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1 e 2 parziale programmazione e controllo
Tipologia: Sintesi del corso
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Si occupa di misurare i risultati economici durante lo svolgimento dell’attività e far vedere quali sono gli obbiettivi di natura economica. Due approcci: giorno per giorno o razionale - anticipatorio. Quello non formalizzato (giorno per giorno) è un approccio che non funziona perché non ti fa capire cosa vuol fare un’impresa, perché la società odierna è troppo complessa. Bisogna produrre prodotti in linea con le aspettative e per far ciò bisogna programmare e darsi obbiettivi: hanno bisogno uno stile di direzione “razionale/anticipatoria” ossia fare analisi con dati per fare scelte da mettere in atto. Razionale: analizzo per fare delle scelte; anticipatoria: programmo le azioni da qua a un lasso di tempo. Oggi c’è più competizione che richiede più attività di analisi (approccio razionale) e più programmazione (approccio anticipatorio). Aiutano a misurare gli obbiettivi e correggere gli obbiettivi a seconda dei risultati. Fasi di approccio razionale-anticipatoria
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI E ANALISI DIFFERENZIALE Un costo è l’ammontare del fattore produttivo consumato per la realizzazione del prodotto/servizio, diverso dal costo d’acquisto che a noi non frega una sega. Esempi di costo: materia prima, manodopera diretta, manutenzione sugli impianti, attività di marketing, campagne pubblicitarie, luce, l’utilizzo di un palco. Misurare costi, ossia fattori produttivi impiegati è fondamentale. Per raggiungere questo scopo bisogna conoscere il comportamento dei costi (uguale a dire classificazione) che può essere fatto in 5 categorie:
Usare il criterio di volume di produzione, che può essere il numero di biglietti venduti, di ingressi fatti, di spettacoli erogati. Il costo fisso totale è un fattore produttivo che non varia al variare del volume di produzione (affitto). Il grafico è una retta parallela all’asse delle quantità. Il costo variabile totale è il fattore produttivo il cui consumo varia al variare del volume di produzione (materia prima). Il grafico è una retta che passa dall’origine. Costo variabile totale è proporzionale e il costo variabile unitario (k) è costante. Il costo variabile nella realtà può essere progressivo o regressivo. Nel progressivo il costo variabile unitario aumenta in modo più che proporzionale, in quello regressivo il costo variabile unitario diminuisce all’aumentare del volume di produzione, presentando economie di scala. L’area di rilevanza è un intervallo di attività (volume produttivo) che permette di distinguere i costi tra costi fissi e costi variabili (da 0 a 1000 biglietti per esempio) perché nel lungo periodo un costo da fisso diventa variabile, nel breve periodo è fondamentale definire l’intervallo di rilevanza. 27/02/ Il costo fisso unitario all’aumentare delle quantità tende a diminuire, perché viene diviso su un maggior numero di prodotti. Il costo variabile unitario rimane costante quando aumenta la quantità. Da qui si possono studiare i direct costing, il punto di pareggio, il margine di sicurezza. Ci possono essere anche i costi misti (costi totali): costi che hanno componente fissa e una componente variabile (es il livello di manutenzione agli impianti, le ore di funzionamento dell’impianto luci fino a un tot di quantità di funzionamento abbiamo un costo fisso poi abbiamo un costo che aumenta all’aumentare della quantità utilizzata). Può essere che prima abbia un andamento variabile e poi un andamento fisso. Costo a scalini: ha una componente fissa, arrivati poi a una certa quantità il costo fisso aumenta. Una volta raggiunta una certa quantità tendenzialmente raddoppia il suo impatto economico (esempio di responsabile della sicurezza ogni tot dipendenti, se questi aumentano deve assumere un altro responsabile e il costo fisso raddoppia). COSTO COMUNE VS COSTO SPECIFICO Costo comune: fattore produttivo utilizzato da più linee di prodotto. Un esempio è il controllo qualità, l’affitto (viene utilizzato per la produzione di più prodotti) Costo specifico: fattore produttivo utilizzato da una sola linea di prodotto. Un esempio è il costo per un attore che recita solo nello spettacolo X o i costumi per uno spettacolo.
