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Appunti / riassunto sul libro di Tullio De Mauro intitolato “Prima lezione sul linguaggio”
Tipologia: Appunti
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La memoria a breve durata dura all’incirca dai sei ai sette secondi. La nostra memoria è come un magazzino e le parole vengono immagazzinate ma solo alcune restano impresse. Per farsì che te le parole rimangono impresse c’è bisogno di qualche sorta di collegamento, come ad un aggettivo, a un contesto, ecc… I memi (in inglese meme) sono le unità funzionali della nostra memoria. I memi creano collegamenti con le parole, con i nostri amici, con la nostra famiglia, e altri insieme di gruppi, ecc… Così le parole rioperano sulla memoria e costituiscono un elemento forte della nostra identità personale, familiare, sociale, culturale, nazionale. Anche il campo lavorativo, ogni lavoratore sarà ignorante rispetto alle terminologie adoperate da altri lavoratori, oppure nelle diverse regioni italiane verranno adoperate parole culturali ignare a ciascuna delle altre regioni e viceversa. In una lingua, nei suoi suoni, nelle sue parole con i loro sfumati significati e depositata la memoria profonda e l’identità di un popolo. Ci permettono di elaborare sogni, fantasie, paure, emozioni, idee, ragionamenti, speranze, programmi e progetti per le nostre azioni e imprese future. Nelle parole di cui disponiamo prendono corpo istruzioni per azioni successive, ordini, progetti, programmi, prescrizioni. nelle parole nascono esperienze reali e possibili, l’intera vita di un essere umano è coinvolta dalle parole. L’apparato vocale umano è un complesso di strumenti, a fiato, a corda, a arco, a percussione… e il cervello è il direttore d’orchestra. Nella natura solo gli esseri umani hanno sviluppato la capacità di usare le parole, il resto degli animali usa metodi diversi di comunicazione. Ad ogni modo le parole non sono tutto e non sono necessariamente presenti in ogni istante della nostra vita, per esempio quando compiamo diverse azioni, quando apprezziamo immagini o musiche, o quando risolviamo problemi operativi usando l’esperienza. Tuttavia le parole, anche se non in evidenza, sono l’operazione indiretta e non evidente della realizzazione delle forme di esperienza accennate precedentemente. Tuttavia le capacità innovative e complesse di ragionamento non sono limitate solo alla specie umana. Non tutto il razionale è verbale. Il parlare un linguaggio fa parte di un’attività, una forma di vita. Non è possibile collegare le parole a un solo ambito della vita umana, la poesia o la ragione o la prassi. Le parole da sole non bastano, le diverse scienze come la semiologia e la linguistica, ci hanno portato alla nascita della linguistica tesutale che analizza i testi e come le parole e le frasi si organizzano per dare luogo a un testo. Dal 900 in poi è chiaro anche agli specialisti che le parole ci accompagnano non solo quando produciamo enunciati e testi, ma anche quando li riceviamo e cerchiamo di comprenderli. Le parole ci accompagnano anche nel silenzio dell’ascolto e della lettura. De Mauro procede indicando come al tempo di Ippocrate, quest’ultimo abbia categorizzato il parlato tra i sensi dell’olfatto, udito, gusto, tatto, vista. Questi ultimi si realizzano per capacità fisiologiche interne stimolate dall’esterno, il parlato è incondizionato dall’esterno. È un’attività libera dalle altre attività fisiologiche del nostro corpo. I cinque sensi e il parlato possono essere modificati, la differenza sta nel fatto che le modifiche dei cinque sensi sono indipendenti dalle nostre scelte mentre per il parlato sono dipendenti da noi (possiamo alzare o abbassare la voce ma non possiamo scegliere di vedere al buio o di cambiare gusto di qualcosa che stiamo mangiando).
Per Croce e Chomsky la funzione del comunicare non è una caratteristica primaria del linguaggio umano, per loro il linguaggio è un vento dello spirito, un dispositivo irrelato, secondariamente un accessorio che si piega ai compiti dell’interazione comunicativa. Per altri invece il comunicare e il mettere in comune i saperi è essenziale per la comunicazione. Ci sono 3 punti da tenere in considerazione: