellazione particolare, hanno una grossa quantità di cibi che deve essere trattata secondo delle regole specifiche per cui si chiamano halal se sono cibi mussulmani o kosher se ebraici allora esistono tradizioni alimentari religiose, anche qui le incidenze per l’ordinamento sono moltissime ad esempio nell’halal e nel kosher c’è una macellazione particolare, abbiamo noi ormai maturato una coscienza nei confronti dell’animale e ci da fastidio l’idea della sua sofferenza; ma abbiamo strutturato a livello giuridico regole di macellazione che vanno incontro al benessere, si fa il previo stordimento (pistola elettrica) in maniera tale che nel momento in cui viene ucciso non soffra. I costumi fortunatamente avanza, altre culture religiose hanno conservato una tradizione diversa che non prevede il previo stordimento, quando uccidono l’animale deve essere vitale, quindi si pone il problema del diritto dell’unione che prevede il previo stordimento. Unione e stati hanno creato una deroga per andare in contro ad una deroga per la tradizione religiosa rilevante, questo ha creato una forte conflittualità con gli animalisti diversi ricorsi in corte dell’unione. Sulla base di un adeguamento ai precetti coranici quali danno al padre e alla parte maschile della famiglia il potere su quella femminile è in corsa una sanzione, ci sono regole sciaraitiche che portano ad una regolazione dei rapporti intra familiari molto diverso da quello che conosciamo, ad una disuguaglianza forte dell’uomo e della donna, ad una sudditanza molto forte e ad avere da parte dell’uomo diritto di vita e di morte; queste sono dinamiche più complesse rispetto l’alimentazione, possiamo noi scusare la reità della condotta perché quella condotta è dettata da una regola coranica o di altra religione, questo è un problema di diritto molto complesso, altre cose che impattano il rapporto tra diritto e religione sono anche nell’ambito matrimoniale, la cerimonia non è solo religiosa nel matrimonio concordatario in chiesa non c’è bisogno che mi risposi, la celebrazione religiosa vale anche per il diritto italiano, mi sono sposata in chiesa ma anche davanti alla legge non solo davanti a dio, questo vale per i cattolici ma anche per altri culti con modalità diverse, chi ha le intese è più semplice, altrimenti la procedura è più complessa. Un altro impatto è quello della salute, dell’ordine pubblico sul vivere quotidiano, pensiamo al Covid e alle limitazioni delle libertà di movimento ma anche quelle religiose che sono state affrontate con delle norme, e sono stati sottoscritti dei protocolli, degli accordi con le confessioni religiose per risolvere questo tipo di problematica. Altra tematica da affrontare è la simbologia religiosa, ci sono dei simboli religiosi come il velo nelle sue diverse accezioni, il crocifisso in aula scolastica, la simbologia è un problema molto importante, turbante del siqh (anni 70 il regno unito ha introdotto una deroga nel codice della strada per cui non dovevano indossare il casco sui ciclomotori), kirpan (segno distintivo che però di fatto è un’arma), è possibile utilizzare simbologie religiose nei marchi ma non sempre nelle pubblicità etc. queste sono le tematiche che tratteremo nella seconda parte del diritto positivo. Quasi tutta la fenomenologia religiosa riguarda il profilo individuale, quando si parla di libertà religiosa nella questione libertà religiosa ci sono sia i profili della persona, è una libertà individuale ma anche una libertà collettiva nel senso che accanto alle persone che hanno una appartenenza di fede ci sono anche le organizzazioni religiose, e così come una persona è titolare di libertà religiosa
