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argomento virus e batteri, descritto accuratamente con relativi esempi .
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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I batteri hanno dimensioni di millesimi di millimetro, ma i virus sono ancora più piccoli. In una cellula batterica, in teoria, potrebbero trovar posto centinaia di virus e questo dà l'idea delle dimensioni di cui stiamo parlando, eppure questi esseri così microscopici possono attaccare il nostro corpo farci ammalare e a volte ucciderci. Il nome fu coniato in Italia nel XV secolo, all'epoca si credeva infatti che fosse provocata dall'influsso di stelle e pianeti. I virus sembrano saltare fuori dal nulla, in realtà hanno un'origine ben precisa: vengono dalla natura, tra gli habitat naturali che ancora rimangono sul nostro pianeta, per esempio le foreste pluviali. Gli esperti stimano che dei 14 milioni di specie che popolano il pianeta il 90% sia ancora da scoprire e questa enorme massa di animali e vegetali sconosciuti può fungere da veicolo per virus ignoti; è questo il pericolo che corriamo distruggendo la foresta pluviale. I virus sono forse più antichi di qualsiasi altra forma di vita, e sanno attendere, infatti quando non ci sono cellule viventi da invadere si cristallizzano e aspettano come sospesi tra la vita e la morte restando in quiescenza addirittura per secoli. Essi aspettano che capiti loro a tiro qualsiasi creatura vivente al cui interno possano moltiplicarsi e dare come risultato finale l’infezione virale. Alcuni ceppi influenzali sono mutazioni spontanee di altre epidemie invece hanno origine negli animali come anatre e maiali perché provengono da paesi dove la popolazione vive più spesso a contatto con i propri animali. La loro forza sta nel numero, sanno moltiplicarsi in modo esponenziale a grandissima velocità. I virus si collocano all'estremo confine della vita: non hanno sapore e odore, non possiamo vederli ma ci sono nell'aria, nell'acqua, in ogni creatura vivente sul pianeta, sono le più piccole e semplici forme di vita presenti sulla terra eppure sanno come penetrare nei nostri corpi, impadronirsi delle nostre cellule, dare scacco al nostro sistema immunitario.
Individuare il virus non è mai stato facile dopo vari tentativi nel corso degli anni, alla fine negli anni trenta alcuni scienziati tedeschi inventarono il primo microscopio elettronico con cui finalmente era possibile osservare un virus ingrandito 7 mila volte. Tra i maggiori centri di riferimento per le malattie infettive bisogna nominare l'istituto di ricerca medica sulle malattie infettive dell'esercito degli Stati Uniti a Fort Detrick, in Maryland. La sede è in una base dell'esercito a circa 70 chilometri da Washington l'unità lavora in un impianto meglio noto per le ricerche sulla guerra batteriologica. I ricercatori sono ancora alla fase sperimentale dell'impiego dei virus e cercano di sfruttare la loro capacità naturale di far breccia nelle cellule per modificare difetti innati del codice genetico. In natura si presentano essenzialmente come dei piccoli frammenti di DNA o di RNA avvolti da una guaina di proteine o di altra fragile protezione. I virus a DNA sono in grado di replicarsi con un sistema molto lineare che corregge i propri errori, quelli a RNA invece non lo hanno e questo spiega perché siano così mutevoli questi virus cambiano in continuazione. Per questo i virus a DNA come il vaiolo agiscono allo stesso modo decennio dopo decennio invece ogni anno ci serve un nuovo vaccino per il virus a RNA. La lista di virus varia da malattie comuni come il raffreddore a quelle mortali come l'aids. Alcuni esempi di virus a DNA : -il virus dei tulipani Funzione: usato sin dal XVI secolo per provocare variazioni di colore nei tulipani ornamentali. Modo di agire: Una volta all'interno, il DNA del virus si impossessa della cellula e la obbliga produrre copie del virus, nel giro di pochi minuti la cellula si gonfia ed esplode rilasciando centinaia di nuovi virus che infettano altre cellule. I virus che attaccano l'uomo agiscono più o meno nello stesso modo e quando le nostre cellule iniziano a morire ci ammaliamo (es : la rabbia attacca il cervello, il raffreddore aggredisce le cellule delle pareti delle cavità nasali, gli orecchioni infettano solo le ghiandole salivari, l'epatite si localizza nel fegato) -il vaiolo La parola vaccino deriva da una malattia dei bovini detta appunto vaiolo vaccino. Nel XVIII secolo le mungitrici sembravano le sole ad essere immuni dal vaiolo. Il medico di campagna inglese il dottor Edward Jenner notò che un numero sorprendente di queste donne contraeva la malattia in una forma lieve molto simile al morbillo. Jenner estrasse il virus delle pustole e lo usò per infettare un bambino sano di 8 anni , questo fu sufficiente perché il suo organismo sviluppasse anche una forma di immunità alla variante umana. Nel 1976 l'Organizzazione Mondiale della Sanità chiese ai laboratori in possesso di ceppi di virus vaioloso di distruggerlo. Così gli unici 2 ceppi furono consegnati a: Centers for Disease Control negli Stati Uniti e al il Laboratorio di Ricerche Virologiche e Biotecnologiche in Unione Sovietica che tutt’ora lo conservano. La maggior parte dei laboratori hanno
