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Appunti del corso Letteratura Italiana 2 (prof.ssa Sara Lorenzetti) a.a.23-24, Appunti di Letteratura Italiana

Appunti del corso di Letteratura Italiana 2 (prof.ssa Sara Lorenzetti), presi a lezione in presenza e successivamente integrati con le slide condivise. Il documento contiene le riflessioni sul corso monografico; 81 pagine (seminari esclusi, scaricabili gratuitamente). Esame sostenuto nella sessione estiva del 2024, superato con 29.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 15/02/2025

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Letteratura 2
Prof.ssa Sara Lorenzetti
19 febbraio 2024
LETTERATURA DI VIAGGIO
Anche chiamata letteratura odeporica.
Delimitazione del campo: cosa definiamo tale e quando un testo le appartiene?
Mettere in evidenza come non basta che ci sia il tema del viaggio per essere uno scritto di viaggio.
[questione critica]
La letteratura di viaggio è un settore letterario su cui convergono varie discipline -> studiata da vari approcci:
oltre che da critici letterari anche geografi, storici, sociologi, filosofi*…
*es. testo di Eric Leed -> “La mente del viaggiatore: dall’Odissea al turismo globale” -> come cambia la
mente del viaggiatore dall’antichità ad oggi.
Complessità della materia:
- Crocevia di varie discipline
- Molteplici tipologie di viaggio: anche il pellegrinaggio medievale verso un santuario o una reliquia
era un tipo di viaggio, ma molto diverso da quello turistico o del gran tour (valore educativo).
Materia che difficilmente riesce a creare delle classificazioni degli scritti di viaggio.
Materia “refrattaria” ai tentativi di catalogazione.
Prima differenza: viaggio come tema (opere che tematizzano il viaggio) e scritti di viaggio.
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Letteratura 2

Prof.ssa Sara Lorenzetti

19 febbraio 2024

LETTERATURA DI VIAGGIO

Anche chiamata letteratura odeporica. Delimitazione del campo: cosa definiamo tale e quando un testo le appartiene? Mettere in evidenza come non basta che ci sia il tema del viaggio per essere uno scritto di viaggio. [questione critica] La letteratura di viaggio è un settore letterario su cui convergono varie discipline - > studiata da vari approcci: oltre che da critici letterari anche geografi, storici, sociologi, filosofi*… *es. testo di Eric Leed - > “La mente del viaggiatore: dall’Odissea al turismo globale” - > come cambia la mente del viaggiatore dall’antichità ad oggi. Complessità della materia:

  • Crocevia di varie discipline
  • Molteplici tipologie di viaggio: anche il pellegrinaggio medievale verso un santuario o una reliquia era un tipo di viaggio, ma molto diverso da quello turistico o del gran tour (valore educativo). Materia che difficilmente riesce a creare delle classificazioni degli scritti di viaggio. Materia “refrattaria” ai tentativi di catalogazione. Prima differenza: viaggio come tema (opere che tematizzano il viaggio) e scritti di viaggio.

Differenza percepibile anche nella lingua. Es. primo romanzo della modernità – spagnolo – in prosa: Don Quijote; Gulliver – Inghilterra del suo tempo… => sono romanzi frutto dell’immaginazione dell’autore. Rientrano nella fiction (termine anglo-americano): frutto dell’immaginazione creativa; valido sia per le serie tv, che per i testi letterari. Discorso più complesso per “Il Milione” di Marco Polo = resoconto del viaggiatore veneziano dopo 10 anni in Oriente. Mercante che viaggia con padre e zio; durante la prigionia a Genova alla fine del viaggio, insieme a Rustichello da Pisa, gli detta questo racconto di viaggio. Resoconto molto diverso dall’oriente mitizzato all’epoca. Presenta anche elementi di fantasia, ma li inserisce sottolineando di aver visto o di “averne avuto notizia” (potrebbero non essere vere). Importante però per l’ approccio documentario e pragmatico [vs contesto medievale] - > non gli interessa orientale, ma si rivolge concretamente a futuri viaggiatori (es. indicazioni sulle locande, sulle monete, sulla frequenza di punti di ristoro lungo la via da percorrere…). Quindi… TRAVEL LITERATURE TRAVEL WRITING Don Quijote, I viaggi di Gulliver Il milione* *Il Milione è un esempio anomalo di letteratura di viaggio, però, per 2 motivi:

