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Valutare le competenze nella L2, Monica Barni (Riassunto), Sbobinature di Linguistica

Riassunto del libro Valutare le competenze nella L2, di Monica Barni

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

Caricato il 01/10/2025

anna.mariniello
anna.mariniello 🇮🇹

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Valutare le competenze – Monica Barni
Linguistica e economia sembrano avere un legame, Nonostante appaiano diverse per
oggetto e metodo di ricerca. L’incontro tra le due discipline può favorire lo sviluppo di
risorse per le teorie della misurazione e valutazione delle competenze. I quadri di
riferimento della valutazione linguistica si collocano su un piano di neutralità
atemporale, caratterizzati da un criterio oggettivo: fanno sì che la valutazione in qualche
modo si istituzionalizzi. Sarebbe giusto ritenere invece che i criteri di valutazione
debbano essere aperti alla novità e all’evoluzione. Così una prima contraddizione è
quella di bisogno di innovazione da un lato; freno istituzionale e di conservazione
dell’altro. Le competenze di un apprendente L2 Sono caratterizzate da andamenti
“avanti e indietro”, con progressi accelerate atrofizzazioni e regressioni. Sarebbe
opportuno ritenere che l’apprendente L2 debba costruire un linguaggio che diventi il
suo; che sia frutto di contatto e dello scontro, degli squilibri e delle contraddizioni.
Attraverso il contatto tra la L1 e l’ignoto mondo-linguaggio della L2, il soggetto crea i
propri comportamenti comunicativi e stabilisce la relazione con gli interlocutori,
dovendone anche gestire le conseguenze davanti alla non parità di collocazione sociale
e di ruoli interattivi. Infatti è possibile che durante l’interazione tra interlocutore nativo e
non nativo, si creino strumenti di marginalizzazione sociale del non nativo. Ciò che
bilancia, a fronte di postazioni asimmetriche, è l’interesse personale. La scelta di
consolidare le competenze comunicative in L2 è segno di volontà di investimento nel
capitale simbolico. Proprio quest’elemento, permette alla competenza di perdurare nel
tempo. A fronte della complessità delle interazioni comunicative qual è la posizione della
valutazione? In un mondo di oggettività, si affida la valutazione delle competenze
linguistiche a norme, nonostante la lingua sia per definizione un atto unico e irripetibile
che non può prescindere dall’individualità del singolo parlante. Appare chiara quindi la
discrepanza tra la norma e l’assoluta variabilità delle situazioni comunicative. I sistemi di
misurazione e valutazione delle competenze si collocano su un piano delle istituzioni
sociali che, per il ruolo che investono, devono prendere atto delle contraddizioni in atto.
Le contraddizioni fra norme e comportamento, istituzionale e individuale esistono:
bisogna ridurne gli effetti negativi.
Introduzione. Il CILS (
Certificazione di Italiano come Lingua Straniera
) è il primo centro
di ricerca, nato negli anni Novanta, con lo scopo di certificare la competenza in una L2, in
questo caso la lingua italiana. Ancora, con il decreto presidenziale della Repubblica n. 19
del 2016, è stata istituzionalizzata la classe di concorso A23
Lingua italiana per discenti
di lingua straniera
, dedicata al reclutamento di insegnanti in possesso di un quadro di
riferimento teorico tecnico e metodologico per l’insegnamento della lingua italiana a
stranieri. Si prende atto del fatto che esistono pochissimi corsi dedicati al tema della
valutazione linguistica: nella maggior parte dei casi la riflessione non è specificatamente
dedicata alla lingua come oggetto di valutazione, ma rientra nel più ampio ambito
pedagogico. Tuttavia è chiaro che valutare la competenza linguistica ha caratteristiche
differenti da qualsiasi altro contenuto disciplinare. L’unico corso in Italia che prepara gli
insegnanti di lingua straniera o di italiano L2 sul tema della valutazione linguistica pare
svolgersi all’Università per stranieri di Siena:
Principi di Language Testing
.
Visalberghi, anticipando di decenni i temi, riteneva che la valutazione dovesse liberarsi
dagli aspetti competitivi, di emulazione malintesa, che sfociano nell’uso dei voti, delle
classifiche, delle graduatorie: tecniche di confronto che immiseriscono le ambizioni e
tarpano le ali ai veri interessi. Tuttora non solo i voti non sono scomparsi, ma queste
tecniche di confronto e la competizione hanno acquisito un peso ancora più forte nella
scuola. Non dimentichiamo l’ingresso delle certificazioni internazionali prodotte da
grandi enti come Cambridge English o – per l’italiano e per l’inglese – le prove nazionali
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