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In questo file si parla in modo semplice di cosa è l'Umanesimo. Vi mostro le seguenti tematiche che vengono trattate: 1- La cultura umanistica e il rapporto Umanesimo/Rinascimento. 2- La filologia. 3- La nuova figura dell’artista. 4- La missione del dotto e la realtà̀ del cortigiano. 5- La rivalutazione del corpo umano e della dignità̀ dell’uomo. 6 - Il Rinascimento maturo. 7- Inattualità̀ dell’Umanesimo?
Tipologia: Appunti
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1- La cultura umanistica e il rapporto Umanesimo/Rinascimento. L’Umanesimo rappresenta la cultura della civiltà rinascimentale (1500). Il suo nome deriva da Humanitas che si contrappone alla Divinitas , perciò sulla consapevolezza di una separazione tra l’umano e il religioso e fissa la sua attenzione sulla natura umana, non perché sia ateo, ma perché rivendica i diritti naturali dell’uomo che il medioevo aveva ignorato. Questo comporta l’idea che il medioevo fosse un’età buia, di secoli oscuri, che l’Umanesimo non considera e tende quindi a ricollegarsi al mondo classico e pagano (loro cancellano il medioevo perché credono che sia inutile da un punto di vista culturale ) mentre giudica il medioevo negativo. I punti fondamentali dell’Umanesimo sono 3: rinascita degli studi classici (che sono la perfezione, la bellezza, la scelta dei vocaboli) e filologici applicati ai testi antichi, recupero dei valori del mondo classico , compresa la lingua latina. Infatti gli umanisti scrivono spesso in latino; rivendicazione dei diritti dell’uomo naturale come si era rivelata nelle epoche classiche. Mentre nel Medioevo le persone erano condizionate dalla cultura religiosa, nel Rinascimento si rivendica la natura dell’uomo con i suoi istinti naturali e quindi si ricollega all’ individualismo (ogni uomo ha un carattere proprio), che comporta la laicizzazione della cultura (senza condizionamenti religiosi), processo già cominciato con Petrarca e Boccaccio; distinzione tra passato e presente cioè coscienza della distanza storica. Il medioevo si basava sulla continuità tra passato e presente, non aveva coscienza della distanza storica (il mondo è come se si fosse fermato), mentre l’Umanesimo ha una netta coscienza della distinzione tra passato e presente. 2- La filologia. La filologia (studio delle parole e dei testi antichi) comporta la scoperta dei codici (testi, opere) del passato che spesso i monaci medievali avevano trascritto. Altra attività della filologia è definire l’esattezza di un testo. Bisogna collazionare (prendere) tutti i documenti di questo testo, confrontare fra loro parola per parola, confrontare i documenti con altri, che la tradizione indiretta come la citazione da parte di altri autori ci ha tramandato. Così si ricostruisce il testo esatto di un autore. Ad esempio Lorenzo Valla scoprì così la falsità della donazione di Costantino cioè del documento con cui la chiesa iniziava il suo potere temporale con le terre date dall’imperatore. A metà del 1400 si inventò la stampa, vi sono molte stamperie (quella più famosa era quella di Manuzio a Venezia) alle quali ricorrono i filologi cioè si stampano i libri. La stampa dà una maggiore dignità ai testi che acquistano un maggior valore rispetto a quelli trascritti a mani a inchiostro. Si studiò anche il greco oltre al latino perché caduta Costantinopoli in mano ai turchi molti studiosi fuggirono in occidente portando con sé codici (opere) di autori greci (Platone, Aristotele) che si possono leggere direttamente in lingua greca e non più a mezzo di traduzioni dall’Arabo. 3- La nuova figura dell’artista.
Con l’Umanesimo si trasforma la figura dell’artista. Il medioevo non aveva dato grande importanza agli artisti che erano rimasti anonimi, quello che contava era Dio, con l’Umanesimo l’artista diventa una figura di primo piano, importante, è una immagine di Dio perché è un nuovo creatore. L’artista dell’umanesimo rivaleggia con gli antichi artisti , li imita e così il viaggio a Roma diventa quasi obbligatorio per visitare i grandi monumenti del passato. Così gli artisti cessano di essere artigiani e diventano degli intellettuali perché studiano i documenti del passato. Altro aspetto interessante è la nascita del collettivismo d’arte (fare collezione di opere d’arte) che determina un cambiamento di temi. Prima a commissionare opere d’arte erano le chiese, i religiosi. Ora (inteso il tempo storico dell’Umanesimo) sono i collezionisti d’arte , principi, i ricchi che commissionano dei temi che possono essere anche laici e spesso acquistano opere d’arte senza averle prima commissionate (dare l’incarico di fare un quadro). Perciò i pittori fanno quadri non più dietro commissione, sicuri che qualcuno li acquisterà e questo produce un cambiamento dei temi per cui accanto a temi religiosi ci sono anche temi profani (non religiosi). 4- La missione del dotto e la realt à̀ del cortigiano.del cortigiano. Un altro aspetto dell’Umanesimo è l’importanza della figura del dotto (il sapiente, il colto) nei suoi aspetti contradittori. Il dotto è un saggio , sa di svolgere una missione superiore nel campo dell’animo, della cultura, dei valori umanistici e artistici. Il dotto ha coscienza della sua superiorità rispetto alla gente comune perché ha a che fare con l’arte. Ma nello stesso tempo , di fatto, i dotti sono segretari , cortigiani a servizio del principe, chierici alla corte del papa, costretti a svolgere compiti burocratici (devono essere oratori, scrivere opere per esaltare il principe, le gesta di un casato). Perciò da un lato sono un corpo separato di letterati a servizio della gloria per mezzo della parola (esaltare il principe tramite la parola che acquista una grande importanza come dice Cicerone “ orator est vir bonus discendi peritus ” ovvero “l’oratore è un uomo bravo, esperto della parola”); dall’altro lato i dotti sono addetti alla burocrazia e questo determina in loro delle frustrazioni e contraddizioni. Questa ambivalenza è propria del dotto tra superiorità e inferiorità nella realtà. 5- La rivalutazione del corpo umano e della dignit à̀ del cortigiano.dell’uomo. Questa nuova situazione culturale produce una rivalutazione del corpo umano (tipo l’indivualismo e gli istinti dell’uomo), una rivisitazione della dignità dell’uomo e la nascita della pedagogia. Il corpo umano era stato sacrificato nel medioevo, ora è un microcosmo che riflette il macrocosmo (un piccolo che riflette l’universo), come esempio della perfezione , della creazione divina. Nel medioevo il corpo dell’uomo non era considerato, anzi, era disprezzato, era importante solo lo spirito, l’anima. L’ Umanesimo riscatta l’uomo, che è ingegno e materialità corporea e porta quindi ad un recupero della dignità dell’uomo , del valore della personalità umana. Nasce così la pedagogia che presuppone che l’uomo sia capace di foggiarsi (fare) il proprio destino; attraverso l’educazione l’uomo si costruisce da sé il proprio destino (non è più stabilito dall’alto, dal caso). Altro aspetto è la rivalutazione della tecnica , della macchina dell’ingegneria e significativa è la figura di Leonardo Da Vinci. L'uomo di vitruviano è la rappresentazione grafica delle proporzioni del corpo umano descritte nel trattato “De architectura” di Vitruvio, I sec. a.C. È l’immagine di un