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appunti di storia dell'architettura del 1800
Tipologia: Appunti
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ruderi del Medioevo. Il Romanticismo infatti rivaluta il Medioevo e l'architettura mostra aspetti tipici dello
conseguenza in quello funerario. Ma questi nuovi stili nati dal movimento romantico e trasfigurati con freddezza schematica dal Neoclassicismo, subiscono altre vicende, tra le quali quella importante dello scientificismo. Vengono perciò sistematicamente studiati gli antichi edifici quando si vuole completare una grande opera come il duomo di Firenze e di Milano. Collegati a questa tendenza sono le ristrutturazioni dei monumenti medioevali secondo la rigida teoria Viollet le Duc, per cui una costruzione deve essere riportata alla sua unità di linguaggio e, deve essere perfino completata e ripulita da quelle integrazioni, aggiunte nel tempo – comprese quelle più antiche – che non sono in armonia con lo stile. Le grandi Costruzioni con le nuove tecniche Anche la tecnica, in fatto di costruzioni nella seconda metà dell'Ottocento risente con grande efficacia gli effetti del secondo rinnovamento industriale e delle scienze. Negli ultimi decenni del Settecento ed agli inizi dell'Ottocento, si consolida una nuova tecnica costruttiva, anche grazie all’evoluzione nel campo della siderurgia. In precedenza, il ferro ed i suoi derivati, in fatto di costruzioni, erano impiegati esclusivamente come "elementi accessori" delle strutture principali. Con la rivoluzione industriale, la produzione di ghisa e ferro lavorato viene offerta a costi molto più bassi, consentendo un impiego più largamente diffuso, anche nel campo delle grandi costruzioni. La ghisa inizia così a sostituire le strutture murarie diventando elemento portante, mentre il ferro viene lavorato in travi che formano elementi da connettersi tra loro. Da questo momento si inizia a distinguere l'ingegneria dall'architettura. La prima, sentita come risultato puramente tecnico di calcoli matematici e fisici, la seconda come frutto della creatività. Questa distinzione risulta però alquanto sofisticata, perché la storia dell’architettura ci insegna che l'estetica, la funzione e le strutture principali, generalmente coincidono, come testimonia l’architettura di Roma Imperiale, quella romanica e quella gotica. Dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, queste nuove configurazioni di struttura portante incontrano un più vasto campo di applicazioni, nell'edificazione rapida di enormi padiglioni per grandi manifestazioni. Viene partorito, per una di questi importanti eventi, il Crystal Palace di Londra, concepito da Joseph Paxton (Bedfordshire, 1801 – Londra, 1865). L’architetto inglese, di famiglia contadina, si mostra subito un abile costruttore nella realizzazione di serre con l'impiego del ferro e del vetro, nelle proprietà terriere del duca Devonshire, a Chatswolth, dove dal 1826 è supervisore ai giardini. Fra le serre ideate da Paxton a Chatswolth, sono diventate celebri la Great Stale (1836 - 1840, purtroppo demolita nel
del vento, i sostegni di base della torre sono inclinati, mentre le arcate inferiori non hanno una funzione di supporto, ma sono state aggiunte esclusivamente per motivi estetici, peraltro discutibili. La torre doveva essere smantellata dopo la manifestazione nel Campo di Marte, ma fortunatamente, dato il suo maestoso aspetto, è rimasta in piedi, diventando uno dei simboli di Parigi. La tecnica del ferro e del vetro lavorato, comune nelle serre, viene impiegata in Italia, per costruzioni di grandissime dimensioni dall'architetto Giuseppe Mengoni (1827-1877), il padre della famosa Galleria Vittorio Emanuele ll a Milano (1870 - 1878), che collega piazza del Duomo a piazza della Scala. Costui intuisce le potenzialità di tale tecnica, non solo come rapido mezzo per l'edificazione a livello industriale, ma soprattutto come importante mezzo di espressione, lasciando la struttura di acciaio in vista e sfruttando la possibilità di avere molta luce negli interni, sostituendo superfici opache con le trasparenze del vetro. Innovativo è anche lo scopo per il quale viene concepita la galleria, progettata come punto d’incontro pubblico nel centro della città. Nella decorazione degli interni e nella parte frontale esterna della galleria, è utilizzato lo stile neorinascimentale. Ispirata all’opera di Mengoni è la Cupola Arnaboldi di Pavia. Intorno agli ultimi decenni dell'Ottocento, si incomincia a sentire nella città il bisogno di creare un nuovo centro di incontro sociale e commerciale, orientato in modo particolare agli scambi economico-agricoli. Nei primi anni Ottanta il conte Bernardo Arnaboldi Gazzaniga, sindaco della città, decide di far edificare una Galleria con finalità di ritrovo per imprenditori, commercianti e mediatori. La cupola viene concepita dall’architetto Ercole Balossi nel 1879, edificata nel biennio 1880 - 1882, ed è costituita da una grande sala centrale a forma di