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Riassunto completo sull'Umanesimo (letteratura italiana)
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Ci sono scontri incessanti tra le fazioni, c’è bisogno di pace e di una stabilità politica e insieme alle ambizioni di dominio da parte di individui o famiglie potenti nascono le Signorie. Poi le Signorie si trasformano in Principati dove viene riconosciuto il diritto di ereditarietà del titolo e c'è la legittimazione del potere da parte dell' imperatore dal Pontefice le conseguenze furono che tutti i poteri sono trasferite nelle mani del principe ( c'è la politica interna e politica estera, l'amministrazione della Giustizia e l'imposizione di nuove leggi e tasse), Il cittadino si trasforma in tutti, formazione della Corte (che era composta da funzionari e amministratori artisti intellettuali e si forma il fenomeno del mecenatismo). Le Corti umanistiche erano quelle di Mantova I Gonzaga, Urbino e Montefeltro, Ferrara e gli Este gli intellettuali erano tre gruppi
intellettuale colti e la maggioranza era della popolazione che parlava il dialetto e quindi ci fu una rottura tra lingua letteraria e lingua parlata FORME LETTERARIE IN ETA’ UMANISTICA In prosa latina c'erano le epistole, i dialoghi e trattati, la storiografia e la memorialistica. Le epistole erano uno strumento di discussione e divulgazione di questioni culturali e gli autori principali furono Poggio Bracciolini e Angelo Poliziano. I dialoghi e i trattati si ispirano ai grandi modelli classici cioè Platone Cicerone, rappresentavano il mezzo più adatto per trasmettere contenuti del dibattito ideologico di età umanistica e affrontavano tematiche molto varie, con argomento filosofico morale gli autori furono Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, con argomenti politici c'erano Coluccio Salutati e Giovanni Pontano, con argomenti artistici c'erano Piero della Francesca e Leon Battista Alberti e con argomento linguistico e fisiologico c'erano Leonardo Bruni e Lorenzo Valla. La storiografia e memorialistica si ispirano ai grandi modelli latini come Sallustio Livio e Tacito, la storia non è più considerata come disegno della provvidenza divina ma come opera dell'uomo, dedicano grande attenzione alle vicende politiche e alla descrizione delle diverse tradizioni culturali. Per la storiografia gli autori furono Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini e per la memorialistica Enea Silvio Piccolomini. Nella poesia in volgare invece c'era la poesia lirica, canti carnascialeschi e poesia burlesca, i poemetti mitologici ed encomiastici, la poesia bucolica e poema epico cavalleresco. La poesia lirica era apprezzata soprattutto in ambiente cortigiano e le soluzioni formali e tematiche sono ancora incerti e provvisorie, i maggiori autori furono Jacopo Sannazaro e Matteo Maria Boiardo. I canti carnascialeschi e la poesia burlesca avevano una produzione legata alla celebrazione di alcune feste popolari, soprattutto il carnevale, si basano su l'esaltazione della giovinezza dei piacere, sul capovolgimento dei valori e dei comportamenti convenzionali. I principali autori furono Lorenzo de' Medici Angelo Poliziano è il Burchiello. I poemetti mitologici ed encomiastici riprendono stili e tematiche diffusi nella letteratura classica e si tratta di una poesia prevalentemente narrativa e descrittiva. Principali autori furono Lorenzo de' Medici e Angelo Poliziano. La poesia bucolica si ispira la poesia bucolica greca alla Tina, costituisce l'esempio più raffinato del nuovo gusto classicheggiante, esalta il desiderio di una vita naturale e spontanea è critica gli intrighi e all'uso delle corte, il principale autore era Jacopo Sannazaro. Il poema epico cavalleresco è una poesia colta e raffinata che prende spunto dalla tradizione orale e Popolare dei cantari, può ispirarsi alla tradizione comico burlesca, si propone di esaltare il codice cortese cavalleresco e di farlo rivivere nell'ambiente delle Corti quattrocentesche. I principali autori erano Luigi Pulci e Matteo Maria Boiardo. In prosa in volgare c’è la novellistica. Prende spunto dal modello di Boccaccio, in alcune raccolte è evidente lo scopo didascalico o moraleggiante e trionfa il gusto per il motto tagliente la battuta di spirito. I principali autori furono Giovanni Gherardi da Prato, Masuccio salernitano e Antonio Manetti. In poesia latina c'è la poesia lirica, si ispira ai grandi modelli latini e si tratta di Versi musicamente eleganti e raffinati. E principale A Tore era Giovanni Pontano. Nel teatro in volgare c'erano le sacre rappresentazioni e le favole pastorali. Le Sacre rappresentazioni sono destinate a un pubblico Popolare, sono spettacoli di ispirazione religiosa, ma accolgono anche spunti di tipo laico e comico. Principali autori erano Feo Belcari, Bernardo Pulci, Lorenzo de' Medici. Le favole pastorali sono destinate al pubblico colto e raffinato della corte, e prendono ispirazione dalla mitologia classica e dalla poesia bucolica. I principali autori furono Angelo Poliziano, Niccolò da Correggio, Matteo Maria Boiardo.