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SINTESI VIDEO ART YEARBOOK , STUDI VISUALI
Tipologia: Sintesi del corso
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Forse il primo a fissare su nastro elettromagnetico un evento artistico da principio alla fine è stato il tedesco Gerry Schum, con i suoi famosi filmati dedicati agli eventi spettacolari della Land Art (La Land art è una forma d'arte contemporanea sorta negli Stati Uniti d'America tra il 1967 e il 1968 caratterizzata dall'intervento diretto dell'artista sul territorio naturale, specie negli spazi incontaminati come deserti, laghi salati, praterie, ecc. Le opere hanno spesso carattere effimero.) Per un momento infatti i fatti artistici esistevano nel momento in cui venivano fatti, quindi la loro esistenza continuava nel Recording, nelle registrazioni dovuti a mezzi digitali. Le riprese eseguite da Shum (’60) non avvenivano ancora su nastro elettromagnetico, non erano di natura elettronica, ma sfruttavano la vecchia tecnica fotochimica dell’impressione su pellicola e solo in seguito si compiva il travaso su nastro. Barilli, contattò Schum nel 72 per la partecipazione alla Biennale di Venezia con i suoi video. Tra il fine del 69 e l’inizio 70, Barilli e Tommaso Trini, si riunirono per realizzare una Biennale giovani, a Bologna. Fu Trini a segnalare che il fatto nuovo di cui si parlava negli ambienti di avanguardia era proprio la videoarte. Così Barilli realizzò un accordo con la Philips, con il quale anno a contattare tutti gli artisti esponenti del fenomeno della videoarte, dell’arte povera, assecondando le richieste più pazze. Esempio artisti: Gilberto Zorlo, Gino de Dominicis, Kounellis (pagina 8/9, rivedi), Ciò che persuase a Barilli fu la validità del mezzo. Carpire la realtà in tempo reale, seguendo su monitor gli effetti della ripresa. Negli stessi ani frequentava Cesare Zavattini.? Con il video l’arte diventa cinetica, tanto sospirato da tutte le avanguardie storiche. Il movimento implica la registrazione di gesti e attività corporali, che sono alla base di quelle arti della performance in ambito anglosassone. Barilli era convinto della supremazia dell’attività perfomrativa, così organizza dal 77 al 84 un festival tutto dedicato alla performance, alla GAM di Bologna. La performance viene ancora prima del video. Però con il video la performance non si dilegua nel nulla. Walter Pater disse nel tardo ottocento (decadentismo) “ tutte le arti tendono alla musica “., Barilli dice “tutte le arti tendono alla performance”. Dunque le opere video sono il FRUTTO ULTMO della creatività estetica, il collettore di tutti i rami della sensoriali. Il miraggio utopistico enunciato da Wegner, di giungere al WORT-TON-DRAMA (Il termine indicava l'ideale di teatro in cui convergono musica, drammaturgia, coreutica, poesia, arti figurative, al fine di realizzare una perfetta sintesi delle diverse arti. Futuristi, surrealisti e costruttivisti sembrano riconoscere nelle potenzialità del cinema le risposte alla lunga ricerca sull'opera d'arte totale, il potere di fondere, in misura superiore a qualsiasi altra espressione artistica, sensazioni tattili, visive, sonore, olfattive.) Aristotele si occupava di Poetica: ci sono prodotti che necessitano tempi lunghi, sviluppare una trama, intreccio. I video invece non devono ambire a dotarsi di trama, non raccontano una storia, ma offrono un PLENUM SINESTETICO, e per questo restano appannaggio dei critici del visivo. Aristototele nella sua Poetica si occupava solo di grandi organismi narrativi. Non esitava neanche le manifestazioni verbali brevi, ma questo settore era da lui affidato AI TRATTATI DI RETORICA.
Fare video intervenendo sulla realtà, captare i problemi secondo modalità sociologiche e antropologiche e l’obiettivo di molti artisti che si apprestano a fare video, per superare le barriere ideologiche. La funzione del video d’artista ci da un succo concentrato di una realtà. Ci troviamo di fronte ad un alleggerimento costante ricorrendo alla molla dell’ironia, che è tipica di società evolute. Ed è grazie a questa che siamo in grado di prendere le distanze da una visione troppo pesante della realtà, mettendo in luce il modo leggero, ma profondo, i fatti positivi e negativi. Gia dal simbolismo, il mondo veniva sintetizzato, non più super descritto come nelle correnti naturaliste. Forme simbolicamente economizzata ci davano una visione profonda del mondo. E oggi in più si coniuga l’ironia. Con le neotencologie si abbatte ogni tipo di barriere, c’è più libertà. I video provocano sfondamenti brillanti e comunicano mobilita alle pareti delle gallerie o altro mostrando così il loro stesso dinamismo. I lavori possono ora accendersi di luci, colori, suoni usati. Alla neutralità die colori di allora si sostituisce la vivacità dei colori di oggi. Tramite il video si puo intervenire nell’ambiente, negli spazi pubblici, con differenti messaggi che cambiano a seconda della psicologia di gruppo. L’arte, secondo l’autrice deve pentetrare nelle case di tutti, uscendo dai sacri recinti. Il rapporto con la RAI è stato importante per questo. “Fuori Orario”, riuscendo a rimuovere molti linguaggi e stereotipi Questo ha dato la possibilita agli artisti di interagire con il mondo della pubblicità, che come l’arte, ha un forte potere di spunti già messi in campo dalle avanguardie storiche: giochi linguistici, slang stranieri, mutamento toni ecc. FUTURISMO: rimane fortissimo a livello di idee e di infinite possibilità di aperture che di volta in volta vengono offerti dalle nuove tecnologie. PADRE MOVIMENTO: Filippo Tommaso Marinetti. Se i futuristi pur ricorrendo a energie legate alle tecnologie di stampo elettromagnetico, rimanevano anche fedeli al meccanico .? Ancora oggi è importante l’indicazione del futurismo di cogliere la realtà in modo SINESTETICO: sviluppando quindi tutto il nostro apparato sensoriale e potenziando le nostre capacità udite, tattili, gustative. Gli strumenti moderni massmediali risultando ottimi portatori di questo. Bisogna acuire la nostra sensibilità nell’intento di ampliare i campi e le modalità di contatto con la realtà. Oggi tutto si confonde in un flusso vitale che vede spesso la predominanza della sonorità. L’estensione della sensibilità porta anche una maggiore capacita di cogliere aspetti micro emotivi della vita. Nelle recenti produzioni video ritroviamo la tendenza di dare forte dignità a elementi infinitamente piccoli. Il futurismo si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche. Marinetti, insomma, ha intuito l’essenza della vita futura, la positività di convivenza tra razze, suoni , luoghi. INFORMATI DI PIU SUL FUTURISMO E VEDI I VIDEOCLIP NEL PARAGRAFO.
Costruire un riferimento al divenire della cultura visiva contemporanea su un discorso analogo proposto da ERWIND PANOFSKY 1927. Le argomentazioni che seguono cercano una risposta affermativa in seno ai rapporti che intercorrono oggi tra arte, estetica, e nuovi media (mediologia), VIDEOMORFOSI: ricalca l’ipotesi secondo il quale il video può essere considerato una forma simbolica della cultura visiva contemporaneo e rappresenta un momento stilistico dell’attuale ciclo tecnologico. Il video come forma simbolica è da intendersi come meta medium, diverse forme espressive che convergono diverse componenti materiali e intellettive che plasma l’intera sistema culturale contemporanei. Video: sinonimo di immagini plasmate dal movimento. Un continuum visivo inarrestabile e fluttuante. Il video di artista sembra ripercorrere lo stato grezzi, fenomeni di cultura visiva contemporanea. NOZIONE PANOFSKYANA; FORMA SIMBOLICA. Se dobbiamo collegarlo alla storia dell’arte: forme simboliche attraverso le quali viene connesso a un concreto segno sensibile e intimamente identificato con questo un contenuto spirituale, appartenente alla sfera delle idee, concetti, pensiero, cultura tout court. D’altronde è nell’attività simbolica che risiede l’elemento che permette all’uomo di costituirsi all’interno della cultura. Il valore delle fome simboliche è conferito all’interno del sistema culturale che le legittima come tali, e questo è fortemente storicizzato. Ogni forma simbolica è plasmata dall’humus culturale che l’ha prodotta. Videomorfico: la protesi simbolico percettiva dell’uomo contemporaneo. DUE SGUARDI : PROSPETTICO E VIDEOMORFICO: e considerare alcune differenzie circostanziali volte a legittimare il ruolo del video eletto a forma simbolica dell’età contemporanea. CULTURA PROSPETTICA E CULTURA VIDEOMORFICA. Mentre la rappresentazione prospettica dell’età moderna è affidata alle abilità pittorico manuale dell’artista - a partire INVECE dall’invenzione della fotografia questo processo viene meccanizzato, automatizzato, delelgato alle qualità intirnsiche del dispositivo. 1884: PRIMO DISPOSITIVO ELETTRONICO, L’ELEKTRISCHES TELESKOP, per la scansione meccanica di immagini in movimento. CULTURA PROSPETTICA(età moderna) E CULTURA VIDEOMORFICA(attualità contemporanea):
