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Umanesimo e Rinascimento: Differenze e Connessioni, Appunti di Italiano

differenze tra umanesimo e rinascimento

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/01/2020

Camisen
Camisen 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO, LA DIFFERENZA – Qual è, quindi, la differenza tra
Umanesimo e Rinascimento? I due concetti sono, per molti tratti, estremamente simili
e sovrapponibili. In generale, possiamo affermare che se l’Umanesimo è il movimento
ideologico e prettamente letterario in cui iniziano a farsi strada le nuove idee che
abbiamo sopra elencato, il Rinascimento è il periodo storico con cui, proprio per via di
questa rivoluzione del pensiero, si segna l’inizio di una feconda e ricchissima
produzione artistico-letteraria. Lo stesso termine “Rinascimento” venne coniato dagli
intellettuali dell’epoca, convinti di vivere un momento di rinascita delle arti, della
cultura, della fiducia nell'uomo e nelle sue capacità.
L’Umanesimo, quindi, non può esser visto come qualcosa di separato dal Rinascimento:
pur avendo con esso qualche differenza, il primo movimento confluì nel secondo e
diede vita ad una delle epoche più feconde della nostra storia nazionale.
L'Umanesimo fu un fenomeno culturale che prese vita in Italia negli ultimi anni del XIV
secolo e che si sviluppò in Europa nel Quattrocento. L'elemento caratterizzante di
questo movimento culturale fu la riscoperta della cultura dell'antichità classica greco-
romana.
L'origine del termine "Umanesimo"
Il termine Umanesimo prende il nome da humane litterae, le discipline letterarie,
storiche e filosofiche tipiche dell'uomo su cui posero l'attenzione gli studiosi del
Quattrocento, che riportarono alla luce e reintrodussero nella cultura occidentale i
classici latini e greci rimasti sepolti per secoli nelle biblioteche dei monasteri e
nell'Impero bizantino.
In contrasto con quanto accadeva nel Medioevo, considerato dagli Umanisti un'epoca
barbara e oscura, gli studiosi del Quattrocento misero l'accento sulla capacità
dell'uomo di agire nella vita civile e politica e si accostarono ai classici con la volontà di
far rivivere, attraverso lo studio e l'imitazione, le virtù del mondo antico.
Fattori che hanno portato alla nascita dell'Umanesimo
Gli elementi che favorirono la nascita e lo sviluppo dell’Umanesimo in Italia furono:
? Le città dell'Italia centro-settentrionale, e in particolare Firenze, erano
caratterizzate da vitalità economica e culturale
? La presenza di numerose biblioteche, monasteri e università dove erano
conservati i testi antichi
La formazione giuridica di molti intellettuali, basata sullo studio del diritto
romano, che aveva reso familiare il mondo antico.
L'opera di riscoperta dei testi antichi venne avviata nel Trecento dal poeta Francesco
Petrarca che, in una biblioteca, ritrovò le Epistole di Cicerone. Petrarca è considerato il
fondatore dell'Umanesimo perché fu il primo ad avvicinarsi ai classici nel tentativo di
riscoprire lo spirito della civiltà antica.
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UMANESIMO E RINASCIMENTO, LA DIFFERENZA – Qual è, quindi, la differenza tra Umanesimo e Rinascimento? I due concetti sono, per molti tratti, estremamente simili e sovrapponibili. In generale, possiamo affermare che se l’Umanesimo è il movimento ideologico e prettamente letterario in cui iniziano a farsi strada le nuove idee che abbiamo sopra elencato, il Rinascimento è il periodo storico con cui, proprio per via di questa rivoluzione del pensiero, si segna l’inizio di una feconda e ricchissima produzione artistico-letteraria. Lo stesso termine “Rinascimento” venne coniato dagli intellettuali dell’epoca, convinti di vivere un momento di rinascita delle arti, della cultura, della fiducia nell'uomo e nelle sue capacità. L’Umanesimo, quindi, non può esser visto come qualcosa di separato dal Rinascimento: pur avendo con esso qualche differenza, il primo movimento confluì nel secondo e diede vita ad una delle epoche più feconde della nostra storia nazionale. L'Umanesimo fu un fenomeno culturale che prese vita in Italia negli ultimi anni del XIV secolo e che si sviluppò in Europa nel Quattrocento. L'elemento caratterizzante di questo movimento culturale fu la riscoperta della cultura dell'antichità classica greco- romana. L'origine del termine "Umanesimo" Il termine Umanesimo prende il nome da humane litterae , le discipline letterarie, storiche e filosofiche tipiche dell'uomo su cui posero l'attenzione gli studiosi del Quattrocento, che riportarono alla luce e reintrodussero nella cultura occidentale i classici latini e greci rimasti sepolti per secoli nelle biblioteche dei monasteri e nell'Impero bizantino. In contrasto con quanto accadeva nel Medioevo, considerato dagli Umanisti un'epoca barbara e oscura, gli studiosi del Quattrocento misero l'accento sulla capacità dell'uomo di agire nella vita civile e politica e si accostarono ai classici con la volontà di far rivivere, attraverso lo studio e l'imitazione, le virtù del mondo antico. Fattori che hanno portato alla nascita dell'Umanesimo Gli elementi che favorirono la nascita e lo sviluppo dell’Umanesimo in Italia furono: ? Le città dell'Italia centro-settentrionale, e in particolare Firenze, erano caratterizzate da vitalità economica e culturale ? La presenza di numerose biblioteche, monasteri e università dove erano conservati i testi antichi La formazione giuridica di molti intellettuali, basata sullo studio del diritto romano, che aveva reso familiare il mondo antico. L'opera di riscoperta dei testi antichi venne avviata nel Trecento dal poeta Francesco Petrarca che, in una biblioteca, ritrovò le Epistole di Cicerone. Petrarca è considerato il fondatore dell'Umanesimo perché fu il primo ad avvicinarsi ai classici nel tentativo di riscoprire lo spirito della civiltà antica.

