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Appunti esame di "Studi visuali", Appunti di Cultural Studies

Appunti esame di "Studi visuali": videoarte

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 12/04/2024

giovanni-beltramini
giovanni-beltramini 🇮🇹

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Studi visuali
Esordi del video nell’arte degli anni 70
Tv as a Creative Medium Howard Wise Gallery, New York, Maggio 1969
- Prima mostra statunitense dedicata al video.
- Frank Gillette e Ira Schneider, Wipe Cycle, 1969.
- Nam June Paik e Charlotte Moorman, Tv Bra for living sculpture, 1969.
Radical software
- Una delle prime riviste sull’uso del video come mezzo artistico
e politico.
- Fondata nel 1970 da Phyllis Geshuny Segura e da Beryl Korot,
è andata avanti fino al 1974.
- Tra i redattori erano coinvolti anche Frank Gillette, Ira
Schneider e Paul Ryan (che allora collaborava con Marshall
McLuhan).
Body Works a cura di Willoughby Sharp, Museum of Conceptual Sharp, San
Francisco, Ottobre 1970
- Altra mostra statunitense di rilevante importanza.
- Da qui iniziano a confluire tra loro il concetto di fisicità primaria e di immaterialità (del
software).
The Kitchen
- Laboratorio fondato da Steina e Woody Vasulka nel
1971 presso il Mercer Arts Center (Greenwich Village,
manhattan).
- 1973: Il centro si sposta a SoHo, dove resta fino al 1986,
per poi stabilirsi definitivamente al 512 di West 19h
Street.
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Studi visuali

Esordi del video nell’arte degli anni 70

Tv as a Creative Medium – Howard Wise Gallery, New York, Maggio 1969

  • Prima mostra statunitense dedicata al video.
  • Frank Gillette e Ira Schneider, Wipe Cycle, 1969.
  • Nam June Paik e Charlotte Moorman, Tv Bra for living sculpture, 1969.

Radical software

  • Una delle prime riviste sull’uso del video come mezzo artistico e politico.
  • Fondata nel 1970 da Phyllis Geshuny Segura e da Beryl Korot, è andata avanti fino al 1974.
  • Tra i redattori erano coinvolti anche Frank Gillette, Ira Schneider e Paul Ryan (che allora collaborava con Marshall McLuhan).

Body Works – a cura di Willoughby Sharp, Museum of Conceptual Sharp, San

Francisco, Ottobre 1970

  • Altra mostra statunitense di rilevante importanza.
  • Da qui iniziano a confluire tra loro il concetto di fisicità primaria e di immaterialità (del software).

The Kitchen

  • Laboratorio fondato da Steina e Woody Vasulka nel 1971 presso il Mercer Arts Center (Greenwich Village, manhattan).
  • 19 73: Il centro si sposta a SoHo, dove resta fino al 1986, per poi stabilirsi definitivamente al 512 di West 19h Street.

The Kitchen , 1972

  • 1971: Actions di Hermann Nitsch
  • 1977: Prima personale di Robert Mapplethope
  • 1979: New Music/New Tork, con performance di Robert Ashley, Laurie Anderson, Alvin Lucier, Charlemagne Palestine e altri.
  • 1981: Aluminum Nights, con film e video di Vito Acconci, John Cage, Nam June Paik, Bob Wilson e performance di Brian Eno, Philip Glass, Meredith Monk, Talking Heads e altri. Land Art - Gerry Schum, Fernsehgalerie, Berlino, 15 Aprile 1969
  • L’utilizzo del video è secondario, serve a divulgare l’opera (performance ma non è parte della stessa.
  • Le riprese delle azioni sono state effettuate su pellicola 16mm e successivamente riversate su videotape.

Gennaio 70. Comportamenti, mediazioni, Museo Civico Archeologico, Bologna 1970.

Video-Recording a Bologna – Renato Barelli, Marcatre rivista di cultura

contemporanea, Maggio 1970

  • Apparecchiatura drasticamente ridotta rispetto a quella cinematografica – maneggevolezza
  • Simultaneità tra azione, ripresa e trasmissione – tempo reale
  • Camera fissa – pressoché totale assenza di regia e di montaggio che però garantisce una perfetta omologia con la flagranza e il divenire dell’azione «vissuta».