SILVIA GRANDI, VIDEOANIMAZIONE vs REALISMO VISIVO. Video nasce in ambito artistico nella metà dei 60 per pensare all’immagine elettronica in modo diversi: infatti il video si oppone alla pesantezza della televisione generalista e da forma alo sguardo personale di piccole comunità, in contrapposizione allo sguardo falsamente universale, il video diventa una specie di fratello povero. I primi artisti sono stati spinti da una forte esigenza di contrapporsi alla cultura ufficiale della tv, ma ben presto si trasforma in sperimentazione videoartistica. Negli 80 si assiste al progressivo abbandono dei dispositivi ingombranti e costosi per far posto a mezzi di ripresa più agili e economici. Questo influenzerà non poco la cultura visiva dei secondi anni 80 e 90. Attraverso il croma key, paint box, motion capture odierno, capace di trascrivere su forme plastiche virtuali le movenze dei personaggi reali si assiste ad una normalizzazione dei nuovi software digitali. Il linguaggio dei videoartisti negli ultimi decenni si è avvicinato sempre più al linguaggio di massa dei videoclip musicali, perdendo quella rigidità tipica delle prime sperimentazioni, per acquisire invece frammentazione, ritmicità, grafica giovanilismo. L’oggetto audiovisivo, oggi , è pur nella sua immaterialità, un prodotto che racchiude in se contenuti espressivi che un tempo erano tenuti ben separati nei vari generi. (Documentario, intrattenimento, arte ecc.) basta pensare a YouTube. Oggi la necessita di essere sempre presenti e connessi, sta spingendo il pubblico verso un abbandono della tv tradizionale che non rende possibile un intervento diretto del fruitore. Oggi invece la partita si gioca calandosi all’interno di situazioni artificiali. Il linea con il crescente bisogno di essere sempre presenti, di partecipare alle vicende, si assiste oggi ad un ritorno ortodosso del realismo televisivo, che arriva alle esasperazione voyeristiche dei reality show. Sin dall’inizio la videoarte si era presentata da un lato come una componente realistica, dall’altra come una sperimentale. Quella del realismo in cui gli artisti affrontano tematiche attuali, arrivando anche a manipolarle e renderle al limite dell’assurdo, che trasfigurano la situazione di partenza per arrivare all’irrealtà totale, E quelli invece in cui si sceglie direttamente il terreno della finzione, dell’immagine e del disegno, adottando tecniche riconducibili all’animazione. L’animazione si pone per sconfinare nel terreno della fantasia e dello humor, consente di esse sintetici, astratti, du dare una visione del mondo attraverso una lente simbolica e concettuale. Questo filone sembra implodere fin dalle origini, si pensi al primo film di Duchamp, Anemic Cinema, incentrato su oggetti o disegni in movimento. A ciò si aggiunge anche la ricchezza cromatica, le ambientazioni fantastiche, tipica del cinema d’animazione. Se torniamo indietro e pensiamo alla volontà futurista, di far muovere le immagine pittoriche, risulta evidente la similitudine tra questo pensiero avanguardisti e il disegno animato. La nostra epoca ci ha ormai abituato a ragionare in modo sintetico, a riconoscere simboli e icone al primo sguardo perché c’è un mutamento dell’assetto mentale, che ci avvicina allo scorrere degli eventi con una volontà onnivora, in cui tutto si produce e si consuma in fretta. Non deve stupire che i nostri videoartisti non siano rimasti insensibile a queste nuove frontiere del digitale. Molti artisti si sono anche rifatti a quella che è l’impostazione ella grafica disney pixar, Nintendo. Se prima, nei 60, le icone usate nell’animazione erano fisse, immobili, dichiaravano la loro ascendenza fumettistica, in una lineare piattezza, in sintonia con il clima della pop art.
Con la computer art invece, 70,80, aveva prelevato invece dal repertorio delle immagini elettroniche, rimanendo però legata a formulazioni geometrizznti. Dai 90, con l’intorudzione dei monitor a maggior definizione, la computer grafica facilita l’unica dei rigidi schemi, dei pixel, permettendo di ammorbidire le linee, di renderle sinuose, mescolare effetti grafici a linee vettoriali. Apple fa uscire il software Kid Pix, una versione per bambini per modificare, comporre e montare. Anche nella videoarte si vede nascere un vero e proprio filone dedicato all’animazione, a sua volta diviso e frammentato in varie correnti. Esempi di lavori in 3D: Giovanni Kronenberg e Diego Zuelli, che ci catapultano in atmosfere artificiali al limito del surreale. Rebecca Agnes, Eva Marisaldi ecc.