fonti che hanno impatto fondamentale sulla vita della religione, hanno un portato normativo che deriva da una fonte scritta. Nel libro ci sono le regole di condotta del singolo fedele e della comunità, abbiamo la concezione di persona e comunità o collettività, in questo libro vengono regolati i diritti, gli obblighi della persona e poi la strutturazione della comunità in alcuni casi è meglio definita in altri meno, questi libri sono la fonte del diritto confessionale, se volessi cercare le norme confessionali che governano i religiosi devo prendere i libri sacri. Un’altra caratteristica di queste leggi sta nel fatto che in tutte e tre le leggi c’è una parte delle norme dettata in modo diverso da dio, un altro carattere che le religioni del libro hanno è di essere religioni in cui c’è stata la manifestazione di dio, ad un certo punto dio si è palesato agli uomini ed ha dettato le sue regole, religioni manifestate. Nel Buddismo Dio non esiste, non si è rivelato quindi il fatto che in queste religioni si sia manifestato ha un peso notevole, la regola viene da dio, che è importante, tutte e tre queste religioni basate su una regola dettata da dio hanno precetti particolarmente forti, hanno una capacità cogente molto forte ed è chiaro che rispetto i fedeli hanno un peso importante. C’è una precettività della norma che incide sulla regolazione giuridica del fenomeno, quando vado a confrontarmi come ordinamento giuridico moderno con una regola religiosa che ha una precettività giuridica forte, come indossare il velo, devo tener conto che la volontà della persona viene fatta fuori, perché se non fa quanto detto dal suo dio gli si genera un peccato. La libertà, la discretio iudicii, il libero arbitrio della persona è abbastanza forte, quando ho un’imposizione la precettività è maggiore e quindi si è di fronte ad una condotta umana che non è più così volontaria ed ha degli spazi di manovra di fronte al legislatore inferiore rispetto a scelte di costume, quando tocco il sentimento religioso tocco il sentimento di appartenenza forte della persona e posso determinare una sofferenza importante sulla persona e questo deriva dal fatto che si tratta di religioni rivelate e gran parte delle loro pratiche riti e costumi è dettata da dio, non tutti, l’infibulazione che è una pratica escissoria dell’organo sessuale femminile per la quale si taglia una parte dell’org. Sessuale femminile, talvolta solo le grandi labbra altre volte addirittura avviene la chiusura completa della vagina, ed è una pratica molto diffusa ed utilizzata dall’islam soprattutto di provenienza africana, ed è una pratica individuata come islamica ma non coperta dal corano, è un elemento di costume delle tribù africane divenuta come se fosse coperta dal corano, ma non lo è, il velo si invece, bisogna distinguere, l’italia ha una normativa specifica su questo genere di pratica di mutilazione che la vieta, ma bisogna imparare a distinguere un costume per motivi religiosi con fondamenti religiosi più o meno forti, nel primo caso l’ordinamento italiano è più disposto ad accogliere una soluzione di compromesso, quando il dettato religioso è più debole invece no. Altro elemento che accomuna queste religioni è che in tutti e tre i casi si tratta di religioni monoteiste, quando tutti credono nella stessa cosa vi è una coesione maggiore della comunità per questo è importante la caratteristica del monoteismo, e si determina una minore conflittualità, sono società più coese, l’ordinamento di un paese come l’italia che riconosce moltissime religioni allora l’ordinamento deve trovare un livello di normativa migliore, e bisogna educarsi ad accettare la differenza dell’altro. Il monoteismo per lungo tempo ha portato con sé una forte intolleranza religiosa perché nel momento in cui sono monoteiste non ammettono che il dio degli altri abbia capacità salvifica, quando studio la storia religiosa dei romani, è vero che ognuno ha il suo dio, a giove è riconosciuta stessa capacità salvifica di giunone, quando arrivano le religioni monoteiste il principio è cristo è l’unica via per la salvezza e se non credi in cristo tu non solo sei pericoloso per te ma anche per me, generi una tentazione verso l’errore, per i mussulmani l’unica via verso la salvezza è allah, vedremo che tollerano in modo
importante gli ebrei e i cristiani ma in generale chi non crede in allah è infedele, sei pericoloso per te stesso, perché ti danni e per la comunità e qui scatta anche il “ti uccido” e quindi l’intolleranza religiosa ha avuto un forte peso nella storia ed è qualcosa con cui dobbiamo confrontarci sotto il profilo giuridico vista la presenza di normative che puniscono un certo tipo di atti e sotto il profilo culturale.