Telemuseo. Una mostra + un dibattito in

circuito chiuso televisivo – a cura di

Tommaso Trini

  • Trini ripropone in questa mostra alcune delle opere già presenti in Gennaio 70.
  • Rispetto a Gennaio 70 persiste una lontananza tra il fruitore e lo schermo; ne risente il concetto di “opera praticabile” instaurata, per l'appunto, in Gennaio 70.

Gianni Colombo con Vincenzo Agnetti , Vobulazione e Bielosequenza NEG, 1970.

  • Vobulazione e Bielosequenza è una delle opere esposte al Telemuseo (e Bologna 70).
  • Arte che riedita la sintassi geometrica delle avanguardie concretiste di inizio ‘ (Neoplasticismo, Suprematismo (Mondrian, Malevich…) ma che cerca di fornirgli movimento.
  • Studio di alterazione della forma per reclamare la struttura/natura del mezzo video (arte tautologica, che ragiona su di sé, tipica degli anni ‘70).
  • Colombo traduce le sue istallazioni fisiche (es. Spazio Elastico 1968) in linguaggio video. Gianni Colombo , Spazio elastico, 1967. Gianni Colombo , Spazio elastico , 1967

Gino De Dominicis, Tentativo di Volo , 1970.

  • L’artista si riprende mentre tenta di prendere il volo sbattendo le braccia.
  • È tipico dell’arte di De Dominicis l’espediente del tentativo; egli mette in scena la volontà di superare dei limiti fisici realizzando così delle performance paradossali.
  • Nella stessa esposizione, come anche già in Gennaio 70, oltre al Tentativo di Volo, De Dominicis presentò un ulteriore video in cui tentava, lanciando dei sassi in un lago, di generare delle forme quadrate sul pelo dell’acqua (questo video è irreperibile).

Videobelisco Art Video Recording – Fondato da Cesare Bellici e Francesco Carlo

Crispolti nel 1971 presso la Galleria dell’Obelisco di Roma

«La maggior parte [degli artisti] ignora, critica, e considera la televisione come mezzo di informazione con poche o monotone alternative. Il che può essere vero per quanto riguarda i canali ufficiali, dimentichi delle specificità del mezzo; ma non per la videoregistrazione e la tv a circuito chiuso home use […]. Videoregistrazione, dunque, come modulo nuovo; telecamera e videotape come memoria presa diretta provocazione, dissenso dai canali ufficiali, happening gesto presenza casualità spontaneità scatole cinesi, e infinite altre possibilità per le arti visive, questa volta inserite nel concetto più vasto di informazione» Francesco Carlo Crispolti, 1971.

  • Alcune gallerie iniziano ad attrezzarsi per poter produrre, conservare/archiviare, queste operazioni artistiche.
  • Nascondo anche dei centri di produzione pensati per aiutare e supportare gli artisti nella realizzazione delle loro opere.
  • Videobelisco Art Video Recording è uno dei primi esempi.

Art/tapes/22 – Video tape production 22, Via Ricasoli Firenze 50129, Telefono

«Quando ha iniziato a produrre video di artisti non mi sono rivolta essenzialmente a chi faceva del linguaggio video il suo campo specifico e preferenziale di espressione. Nel campo delle arti visive […] non ho mai distinto il video-artista dall’artista tout court che sperimenta diversi linguaggi e tecniche […] Non credo nell’artista video, credo nell’artista che per caso fa un videotape, e questo fa parte del suo lavoro, è uno dei suoi lavori». Maria Gloria Bicocchi.

  • In questo centro muove i primi passi l’artista Bill Viola (che lavorava come operatore).
  • Qui Alighiero Boetti realizzerà il video Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo , 1974.
  • Anche Arnulf Rainer realizzerà dei videotape presso Art/tapes/22, come ad esempio Confronting with my video image (esempio di estetica del narcisismo) e Mouth Piece (conquista del movimento sull’azione, il movimento basta a sé stesso, Rainer non ha più bisogno di intervenire, come suo solito, con post produzioni di tipo grafico per rendere il movimento). Arnulf Rainer, Confronting with my video image ,

Arnulf Rainer , Mouth Piece, 1974.

