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Riassunto del capitolo di Trifone tratto dal libro "il potere dei conflitti" di Abbamonte
Tipologia: Appunti
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Prima che si istituisse a Roma l’unica corte di Cassazione sussistevano cinque corti regionali di Cassazione: a Milano.,Torino,Napoli,Palerno e Roma.Vi era un primo progetto Cassinis che prevedeva un giudizio di revisione da parte di corti decentrate ed un'unica corte suprema che doveva giudicare sulla legittimità delle loro decisioni.Accanto a questo progetto consacrato in diversi congressi,a partire dal 1872 fino al 1903 vi erano altri progetti che prevedevano l’unica corte di Cassazione a Roma immediatamente sovraordinaria al secondo di merito ,con conseguente abolizione delle cinque corti regionali.Tuttavia era necessario garantire l’uniformità della giurisprudenza per cui occorreva prendere posizione tra il modello francese e quello tedesco: non era importante quel dei due scegliere purchè si arrivasse a garantire l’indipendenza della suprema magistratura dall’esecutivo.Ed infatti nel 1885 il Procuratore generale di Torino,Vincenzo Tavami disse che le corti regionali dovevano scomparire a favore dell’unica corte suprema che si trova al vertice della piramide.Infatti la Cassazione con l’uniformazione della giurisprudenza manteneva l’unità del diritto e garantiva il rispetto dell’interesse pubblico superiore a quello dei privati.Prima di lui però Giovanni Carcano reputava la difesa degli interessi dei privati come un principio liberale inconfutabile: lo stato deve essere al servizio dei cittadino e non viceversa.Sia Tavani che Carcamo partivano dal principio secondo cui la legge è solo una astrazione per cui ,spettava al magistrato tradurla in una regola vivente : chiaramente questa precisazione conduceva l’avvocato ed il procuratore generale a condizioni opposte.Secondo Calmaro la terza istanza delle Corti regionali non rappresenta il verbo ed è opportuno che essa giudichi oltre che nel fatto anche nel diritto.A differenza invece,della superba cassazione che pretende di diffondere una scienza astratta.Qualche anno più tardi alla corte di Cassazione di Napoli prendeva la parola Enrico Pessina il quale evidenziava le sante battaglie degli avvocati,che erano dei veri combattenti della giustizia legati da un vincolo di solidarietà con la Magistratura.Ma ancora una volta rimaneva il problema dell’unicità della legge rispetto alla mutevolezza del diritto. Quindi secondo il Pessina non vi è nessuna sottoposizione gerarchica delle corti di cassazione regionali a quella romana alla quale era riconosciuta una superiorità puramente morale.Anche Paolo Figlia si era dichiarato favorevole alla pluralità della corti di cassazione.Egli era del parere favorevole alla terza istanza.Tuttavia la sorte delle corti regionali era segnata .Infatti la legge Zanardelli nel 1888 unificò le cassazioni penali e favori la formazione delle sezioni Unite in materia civilistica e commerciale.Ma negli anni cinquanta del 900 era ancora aperta la vecchia questione tra cassazione e terza istanza.Anche se l’unica differenza tra la Corte di Cassazione e la Corte Suprema era che la prima non potesse modificare la sentenza impugnata.Prima di arrivare cq al pensiero di Zanardelli occorre ricordare anche l’opinione del Mortara che aveva un opinione differente sull’accentramento della Cassazione a seconda che si trattasse di materia civile o penale.Infatti lui prevedeva per la materia penale la conservazione delle corti regionali in modo da far si che la giustizia penale fosse vicina ai cittadini in tutti i passaggi. Invece per la giustizia civile,che persegue la dichiarazione della verità,dovevano sussistere i due gradi di giudizio, mente l’unico mezzo di riesame della questione giuridica doveva essere affidato alla cassazione.Sempre secondo il Mortara doveva essere eliminata la pratica del rinvio ad un Tribunale diverso da quello che aveva pronunciato la corte sentenza di cassazione,ma al massimo il rinvio andava fatto allo stesso tribunale che aveva già deciso la lite.La consacrazione definitiva dell’unicità della corte di Cassazione avvenne con Mariano D’Amelio nel 1923: con un regio decreto infatti fu sancito che la cassazione non faceva altro che acquisire la trasformazione delle esigenze sociali.Anche Piero Calamandrei la cassazione svolgeva questa funzione ,secondo il suo modello “puro”la Cassazione savrebbe dovuta essere unica e il suo sindacato limitarsi ai soli errori in iudicando,per l’uniforme interpretazione della giurisprudenza,senza conglizione degli
errori in procedendo.Contro la tesi del Calamandrei si sarebbe schierato Giuseppe Chiovenda,secondo il quale giudizio di leggitimità della cassazione comporta sempre delle considerazioni anche sul merito.Infatti secondo quest ultime la revisione della Corte di Cassazione non riguardava solo gli errores in iudicando ,ma anche gli errores in procedimento .Secondo Satta, la Cassazione doveva abbandonare l’originario”misticismo”.Non a caso il legislatore ha provveduto con alcune riforme :equiparazione tra mezzi d’impugnazione ordinari e straordinari,equiparazione di appello e cassazione ecc.Il problema era quello di ridimensionare,per non dire capovolgere,la priorità degli interessi tutelati dalla decisione sull’esistenza del diritto d’impugnativa.L’interesse pubblico alla NOMOFILACHIA è sempre soggettivato,cioè dipendente dal ricorso del singolo per la soddisfazione del suo interesse privato.Non esisterebbe dunque uno scopo della Cassazione al di fuori della forma concreta giuridicamente assunta dalla pretesa di parte.Per quanto riguarda i rapporti con la Costituzione l art 111 sancisce la garanzia del ricorso per Cassazione per violazione di legge contro le sentenze.La Cost. quindi garantisce non solo l interpretazione della norma sostanziale ma anche delle norme relative al procedimento.In pratica secondo Calamandrei il giudizio di Cassazione si avvicina a quello di revisione nel merito con la differenza che le corti di revisione decidano direttamente al momento di riformare la sentenza impugnata.Dunque il giudice di Cassazione rischiava di vedere trasformato il proprio ruolo in quello di terzo giudice della giustizia del singolo caso.Per quanto riguarda la funzione attuale della Corte di Cassazione possiamo dire che dopo la riforma del 1990 e del 2005, vi è stata la riforma del 2006 che ha stabilito al comma 2 dell’art 384 che la corte quando accoglie il ricorso? La sentenza rinviando la causa ad altro giudice,il quale deve uniformarsi al principio del diritto o cq a quanto statuito dalla corte ovvero decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto. Per quanto riguarda i rapporti tra la Corte italiana e quella tedesca pur avendo d’Amelio riconosciuto che non vi fosse differenza tra corte di revisione germanica e cassazione italiano,in quanto entrambe registrarono esigenze sociali in trasformazione,si può dire che la similitudine finisce qui in quanto a differenza della corte di Cassazione italiana quella tedesca,nel decidere sul merito procede ad una autonoma valutazione del fatto il che preclude il rinvio agli accertamenti dei giudici dei gradi inferiori. Riguardo al concetto di NOMOFILACHIA,essa consiste nel compito della C.C. di vigilare sull’esatta e uniforme interpretazione della legge.Se nel corso degli anni si è cercato d impedire che fosse questa,le ultime riforme hanno manifestato un’inversione di tendenza.In particolare la riforma del 2012 ha introdotto gli articoli 348 bis,ter con i quali si è stabilito che l’ordinanza che dichiara l’inammissibilità dell’appello può essere oggetto di ricorso x cassazione solo x omesso esame circa un fatto decisivo x il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.Quesata riforma introduce un notevole limite alla possibilità di ricorrere x Cassazione x vizio di motivazione.Equesto è a Favore della nomofilachia pura.