Ebraismo E' la prima delle religioni monoteiste importanti che si affermano nella storia. Non avendo fonti scritte la collocazione della nascita dell'ebraismo, che sicuramente deve essere attribuita ad Abramo, viene in generale collocata nel 1800, 2000 a.C. , nel bacino Medio orientale, in Asia minore, nell'area della Palestina. Qual è il contesto socio culturale e socio religioso in cui nasce l'ebraismo? Siamo in una situazione tribale , fatta di tribù nomadi che vivono nel deserto, molto dedite alla piccola pastorizia , piuttosto che alla caccia. Non sono delle realtà stanziali e da un punto di vista della strutturazione comunitaria non hanno un ordinamento come quello che conosciamo noi oggi. Esiste una tribù, che può essere costituita da 50/ 100 persone, con un suo capo e delle regole interne che governano la comunità. Dentro queste regole interne c'è il profilo religioso, c' è il capo tribù e anche lo stregone inteso come uomo di religione. La religione è di tipo politeista: credono al soffio del vento, al culto delle pietre, ecc, ed hanno dunque una situazione di politeismo come tutte le altre religioni del periodo. Ad un certo punto, compare in mezzo a loro Abramo che, secondo le cronache, già all'età di tre anni comincia a sentire la voce di un solo dio, che matura poi negli anni e nei secoli (loro hanno questa gente tipo Matusalemme che vive tipo 800 anni). All'età di 75 anni, Abramo sente in modo più importante la voce di dio, ha un contatto con il divino in cui gli viene detto che ciò in cui aveva creduto fino ad allora, in particolare il politeismo e la strutturazione della comunità attorno ad un credo politeista è sbagliato. Quindi, dio lo invita a superare quel tipo di tradizione e a creare una nuova comunità, portandosi fuori da quella che è la comunità che lui conosce per appunto crearne una nuova. C'è, in questo elemento, la sovversione, perché viene sovvertito l'ordine precostituito che si conosce. Ed è questa una cosa che accade a tutte le religioni nascenti. Quindi Abramo segue l'indicazione di dio e , seppur all'inizio parte solo con la moglie ed il figlio, crea questa nuova comunità che poi prenderà il nome di ebrei e di popolo di Israele. Nei passaggi della storia di Israele che è ultramillenaria ( 2000 anni in più del cristianesimo) tra i momenti focali: cattività d'Egitto durante la quale il popolo ebraico sperimenta per la prima volta la forza del monoteismo , nel senso che pur essendo schiavi , e lo saranno per tanti anni, restano un popolo coeso, anche se sottostanno ad un regime che ha altre regole non favorevoli a loro , grazie all'appartenenza religiosa. Quindi credere tutti ad una stessa religione, rende la comunità forte e cementa il rapporto comunitario. ● Inoltre, la cattività egiziana dà luogo ad un altro fenomeno: quando gli ebrei uscirono da tale cattività sotto la guida di Mosè , quest'ultimo, ad un certo punto del loro viaggio, ricevette le tavole della legge da dio. Quindi si sviluppa all'interno di questa dinamica religiosa il fattore della LEGGE, perché in un primo momento , nella predicazione di Abramo e di coloro che vennero dopo di lui, i figli e i diversi profeti, non c'era le legge scritta , che invece arriverà con i dieci comandamenti. Da lì si svilupperà il Libro della religione ebraica.