Studio 970/2 – Fondato da Luciano Giaccari a Luvinate (Varese) nel 1972

Classificazione dei modi di uso del video in arte proposta da Giaccari, 1973 (derivata

dalla teoria di Marshal Mcluhan

  • Video “caldo”: uso diretto da parte dell’artista a scopi creativi
  • Video “freddo”: uso indiretto finalizzato alla documentazione

Il caso di Germano Olivotto: primo impiego autoriale e in tempo reale del video alla

Biennale di Venezia

  • Rispetto alla dicotomia di Giaccari potremmo definirlo un video “tiepido”: svolge una funzione documentativa ma al contempo si integra alla processualità dell’operazione e la estende. Luciano Giaccari nello Studio 970/2. Germano Olivotto, Sostituzione a Mestre , nell’ambito della mostra Opera e comportamento , a cura di F. Arcangeli e R. Barilli, Padiglione Italia, 36esima Biennale di Venezia, 1972.

Galleria del Cavallino di

Venezia

  • Fondato da Carlo Cardazzo nel 1942, ma ripensata come centro di produzione video dal figlio Paolo nel 1974 2 (e fino al 1981).
  • Dal 1974 al 1981 ha prodotto videotape di Marina Abramovic, Vincenzo Agnetti, Claudio Ambrosini, Douglas Davis, Les Levine, Michele Sambin, Guido Sartorelli.

Michele Sambin

  • Utilizza in loop immagini e parole fino a degradarle.

Centro Video Arte di Palazzo dei Diamanti

  • Fondato da Lola Bonora a Ferrara nel 197 2 , attivo fino al 1994. Michele Sambin, Anche le mani invecchiano , 1979.

Alcuni casi italiani

  • Di seguito tutte le esperienze italiane prime di Art/tapes/22 (già menzionati sopra):
  • Studio 970/2 – Fondato da Luciano Giaccari a Luvinate (Varese) nel 1972
  • Fondato da Lola Bonora a Ferrara nel 1972, attivo fino al 1994.
  • Galleria del Cavallino di Venezia, attivo nella produzione di video arte dal 1972.

Art/tapes/

  • Maria Gloria Bicocchi e il marito Giancarlo liberano uno spazio nel loro appartamento in centro a Firenze e danno così vita allo studio Art/tapes/
  • Lo studio non prevede un vero e proprio programma né un’impostazione di lavoro.
  • È un luogo di scambio di idee e esperienze condivise.
  • Le residenze estive dei due coniugi divennero delle sorte di succursali di Art/tapes/22.

Kunstmesse Kom , Colonia, 1973

  • 1973 - 1974: Un biennio di apertura internazionale per Art/tapes/22.
  • Art/tapes/22 partecipa a molti eventi importanti tra cui il Kunstmesse Kom, ovvero la fiera d’arte di Colonia (1973).
  • In questa sede Maria Gloria Bicocchi conosce Castelli e Sonnabend i quali avevano aperto a loro volta un centro di video produzione a New York, la Castelli-Sonnaben Videotapes and Films.
  • Iliana Sonnabend proporrà a Maria Gloria Bicocchi un accordo nella quale la galleria di Castelli e Sonnabend offriva ad Art/tapes/22 l’opportunità di lavorare con alcuni dei suoi più importanti artisti (tra cui Vito Acconci).
  • Per i primi cinque anni però Castelli e Sonnabend non avrebbero finanziato economicamente le video registrazioni di Art/tapes/22.

Theme Song , Vito Acconci, 1973

  • Acconci fuma, guarda dritto in camera e tiene una conversazione con il pubblico mentre in sottofondo sentiamo una canzone.
  • Acconci per accordo avrebbe dovuto realizzare un solo video per Art/tapes/22 ma ne realizzerà invece quattro.
  • Art/tapes/22 e Castelli-Sonnabend Tapes and Films vincono il premio New Trends (1974).

Projekt ‘74 , Colonia, 1974

  • Mostra dedicata alla video arte e alle videoinstallazioni.
  • In questa occasione Maria Gloria Bicocchi conoscerà Bill Viola.
  • Bill Viola collaborerà con Art(tapes/22 dal ’74 al ’76 in veste di responsabile tecnico.
  • Viola realizzerà anche dei video, come ad esempio Eclipse (1974).
  • Eclipse, still da video, 1974: Bill Viola inquadra una finestra da cui si vede il cielo notturno e la luna. Viola pone una candela all’interno del riquadro della finestra di modo che il movimento della luna vada poi a farla coincidere con la fiamma della candela.