Quello dei batteri è un mondo che mai nessuno è riuscito a vedere nella storia dell'umanità fino a quando non sono stati inventati degli strumenti ottici particolarmente potenti in grado di osservarlo. Alla nascita siamo batteriologicamente puri nel giro di poche ore però veniamo letteralmente colonizzati da 400 specie diverse di microbi sulla pelle nell'intestino nella bocca nel naso nella gola ci sono più batteri nel nostro cavo orale che abitanti sulla terra. Le rocce primordiali portavano già tracce di presenze batterie erano queste le primissime forme viventi che nell'arco poi di 3 miliardi e mezzo di anni hanno dato origine a tutti gli esseri che vediamo oggi natura uomo compreso. Molti scienziati ritengono che quello che si è verificato sulla terra potrebbe essersi verificato anche altrove nell'universo e forse i batteri potrebbero essere stati proprio anche su altri pianeti. I batteri quindi sono tra le più antiche forme di vita presenti sulla terra possono sopravvivere e prosperare anche negli habitat più estremi nelle sorgenti calde di Yellowstone, negli stagni acidi nelle grotte e negli anfratti in assenza di luce e aria persino in prossimità delle fumarole oceaniche dove la temperatura raggiunge i 250. Ogni batterio contiene plasmi di filamenti di materiale genetico e quando entra in contatto con un altro batterio trasferisce una copia del suo DNA. Il nuovo DNA può contenere le informazioni su come procurarsi nutrimento e energia oppure su come difendersi da un antibiotico e questo patrimonio passa da un batterio all'altro anche tra ceppi diversi, tutto ciò può succedere in meno di un'ora L'evoluzione della vita sulla terra insegna che se certe specie muoiono è perché l'ambiente diventa per loro ostile, ci sono sempre degli individui che sopravvivono perché dotati di caratteristiche del DNA leggermente diverse che permettono loro di resistere e sono loro poi a moltiplicarsi grazie a queste particolari caratteristiche ed è così che nascono i ceppi resistenti agli antibiotici. Oggi la metà degli antibiotici usati negli Stati Uniti è destinata ad integrare i mangimi animali, in Europa la situazione analoga. La quantità degli antibiotici usati ogni anno nel mondo è tra le principali cause dello sviluppo di batteri resistenti nella nostra società.
Nell'istituto per la ricerca sul genoma si ricostruisce la mappa genetica di un batterio, il suo DNA e la si scompone in tanti tasselli che vengono poi rimessi insieme da un supercomputer. Una volta che la mappa genetica dei microorganismi è completata si passa a studiare le funzioni dei geni. Anche loro sono responsabili di tante malattie ed è per questo che hanno una cattiva fama. In realtà meno dell'un per cento dei batteri provoca malattie tutti gli altri svolgono innumerevoli funzioni di grande utilità e possiamo rendercene conto ogni giorno: sono all'origine di molti dei cibi che consumiamo abitualmente e quando ci capita di sporcare i nostri vestiti sono proprio gli enzimi di origine batterica che consentono la formazione di cristalli di ghiaccio nell'acqua irrorata. I batteri vengono classificati in tantissimi modi diversi, ad esempio a seconda della forma, della capacità di reagire ad alcune sostanze, oppure della resistenza agli antibiotici. Per forma:
infiltrandosi negli strati superficiali dell'epidermide provocano l'infiammazione la desquamazione. Per il momento i rimedi più efficaci contro la forfora sono i composti dello zinco e del selenio che vengono aggiunti agli shampoo che eliminano il fungo e quindi le infiammazioni, ma una volta sospeso il trattamento o cambiato lo shampoo i funghi riappaiono perché sono un po’ dovunque ed è facile che tornino. Esiste un mondo di batteri di infinito numero si può dire e la stragrande maggioranza di essi hanno una funzione utile, altri sono semplicemente neutri per l'uomo e per gli animali sono pochi i batteri che causano la malattia nell'uomo o negli animali e nell'ambiente. Anna Luce Padula