Direct costing: analisi dei margini aziendali in base ai costi diretti. È un conto economico scalare (si parte dai ricavi e si vanno a togliere tutte le tipologie di costi per vedere i margini e i risultati operativi), strumento di gestione interna (possono decidere se utilizzarlo o meno). Può essere:
CONTINUARE A PRODURRE/ELIMINARE UNA LINEA Come impostare un’analisi. Si parte verificando il margine di contribuzione di primo livello. Poi verifico il margine di contribuzione di 2 livello => analisi dei costi fissi specifici. Se elimino o meno una linea dipende dai costi fissi specifici, bisogna verificare se i costi fissi specifici sono eliminabili o meno. Se si elimina:
ACCETTAZIONE O MENO DI UNA COMMESSA Commessa: nuovo ordine che arriva da un cliente e dobbiamo vedere se conviene dal punto di vista economico. La capacità produttiva indica l’ammontare del fattore produttivo che l’azienda ha per realizzare un certo livello di produzione. 1 controllo da fare: verificare che il margine di contribuzione di primo livello della nuova commessa sia positivo. 2 controllo: verificare la presenza
di nuovi costi fissi specifici chiamati anche costi fissi specifici emergenti al fine di determinare il nuovo margine di contribuzione di 2 livello. Se questo è positivo accetto, se è negativo rifiuto. Esempio: Quantità= 100unità; Prezzo di vendita= €7; CV unitario di produzione= €4; nuovi costi fissi specifici: ammortamento=€60; controllo qualità= €70; manutenzione=€50. 7-4=3 3x100=300 300-60-70-50= 120, è positivo possiamo accettare la commessa. Se fosse negativa si può negoziare. Per ottenere quantità e prezzo di pareggio (i valori soglia minimi), ossia i valori che consentono di capire rispettivamente la quantità minima e il prezzo minimo al di sotto del quale non è conveniente accettare la commessa. Qta pareggio= (costi fissi specifici emergenti + costi variabili totali emergenti)/prezzo di acquisto Coi dati di prima (60+70+50+4x100)/7 = 83 Prezzo di pareggio= (costi fissi specifici emergenti + costi variabili totali emergenti)/Quantità Coi dati di prima 580/100=€5, 83 è minore di 100, 5,8 è minore di 7 infatti abbiamo un margine di 2 livello positivo. 06/03/ MAKE OR BUY Make: produrre internamente; Buy: acquistare all’esterno. Conviene produrre internamente o acquistare all’esterno? Obbiettivo: scegliere l’alternativa più conveniente dal punto di vista economico, ossia scegliere l’alternativa meno costosa. Si applica su prodotti o servizi non strategici.
Make Buy ProdottoA Costi cessanti Costi emergenti Costo variabile cessante (es mod, MP). Le provvigioni le sostieni comunque.
Prezzo-costo di acquisto (prezzo unitario x quantità)
Costi fissi cessanti (controllo qualità, manutenzione specifica,
Nuovi costi fissi emergenti (assicurazione, trasporto, nuovi costi amministrativi) TOT MAKE=
Costi variabili cessanti + Costi fissi cessanti
**prezzo costo acquisto totale
produzione interna di A
Confronto tra due linee di produzione per capire quale produrre maggiormente.
Linea cessante Linea emergente MC I cessante (c’è sempre) MC I emergente (c’è sempre) Costi fissi specifici cessanti (può esserci) Costi fissi specifici emergenti (può esserci) MC II cessante (MC I – CFS) MC II emergente (MC I – CFS)
Confronto tra MC II cessante e MC II emergente. Il primo dice la rinuncia potenziale e il secondo ci dice il nuovo risultato economico. Bisogna calcolare il valore differenziale (MC II cessante – MC II emergente) se positivo allora conviene aumentare la linea, se negativo non conviene aumentare la linea.
