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La memoria come spazio pubblico e l'utilizzo pubblico del passato nelle società. Vengono analizzati i modi in cui le nostre società hanno utilizzato il passato e la memoria, la pacificazione delle memorie, l'esempio del columbus day e del discorso del mausoleo di graziani, la cancel culture e il suo impatto sulla libertà d'espressione, il politically correct, il patrimonio pubblico, lo spazio urbano, le tradizioni, l'etnografia, la ricostruzione del passato e il rapporto degli esseri umani con il tempo.
Tipologia: Appunti
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La memoria concepita come uno spazio pubblico, come oggetto che come società cerchiamo di capire e ridisegnare il passato. L’uso pubblico del passato, in che modo, con quali eventi le nostre società hanno utilizzo pubblico del passato e della memoria. C’è anche un uso sociale della storia, oltre al pubblico? Il termine commemorazione. Le istituzioni narrano il passato e il presente può cambiare ciò che è stato raccontato. Ciò che è accaduto può essere un movimento attivo per ciò che succede oggi. (esempio 25 aprile). Per quanto riguarda il 25 aprile si parla della liberazione italiana che non da spazio alla molteplicità di memorie. Nella narrazione pubblica e istituzionale le memoria contrastanti non avevano il prestigio della ribalta perché si ha bisogno di una narrazione univoca. Le foibe se 20 anni fa erano tabù ora se ne parla, qualcosa cambia nel presente. Da tabù si ha la giornata di commemorazione per le foibe. Se nella società ci sono tante commemorazioni, significa che siamo in una società che ha bisogno di ricordare nel quotidiano il ricordo. Si ridefiniscono gli eventi del passati su diverse leve. Pacificazione delle memorie: in un momento presente dove le divergenze delle memorie hanno voce nello spazio pubblico, è difficile poter giungere a una pacificazione delle memorie. Esempio le manifestazioni fasciste su suolo pubblico, non condannate. Perché è possibile? Nessuna legge vieta il definirsi fascista, ma perché alcune memoria sono lecite e altre tornano nel presente?. Ci sono eventi che sono stati contestati dal ricordo pubblico e istituzionale. Esempio del Columbus day. Il discorso del mausoleo di Graziani. CANCEL CULTURE: La cultura della cancellazione, della rivolta e ribalta. Cancellare imbrattando, il gesto del dissenso. Il movimento contesta o in maniera massiccia e diretta (Columbus day), la differenza della percezione della storia, la visione unilaterale della storia. Ciò che chiamiamo scoperta è per il mondo americano distruzione. Sono le minoranze sociali a prendere voce nella cancel culture, il gruppo senza potere nella società o gruppi vinti dalla storia, che hanno dovuto accettare la storia del loro “nemico” di chi ha vinto. Lo slittamento di contesto, ciò che era nella norma nell’ideologia del passato, cancellarla oggi pone il problema. Ciò che viene immediatamente prima alla Cancel culture è il politically correct, l’attenzione per la minoranza. Lo slittamento non è solo di percezione, concetti possono essere anacronisti, la sensibilità dell’epoca e la dimensione privata. La decolonizzazione dei saperi, non solo politica e fisica. La storia non va raccontata dal colonizzatore. LEZIONE 2:
Intorno alla cancel culture si intersecano un’altra serie di questioni:
paese, sarà un criminale ma per noi ci ha salvato. Qui si accanisce la Cancel Culture. Inaugura Il parco Graziani e non aveva attirato attenzione, targhe sulla casa natale a Filettino e vicino un museo di agro cultura. Come recuperiamo la memoria contadina anche Graziani vogliono recuperare. Il cambio generazionale indica anche l’esser lecito dei cambiamenti, non ci sono più memorie che hanno convissuto e non hanno avuto coraggio di metterle nero su bianco. La nuova generazione non è responsabile, non ha il peso di chi convive con la situazione storica. Negli anni 90 c’è un momento di crisi, dopo Ciuffa morto negli anni 80 si ferma questo movimento e si riprendono nel 2000 Ercole Viri. È con Viri nel 2008 che le cose prendono forma, la nuova giunta ha tre obbiettivi : rinnovamento del territorio dal punto urbanistico, una strada per Ciuffa, il comitato cede al comune, una donazione per 99 anni un’area alle porte del comune, un parco col monumento al soldato. L’idea generale è di un movimento per rendere omaggio ai soldati di Affile nelle due guerre. In via ufficiale sembrava quasi un onore al milite ignoto, nel 2008 a Marrazzo viene proposta questa idea. Inizialmente la regione 50 mila euro l’idea del parco poi però ad Affile si chiede un progetto definitivo da confermare. Alla proposta ufficiale, più dettagliata, parco e monumento 197 mila euro. Il comitato cede il terreno e rafforza il progetto. Nel 2010 progetto esecutivo e nel 2011 lavori per realizzazione di parco pubblico. Luglio 2012 ultimata. Titola il parco a Ciuffa e il museo a Graziani. La proposta era generica e solo dopo si intitola. 11 agosto 2012, anniversario della nascita di Graziani. La regione non dice nulla ma sono i media a dare lo scandalo, giornali e radio. Denuncia di apologia al fascismo da parte dei partigiani e poi si svegliano le istituzioni. Davvero la regione non aveva capito?. Sospendono il finanziamento dopo i 100 mila euro, non sarebbero stati dati i 67 mila euro se non cambiavano il nome. Non vogliono ma arriva la denuncia all’apologia del fascismo. Nel 2017 condannati a sei e otto mesi assessori e sindaco. Ha avuto un eco maggiore all’estero. In cassazione vincono con la sentenza “si chiude un caso politico di 8 anni”. La banalizzazione della denuncia politica, Graziani solo soldato no fascismo, no partito no schieramento. Si narrano vittime della regione, dei racconti e dello scandalo su di loro. Tattica di evitamento delle istituzione e la banalizzazione del concetto e la vittimizzazione. LEZIONE 4 Rilievo preso dai fenomeni memoriali, ci sono sempre più memoriali. Come mai? L’importanza della memoria la ritroviamo soprattutto nei luoghi, nei monumenti, soprattutto monumenti abitati. Hartog e i regimi di storicità: introduce alla questione che riguarda il rapporto degli esseri umani con il tempo (uomini e tempo Heideger). Cos’è un regime di storicità: è il rapporto che una data società intrattiene con il tempo e in
particolare con uno dei 3 segmenti con cui la società occidentale tradizionalmente suddivide il tempo. La nostra divisione del tempo è sagittale, vettoriale: dall’evento del cristianesimo ogni evento è un unicum. Hartog nota che ogni società ha un differente rapporto col tempo: in alcune fasi si valorizza il passato, in altre il presente e in tre ancora il futuro. Fino al 500/600 la società si basava sui dogmi basati sulla Bibbia anche la conoscenza scientifica. Il passato dettava la legge, il regime di storicità qui è dunque regime di storicità passatista. Nel 600 si maturano le circostanze per il 700, l’illuminismo e a fine secolo la Rivoluzione francese. Il razionalismo porta avanti la lotta per cui la conoscenza non si basa sui dogmi ma sull’intelletto, unico strumento per poter leggere il mondo. Il regime di storicità è modernista è il periodo i cui la maggior parte delle società occidentali cominciano ad avere come priorità il futuro. Viene dato un nuovo nome ai mesi per la radicalizzazione del cambiamento. Il futuro nella nostra concezione , terra/ ambiente, nel 700/800 idea che l’uomo potesse contribuire e intervenire sulla realizzazione della realtà. Nasce in questo periodo la rivoluzione industriale, la fiducia nel futuro si riflette nelle tecnologie. Il futuro delle generazioni a seguire doveva esser più semplice e il futuro orientava l’agire degli uomini. La metà del 900 comporta il crollo di questo ideale, soprattutto con la caduta del muro di Berlino. Il futuro è instabile. Cambia dunque la visione del futuro, l’ambizione e l’entusiasmo e si contemplano i problemi della società. Dubbi sociali, ambientali: regime di storicità presentista. Le ideologie, i sistemi sociali e le scoperte scientifiche ci mettono di fronte al fatto che non è possibile fare progetti a lungo termine. È tutto un’urgenza, un’emergenza. Il passato non è un modello applicabile, il futuro non è costruibile, il presente è incerto. Negli anni 80 notiamo due fenomeni che sul presente ci fanno sentire schiacciati:
L’uso dello spazio nel periodo classico, Simonide. Lezione 6 09/ Dimensione dell’oggetto d‘arte all’interno del discorso sul patrimonio scomodo. L’oggetto artistico ha uno statuto particolare. Le statue in alcuni casi vedono dimenticato il proprio valore artistico. Il carattere di “patrimonio scomodo” attribuito ad alcune opere artistiche riporta anche alla questione della censura e alla questione della damnatio memoriae.
Caso di sironi alla sapienza: il murale svelato (video youtube). Censurare significa salvare qualcosa disinnescandone però il messaggio ideologico. La mancata distruzione significa, tuttavia, lasciare potenzialmente attivo un dispositivo della memoria che potrebbe essere recuperato e riportato alla “verità del duo tempo”. È possibile separare un’opera d’arte dall’ideologia che veicola? Arte fascista come corrente artistica con le sue specificità e in quanto tale da rivalutare, non in termini ideologici, ma in termini specificatamente artistici. L’opera d’arte deve essere scissa dalle condizioni ideologiche in cui nasce. Il caso di Sironi porta ad una serie di contestazioni tanto dal corpo studentesco che da alcuni membri del corpo docenti della Sapienza. Dicorsetto sul fatto che la Segre abbia ricevuto il dottorato con dietro un affresco con simbologie fasciste. La tendenza a distruggere le icone che raffigurano sistemi ideologici non è nuova, ma solo di recente la questione ha assunto centralità all’interno dei dibattiti. In primo luogo, si può osservare come in tempi moderni la damnatio memoriae sia diventato un movimento dal basso verso l’altro, mentre tradizionalmente era stata una prassi attuata a livello istituzionale. Oggi la damnatio memoriae si definisce una cancellazione delle icone e degli emblemi di una persona o di un sistema al momento della caduta di questi. La censura è un modo per traghettare, sospendere, un oggetto artistico per assicurargli una possibilità di essere recuperato nel futuro. Il recupero può avvenire integralmente una volta che cambiano le condizioni di lettura, o parzialmente nel corso del tempo. L’idea di censura può funzionare molto bene anche in ambito letterario. In ambito letterario, forse il primo a cui pensiamo, è l’ambito in cui meglio riesce l’azione di censura e dove meglio può riuscire l’operazione di recupero. La censura può abbracciare diversi ambiti, e può interessare diversi aspetti come quello morale, ideologico etc.. In che modo dunque opera la censura? Boh