Qual è il libro che governa l'ebraismo? ● La TORAH scritta che consiste nei primi 5 libri della Bibbia( per noi Vecchio Testamento) ; accanto ad essa c'è anche una Torah che oggi è ugualmente scritta, ma nasce come orale. Questo perché nei primi secoli di vita dell'ebraismo, quando tale religione era ancora una nazione ( dopo l'uscita dalla cattività egiziana, l'ebraismo arriva in Palestina, si struttura con grande fatica e crea una nazione) , questa si comporta come tutte le altre nazioni, per cui vive stabilmente, si dota di giudici e di una strutturazione comunitaria complessa, dando luogo anche ad una applicazione interpretata, in un certo senso evolutiva, di quella che è la Torah scritta. Si creò, perciò, una casistica durante la quale ci furono sacerdoti, dei maestri della legge che leggevano la Torah scritta e poi la applicavano. Quindi nel corso dei secoli, questo tipo di interpretazione (che noi chiameremo autentica) è stata poi scritta.Perciò c'è una Torah con testo scritto da sempre che consiste nei 5 libri e una Torah che nasce come orale , ma oggi è sedimentata. ● Accanto a questo testo, ne esiste un altro che è il TALMUD , che si avvicina moltissimo a quelli che sono i nostri codici , poiché è organizzato come se fosse un testo unico di tutte le leggi. Dentro di esso, diviso in sezioni, si troveranno regolamentate:
L’ebraismo,primo dei monoteismi importanti che si affermano nella storia,è caratterizzato da questi 3 aspetti: il patto,la legge e la terra promessa,che li rendono un popolo,una nazione unica perché non fanno proselitismo. Che cosa significa? Significa che proprio perché loro utilizzano una specie di paradigma giuridico contrattuale,il contratto vale solo per quelli che l’hanno stipulato e quindi c’è dentro lo stesso concetto. Quando Dio chiama Abramo il patto che stipulano è tra di loro: tra Abramo (e progenie) e Dio. Si diventa ebrei perché si nasce ebrei,da madre ebrea. Non ci si può convertire? Certo che ci si può convertire,però la conversione non è certezza assoluta che quella regola che Dio ha dato per gli ebrei vale pure per te. E’ un po’ strano da pensare,voi dovete pensarlo per i secoli: gli ebrei sono sempre stati considerati una popolazione aggressiva per questa loro grande coesione e quindi come un pericolo dentro le comunità,e quindi come dire:”Guardate noi il proselitismo non lo facciamo,per noi la regola data da Dio è solo per noi”,è diventato uno strumento di protezione. I contenuti del patto: il primo è il monoteismo che,da un punto di vista giuridico,non ci pone nessun tipo di problematica. Premessa: gli ebrei sono presenti sul territorio italiano da sempre,hanno una loro storia, soprattutto di ghettizzazione in tutta Europa ma nell’era moderna (con tale intendendosi vicinissima a noi,dal regime fascista in poi),hanno uno status giuridico particolare: le comunità ebraiche sono tutelate, durante il regime fascista che con un decreto le riconosce come “enti di diritto pubblico”,e quindi tutela estremamente forte. Oggi,quel tipo di strutturazione è stata superata dall’Intesa,ex art. 8 comma 3 Cost,cioè un accordo tra le comunità ebraiche e l’Italia,sulla base del quale le comunità ebraiche sono enti tutelati. La legge che attua l’Intesa è una legge rinforzata e quindi c’è una forte tutela a favore di tali comunità. Dentro l’Intesa vengono anche regolate tutta una serie di pratiche,riti ed esigenze della comunità ebraica,tra cui quelle che ora andiamo a vedere. L’Intesa è lo strumento attraverso cui si traduce in una norma giuridica che vincola sia lo Stato che i soggetti privati,al rispetto delle esigenze religiose ebraiche che sono state recepite. Quali sono le regole che impattano sul diritto? Il monoteismo non più di tanto. Ci sono invece una serie di riti di passaggio (dalla nascita alla morte): il primo per i maschi è la circoncisione, atto attraverso il quale ogni singolo individuo sottoscrive/rinnova il patto,quando nasci sei ebreo per nascita,il rinnovo avviene tramite circoncisione,8 giorni dopo che si nasce. Stiamo parlando di un individuo incapace di intendere e di volere, dunque un soggetto a cui viene praticata la circoncisione per volontà dei propri genitori. Sotto il profilo giuridico,nell’Intesa non vi è alcuna norma che si occupa della circoncisione, ma l’intesa la tutela. In Italia non abbiamo divieti per la circoncisione,anzi per lunghi anni è stato un servizio sanitario nazionale, perché nasce in origine per sopperire ad esigenze igienico sanitarie,poi però tale pratica è uscita dai servizi offerti dallo stato ma comunque non viene vietata,resta assolutamente valida. A differenza dell’infibulazione che è vietata perché non è uguale alla circoncisione. In Germania si è tentato di introdurre in via giurisprudenziale il divieto alla circoncisione,tentativo non riuscito. Allo stato attuale in Europa tale pratica è legale dappertutto. La circoncisione non genera la disfunzione dell’organo,come invece accade nel caso di infibulazione. Non vale ovviamente per le donne: nessuna pratica equiparabile alla circoncisione nel caso della bambina.