ottagono, ricoperta da una luminosa cupola di ferro e vetro, sormontata da un lucernario con cuspide terminale. Un portico si affaccia su Piazza del Lino. Le parti in ferro sono state realizzate dalla Necchi di Pavia, mentre gli elementi in vetro sono stati importati dal Belgio. Il progetto prevedeva che intorno alla sala centrale ci fossero alcuni negozi e, ai piani superiori abitazioni ed uffici di attività commerciali. Per i prospetti interni ed esterni viene adottato lo stile neorinascimentale, con elementi strutturali e decorativi in forme classicheggianti. A Torino, la Mole Antonelliana viene progettata da Alessandro Antonelli. Inizialmente commissionata dalla comunità ebraica come sinagoga, ad un certo punto i lavori vengono interrotti per i dubbi sollevati dagli stessi committenti, circa la solidità strutturale dell'edificio ed i problemi economici della comunità. I lavori riprendono solo quando viene acquisita dal Comune di Torino, che porta a termine l'opera nel 1897. Infine viene adibita a Museo (Museo nazionale dell'indipendenza italiana). La Mole, che viene edificata prima della Torre Eiffel, viene subito giudicata un imprudente tentativo di mediare tra forme neoclassiche e innovazioni tecnologiche: in questo edificio Antonelli sperimenta l'impiego del ferro, sfruttato in tutte le sue potenzialità strutturali, senza però tralasciare il linguaggio architettonico tradizionale. L’edificio ha pianta quadrata, come richiesto dall’originario progetto (sinagoga), e presenta una massiccia parte inferiore in stile classicheggiante, le cui facciate, sono precedute da un pronao. Sulla base, si eleva l’alta cupola a sezione quadrata, sormontata da un tempietto a due ordini che sopporta la sottile guglia. La Mole Antonelliana, alta 167,5 m., è uno dei più alti edifici a struttura muraria d’Europa. Per molti anni Antonelli è stato alla ricerca di un sistema di divisione delle strutture murarie tradizionali e, verso la metà del secolo, ha definito una metodologia (più tardi chiamata “antonelliana”), molto originale. Questa consiste nel sostituire al muro continuo, supporti isolati o ”fulcri” distribuiti con regolarità. Tali fulcri sono collegati fra loro da archi e piattabande su cui si radicano le volte. Il progettista realizza, in tal modo, senza ricorrere alle strutture metalliche, ancora eccessivamente costose, una struttura muraria a scheletro. TOUR EIFFEL La torre Eiffel (in lingua francese Tour Eiffel , la cui pronuncia corretta è tuʁ ɛfɛl) è il monumento più famoso di Parigi ed è conosciuta in tutto il mondo come simbolo della città stessa e della Francia. Prende il nome dal suo progettista, l'ingegnere Gustave Eiffel, che costruì anche la struttura interna della Statua della libertà. È visitata mediamente ogni anno da circa cinque milioni e mezzo di turisti. Nel 2006 è stata al nono posto tra i siti più visitati della Francia, ed è il monumento a pagamento più frequentato del mondo
meteorologiche, analisi dell'aria, esperienze come quella del pendolo di Foucault, e così via. Egli stesso contribuì da allora a tali ricerche che portarono all'installazione di unbarometro, di un parafulmini e di un apparecchio per la radiotelegrafia. Non sarebbe stato solo un oggetto di curiosità per il pubblico, sia durante l'esposizione che dopo, ma avrebbe reso ancora servigi alla scienza e alla difesa nazionale. Proprio la difesa nazionale, infatti, salvò la torre dalla distruzione cui era stata destinata dopo solo un ventennio di vita. Dal 1898 Eiffel aveva consentito a Eugène Ducretet di realizzare esperimenti di telegrafia senza fili fra la Torre e il Panthéon, e offerto alla direzione dello scienziato di finanziarli egli stesso. Il generale Ferrié, che divenne poi amico di Eiffel, riuscì nelle prime comunicazioni di questo tipo sostenendo la causa della torre contro la demolizione. Fu così che la Tour Eiffel permise di comunicare con le navi da guerra e con i dirigibili, oltre che di intercettare i messaggi del nemico. In questo modo fu possibile, poi, l'arresto di Gertrude Zelle, detta Mata Hari, e mobilitare in tempo i taxi parigini per inviarli sul fronte della Marna, dove divennero per sempre i "taxi della Marna", grazie all'antenna radio installata sulla sommità della torre. Dal Capodanno del 2000 sulla torre sono installati quattro potenti fari ruotanti che, coprendo ciascuno un arco di 180°, illuminano tutta la città ogni sera. CRYSTAL PALACE Il Crystal Palace era un'enorme costruzione in stile vittoriano che fu eretta a Londra nel 1851 per ospitare la prima Esposizione Universale.[1] Fu installato a Hyde Park, per poi essere smontato e ricostruito in un'altra zona della città, Sydenham Hill , nel 1852. Si trattava di uno degli esempi più