Una mostra itinerante, 1974

  • Maria Gloria Bicocchi e David Ross, conosciuto durante un viaggio in America l’anno precedente, organizzano una mostra itinerante.
  • Vi era un catalogo di 17 video realizzati da Art/tapes/22, tra cui i lavori di Vito Acconci e Bill Viola.
  • Questa mostra farà tappa in molte città americane tra cui Long Beach, New York (dove sarà trasmessa in onda sul canale 13 della televisione) e anche fino ad arrivare in Olanda.
  • Verrà riproposta nel 2008, a cura di Alice Hutchinson, presso University Art Modern, Long Beach. Bill Viola. (^) Bill Viola, Eclipse , 1974.

J. Kounellis, Senza Titolo , 1974

  • L’artista, con una man, tiene difronte al suo viso una maschera in gesso del dio Apollo.
  • Nell’altra mano tiene una lanterna.
  • L’artista voleva rappresentare la contrapposizione tra il tempo del mito e il tempo moderno della macchina da presa.
  • Dato il peso degli utensili utilizzati il video è stato interrotto a più riprese (processo nascosto dal montaggio).

P. Calzolari , Senza Titolo , 1974

  • Come per il video presentato a Identifications torna l’artista fa uso di un tappeto sonoro ridondante (loop). In questo caso in sottofondo si sente una frase in francese che recita così: “Tutti questi animali erano tanto domestici che sempre stavano intorno altrui per casa, facendo I più strain giochi, I più pazzi del mondo, in maniera che la casa di costui pareva proprio l’arca di Noè”.
  • Nel video si inquadrano oggetti, una donna di spalle, dei bambini e l’artista con il volto legato da una sorta di fune.

Paolini, Senza Titolo , 1974

  • Unica opera di video arte realizzata dall’artista.
  • Consiste in un video di un minute in cui vengono passate in rassegna tramite un montaggio serrato tutte le opere realizzate dall’artista fino a quel momento.
  • L’ordine è casual e non segue alcun filo logico o cronologico.
  • Nell’arco del minute il ciclo di opera si ripropone per 5 volte totali.

G. De Dominicis, Videotape , 1 974

  • Vediamo una donna inquadrata (attrice) che finge di star osservando un videotape (che però non parte). C’è un gioco di sguardi, lo spettatore guarda il personaggio interpretato dall’attrice che a sua volta guarda uno schermo in attesa dell’inizio di un videotape il quale si sta realizzando proprio nel momento in cui attende di vederlo.

Epilogo

  • Nel 1976 Art/tapes/22 chiude per mancanza di fondi e si decide di affidare i videotapes all’archivio storico della Biennale di Venezia con la promessa che si sarebbero occupati del restauro degli stessi.
  • I videotapes non vennero conservati a dovere e il primo restauro avvenne solo nel 2007 per conto del Dams dell’Università di Udine e oggi sono visionabili all’ASAC (Archivio storico della Biennale) di Porto Marghera.

Per approfondire

Imponderabilia – Marina Abramović e Ulay, 1977.

  • Performance che si tiene il 2 Giugno 1977 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna.
  • Il pubblico era costretto a venire in contatto fisicamente con i performer, scegliendo istintivamente se rivolgere lo sguardo verso l’uomo o verso la donna: “ è questo il gioco di Imponderabilia. Nel volgere di un secondo devi prendere una decisione, ancora prima di poter comprendere perché ”, commenta Ulay. E prosegue Marina: “s e non ci fossero gli artisti, non ci sarebbero i musei, noi siamo delle porte viventi ”.
  • La performance fu interrotta dall’intervento delle forze dell’ordine.

AAA-AAA – Marina Abramović e Ulay, 1978

  • I due artisti si urlano in faccia per 15 minuti. Ulay cederà prima di Marina.

The Other: “Rest Energy” – Marina Abramović e Ulay, 1980

  • I due artisti sono in tensione appesi rispettivamente a un arco (Marina) e una freccia (Ulay).
  • La freccia punta dritta al cuore di Marina.
  • In sottofondo si sente il suono del loro battito cardiaco amplificato.

Balkan Baroque – Marina Abramović, Biennale di Venezia, 1997

  • Marina passa 4 giorni a pulire ossa di carcasse animali che richiamano i morti della guerra in Jugoslavia
  • Alle sue spalle ci sono dei video che la ritraggono mentre parla, canta e balla canzoni Jugoslave. Nei video vengono inquadrati anche suo padre e sua madre.