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RIASSUNTO BREVE SULL'UMANESIMO
Tipologia: Sintesi del corso
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formarsi le prime biblioteche pubbliche : a Firenze nasce la biblioteca Laurenziana, a Roma la biblioteca vaticana e a Venezia la biblioteca Marciana.
3. Intellettuali e pubblico L’intellettuale laico , nell’ambito della Firenze repubblicana sopravvive la figura dell’intellettuale comunale. Il tipo di intellettuale che diviene dominante è quello cortigiano , che si colloca cioè nell’ambiente della corte; questo intellettuale si trova alle dipendenze di un signore. La subordinazione al potere e la professionalità sono i due principali aspetti che differenziano questa figura da quell’intellettuale cittadino. Il maggiore o minore grado di libertà di espressione deriva dall’atteggiamento dei principi: in quest’età essi devono concedere ai letterati cortigiani. I chierici , l’unica alternativa che si offre agli intellettuali che non vogliono entrare alla dipendenza dei principi è la condizione clericale. Gli intellettuali potevano trattare argomenti profani. Il continuo aumento dell’intellettuale favorisce la circolazione e lo scambio di idee tra i vari centri. Un pubblico elitario , la concezione umanistica della cultura è strettamente elitaria: la produzione umanistica è a circuito chiuso. Si crea un distacco nettissimo della cultura alta e quella popolare. Per quanto riguarda la scelta linguistica, in un primo momento si afferma ritorno al latino come lingua letteraria di prestigio, mentre nella seconda metà del secolo si assiste ad una rivalutazione del volgare. 4. Le idee e le visioni del mondo Il mito della rinascita , si diffonde fra uomini di cultura italiani l’idea che i secoli precedenti siano da considerare come un periodo di barbarie. Anche se per i moderni risulta ormai chiaro che il medioevo non fu un’epoca di barbarie e di rozzerie, il concetto di rinascita conteneva un autentica verità: la consapevolezza che era nata una civiltà nuova. La visione antropocentrica , il medioevo aveva una concezione del mondo di tipo teocentrico: Dio era posto al centro dell’universo. Ora invece si afferma una visione antropocentrica in cui l’uomo si pone al centro della realtà che vive. Si afferma una visione ottimistica dell’uomo, che appare sicuro e ricco di forze. Per questo uno dei temi prediletti della cultura quattrocentesca è l’esaltazione della dignità dell’uomo. Questo rovesciamento della visione non implica affatto il rifiuto della spiritualità cristiana, al contrario questa è un’età profondamente religiosa. Infine l’ultraterreno non viene negato, ma si rivendica il valore autonomo della realtà mondana.; ne scaturisce un atteggiamento teso a ricercare il piacere senza sensi di colpa. Il rapporto con i classici e l’imitazione , gli intellettuali del Quattrocento sono affascinati dal mondo classico. Si afferma così il principio di imitazione, che sostituisce il principio d’autorità tipico della cultura medievale. E difatti, le manifestazioni della vita intellettuale e sociale, recano i segni inconfondibili di quest’imitazione. L’imitazione però non può essere passiva, non può mirare a una meccanica riproduzione. I classici sono modelli ideali a cui tendere, ma ciò che conta davvero è scoprire la propria individualità e costruire un mondo spirituale che risponda alle esigenze del presente. La riscoperta dei testi antichi e il greco , nel medioevo molti autori non venivano più letti, comincia così un’intensa ricerca dei manoscritti antichi. Inoltre nel mondo occidentale era venuta a mancare da molti secoli la conoscenza della cultura greca. La scoperta della prospettica storica , vi è una differenza qualitativa nel modo di accostarsi ai classici; gli intellettuali medievali non avevano piena conoscenza delle differenze tra passato e presente, mentre gli uomini di cultura del Quattrocento appaiono consapevoli del distacco che si è venuto a creare rispetto all’antichità. La filologia e la scienza umanistica , con gli umanisti si afferma una nuova scienza, la filologia , che studia i testi e li ricostruisce in modo critico. Occorreva un accurato confronto tra le varie copie. Un esempio è la