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primo modulo di programmazione e controllo, università cattolica, con esercitazioni.
Tipologia: Appunti
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17 settembre Ci sono due tipologie di approcci all’attività di direzione: giorno per giorno o razionale/ anticipatorio. Il giorno per giorno non prevede l’utilizzo di strumenti per valutare i risultati, fortemente sconsigliato, han ciclo di vita molto molto breve. Per evitare questo si sono sviluppati gli strumenti di programmazione e controllo, se ne inizia a parlare da metà dell’ottocento. La forza di questi strumenti è quello di aiutare l’organizzazione a definire e domandare: darsi obbiettivi, assegnare responsabilità e valutare i risultati. Servono a modellare la realtà in cui l’azienda si trova ad operare. Quindi 1)definire gli obbiettivi: cosa voglio fare dove voglio arrivare, 2)definire piani e azioni per raggiungere gli obbiettivi e 3)misurare e valutare gli obbiettivi raggiunti. Questo permette di porre in essere l’attività di impresa in tre macro livelli: a) pianificazione strategica ossia definire la strategia relativa a obbiettivi strategici (medio lungo termine), b) Controllo direzionale ossia vengono individuate i piani attraverso i quali raggiungere gli obbiettivi strategici e vengono realizzate le azioni a tal fine prescelte, io so azienda che fra 5 anni voglio aumentare la mia quota di mercato del 5% stabilirò che il primo anno cresco un tot il secondo ancora fino ad arrivare al 5% in più al 5 anno, significa andare a declinare gli obbiettivi strategici in obbiettivi annuali, c) controllo operativo ossia si verifica che i compiti specificatamente attribuiti vengano eseguiti in modo efficace e efficiente, deve essere un controllo serrato e costante, anche giornaliero, tanto più l’azienda è grande tanto più i controlli devono essere puntuali. La programmazione e controllo riguarda principalmente il controllo direzionale che pero “comunica” con i livelli superiori e inferiori. Esempio di pianificazione strategica: Alitalia, erano stati nel 2015 stabiliti degli obbiettivi, come l’introduzione di nuove rotte e collegamenti, collaborazioni con altre compagnie, acquisto o leasing di nuovi aerei, nuovi servizi ai clienti e riduzione dei costi. La programmazione e controllo(e quindi il controllo direzionale) ha come finalità : 1)controllo economico ossia misurare costi e ricavi, andare a capire i risultati operativi dell’azienda, il focus forte è capire la convenienza economica della gestione, 2)supporto al processo decisionale , si generano informazioni che vengono interpretate per poi andare a prendere decisioni sulla base di queste informazioni come ad esempio la definizione del prezzo attraverso la comprensione dei costi, 3)controllo esecutivo , ossia misurare le prestazioni dei management, è legato al concetto di responsabilità, le grandi aziende per esigenze di struttura e dimensione implementano maggiormente questi strumenti, le pmi fanno più fatica perché hanno meno risorse e personale, irrealtà con l’accentuarsi della competizione globale anche le pmi si stanno sforzando di adottare questi sistemi. Ci sono tre macro aree: fattori di input, sistema di controllo e fattori di output. Bisogna sapere cosa sono e a che cosa servono. Quello che a noi interessa maggiormente sono gli elementi del sistema di controllo: 1)centro di responsabilità, dare una responsabilità è fondamentale per formalizzarlo c’è la gestione per obbiettivi che ha per funzione e scopo quello di definire le varie tipologie di responsabilità e assegnare le risorse. 2)struttura tecnico contabile, prende in considerazione gli strumenti, il cuore del nostro corso, il focus è spiegarci le varie tipologie di strumenti, che funzioni hanno e come si costruiscono e utilizzano, contabilità analitica che a differenza di quella generale è del tutto volontaria, 3)processo di programmazione e controllo annuale, che parte dalla programmazione con cui si definiscono i piani degli obbiettivi da raggiungere nell’anno, poi formulare il budget individuando i vari responsabile e assegnare risorse economiche e tecniche