  1. La letteratura di viaggio inizia in modo canonico nel ‘ 700 e questo è uno scritto medievale;
  2. Deve esserci coincidenza narratore-viaggiatore-autore , mentre Marco Polo detta il suo scritto a Rustichello da Pisa. Altro aspetto analizzato dalla critica: è proprio un genere letterario o un settore della letteratura più ampia/un insieme di testi? Hanno abbastanza in comune questi testi per poter formare un unico genere letterario (come per romanzo, poema pastorale, poema cavalleresco, poesia lirica… - caratteristiche stringenti facilmente identificabili)? Pareri su questa seconda questione critica:
  • Luigi Marfè = imprescindibile pensarlo come genere - > diamo per scontato che lo sia, se ne parliamo.
  • Thompson - > posizione opposta = costellazione di testi con delle somiglianze, ma non un genere. Vincolo non troppo stringente… (lo stesso Milione non lo rispetterebbe).
  • Posizioni intermedie per Borm (genere misto) e Ricorda (mutevole e poco descrittivo – se è un genere non è strettamente definibile o classificabile).

Il viaggio poteva durare molto : 1 anno minimo, ma di solito molti. Es. Alfieri viaggia per 5 anni - > lo racconta in un’opera autobiografica: viaggio particolare perché molto ampio, dai paesi scandinavi alla Russia di Caterina II. Il suo testo “ Vita ” è un altro testo difficilmente catalogabile per la letteratura di viaggio, pk in realtà è un testo – come già detto – autobiografico. Altri testi importanti sono: Goethe - > autore tedesco di fine ‘700 ; “ Viaggio in Italia ” è considerato esemplare per la letteratura odeporica.

  • Montesquieu (francese) e Stern (tedesco). Altre questioni critiche: [per esame, prima la parte generale] Clerici – studioso di scrittura di viaggio – scrive un’opera in 3 volumi e dice che opera e viaggio narrato devono essere “ uguali e sovrapposti, secondo un principio di coestensività ”. Analogie-differenze rispetto al romanzo? Molte analogie:
  • Ospitano entrambi vari temi - > es. “Viaggio nel mondo in 80 giorni”: varietà tematica che vede il viaggio come cornice più ampia per varie realtà, personalità…
  • Mescolanza di stili - > romanzo non è uno stile prescrittivo; in esso possiamo trovare discorsi diretti, come no… possiamo trovare stili più o meno sostenuti, che variano anche per registro a seconda del personaggio (es. differenza di stile narrativo tra Don Abbondio o Lucia in Manzoni)
  • Cronotopo (Bachtin) - > termine dalla fisica = deriva dai termini greci di tempo e spazio; indica un luogo di cui facciamo esperienza nel tempo. Es. un cronotopo è la “strada” pk si percorre nel tempo, non è statico come una piazza. Si lega al romanzo pk la vicenda si lega sempre a luogo e spazio - > esatto opposto per i poemi pastorali, in cui la scena bucolica non si capisce dove avvenga (i pastori cantano in una mitica età dell’oro, non precisata nello spazio-tempo). Altro genere di confine con cui si possono individuare analogie-differenze è l’ autobiografia. Es. Alfieri racconta del viaggio in un’opera autobiografia - > possibili coincidenze (identificazione autore- narratore-personaggio) ma non tema strutturale pk potrebbe anche non esserci.

Altre questioni critiche affrontate per il genere sono… ➢ Il rapporto realtà-finzione ➢ Il rapporto descrizione-narrazioneCaratteri testuali della scrittura di viaggio => Questione della veridicità dei contenuti di un’opera di questo tipo. Una delle caratteristiche del testo di viaggio è che l’opera debba raccontare un viaggio reale - > in quanto opera letteraria – fiction per gli inglesi – però si denota una “ aporia di fondo ” (contraddizione irrisolvibile). Da un lato il testo presuppone il viaggio reale, ma dall’altro il letterato tende inconsciamente alla creazione attraverso l’immaginazione. Maupassant scrive proprio come sia impossibile per i viaggiatori non mescolare realtà e fantasia - > si guarda più con il pensiero che con lo sguardo. Stesso problema anche in autobiografia - > il racconto dell’esperienza è soggettivo ; allo stesso modo il viaggiatore potrebbe rielaborare l’esposizione dei fatti. Quindi? Il riferimento alla realtà c’è sempre - > vengono anche inseriti particolari per far capire che il viaggio sia effettivamente avvenuto (es. nei pellegrinaggi l’autore si rivolgeva spesso al lettore come futuro viaggiatore - > non esistendo le guide turistiche, ci si informava così prima di partire). Coesistenza di referenzialità – che ci permette di capire se il luogo sia stato veramente visitato – e sfera personale/ rielaborazione personale. Elemento costante della realtà-finzione sono anche gli effetti di realtà : particolari che servono a rassicurare il lettore del fatto che il viaggio sia stato realmente compiuto. Sono riferimenti realisti che hanno valore di rassicurazione - > riportano ciò che è stato visto sia prima del viaggio che durante. ▪ Costante comparazione noto-ignoto = tecnica ingenua messa in atto da numerosi viaggiatori - > consiste nel paragonare quanto visto in viaggio con una realtà nota al lettore. Ancora una volta, serve a rassicurare il lettore sulla veridicità del viaggio compiuto. Es. piazza visitata paragonata ad una piazza del paese d’origine - > ancoraggio alla realtà che funge da conforto (se riesco a confrontarlo vuol dire che l’ho visto davvero) anche se hanno poco in comune.

La letteratura di viaggio è spesso esisto di un compromesso fra queste due istanze: narrare eventi e descrivere paesaggi/oggetti/elementi vari. Il viaggiatore risponde a 2 esigenze :

  1. Il viaggiatore che narra conferire oggettività e scientificità a ciò che riporta - > visibile quando conduce un discorso organizzato in modo molto raziocinante, con nessi causali; caratterizzato da discorso indiretto e tempi al passato. Quando sono presenti questi aspetti, prevale l’istanza (=necessità) del raccontare prendendo le distanze da ciò che accade.
  2. Il viaggiatore personaggio invece prevale nelle parti senza soluzione di continuità. Si ha nel racconto più soggettivo, caratterizzato da dialoghi diretti (più mimetici), perché riporta direttamente ciò che ha vissuto e visto. Stile discorsivo breve e più immediato, vivacità del racconto data dal tempo presente e discorsi diretti. Il narratore filtra e rielabora; il personaggio riporta in “ presa diretta ” quanto vissuto al momento. In ogni testo odeporico queste due istanze sono compresenti ; una delle due può prevalere. Oltre questo, la scrittura odeporica per Clerici è un campo di forza che contiene 3 INTERFERENZE , punti di interazione:
  • Realtà referenziale = il visto oggettivamente (luogo, paesaggio, oggetti, persone incontrate).
  • Propria soggettività = reazione personale rispetto al paese legata alla propria prospettiva storico-culturale. (motivazioni del viaggio - > es. Goete in Italia: divorato dal desiderio di vedere Roma)
  • Convenzioni espressive del genere = anche se genere ampio, ha delle convenzioni; anche se i criteri sono morbidi e le norme prescrittive sono limitate, l’autore deve tener conto del lettore che leggerà il testo (lettore = futuro viaggiatore*).
  • = il lettore legge per poter partire a sua volta; questo comporta una visione del racconto come testo per diffondere informazioni e che di conseguenza deve essere comprensibile (attenzione particolare alla forma per questo motivo). Particolare pk di solito era il lettore a dover comprendere l’autore e non il contrario! Questa prospettiva – funzione didascalica – influenza lo stile - > presenti apostrofi (appelli al lettore), consigli… anche riflessioni meta-testuali che spiegano perché si descrive in un certo modo qualcosa o esplicita il modello di riferimento. Altro aspetto? I testi di viaggio solitamente presentano una composizione stratificata. Problema: conciliare la memoria dell’esperienza (lunga durata del viaggio) con l’esigenza di scrivere un’opera che rispetti dei criteri di letterarietà - > produce dunque appigli per consentire all’autore di ricordare il vissuto durante la stesura e revisione dell’opera. Il libro quindi è frutto di una stratificazione nel tempo riferito al viaggio: questo è pensato, progettato e infine vissuto; ma è anche tempo di scrittura (appunti presi in viaggio, poi rielaborati al ritorno per la stesura dell’opera finale). Solitamente l’opera conclusiva era il risultato di appunti-stesura-rielaborazione (in cui si curava anche la forma letteraria). Es. Bertola e Gozzano. Diverse modalità di “viaggio stratificato nel tempo” e “scrittura stratificata nel tempo” che portano Clerici a parlare di fluidità e instabilità delle scritture periegetiche [sinonimo di scrittura di viaggio e odeporica], pk non ci sono regole fisse di scrittura. Altri – come Baretti – per evitare questo inconveniente degli appunti, scrivono delle lettere familiari. Sulla base di quanto detto fino a questo punto, si può comprendere come questo “genere” [ammesso che si possa chiamarlo così…] si caratterizzi per un basso tasso di prescrittività retorico-formale. Ammette numerose forme di scrittura e pone pochi limiti: ammette racconto riformulato, parti di immaginazione, stile autobiografico/epistolare/…

Elemento centrale anche di trasformazioni storiche (es. colonizzazione nelle Americhe) ma anche trasformazioni sociali (es. migranti italiani all’esterno o quelle ospitate) - > incidenza proporzionale alla grandezza del fenomeno, ma sempre creazione di rapporti sociali nuovi sia per il migrante che per chi lo ospita/colonizza. Socializzazione rivisitata. Concetto di viaggio in generale fino alla modernità (no letteratura di viaggio), ovvero fino alla rivoluzione francese. Nell’ antichità il viaggio è espressione di necessità/imposizione all’eroe (es. Enea è obbligato al viaggio per una nuova patria dagli dei e non viaggia per piacere; si tranquillizza solo dopo la metà) ma anche sofferenza/punizione (es. cacciata dal paradiso di Adamo ed Eva). Alla fine del viaggio l’ordine del mondo viene confermato e lo stesso vale per la posizione dell’eroe. Nessuno ottiene nulla da esso. Esempi?

  • Gilgamesh diventa re saggio alla fine ma era già re (mitologia assiro-babilonese);
  • Ulisse al ritorno rimane re, ma lo era già in partenza; è “viaggiatore suo malgrado” pk Poseidone lo obbliga a questi 10 anni di spostamenti.
  • Enea deve solo capire in che direzione andare. Nella modernità invece è espressione di libertà , desiderio e piacere di fuga (si parte pk si vuole e non pk si deve) - > a livello macro come colonizzazione; a livello micro come il grand tour. Non è sacrificio ma si spera in esso. È scoperta del nuovo e dell’inatteso, quindi non conferma ma espone a delle novità. [slide più avanti] Ultima riflessione per il viaggio di oggi (dagli anni ’70 in poi) - > focus al viaggio turistico e alla contemporaneità. Ritorno indietro al “viaggio come formazione ” =

Secondo Burke si perde qualcosa per prendere dell’altro - > riprende in parte l’idea medievale del viaggio (pellegrinaggio) come motivo di espiazione ma insieme di cura dell’anima. Ricostruzione delle etimologie per sostenere l’idea del viaggio come sacrificio. Non abbiamo però tutti i passaggi delle parole, quindi non è una teoria confermata. Es. “travel” dal medievale “tripalium”, ruota dentata impiegata come strumento di tortura. Marfé sottolinea che la letteratura di viaggio possiede dei caratteri di ambiguità :

  • Rapporto tra viaggio nello spazio e nella scrittura : scrivendo il viaggio lo ripercorro, ma insieme la scrittura è un secondo viaggio.
  • Rapporto autore-narratore-personaggio : non metto solo in funzione una modalità letteraria ma può essere anche reale se il viaggio è stato una “bildungs” (formazione) - > 1 persona ma anche 3 identità diverse a seconda della relazione al viaggio.
  • Rapporto realtà-finzione : i narratori sono cercatori di ricordi ma insieme inventano anche.

Rimane colpito non dalla natura pura e incontaminata - > come durante il pre-romanticismo e romanticismo. Rimane estasiato dalla natura lavorata: campi lavorati, mulini, ville… interazione natura-uomo e manufatti di quest’ultimo. A livello artistico sennò non si espone. Recepisce il gusto del tempo. [lettura passaggio su Roma – per confronto con Goete] Visione non di trovare le vestigia della grande civiltà ma percepisce la decadenza - > sepoltura di una grande capitale a opera dei nemici di Roma (i barbari) = prospettiva soggettiva. L’ immagine dell’Italia è di… Popolo distratto da eventi pubblici e di intrattenimento vs politica e partecipazione. Critica la classe politica della penisola [cfr. contesto pre-unitario] - > autoritarismo e demagogia: illusione che ci siano delle misure approvate per il popolo, quando servono solamente a distrarre le persone da argomenti di reale interesse. Pk autore interessante? Non solo viaggio come cammino (muoversi e non arrivare), ma atteggiamento costante in tutta l’opera di curiosità intellettuale - > chiede, si informa ed è attratto da ciò che lo circonda = grande apertura mentale nei confronti delle usanze culturali differenti. Critica i compagni di viaggio che pretendono di avere le stesse cose del paese d’origine nel luogo visitato - > lamenta la mancanza di spirito di adattamento. Viaggio consente di superare i pregiudizi legati a costumi e usanze; importante viaggiare per integrare questi aspetti.