Poi ovviamente ci sono altre feste: per quanto riguarda le altre festività funziona come tutti gli altri culti che hanno l’intesa: quando si va a fare il calendario delle festività civili,si inseriscono all’interno queste feste. Presso il Ministero dell’Interno c’è uno specifico ufficio,la Direzione Generale Affari di Culto,che si occupa della disciplina dei culti in Italia. Quindi le comunità ebraiche comunicano qual è il giorno esatto in cui cadono le loro festività. Nel calendario delle festività civili vengono inserite anche queste ultime. Dunque,in questi giorni,non possono essere realizzati esami,concorsi pubblici ecc. Nel rapporto di lavoro siamo nella dinamica che ho detto prima. Un’altra pratica prevista dalla regolazione ebraica riguarda l’alimentazione. Le prescrizioni alimentari sono numerosissime,hanno una specie di voyeurismo,esagero,scusate se c’è qualche ebreo mi perdoni. Il concetto è il seguente: ci sono una serie di animali che sono vietati,alcuni permessi,altri consigliati/sconsigliati. Perché si sono messi a scrivere queste prescrizioni? Di base l’origine è igienico-sanitaria,le regole religiose governano la comunità,noi oggi abbiamo una roba che si chiama Ministero della Salute che dice come devono essere trattati gli alimenti. Siccome nelle culture tribali non c’è il Ministero della Salute,tutta questa normativa viene messa dentro le norme religiose e quindi sono le norme religiose che regolano questa roba qua. È chiaro che col Ministero della Salute,la possibilità di derogare e dire “io mi mangio la mozzarella scaduta di 10 gg” ce l’ho,se invece la regola viene da Dio,io la mozzarella scaduta da 10 gg non me la posso mangiare. Prendiamo un esempio più serio: gli ebrei tra le altre cose non possono mangiare i frutti di mare… perché i frutti di mare? Uno potrebbe dire “ma io me lo mangio lo stesso”,e ok però te lo mangi contro la legge di Dio. Non si mangiano perché quelli abitavano in mezzo al deserto,considerate se si prendevano un’ostrica che si portavano dal Mediterraneo fino in mezzo al deserto,col cavallo eh non avevano l’aereo,probabilmente poteva essere tossico. Quindi la normativa aveva la funzione di tutelare la salute pubblica. Quello però che volevo farvi capire è che quando il precetto viene da Dio ha una forza maggiore. Quindi ci può essere l’ebreo che dice “vabbè ma è una norma di illo tempore” come ci può essere l’ebreo che rispetta la norma.Quindi è evidente che noi abbiamo oggi la necessità di andare a tutelare anche come ordinamento giuridico,quelle prescrizioni alimentari. Significa che dobbiamo fare spazio ad una delle regole che sta alla base delle prescrizioni alimentari:la macellazione rituale. La quale prevede che l’uccisione dell’animale sia effettuata da sveglio in modo particolarmente vitale,l’animale viene sgozzato e gli si taglia la gola mentre si tranciano sia le vie aeree che le altre vie di circolazione sanguigna. Tutto questo perché l’animale deve essere in grado di trattiene il sangue è soggetta a marcirsi più velocemente. Anche qui,siccome a quei tempi non avevano il frigo e soprattutto il sale,era necessario trovare una soluzione per mantenere la carne più a lungo senza pericolo per la salute individuale e pubblica. Secondo l’attuale sensibilità di tutti noi quella regola produce una sofferenza per l’animale ed inoltre non è più necessario per conservarla fare tutta quella roba lì. Il dettato sia della legge ebraica che di quella islamica, però, dice che l’animale dev’essere vigile. Per questo motivo gli ebrei rifiutano il previo stordimento. Dagli anni ‘70 è stato inserito,a livello comunitario,l’obbligo di previo stordimento,con la deroga per motivi religiosi per macellazioni rituali.
Perciò,morale della favola, attualmente,se è vero che non ci sono più le esigenze di carattere igienico-sanitario e se è vero che questa forma di macellazione può confliggere con quelli che sono i valori di una parte della comunità europea,resta quella regola. Regola iscritta anche nell’intesa. Tale ritualità dà luogo ad una specifica certificazione della carne: si chiama kosher. C’è un enorme mercato,non tanto del kosher quanto dell’halal,cioè stessa certificazione ma islamica. Dunque c’è un forte interesse commerciale a mantenere questo tipo di macellazione perché forse gli ebrei non sono tanto numerosi ma i musulmani sono numerosissimi nel mondo. Secondo le stime degli USA stiamo attorno ai tre milioni di dollari sul mercato mondiale. Altre pratiche,ovviamente è la morte un altro rito di passaggio. Le religioni prevedono le modalità con cui ci si seppellisce. La particolarità nel caso ebraico sta nel fatto che la legge ebraica prevede la sepoltura perpetua: il corpo può essere messo in una cassa (al contrario dell’islam), sotto terra,non può mai più esser tirato fuori. Nel nostro caso,prima o poi tutti noi veniamo tratti da una bara dentro la quale eravamo stati messi,le nostre ossa vengono messe in una scatoletta più piccola,messa in un’altra zona del cimitero. Nasce un bel problema perché o ci riempiamo i cimiteri oppure va trovata un’altra soluzione. Nel cimitero grande di Roma c’è uno specifico settore per gli ebrei,che non sono numerosissimi in Italia,e che quindi sopperisce a tale esigenza. Però voi potrete trovare in giro per il mondo dei cimiteri molto particolari, per esempio il cimitero ebraico di Praga: ci sono tutte specie di montagnette e tutte croci l’una sull’altra. Rispondono a questo tipo di esigenza: non potendo dar luogo alla dissepoltura, hanno fatto gli strati e quindi sullo stesso cubetto ci sono diverse salme e perciò diverse croci. Anche le sepolture sono protette dal nostro ordinamento. L’ultimo profilo che dobbiamo guardare uscendo da quella ritualità, riguarda più in generale quello che è il rapporto tra religione e diritto nell’ebraismo,perché io ho detto che tutte queste regole sono religiose che noi,come Stato,abbiamo accolto. In ogni caso gli ebrei,anche in assenza di una normativa come quella delle intese,non si mettevano mai fuori legge perché nell’impostazione ebraica c’è comunque la volontà di rispettare le norme degli Stati in cui si va ad abitare. Ci è chiara la concezione che esiste una norma religiosa ed esistono le norme degli Stati che devono essere rispettate. Tale consapevolezza degli ebrei nasce dal fatto che gli ebrei hanno sempre vissuto in Stati che non erano governati da una nazione ebraica, come ospiti poco desiderati dentro ordinamenti giuridici che avevano una impostazione generalmente cristiana. Di solito sono state rispettate le loro regole con la tecnica del ghetto: gli si diceva “basta che stai a casa tua,vivi in una comunità isolata,non mi crei problemi”. Quando è arrivato lo stato moderno,noi abbiamo dato evidenza giuridica a quelle regole. Sto insistendo su questo perché voglio che voi comprendiate che nell’impostazione ebraica c’è questa consapevolezza di distinzione. Ci sono una serie di regole ebraiche che noi non accettiamo: come ad esempio il divorzio,se questo viene pronunciato da un tribunale rabbinico non sarebbe valido nell’ordinamento italiano. Se io e mio marito siamo una coppia ebrea e ci siamo sposati con rito ebraico,il mio matrimonio può avere effetti civili. Se io e lui divorziamo davanti ad un tribunale rabbinico,per lo stato continuiamo ad essere sposati. La consapevolezza della separazione è l’effetto della loro storia, cioè del fatto che hanno vissuto sempre divisi. Effetto che si sono paradossalmente portati dietro quando hanno creato una nazione ebraica, lo