stesso modo. Distrutto da un incendio nel 1936, deve il suo nome ad una proposta di un famoso periodico di satira, il Punch. Nel 1850 si promosse la celebrazione della prima esposizione universale del mondo, per iniziativa del Principe Alberto. Un Palazzo delle Esposizioni dalla superficie di diversi ettari, il cuore della mostra, doveva essere costruito per l'anno successivo in uno dei luoghi principali di Londra, appunto a Hyde Park. Era però difficile che un edificio talmente grande potesse rimanere definitivamente in una zona così importante. Alla prima pubblicazione del concorso risposero circa 240 candidati. A proporre i progetti di maggior successo furono il francese Hector Horeau e l'irlandese Richard Turner.[3] Entrambi pianificavano un edificio costruito interamente in ferro e vetro. Tutti i progetti proposti per questa prima edizione del concorso finirono per esser considerati irrealizzabili: il maggior problema emerso consisteva soprattutto nell'impossibilità di riutilizzare gli elementi prefabbricati dopo lo smontaggio dell'edificio. Il comitato responsabile decise in seguito di realizzare un semplice progetto base,[4] per poi farlo sviluppare ulteriormente da altri architetti. Fu Joseph Paxton, allora famoso costruttore di serre, a fornire la variante del progetto base che prometteva l'esecuzione più rapida. Infatti, la costruzione poteva avvalersi di materiale prefabbricato e prodotto in serie, in maniera tale da permettere che l'edificio venisse eretto in soli quattro mesi. L'unità base che costituiva l'edificio era un quadrato del lato di 24 piedi (circa 7,3 m). Il piano della parte principale dell'edificio prevedeva 77x17 di queste unità. Esso raggiungeva una superficie totale di
84'000 m². I vari spazi di esposizione vennero distribuiti, a grandi linee, concordemente allo schema dei vari elementi quadrati uguali tra di loro. Era dunque un esempio di struttura modulare.[5] Questa struttura geometrica non aveva, in sé, nulla di nuovo, ma il suo uso era innovativo sotto diversi punti di vista e comportava notevoli vantaggi: l'uso di sostegni di ferro permetteva una totale rinuncia a grossi pilastri emuri portanti, per cui quasi tutta la superficie esterna poteva essere costruita con vetro. Inoltre, la produzione industriale degli elementi[5] facilitava enormemente l'applicazione del concetto, compreso quello del progetto di una successiva ricostruzione (volendo anche in forma ampliata). Nel corso dell'esecuzione dei lavori si dovette rimaneggiare il progetto al fine di preservare alcuni alberi annosi. Per ovviare al problema e alle contestazioni, Paxton sviluppò un transetto centrale con un alto tetto curvo, assicurando una doppia simmetria di forma alla sua opera. [6] Dopo lo smontaggio e la ricostruzione al nuovo sito, vi furono così degli arricchimenti sostanziali: la volta a botte già presente solo sul transetto arrivò a coprire l'intera costruzione, che divenne non solo più estesa, ma anche più alta. Questo accorgimento risultava molto utile, dato che permetteva lo sviluppo degli alberi che crescevano nel palazzo. Furono poste torricelle laterali ai lati dello stabile: queste venivano usate per immagazzinare l'acqua di cui avevano bisogno le piante. Le nervature radiali della facciata principiale, presso la volta a botte, erano ispirate a quelle delle foglie di una ninfea, la Victoria amazonica .[7] Secondo Paxton, che era anche giardiniere, le piante andavano considerate tra i migliori modelli di ingegneria. Dopo l'esposizione universale, gli utilizzi successivi del palazzo furono molteplici. Tra l'altro vi si svolgevano anche delle manifestazioni sportive: ad esempio, il club inglese di calcio che svolgeva le proprie attività in questo palazzo prese il nome dello stabile: Crystal Palace F.C. Il Crystal Palace ospitò
Verso la fine del periodo interbellico, ospitava degli importanti studi televisivi.[9] Gli incendi sono degli inconvenienti abbastanza tipici per costruzioni di questo tipo: già nel 1866 le fiamme minacciarono di demolire il palazzo. Lo stesso inconveniente riguardava diverse delle principali costruzioni ispirate a quella londinese: Nel 1858 , a pochi anni dalla costruzione, veniva annientato il New Crystal Palace di New York. Nel 1931 , fu la volta del Glaspalast a Monaco di Baviera. Il Crystal Palace di Londra venne definitivamente distrutto in un rogo il 30 novembre 1936 .[10] Di notte, luce e fumo potevano essere riconosciuti a chilomentri di distanza. In un discorso pronunciato nel 1936 alla Camera dei Comuni, Winston Churchill commentò emblematicamente l'incendio del Crystal Palace, dicendo che quell'avvenimento segnava la fine di un'epoca.[11] Rimasero in piedi soltanto le due torricelle laterali, danneggiate dall'incendio e in seguito abbattute durante la seconda guerra mondiale per ragioni di sicurezza.[12] Nonostante i favori e l'ammirazione destati nel pubblico, il concetto sviluppato da Paxton e ripreso da altri aveva dimostrato di non andare sempre incontro alle esigenze della committenza, che in genere desiderava costruzioni destinate a durare nel tempo. Per questo, la costruzione di nuovi edifici del genere non venne continuata. In epoca più recente, tuttavia, il Crystal Palace è diventato una fonte di ispirazione spesso citata nell'architettura postmoderna