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Parole chiave riassumenti "La Svolta Autobiografica", "Oltraggi della Memoria" e "Antropologia della Memoria".
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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-Autobiografia ed antropologia: ‘700, nuovo genere saggistico, Romanticismo (individualità), alfabetizzazione, modernità. -Modalità: autobiografia, diario personale e corrispondenza (Lovecraft).
narrerà mai della disparità di mezzi e di condizioni tra Nord e Sud, e la maggior parte delle autobiografie appartengono proprio a persone agiate (Emilio Bandelloni è un’eccezione che narra il “salto di classe” ed il confronto tra campagna e città dopo esser diventato orfano ed aver intrapreso il “viaggio collegiale” di cui parleremo più avanti; inoltre, Bandelloni incarna perfettamente il concetto del “in un paese di analfabeti, basta saper leggere e scrivere per insegnare"). -Monaldo Leopardi (padre di Giacomo): autobiografia parziale nel 1823 [scopo educativo per i figli, infanzia aristocratica oppressiva, cambiamento delle regole della vita civile e del pudore rispetto al Medioevo (Barbero), Don Vincenzo Ferri]. -Nuovi valori fondamentali per lo sviluppo e la caratterizzazione delle autobiografie: importanza economica e umana della famiglia, maggiore cura del corpo e dei valori spirituali e morali, nascita del concetto di “privato” e di “intimo” (sessuale/intellettuale/morale/ideologico). -Riflessioni società/individuo di Louis Dumont: si passa dalla sopravvivenza del gruppo alla soddisfazione personale ottenibile tramite la società e, appunto, il gruppo (Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789).
determinato popolo determinato ed influenzato dalla propria lingua madre, ipotesi che ritengo accettabile e valida solo nella sua versione “weak”, eccezion fatta per i casi in cui le due lingue messe a confronto presentino pesanti differenze culturali od un diverso ceppo linguistico). OLTRAGGI DELLA MEMORIA: GENERAZIONI, NOSTALGIE E VIOLENZA POLITCA NELLA SINISTRA IN TURCHIA (LORENZO D’ORSI) PROLOGO
-Nel 2002 sale al potere l’AKP filoislamico di Erdogan: nascita dell’Islam capitalista. -Reazione giovanile europea (volontariato, attivismo “green”, ONG) che getta le basi per ciò che accadrà a Gezi Park. -Si cerca di ricreare la “prole di Ataturk”, ma con il Corano in una mano ed il computer nell’altra. -Gezi Park (28 maggio 2013) Erdogan eletto presidente nel 2014. CAPITOLO SECONDO: CONFLITTI DI MEMORIE -Nascita della “memoria politica, collettiva e generazionale” dopo il 12 settembre 1980, che per alcuni non rappresentò nulla, mentre per altri rappresentò tutto (PoV). -Martiri emblematici (politici), martiri anonimi e martiri massificati (innocenti). -Tentativi di cancellare il passato e la memoria (genocidio degli armeni del 1915). -“Boom della memoria” dopo il crollo dell’URSS: il focus cambia e riaffiorano i ricordi. -Nascita delle autobiografie, personalizzazione della memoria: “il raccontare cura”. -Sfruttamento politico della memoria. -Giudizio negativo da parte dei giovani attivisti e dei 78ini (in contrasto con i genitori, figli di Ataturk, e con i figli, vittime del capitalismo islamico) nei confronti di chi non scende in piazza il primo maggio. CAPITOLO TERZO: DAL FUTURO COLLETTIVO AL DESTINO INDIVIDUALE -Tematiche importanti in Europa considerate futili all’epoca in Turchia, in quanto “distraenti” dalle problematiche vere (qualcuno ha detto schwa?). -Contrapposizione tra “il noi” dei 78ini e “l’io” della generazione post anni ’80 per i quali gli eventi di Gezi Park hanno rappresentato una sorta di sverginamento politico. -Smarrimento ideologico e spirituale dei 78ini dopo la fine della militanza e la creazione di una famiglia. -Narrazione della memoria di gruppo: “mio padre è una we person”. CAPITOLO QUARTO: COSTRUIRE COMUNITA’ E TRACCIARE CONFINI -Anniversari funebri per ricordare i martiri politici; eventi che alimentano la narrazione e la creazione di una memoria collettiva. -Idealizzazione di se stessi, delle proprie gesta e dei propri martiri senza riflettere criticamente su essi (Museo della Vergogna: musuealizzazione amatoriale allestita dalla Federazione dei Rivoluzionari del 78 mirata a schockare i visitatori puntando a riscaldare il ricordo e ad oggettificare la “verità” senza però riflettere su essa, trasformando il dolore in valore e continuando a far sanguinare volontariamente la ferita per mantenere vivo il ricordo e la rabbia). -Collegamento con la sofferente memoria collettiva notata in Polonia e, in particolare, a Varsavia, nell’Uprising Museum. -Nostalgia di un passato mai vissuto da parte della nuova generazione. CAPITOLO QUINTO: UNA MEMORIA CHE SPOSTA LE PIETRE -Il 19 gennaio 2007, davanti alla sede del suo settimanale (che affrontava i problemi della comunità turcoarmena nella speranza di una Turchia più democratica), viene assassinato Hrant Dink; lo shock che tale assassinio causò nell’opinione pubblica (che lo considerò di Stato) fu tale da far scendere in piazza protestanti provenienti da ogni tipo di background culturale e politico (come accadde il primo maggio e come accadrà con gli eventi di Gezi Park), e da quell’anno ogni 17 gennaio di tiene una parata (caratterizzata dall’asenza di simboli politici, da bandiere armene, da cartelloni con scritto “siamo tutti Dink” e, soprattutto, dal silenzio) in memoria del giornalista.
interiore nei bambini (focus sul linguaggio simbolico utilizzato da bambini con handicap); il ricordare si manifesta con la parola, il bambino pensa attraverso il ricordo, l’adolescente ricorda attraverso il pensiero e la memoria diventa una cartina tornasole dello sviluppo evolutivo dall’infanzia all’adolescenza. -La ricerca della significatività del ricordare in Bartlett: fondatore della psicologia cognitiva, inizia a studiare la memoria utilizzando il metodo scientifico di Ebbinghaus ma ne rimane deluso; attua quindi delle ricerche che riassumono perfettamente la branca dell’antropologia culturale (dopo un viaggio in Africa, sviluppa l’esperimento della “storia del fantasma indiano” e capisce che, attuando il “gioco del telefono” con tale storia, i partecipanti mettono in atto una traduzione culturale che addomestica il ricordo di ripetizione in ripetizione). -Con Halbwachs il focus si sposta sulle soggettività del ricordo in un contesto sociale: come in Vygotskij e Bartlett, il linguaggio è il primo veicolo attraverso il quale la cultura d’appartenenza orienta la formazione individuale della memoria e la sua comunicazione, mentre la famiglia è il primo contesto comunicativo; afferma inoltre che in ogni comunità agisce una memoria attuale, quella collettiva (fissata dalle istituzione, dalle commemorazioni e dal passato del paese d’appartenenza), ed una potenziale, quella sociale (in attesa di diventare memoria attuale e collettiva, quando quel passato da cui deriva il ricordo verrà condiviso con altre persone). IL CONTESTO NATURALE DELLA MEMORIA (1950/1980) -Introduzione:
-Il campo accademico dei “memory studies”: -L’associazione “Memory Studies”: GLI ANNI ’80: MEMORIE, SIMBOLI ED IDENTITA’ -Introduzione: -Il contributo di Hobsbawn: legame con Mosse, nesso tra potere politico (Foucault) e memoria, creazione di un'identità nazionale tramite l'istruzione, le cerimonie e i monumenti. -Anderson e Coen: -Mito ed immaginazioni in Sahlins: -Il “boom della memoria” di Nora: nel '900, il presente diventa immediatamente storia, la contemporaneità è proiettata verso il futuro e la memoria diventa un obbligo morale, soprattutto negli anni'80, quando alla fine della Guerra Fredda il concetto di memoria compie il suo ingresso ufficiale nelle scienze storico/sociali. GLI ANNI ’90: MEMORIE DIVISE, GIUSTIZIE E TRAUMA -Introduzione: -Il boom della memoria tra storia e sociologia: -L’alleanza politica tra potere e passato: -Le memorie di guerra come memoria divisive: -Il paradigma testimoniale tra vittima e carnefici: -Il trauma e la medicalizzazione della memoria: -La questione morale della memoria: