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Anna Harendt: Origini Totalitarismo - Studiosa Ebrea e Nascita, Appunti di Filosofia

Anna harendt, nata in una famiglia ebrea ad annover, studia in università e, a causa di motivi politici, si rifugia in francia e successivamente negli stati uniti dove insegna e continua a fare ricerca fino alla morte. La sua opera più famosa, 'origini del totalitarismo', pubblicata nel 1951, analizza le cause e il funzionamento dei regimi totalitari, riflettendo sulla società di massa e sulla perdita di relazioni umane. L'opera si divide in tre parti: la prima analizza l'antisemitismo e la condizione ebraica nella storia europea moderna e contemporanea, la seconda parla dell'imperialismo e la sua influenza sulla nascita del totalitarismo in germania e in russia, e la terza parte è la più filosoficamente importante, dove l'essenza del totalitarismo sta nell'intreccio tra il terrore e l'ideologia.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 13/07/2022

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Anna harendt
Nasce da una famiglia ebrea ad Annover, per motivi politici, dopo gli studi universitari è
costretta ad abbandonare la germania, si rifugia in Francia e si stabilisce definitivamente se gli
Stati Uniti, dove insegna in Università e continua a fare ricerca fino alla morte. L’opera che la
ha resa famosa in tutto il mondo “le origini del totalitarismo”, un saggio di 700 pagine che
viene pubblicato nel 1951, appena finita la se onda guerra mondiale, in piena guerra fredda.
Può essere considerata una dele opere storicopolitiche più importanti del Novecento, infatti
riflette sulle cause e il funzionamento dei regimi totalitari, che vengono considerati una
conseguenza dell’affermarsi della società di massa dove gli uomini vengono considerati come
atomi e che non hanno più relazioni tra di loro, relazioni umane. Questa opera è importante
sia dal punto di vista storico politico perché analizza i tratti di fondo della storia Europea
moderna e contemporanea e si sofferma sul periodo storico che va dalla fine del 1800 fino
alla Seconda Guerra Mondiale, sia dal punto di vista filosofico perché cerca di parlare di uno
schema generale di quello che può essere un regime totalitario e si sofferma sopratutto sul
nazismo e sullo stalinismo, riconducibili alla stessa idea di totalitarismo. Anna ha un interesse
marginale per il fascismo, ma si sofferma sul Nazismo e lo Stalinismo. L’opera si divide in tre
parti, nella prima analizza il fenomeno dell’antisemitismo, considerato come premessa al
totalitarismo e analizza quale è stata la condizione ebraica nella storia europea moderna e
contemporanea e si sofferma sull’affare de FIS, cioè uno scandalo che si è verificato in
Francia, Alfred de Fis, generale ebreo che lavorava nello stato maggiore francese, è stato
accusato di spionaggio e alto tradimento, degradato dall’esercito e deportato nell’isola del
diavolo, da caso militare a caso politico, alla fine è stata dimostrato che fosse innocente, poi
riabilitato assolto e reintegrato. Nella seconda parte si parla de fenomeno dell’ imperialismo,
così come si è manifestato nella fine del 800 e la prima guerra mondiale, con l’emergere della
borghesia, non solo per avere un ruolo economico ma anche politico. Secondo Anna
Harendt, le conseguenze dell’antisemitismo e l crisi dell’ imperialismo che si è verificata dopo
la prima guerra mondiale ha portato alla nascita del totalitarismo in Germania e in Russia, il
nazismo e lo stalinismo. Nella terza parte dell’opera, la più importante filosoficamente,
l’essenza del totalitarismo sta nell’intreccio che si viene a creare fra il terrore e l’ideologia: il
terrore si manifesta attraverso la polizia segreta, che porta azioni di spionaggio, pervade e
controlla la società e gli uomini sin nella loro intimità, sia attraverso i campi di
RELAZIONE GEOLOGIA DI BASE
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Anna harendt