La riscoperta degli antichi, continuata nel Quattrocento da Poggio Braggiolini con il ritrovamento di Lucrezio, mise in evidenza la necessità di approcciare i testi antichi secondo nuovi principi. Da questo nacque la filologia, l'indagine critica condotta sui testi e sui documenti per stabilirne l'autenticità e ricostruirne l'integrità così da arrivare a una corretta comprensione. Maestro della filologia fu Lorenzo Valla, che applicò i principi della nuova scienza agli autori latini ma anche alla Bibbia e ai documenti storici. In una prima fase la riscoperta del mondo classico si concentrò sulla romanità. La riscoperta del greco, rimasto sconosciuto a gran parte dei letterati latini, iniziò solo verso la fine del Trecento quando, dall’Impero bizantino, arrivarono studiosi conoscitori della lingua. Secondo gli Umanisti l'educazione doveva essere finalizzata a formare un uomo virtuoso e impegnato nella dimensione civile. Per questo venne sviluppata una pedagogia alternativa che non si basava sui metodi repressivi e sull'apprendimento a memoria. Molti Umanisti si impegnarono nella realizzazione di scuole in cui l'insegnamento tradizionale delle discipline letterarie si univa ad altre con il fine di raggiungere un equilibrio in tutte le attività umane. Una volta formato, l'uomo doveva operare nella vita civile e politica: l'unione tra culto della classicità e impegno etico-politico caratterizzò profondamente l'Umanesimo. La stampa a caratteri mobili, inventata dall'orafo tedesco Johannes Gutenberg nel 1450 , ebbe grandi conseguenze per la storia umana e fu un importante mezzo di propagazione degli ideali dell'Umanesimo. Dalla Cina giunse la tecnica per stampare intere pagine che venivano modellate versando del piombo fuso in stampi di terracotta. L'innovazione di Gutenberg consistette nel creare singoli caratteri di piombo, che erano assemblati per comporre pagine intere e che potevano essere riutilizzati all'infinito. Nel 1456 il primo libro stampato fu la Bibbia in latino e in poco tempo il libro a stampa - meno costoso rispetto ai manoscritti creati sino ad allora e quindi accessibile a un pubblico più vasto - divenne il mezzo privilegiato dagli umanisti per diffondere le nuove idee. Le stamperie si diffusero rapidamente in tutta Europa.