A B Ricavi 20 17 MOD 10 7 MP 5 5 Provvigioni 2 1 Quantità 30 20 MC I U 3 4 MC I TOT 90 80
Ammortamento 30 25 Manutenzione specifica 10 20
Conviene eliminare la linea A per aumentare del 50% la linea B? Conviene eliminare la linea B per aumentare del 50% la linea A? HP:
13/03/ PUNTO DI PAREGGIO Quantità e prezzo da fissare che permette di ottenere un risultato economico pari a 0, determina l’equilibrio tra ricavi totali e costi totali. Condizione minima per un’azienda per lavorare (es numero minimo di persone che vengono a vedere uno spettacolo). Per trovarlo si prendono in considerazione costi fissi, costi variabili e prezzo. Prezzo = CF + CV, questa è l’equazione di partenza. In un’ azienda monoprodotto (eroga solo una tipologia di offerta) la quantità si trova Q = CF/MC (margine di contribuzione unitario P – CV). Trovare quantità di equilibrio in presenza di reddito obiettivo, che indica quanto vogliamo guadagnare => Q =. Non indica la quantità minima ma anche l’obbiettivo a cui arrivare. Per trovare il prezzo FATTURATO DI PAREGGIO = CF / 1-K (che sarebbe MC/FATTURATO) =>
FATTURATO DI PAREGGIO CON REDDITO OBBIETTIVO = ES 2000/40/100 = 5000
In un’azienda multiprodotto Dobbiamo calcolare Q 1 di pareggio e Q 2 di pareggio per arrivare a Q (^) tot = Q 1 + Q (^) 2. Q 1 si usano i costi fissi specifici; Q 2 si usano i costi fissi comuni Ipotiziamo di avere due linee A|B
Chiamato anche costo pieno, è una configurazione di costo che si basa sulla differenza fra costi diretti vs costi indiretti. I costi diretti sono i fattori produttivi direttamente attribuiti al servizio (prezzo x quantità). I costi indiretti sono i fattori produttivi che svolgono la loro attività per più tipologie di prodotto. Si prende in considerazione l’unità di prodotto, a differenza del direct costing che prende in considerazione la linea. Il full costing ci permette di analizzare meglio i costi indiretti, come riusciamo ad attribuire i costi indiretti tra le varie unità di prodotto realizzate. ATTRIBUZIONE DI UN COSTO INDIRETTO: suddividere il fattore produttivo tra le diverse unità di prodotto/servizio realizzato. Si fa una scelta di basi di reparto: elemento che permette di suddividere il fattore produttivo indiretto tra le differenti unità di prodotto. Nell full costing i costi diretti sono una minoranza nei costi totali perché questi ultimi sono collegati ai fattori produttivi indiretti. Quando applicare: DIRECT COSTING FULL COSTING
Elevata influenza dei costi diretti (variabili o fissi specifici)
Elevata incidenza dei costi indiretti
Processo decisionale operativo Processo decisionale di natura strategica Oggettività dell’informazione elevata Oggettività dell’informazione ridotta Complessità produttiva più bassa Complessità produttiva più alta Ciclo di vita nella fase di maturità/declino Ciclo di vita nella fase di crescita/sviluppo Completezza informativa ridotta (prende in considerazione solo i costi diretti)
Completezza informativa elevata (prende in considerazione sia i costi diretti sia i differenti costi indiretti)
il coefficiente unitario (18,18) e lo moltiplichiamo per 60 per trovare costi indiretti di A e per 50 per trovare i costi indiretti di B. FULL COSTING A BASE MULTIPLA
A B MP 300 400 MOD 350 370 Ammortamenti 1241 1759 Manutenzione 1200 800 Altri costi 286 214
TOT costi/ costo pieno industriale
Creiamo la scheda di costo totale Per trovare il costo totale unitario basta dividere il tot costi per il numero di prodotti (400 per linea A e 300 per linea B).
Orientamento per Area Funzionale
Si prende in considerazione tutto il perimetro di costi indiretti Individuiamo le 3 macroaree
A B MOD MP PROVVIGIONI
costo pieno aziendale
COSTO PIENO può avere 2 significati: costo pieno industriale e costo pieno aziendale.
QUANDO SI APPLICA Vogliamo fare un approfondimento su una specifica area
Vogliamo analizzare tutti i fattori produttivi indiretti
PRO Facile da sviluppare, semplice da utilizzare quando i fattori produttivi sono pochi
Offre un’informazione completa,
CONTRO Il valore informativo è parziale e circoscritto ad una specifica area
In certe realtà (soprattutto quelle grandi) il dato rischia di essere eccessivamente sintetico.