Particolare anche l’idea di uomo “ uguale ovunque ”: diversità non etnica ma culturale (abitudini, tradizioni e portato dell’educazione) vs etno-antropologia nel ‘700 (dimostra che l’ambiente produce un certo tipo umano). Prospettiva non deterministica (“chi è in quel luogo è così e basta”). Interesse ai tipi umani , ovvero persone o aneddoti di persone che incontra - > non mancano passaggi ironici.

  • ripreso dalla cultura dell’epoca: privato del viaggiatore. Pagine su disturbi di salute che affliggono l’autore (“ mal della pietra ” = calcoli) - > sfera privata e corporea che – in quanto filosofo – gli permette di divagare sulla dimensione umana e fragile dell’uomo; unico rimedio è sopportare il male. Pagine di lamento ai calcoli gli consentono di divagare in filosofia, ma è anche espressione della sua cultura. [passaggio da Loreto a Macerata] descrive come si spostano e la strada - > “lastricata”; “18 miglia”; “colle di forma quasi rotonda”… descrizione molto attenta e realista. Precursore della lett. di viaggio per idea di viaggiatore: vera essenza del viaggio nel cammino e non all’arrivo e apertura alla diversità dei popoli.

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Contesto ‘700? Illuminismo. Trasversale a più discipline e arti, caratterizzato da un ottimismo smisurato nei confronti della ragione; pretende di riformare il sapere sulla base della ragione, che trova applicazione pratica (non solo speculazione astratta); conoscendo ciò che si ha intorno è possibile agire e proporre soluzioni. In quest’ambito si presta attenzione al viaggio come momento di crescita e momento di completamento della formazione. Mette in pratica gli insegnamenti. Nasce una “ società di viaggiatori ” = elité economica e culturale che in vari paesi avvia l’abitudine del viaggio, le cui mete privilegiate sono le capitali europee (Italia inclusa). I viaggi si intraprendono principalmente in carrozza [cfr. Brilli]: personale – se si ha disponibilità economica (anche più di una) – oppure affittata, ma anche condivisa.

Il viaggio di Goete è molto complesso per l’epoca: percorre tutta l’italia, visita Roma, Napoli, la Sicilia (meta poco visitata per l’epoca) e torna a Napoli (visita al Vesuvio) prima di ripartire.  vuole evitare che qualcuno nei salotti italiani possa riconoscerlo e distrarlo dal percorso.  porta con sé 2 guide (volumi) di viaggio: una sull’Italia e una a parte sulla Sicilia.  oltre agli appunti, richiede degli schizzi = aspetto autoreferenziale per la stesura in un secondo momento. Per il periodo in Sicilia assume un pittore pk teme non bastino. Periodo molto diverso – fine rinascimento (fine ‘700) – pk convivono istante pre-romantiche e visione artistica neo-classica: Ci interessa pk questo metro di giudizio lo porta ad esaminare l’arte durante il viaggio in Italia. Le sue teorie vengono riprese da Winckelmann , uno storico d’arte tedesco - > il suo concetto neoclassico di arte è: “ nobile semplicità, calma grandezza ”. Grandezza incanalata con un labor limae in forme pure; spontaneità del sentimento (proporzionale alla sua potenza); sentimento mai scomposto e irruento. L’ arte per lui ha funzione ordinatrice. Il Goete giovane aveva composto anche opere romantiche - > il viaggio in Italia consolida invece la tendenza neoclassica. Crescita personale.

[lettura dell’arrivo a Roma] 1°novembre 1786; sensazione di essere pacificato. Chiede scusa ai suoi amici e conoscenti perché non ha avvisato nessuno della partenza. Differenze con Montaigne? ➢ Atteggiamento del viaggiatore differente: sorvola su alcune mete pk ha mosso da un’ansia “spasmodica” di arrivare a Roma ( teso alla meta ); ➢ Vede Roma come vertice culturale (vs “sepoltura”). [descrizione del giorno dei morti] Dimostra di aver studiato la cultura e le usanze prima di partire. [descrizione di Napoli] Quando scopre che è in corso un’ eruzione sul Vesuvio , parte con il calesse per andarla a vedere. Descrizione che dimostra anche la sua disponibilità economica : è la 3°volta che torna sul Vesuvio ed è accompagnato da 3 guide. Afferma come le descrizioni non siano paragonabili all’ esperienza diretta. Altre letture: Impiega il metodo sperimentale per vedere se il pregiudizio della guida sia corretto: tutti i settentrionali sono sfaccendati. Anticipa già che lui non è d’accordo pk vede “straccioni” ma non “disoccupati” - > crede che il giudizio sia legato ad un metro di giudizio tipico del meridione, in cui se non si lavora tutto il giorno si è disoccupati.

  • nessuno riesce a indicargli questi “disoccupati” quindi si mette lui ad osservare tutti per trovarli. Indica tutti i lavoratori e le loro mansioni. = conclude che sia un pregiudizio pk non vede alcun mendicante.

Pubblicata postuma. Viaggio presente nella “Vita” pk lo impegna 5 anni e non poteva tralasciarlo - > no scritto di viaggio a rigore, ma viaggio presente in gran parte dell’opera. Scrive altre opere con marcatura autobiografica per argomento. Divide la vita in 4 epoche: importante pk crea un’architettura dell’opera e ci mostra come abbia studiato le parti - > puerizia, adolescenza, giovinezza, virilità. Racconta la storia della sua formazione artistica e la storia sentimentale, quella per arrivare al “degno amore” in età matura. Il disegno precedente è quindi importante pk viene riletto alla luce di quanto accaduto dopo: ostacolo/preparazione per ciò che verrà; possibile solo se raccontato ex-post. Parte centrale in cui ottiene sia il degno amore che la realizzazione artistica - > tutto ciò che viene prima è un percorso ad ostacoli per arrivare a questo momento. Alfieri è mosso da una costante insofferenza e frenesia - > continua insofferenza e timore della noia che lo spinge continuamente a spostarsi: caratterizza sia il suo Gran Tour che la sua vita. Conferma anche nell’uso del linguaggio: usa 1 sola volta la parola “conversione” [teoria dei critici] al centro dell’opera - > racconta come diventa scrittore di tragedie e il percorso sentimentale secondo i moduli della tradizione religiosa (es. confessioni di Sant’Agostino): rilegge tutti i momenti di disagio e sofferenza – in ex- post – come mancanza della vocazione e presagio di quella che arriverà. Alfieri allo stesso modo si sente insoddisfatto fino a che non raggiunge la realizzazione personale e artistica. Parliamo del viaggio con Alfieri pk è parte di questa sua percezione di insoddisfazione. Rilegge alla luce del presente:

Alcuni aspetti interessanti dell’opera:

  • Alfieri segue l’ordine cronologico (taglio annalistico)
  • Opera imperniata sul protagonista, il sé
  • Attendibilità e veridicità dell’opera, secondo Caretti
  • Tono originale e scherzoso, anche auto-ironico => interessante a livello linguistico Parentesi per comprendere il periodo: Nel ‘700 molti autori si interessano a questo tipo di scrittura autobiografica, ma non viene ancora chiamata così (termine dell’800). Nel post-illuminismo e insieme al pre-romanticismo, l’autobiografia risponde alla volontà di dare centralità all’individuo e alla sua storia. Le tipologie di autobiografie potevano essere essenzialmente 2: confessione religiosa e memoriale laico. E seguono una sorta di scaletta. Il primo a pubblicare questo tipo di progetto editoriale fu Giovanartico di Porcia con la vita di Vico - > sviluppa un ritratto con schema fisso ma lascia fuori la dimensione interiore/sentimentale/emotiva. Prevale un’autobiografia che vuole ricostruire la figura dell’intellettuale (formazione, lavoro e cosa lo ha spinto ad esso); Alfieri rispetto a questo è discordante. Prima di questo la biografia non esisteva proprio - > nasce fondendo libri di memorie rinascimentali e confessioni religiose/dei santi, come quelle di Sant’Agostino (narrazione dell’esperienza di crescita che porta alla fede).