per raggiungere gli obbiettivi, definito il budget la terza fase è svolgere l’attività e misurazione della stessa attraverso i vari strumenti di misurazione, quarta fase consiste nel reporting e valutazione per capire se l’attività è stata svolta secondo gli obbiettivi, quanto si è lontani e valutare ossia capire cosa c’è dietro il numero del reporting, capire dove è il problema, le cause sottostanti agli scostamenti dagli obbiettivi. Le azioni correttivi possono essere più intense se vanno a intaccare la programmazione, meno intense se vanno ad intaccare il budget e poco intense se cambiano lo svolgimento dell’attività. 4)gli attori ossia i soggetti implicati, il controller è colui che gestisce i numeri, l’esperto aziendale ed è l’ufficio da cui si prende l’informazione e vengono restituite ai vari centri di responsabilità (manager delle varie aeree) e poi in termini più sintetici al top manager. ◦ Lezione 2 Classificazione dei costi. Costo: significa analizzare i fattori produttivi impiegati nell’ambito del processo produttivo e di vendita. Calcolare ammontare fisico ed economico dei fattori produttivi. ◦ Es di fattori produttivi: materie prime, manodopera diretta, ammortamento del impianto usato nel processo produttivo. Tutto ciò che serve per produrre il prodotto finito. Il costo di acquisto si trasforma in costo legato alla produzione. Ci sono alcuni strumenti che servono per dare valore economico a questi costi. Ci sono 5 classificazione di costo. A seconda dell’ analisi dello strumento impiegato serve una classificazione appropriata.
Se prendiamo come attività 0-100, essa è l’attività di rilevanza. In quel caso e costo fisso. In questo caso il costo è a scalini. A una certa quantità il costo aumenta (nella seconda area di rilevanza). Al variare dell’area di rilevanza l’andamento del costo può cambiare. Il costo variabile ha un andamento perfettamente proporzionale. Nella realtà pepe ci possono essere due andamenti. Decrescente Questo è segno di efficenza. Aumentando il livello di produzione l’impiego del fattore produttivo diminuisce. Si chiama costo variabile che diminuisce, Costo variabile regressivo. Possiamo avere “costo variabile progressivo” In questo caso siamo meno efficienti perché più faccio funzionare il macchinario più impiega fattore produttivo. Se i volumi sono molto alti il costo sarà maggiore. L’impianto potrebbe essere obsoleto. Sarebbe meglio in questo caso produrre meno. Costo fisso, a scalini, costo variabile può essere regressivo o progressivo. Costo misto. Grafico, volume y quantità x A una certa quantità da fisso diventa variabile. Es costo misto:
Costo specifico: fattore produttivo impiegato esclusivamente su in unica linea di prodotto. Es: marketing esclusivo per la linea A La distinzione tra comune e specifico dipende da come è organizzata l’azienda dal punto di vista produttivo, gestionale o amministrativa. Es di fattore produttivo che è solo come costo comune: amministrazione. Tre aree classiche dell’impresa: Area produttiva, commerciale e amministrativa. L’area amministrativa solitamente è solo comune. Area commerciale e produttiva non si possono stabilire a priori, bisogna analizzare l’azienda. Importante è ricordarsi che l’oggetto di calcolo è la linea di prodotto. Linea A e B.
Costo specifici a livello di linea di prodotto diventano costi comuni a livello di divisione perché la divisione è a un livello superiore rispetto alla linea di prodotto. A livello aziendale i costi specifici di divisione diventano comuni perché servono per fare funzionare l’azienda nel suo complesso. Analisi differenziale e logica del margine di contribuzione si basano sulle prime due classificazioni. 3 oggetto di calcolo e il singolo prodotto. Costo diretto: fattore produttivo utilizzato per la produzione di una unità di prodotto. Es costo diretto:
Costo effettivo: quanto risulta dopo aver svolto l’attività di produzione. Indica l’ammontare di fattore produttivo effettivamente utilizzato. Si prende in considerazione durante la fase di controllo (fase di analisi degli scostamenti). Gli spostamenti potrebbero essere positivi o negativi. Come si calcola costo standard unitario. È composto da due elementi: standard monetario e standard fisico di prodotto. Il primo indica quanto costa una unità del fattore produttivo. Il secondo indica quantità di fattore produttivo da utilizzare per realizzare un unita di prodotto. Csu= standard monetario x standard fisico Csu: è importante rispetto a diversi elementi: costo della mod, costo materia prima e agli altri fattori produttivi. Csu è un info che troviamo quando calcoliamo i costi diretti variabili di prodotto. Prodotto A e prodotto B A: quantità 100 B: 50 Mp (kg per unità di prodotto). A: 3 B 2, Standard monetario €/kg A 2 b 4, Standard fisico: quantità di fattore produttivo per fare una unità di prodotto. S.monetario: costo di una unità di fattore produttivo. Per calcolare csu della materia prima facciamo: Negli esercizi potremmo avere già il costo standard unitario oppure lo standard fisico e monetario. Tramite questo dati possiamo trovare da soli il csu (€/unità). Mod. Mano d’opera. Due linee di prodotto: a e b Quantità 100 50 Standard fisico (ore/unità prodotte) 0,5 0, Standard monetario (€/ora) 10 12 Csu della mod (€/unità)
Lo schema è da imparare bene perché lo ritroveremo negli esercizi. Bisogna sapere anche la differenza dei diversi costi. Mancano i costi fissi comuni. Aggiungere una colonna con scritto totale. Il totale può essere fatto a livello di settore. Poi bisogna individuare i costi fissi comuni: responsabile produzione, costi amministrativi generali. Sottraendo al mc di secondo livello totale i costi fissi comuni si ottiene il risultato operativo del reparto produzione o della divisione. Mc ha il compito di definire la convenienza economica di una unità. Mc ha tre finalità:
Ammortamento: l’impianto lo vendo oppure lo reimpiego. Eliminabile. Controllo qualità: eliminabile. Responsabile di linea: lo reimpiego. Eliminabile. Essendo tutti i costi fissi specifici posso eliminare la linea. È fondamentale la valutazione dei costi fissi specifici (eliminabili o meno). Devo confortare questi con il mc di secondo livello. Sampei e food da stampare Accettare una nuova commessa. . Vedi appunti note Andre 26/
1)Accettare commessa esterna Cliente esterno ci richieda di produrre un certo ammontare di prodotto che hanno delle caratteristiche simili. Ci domandano quindi se siamo interessati a produrre questa commessa, in questo caso è una tipologia di analisi differenziale senza vincolo produttivo ossia l’azienda ha sufficiente capacità produttiva per realizzare la commessa. Dobbiamo capire quindi la convenienza dal punto di vista economico: 1)verifica del margine di contribuzione di primo livello , se maggiore di 0 possiamo continuare a produrre, 2)verifica se ci sono costi fissi specifici emergenti ossia l’azienda dovrà sostenere una serie di fattori produttivi specifici necessari a realizzare la commessa (es. utilizzo maggiormente la linea a seguito commessa e devo fare maggiore manutenzione straordinaria), costi nuovi che sono dedicati esclusivamente alla commessa. Il risultato di queste verifica è la verifica del margine di contribuzione di secondo livello: se è maggiore di 0 ossia positivo possiamo accettare la nuova commessa. È il criterio di ragionamento in caso di accettazione di una nuova commessa in assenza di vincolo produttivo. Riprende la logica del continuare o eliminare una linea di prodotto. Esempio Offerta di produrre 100 unità, prezzo ricavo di 7E, costi variabili unitari 4E, costi fissi specifici emergenti: 60E di ammortamenti, controllo qualità 70E manutenzione 50E Conviene accettare? Margine contribuzione unitario= 7-4= 100x3=300 MCUT 300-60-70-50= Conviene accettare perché MCU>0 e MC secondo livello > Q* e P* indicano il prezzo della quantità minima che rende conveniente accettare la commessa. Sono informazioni che riusciamo a costruire che ci indicano il prezzo minimo sotto il quale non dobbiamo scendere e la qualità minima da produrre per evitare di non avere convenienza economica. Q=(cfs+cut)/P (180+400)/7=83 quantità minima da produrre P=(cfs+cut)/Q (180+400)/100=5,8 prezzo minimo per accettare la commessa 2)Make or Buy