CENTRO DI COSTO: può avere due accezioni
Abbiamo 4 CDC Poi elenco dei 4 fattori produttivi
Produzione Logistica Commerciale Centro amministrativo MOD 120 MP 100 Provvigioni 70 Ammortamento impianti
Spese di marketing
Costo Cancelleria 10 Responsabile della produzione
Responsabile della logistica
Responsabile commerciale
Responsabile amministrazione
Costo Personale 1313 375 937,5 375 Energia elettrica 333,3 66,66 33,33 66, Tot costi attribuiti 2137 497 1150 501 Tot costi indiretti attribuiti
VERDE: Costi variabili BLU: Costi indiretti specifici ROSSO: Costi indiretti comuni Costo personale indiretto = 3000 Base di riparto: numero di dipendenti (P= 7; L= 2; C= 5; A=2) 3000/16 = 187,5 => 187,5 x 7 = 1313; 187,5 x 2 = 375; 187,5 x 5 = 937,5; 187,5 x 2 = 375
Energia = 500 Base di riparto: kw consumati in ciascun centro (P = 10; L= 2; C= 1; A=2) 500/15 = 33,33 => 33,33 x 10 = 333,3; 33,33 x 2 = 66,66; ….
FASE 3: ALLOCAZIONE Ha lo scopo di chiudere i centri di costo di struttura e ausiliari produttivi sui centri di costo finali, individuare le relazioni tra CDC. Chiusura dei centri di costo dove l’obbiettivo è assegnare i costi sostenuti solo ai centri produttivi finali. In questa fase ci sono 2 possibilità di allocazione:
Esempio di Allocazione Diretta, due tipologie di informazione:
TOT Amministrazione = 501 Ore lavorate = 130 nei confronti del commerciale 170 nei confronti della produzione Allocazione amministrazione = 501/300 = 1,67 => 1,67 x 130 = 217 ; 1,67 x 170 = 284
Produzione Logistica Commerciale Amministrazione 1917 497 1030 0 perché divide il suo valore fra produzione e commerciale 284 217
Abbiamo ceduto i costi della amministrazione a produzione e commerciale, i totale dei costi è sempre uguale ma viene ripartito in maniera diversa tra i vari centri di costo. Dobbiamo andare a rappresentare pure la 2 ipotesi
Produzione logistica commerciale amministrazione 2201 0 1297 0 497 TOT 2698 0 1297 0
Riprendiamo dall’allocazione Allocazione a cascata, rispetto a quella diretta cambia un solo elemento, prevede l’esistenza di relazione tra i centri di costo di struttura generali e i centri ausiliari produttivi. Il percorso è:
Esempio: HP => il centro amministrazione si chiude sui centri logistica produzione e commerciale in base alle ore di attività svolte nei vari centri (130 commerciale; 170 produzione; 40 logistica) Il centro logistica è allocato al 100% sul centro produzione
Produzione Logistica Commerciale Amministrazione Termine fase attribuzione (vedi es prima)
Dopo la fase 1 +230 +59 +192 -
AmministrazioneLogisticaProduzioneCommerciale
Gestire un’azienda significa: prendere decisioni, attuarle e ottenere i risultati. È un macro-problema decisionale, prendere decisioni. Per prendere decisioni ci sono 2 approcci: day by day: giorno per giorno e vedo che problemi devo risolvere e li risolvo => aspetto che i problemi si manifestino e li risolvo. Non è questo l’approccio ideale. Preferiamo una gestione anticipatoria per anticipare i problemi. Il budget è uno strumento finalizzato alla gestione anticipatoria perché il budgeting è un meccanismo che aiuta ad affrontare in modo anticipato il futuro perché costringe a fare delle previsioni, a fare dei programmi di azioni. Il budget permette di rilevare e organizzare informazioni in ottica preventiva. Il budget non è un’assegnazione fissa di tetto massimo di spesa, non è una semplice previsione o una decisione strategica. Le previsioni sono neutre il budget no non cerca solo di prevedere il futuro ma cerca di intervenire attivamente sul futuro, cerca di configurare un futuro che sia desiderato, cerca di far ottenere i risultati desiderati dell’azienda. Il budget è un programma di azioni espresso in caratteri quantitativi riferiti a un determinato periodo di tempo ( anno) che ha come obbiettivo configurare un futuro desiderato e far si che i fattori produttivi impiegati correlati alle azioni siano il più efficaci e efficienti possibili. Il budgeting è un processo organizzativo attraverso cui è possibile, nel breve periodo:
processo di elaborazione ed impiego del budget. L’elaborazione dei singoli budget spetta ai responsabili di centro. Il processo di budget, come si arriva all’elaborazione del budget si articola in diverse fasi
BUDGET OPERATIVI Si evidenziano le attività di gestione corrente (breve termine). Sono riferiti a unità che svolgono la gestione tipica dell’azienda, consentendo la determinazione del risultato operativo e dei risultati parziali. Area commerciale Area produttiva Area amministrativa BUDGET DI CONTO ECONOMICO Area R&S Area altri servizi centrali
Si parte dal budget delle vendite dove si determinano gli obbiettivi in termini di vendita, da cui deriveranno tutti i budget dei costi commerciali e il programma di produzione, dove si determinano i volumi di produzione che sono influenzati dai volumi di vendita. Da il budget di produzione derivano tutti i costi diretti e indiretti per sostenere la produzione (MOD, MP…). Dal budget dei costi commerciali deriva il budget di costo del venduto che a sua volta sfocia nel budget di conto economico. BUDGET AREA COMMERCIALE Si quantificano i costi e i ricavi di natura commerciale connessi alle vendite, sono la conseguenza delle politiche del marketing. Budget delle vendite dato da: budget costi di vendita, budget costi direzionali (conoscere la domanda sul mercato) e budget costi commerciali indiretti (costi di mantenimento della struttura commercialie, come lo stipendio del direttore delle vendite).