Nasce da una famiglia ebrea ad Annover, per motivi politici, dopo gli studi universitari è costretta ad abbandonare la germania, si rifugia in Francia e si stabilisce definitivamente se gli Stati Uniti, dove insegna in Università e continua a fare ricerca fino alla morte. L’opera che la ha resa famosa in tutto il mondo “le origini del totalitarismo”, un saggio di 700 pagine che viene pubblicato nel 1951, appena finita la se onda guerra mondiale, in piena guerra fredda. Può essere considerata una dele opere storicopolitiche più importanti del Novecento, infatti riflette sulle cause e il funzionamento dei regimi totalitari, che vengono considerati una conseguenza dell’affermarsi della società di massa dove gli uomini vengono considerati come atomi e che non hanno più relazioni tra di loro, relazioni umane. Questa opera è importante sia dal punto di vista storico politico perché analizza i tratti di fondo della storia Europea moderna e contemporanea e si sofferma sul periodo storico che va dalla fine del 1800 fino alla Seconda Guerra Mondiale, sia dal punto di vista filosofico perché cerca di parlare di uno schema generale di quello che può essere un regime totalitario e si sofferma sopratutto sul nazismo e sullo stalinismo, riconducibili alla stessa idea di totalitarismo. Anna ha un interesse marginale per il fascismo, ma si sofferma sul Nazismo e lo Stalinismo. L’opera si divide in tre parti, nella prima analizza il fenomeno dell’antisemitismo, considerato come premessa al totalitarismo e analizza quale è stata la condizione ebraica nella storia europea moderna e contemporanea e si sofferma sull’affare de FIS, cioè uno scandalo che si è verificato in Francia, Alfred de Fis, generale ebreo che lavorava nello stato maggiore francese, è stato accusato di spionaggio e alto tradimento, degradato dall’esercito e deportato nell’isola del diavolo, da caso militare a caso politico, alla fine è stata dimostrato che fosse innocente, poi riabilitato assolto e reintegrato. Nella seconda parte si parla de fenomeno dell’ imperialismo, così come si è manifestato nella fine del 800 e la prima guerra mondiale, con l’emergere della borghesia, non solo per avere un ruolo economico ma anche politico. Secondo Anna Harendt, le conseguenze dell’antisemitismo e l crisi dell’ imperialismo che si è verificata dopo la prima guerra mondiale ha portato alla nascita del totalitarismo in Germania e in Russia, il nazismo e lo stalinismo. Nella terza parte dell’opera, la più importante filosoficamente, l’essenza del totalitarismo sta nell’intreccio che si viene a creare fra il terrore e l’ideologia: il terrore si manifesta attraverso la polizia segreta, che porta azioni di spionaggio, pervade e controlla la società e gli uomini sin nella loro intimità, sia attraverso i campi di RELAZIONE GEOLOGIA DI BASE 1

concentramento, dove venivano inviati gli oppositori del regime, i nemici, ma secondo Anna più che la tortura e la morte, i totalitarismi uccidono lo spirito dell’uomo, lo rendono senza nome a causa dell’ideologia. La differenza tra regimi totalitari del 900 e le forme di dispotismo dell’antichità è l’ideologia, non presente nel passato. L’ideologia totalitaria è aberrante perché tenta di trasformare la natura razionale dell’uomo, lo rende superfluo. Le ideologie sono innocue, arbitrarie, acritica fino a quando nessuno ci crede veramente. Dal punto di vista organizzativo il terrore e l’ideologia si manifestano attraverso la polizia segreta e il partito unico, strumenti subordinati al capo, al Furher, la volontà del Fuhrer diventa la legge. La riflessione finale: il totalitarismo è un pericolo costante, ogni sistema politico può degenerare in una forma di totalitarismo, invita gli uomini a sorvegliare affinché vengano rispettati la libertà e la democrazia. (Repubblica di Weimar, ma hanno votato comunque Hitler). RELAZIONE GEOLOGIA DI BASE 2