Make significa produrre internamente mentre Buy significa acquistare all’esterno. Capire se dal punto di vista economico è meno costoso produrre internamente o acquistare all’esterno. Qui non ragioniamo più sui margini, il focus è la minimizzazione del costo , non capire il margine più alto ma semplicemente quale alternativa costa meno, i ricavi non vengono presi in considerazione. Un’azienda che cosa andrà ad esternalizzare? Solitamente qualcosa di meno strategico, una linea di produzione meno importante, il make or buy non è mai strategico, non riguarda mai aspetti chiave della nostra azienda pensi prodotti/ attività non chiave/ strategici. Make possiamo vederlo come costi cessanti e Buy come costi emergenti : se interrompiamo una linea avremo la cessazione dei costi variabili dell’area produttiva, per quanto riguarda l’area commerciale le provvigioni in caso di cessazione di una linea rimangono poiché le merci devono comunque essere vendute. Avremo dei costi fissi specifici cessanti, quali fattori produttivi non andiamo più a impiegare, quindi l’ammortamento ad esempio, capire se l’impianto e rimpiegabile, i costi della manutenzione cessanti, il controllo qualità, ci rendiamo conto che può essere interrotto e quindi diventa cessante, non lo sostiene più l’azienda dal punto di vista economico. Il make or Buy viene spesso sbagliato: il make non è quanto mi costa produrre ora ma quanto risparmierei se esternalizzassi. Il concetto di Buy è l’acquisto: se acquisto all’esterno che costi devo sostenere, il prezzo ossia costo d’acquisto, si riferisce al prezzo che noi paghiamo al fornitore per acquistare il prodotto, possono esserci costi fissi specifici emergenti: siccome dobbiamo controllare la qualità del prodotto che arriva potrebbe esserci un incremento del costo del controllo qualità, potrei avere un costo per trasporto in base agli accordi, nel momento in cui decidiamo di acquistare all’esterno aumentano i costi assicurativi, poi possono esserci altri costi amministrativi varii. Calcolo quanto risparmio se smetto di produrre (make) ossia costi variabili e costi fissi cessanti, poi andiamo ad acquistare all’esterno, sempre c’è il prezzo d’acquisto e poi si possono avere costi fissi emergenti. MAKE—>CV unitari e totali cessanti + (possibile presenza CFS cessanti) BUY—>PREZZO-COSTO di acquisto + (possibile presenza CFS emergenti) Esempio Volumi di vendita attuali= 32. prezzo unitario= 9E costi unitari MP= 1,7E costi unitari MD=0,7E provvigioni=0,9E ammortamenti=7.000E costi personale indiretto= 17.000E marketing specifico di linea=15.000E Si valuta esternalizzaizone basandosi su condizioni produttive e commerciali: 1)personale indiretto potrebbe essere reimpiegato su altra linea 2)impianti e macchinari non possono essere rivenduti e/o dismessi- assegnati ad altra linea
1° Passaggio: verifica del margine di contribuzione di I livello , se la linea C ha margine negativo la stoppiamo immediatamente e la togliamo dal problema di assegnazione del fattore scarso. 2° Passaggio: analisi del vincolo , dobbiamo capire se l’attuale livello di produzione eccede il vincolo, ossia se le tre linee impiegano più o meno di 8.000 ore di funzionamento. Se le tre linee impiegano complessivamente 7.800 ore (ore di funzionamento impianto effettive) quindi meno del vincolo (8.000 disponibili), continuiamo con la produzione come stiamo facendo attualmente. Se le effettive fossero state maggiore delle disponibile (es. 8.200 ore) staremmo eccedendo il vincolo produttivo e in altri termini per realizzare la produzione attuale mi servono 8.200 che però non abbiamo, in questo caso bisogna apportare dei correttivi. 3° Passaggio (se si eccede): calcolo del margine di contribuzione su fattore scarso, margine contribuzione assoluto unitario di A / ore funzionamento per unità di A. Bisogna farlo per tutte e tre le linee. Facciamo che viene A3, B4 e C1, il margine su fattore produttivo scarso dal punto di vista gestionale ci indica il rendimento del fattore scarso. A=3 euro, significa che quando impiego un ora del fattore scarso (impianto) la linea mi genera come margine di contribuzione 3 euro, se impiego un’ora nella linea B mi generà 4 euro e la A 1 euro. Quale linea valorizzereste? 4° Passaggio : definizione ordine di convenienza a produrre , la B in quanto più conveniente, seguita dalla A e chiusa dalla C, questo margine ci serve per capire quanto l’azienda genera di margine di contribuzione impiegando un’unità di fattore scarso. Siccome l’obbiettivo è valorizzare il risultato economico questo ci indica l’ordine di convenienza. 5° Passaggio: ridefinizione programma di produzione sulla base del nuovo ordine di convenienza e calcolo del nuovo risultato economico. ESERCIZIO FOOD FOR PET Prima parte tabella 1 si hanno dati commerciali (ricavi e provvigioni), seconda parte abbiamo i dati relativi a costi variabili. Tabella 2 si hanno dati relativi a costi fissi che potrebbero sembrare tutti costi fissi specifici, in realtà se ci si concentra sul testo ci viene detto che ammortamento è un costo specifico come le attrezzature e anche quello del supervisore, il confezionamento invece è un costo fisso comune. Il fatto che suddivida l’ammortamento per le tipologie di prodotto non implica che sia un costo fisso specifico, bisogna sempre leggere il testo. Il costo di stabilimento è un costo fisso comune. Si deduce poi che il direttore di stabilimento è un costo fisso comune in quanto tutta la produzione si svolge in uno stabilimento unico. I costi generali amministrativi sono costi fissi comuni, le attività di pubblicità e promozione si riferiscono ad attività di tutte le linee di prodotto, quindi è un costo fisso comune. La ripartizione del costo è una decisione presa in un ufficio, a noi interessa come il fattore produttivo sia stato impiegato. Gli agenti sono un costo fisso specifico in quanto non ci viene dato altro dato. 900 ore di mod a trimestre è il vincolo produttivo, siamo mi presenza dell’accettazione di una nuova commessa, mette insieme due tipologie di analisi differenziale. Calcolo margine di contribuzione: quelle evidenziate di giallo devono essere preventivamente calcolati in quanto ci da lo standard. Abbiamo 4 tipologie di costi variabile produttivi quindi di cui due già forniti dal testo e altri due da calcolare ragionando sugli standard fisici e monetari.
Nella linea 3 stiamo verificano il vincolo: prendo la quantità prodotta per ciascun prodotto (fatturato/prezzo) e moltiplicarlo per fattore scarso specifico di ogni linea. 3.600 sono le ore di manodopera dirette per produrre il prodotto classico. Delle 9.000 del nostro vincolo il nostro classico ne ha utilizzate 3.600. ci manca ulteriore condizione ossia il nuovo ordine allergie: 4. unità. Il totale delle ore: 3600+3.300+1680+600=9180, totale ore MOD per realizzare le 4 linee, eccede il vincolo. Calcolo il margine di contribuzione su fattore scaso Classico 23,65/0, Biologico 35,23/0, Allergie 26,11/0, Nuovo ordine 26,11/0, L’ordine di convenienza cambia rispetto a quello iniziale: 1 classico 2 allergie 2 allergie 3 biologico. Ordine di convenienza. Col margine di contribuzione unitario assoluto il più conveniente era il biologico, ora con i margine su fattore scarso il biologico è il vero e meno conveniente. L’analisi è importante perché ci da informazione più specificare allocare fattore scarso in maniera più efficiente. Un unita di fattore scarso su classico l’azienda guadagna circa 262,78 di margine di contribuzione. Va allocato in primis sul classico. Rende di più investire MOD nel prodotto classico anziché per la linea biologica. l’ordine di convenienza ci dice quali sono le linee da produrre maggiormente in modo tale da ottimizzare il risultato economico: valorizzare la configurazione di prodotto che ci permette di ottenere il risultato economico maggiore. Programma di produzione Andremo a produrre tutte le 40.000 unità di classico che assorbirà 3600 ore di MOD ossia (40.000x0,09), la linea classica non cambia quindi perché è la più conveniente, per realizzare, (0,09 quanti di MOD che noi impieghiamo per un unità di prodotto). La seconda linea sarà allergie, continuiamo a produrre 11.200 prodotti che consuma 1.680 ore di M0D (11.200x0,15), accettiamo quindi tutto il nuovo ordine allergie, 4.000 prodotti, che assorbiranno 600 MOD (4.000x0,15). La linea biologica essendo quella meno conviene sarà residuale. Per trovare la quantità bisogna capire le ore di MOD ancora disponibili: 9.000-3.600-1.680-600=3.120 ore MOD utilizzabili per biologico, quante unità di prodotto biologico posso produrre con queste ore? 3.120/0,22=14.182 prodotti biologico (ho diviso le ore MOD rimaste per il suo standard fisico). Tutta l’analisi ha permesso di accettare tutta la commessa esterna in quanto allegria è più convinte della linea biologica in termine di margine di contribuzione su fattore scarso, di conseguenza eccedendo il margine abbiamo ridotto il biologico rispetto a quella iniziale. Classico Biologico Allergie Contribuzione unitaria 23,65 35,23 26, Verifica vincolo(ore mod totali necessarie per ciascun linee) Fatturato totale/ PU(quantità prodotte) 40.000x0,09=3. 15.000x0,22=3.300 11.200x0,15=1. 4.000x0.15=
La base di ripartizione ci dice che non sono specifici, il concetto di imputazione presuppone che ci sia persona che suddivide costo più su linee, cosi è automaticamente comune, imputato o attribuito ci fa capire che siamo di fronte a scelta fatta a monte. La manutenzione è senz’altro specifica in quanto precisato in tabella. Il testo non ci chiedeva tutti questi calcoli ma vi consiglio di farli in quanto torneranno utili La domanda uno è analisi differenziale Make or Buy, quindi un’analisi basata sui costi cessanti/ emergenti, non ci interessano in alcun modo i ricavi Accessori di completamento 60 75 MOD 4 4, Provvigioni 14,5 15, Controllo qualità 2,3 2, MdC 1’ unitario 74,2 59, MdC 1’ totale 519.400 388. Ammortamento 200.000 260. Promozione e marketing 100.000 80. Manutenzione 40.000 30. MdC 2’ 179.400 18.700 198. Costi amministrativi 45. Supervisore 62. Marketing comune 20. Risultato operativo 71. MAKE BUY Costi variabili di produzione cessanti 1.409. manutenzioni cessanti 32. Prezzo acquisto emergente 1.470. Amministrativo emergente
Tot 1.441.100 1.485.
L’ammortamento non è un costo che ci interessa in quanto non sono differenziali, è indifferente poiché lo abbiamo in entrambe le opzioni. I costi di manutenzione della linea sono sostenuti al 20% del costo attuale, nel caso di esternalizzaizone, abbiamo un costo cessante pari all’80% del costo di manutenzione che sarà 32.000 (80% 40.000). Il prezzo di acquisto emergente è dato da 210x7.000 ossia la quantità che acquisteremmo all’esterno ed è un costo variabile totale emergente. Il costo del supervisore è indifferente in quanto continuerà ad operare su quella linea indipendentemente che io la esternalizzi o no “non potrebbe essere impiegato in altre attività”, ad ogni modo sarebbe stato un costo fisso comune e quindi già non dovrebbe essere considerato all’interno del make or buy. I costi variabili cessanti i troviamo direttamente dal conto economico precedentemente fatto. La MOD può essere reimpiegata, le materie prime non le tengo più, confezionamento non lo ho più, il controllo qualità è a carico del fornitore. MP 135, ACC 60, MOD 4, CONTROLLO QUALITA 2,3 tutto moltiplicato per la quantità. NON conviene esternlizzare poiché meno costoso. 3/ 4)Eliminare/ridurre linea di produzione per aumentarne una seconda Il focus è sui margini di contribuzione, di primo livello e in presenza di costi fissi anche quello di secondo livello. Avremo dei margini cessanti e margini emergenti. Confronto per capire la linea più conveniente, concettualmente bisogna sapere che della linea che si vuole ridurre genererà un margine cessante (un guadagno che l’impresa non ha più), dall’altro lato si avrà un margine emergente relativo alla linea che si vuole aumentare. Quale linea conviene eliminare per aumentare l’altra del 50%? Ci manca di sapere se ci sono cfs cessanti o emergenti. Semplificazioni In caso di eliminazione tutti i CFS della linea sono eliminabili. In caso di aumento dell’altra linea non ci sono costi fissi specifici emergenti. Ovviamente è un esempio semplificato al massimo. A B RICAVI 20 17 MOD 10 7 MP 5 5 PROVV 2 1 MDC 1 LIV 3 4 Q: 30, MDC 1 LIV TOT 90 80 AMM 30 25 MANUTENZIONE 10 20 MDC 2 LIV 50 35