La politica delle scorte sono delle linee guida che determinano il quantitativo desiderato di scorte che devono essere necessariamente presenti in magazzino in ogni periodo, facendo attenzione a esigenze commerciali, utilizzare efficacemente la struttura produttiva, garanzia da eventi futuri e non previsti, minimizzare i rischi e costi associati. Questa politica delle scorte può esprimere la quantità di scorte in magazzino espresso in giorni medi di copertura o in percentuale
A B Volume vendita 100 80
10% x 100 = 10 10% x 80 = 8
Volume di produzione 95 78
Il programma di produzione inoltre ci permette di vedere la fattibilità tecnica, se abbiamo una struttura che ci permetta di realizzare il programma di produzione. Se non abbiamo fattori produttivi per realizzare il programma di produzione siamo nella situazione di vincolo: un fattore di produzione scarso, quando la nostra capacità produttiva non è sufficiente rispetto alle nostre esigenze commerciali e alle politiche delle scorte. Per superare la condizione di vincolo ci possono essere queste strade:
ESERCITAZIONE IN CLASSE BOOKGOODIES
Antichità Rinascimento Moderna Volume di vendita 600 400 300 RF 100 80 60
Volumi di produzione 640 440 330 STND MOD 0,1 0,2 0, ORE MOD 64 88 99
Volumi di produzione = volume vendita + rimanenze finali – rimanenze iniziali Massimo 240 ore MOD. Bisogna moltiplicare volumi produzione per standard fisico MOD (0,1; 0,2; 0,3). In totale ci serve 251 ore MOD che sono > 240 disponibili => situazione di vincolo. Diminuiamo i volumi di vendita di quella meno conveniente
Recuperare lezione 28/04/
06/05/ È difficile prevedere in modo razionale le risorse e i costi per i servizi centrali. Come possiamo prevederli? 2 metodologie:
SCHEMA DI SINTESI PER ESERCITAZIONE BUDGET OPERATIVI Si prevedono costi e ricavi della gestione caratteristica.
Riferiti a volumi di vendita Riferiti a volumi di produzione Riferiti a intervallo temporale
C’è etereogenità e bisogna risolverla. Si parte da budget dei costi di produzione diretti e indiretti, vengono consolidati in un documento chiamato budget del costo di produzione del prodotto ottenuto. A questo punto si considera la variazione delle rimanenze di prodotti finiti, si sommano rim iniziali prodotti finiti e – rim fin prodotti finiali e otteniamo budget di costo di produzione del venduto. Considero i costi commerciali e amministrativi generali e ottengo il budget del costo complessivo del venduto. ESERCITAZIONE LEGO ERGO SUM Budget vendite = volume vendita x prezzo di vendita unitario Programma di produzione = volumi di vendita + rimanenze finali – rim iniziali (prodotti finiti) Programma di produzione x standard fisico mp = consumo di materie prime Consumo di materie prime + RF – RI = programma acquisto di materie prime Programma acquisto materia prima x costo unitario = budget acquisti materie prime
Budget vendite pop -up: