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Tour eiffel e Crystal palace, Schemi e mappe concettuali di Arte e territorio

Sintesi molto schematica inerente agli argomenti menzionati nel titolo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 28/04/2025

chiara-coppola-21
chiara-coppola-21 🇮🇹

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L’architettura e l’urbanistica a metà Ottocento
A metà Ottocento, i progressi scientifici e la Rivoluzione industriale cambiarono
radicalmente i processi e le tecniche di costruzione in architettura grazie a nuovi
materiali (ghisa, ferro, acciaio), alla prefabbricazione e alla necessità di spazi per
nuovi bisogni sociali. Ciò portò alla nascita di nuove tipologie architettoniche e al
ruolo centrale degli ingegneri, spesso protagonisti sia nell’aspetto tecnico che
stilistico. Questo approccio pragmatico si tradusse in contaminazioni di stili,
sfociando nell’Eclettismo, simbolo del benessere borghese.
La Francia fu il centro di queste innovazioni, grazie a figure come Henri Labrouste e
di Gustave Eifell. Labrouste, approfondì negli anni di formazione aspetti tecnico
costruttivi degli edifici antichi che conosceva già, dopo gli anni trascorsi a Roma in
quanto vincitore del Prix dei rome.
Opponendosi all’accademismo dell’École des Beaux-Arts, creò una scuola
d’architettura innovativa e applicò i suoi principi in strutture come la Biblioteca
Sainte-Geneviève, dove usò una struttura metallica portante in un contenitore di stile
rinascimentale, e la Biblioteca Nazionale, influenzata dallo stile neogotico.
L’architettura del ferro e del vetro
In risposta al degrado urbano causato dall'industrializzazione, si diffusero giardini
pubblici ispirati a quelli privati ma arricchiti con fontane, panchine e teatri. Tra questi,
le serre aperte al pubblico, come le *palm houses* inglesi dei Kew Gardens o i
*jardins d'hiver* francesi, furono costruite in ferro e vetro con strutture modulari.
Un altro settore cruciale fu l’architettura delle grandi esposizioni, in particolare le
Esposizioni Universali, che richiedevano edifici colossali, sicuri, facili da montare e
smontare. Tra gli esempi principali spiccano il *Crystal Palace* di Paxton a Londra, la
*Torre Eiffel* e la *Galleria delle Macchine* di Dutert a Parigi. La Francia si distinse
come centro di innovazione, con figure come *Henri Labrouste, che unì tradizione e
modernità nelle sue opere, tra cui la **Biblioteca Sainte-Geneviève* e la *Biblioteca
Nazionale*.
TORRE EIFFEL
La *Torre Eiffel*, progettata da Gustave Eiffel per l'Esposizione Universale di Parigi
del 1889, celebrava il centenario della Rivoluzione francese ed era pensata come
simbolo del progresso industriale e della fiducia nel futuro dell’umanità. Costruita
vicino alla zona del Campo di Marte, doveva essere una struttura temporanea, ma
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L’architettura e l’urbanistica a metà Ottocento

A metà Ottocento, i progressi scientifici e la Rivoluzione industriale cambiarono radicalmente i processi e le tecniche di costruzione in architettura grazie a nuovi materiali (ghisa, ferro, acciaio), alla prefabbricazione e alla necessità di spazi per nuovi bisogni sociali. Ciò portò alla nascita di nuove tipologie architettoniche e al ruolo centrale degli ingegneri, spesso protagonisti sia nell’aspetto tecnico che stilistico. Questo approccio pragmatico si tradusse in contaminazioni di stili, sfociando nell’Eclettismo, simbolo del benessere borghese. La Francia fu il centro di queste innovazioni, grazie a figure come Henri Labrouste e di Gustave Eifell. Labrouste, approfondì negli anni di formazione aspetti tecnico costruttivi degli edifici antichi che conosceva già, dopo gli anni trascorsi a Roma in quanto vincitore del Prix dei rome. Opponendosi all’accademismo dell’École des Beaux-Arts, creò una scuola d’architettura innovativa e applicò i suoi principi in strutture come la Biblioteca Sainte-Geneviève, dove usò una struttura metallica portante in un contenitore di stile rinascimentale, e la Biblioteca Nazionale, influenzata dallo stile neogotico. L’architettura del ferro e del vetro In risposta al degrado urbano causato dall'industrializzazione, si diffusero giardini pubblici ispirati a quelli privati ma arricchiti con fontane, panchine e teatri. Tra questi, le serre aperte al pubblico, come le palm houses inglesi dei Kew Gardens o i jardins d'hiver francesi, furono costruite in ferro e vetro con strutture modulari. Un altro settore cruciale fu l’architettura delle grandi esposizioni, in particolare le Esposizioni Universali, che richiedevano edifici colossali, sicuri, facili da montare e smontare. Tra gli esempi principali spiccano il Crystal Palace di Paxton a Londra, la Torre Eiffel e la Galleria delle Macchine di Dutert a Parigi. La Francia si distinse come centro di innovazione, con figure come *Henri Labrouste, che unì tradizione e modernità nelle sue opere, tra cui la *Biblioteca Sainte-Geneviève e la Biblioteca Nazionale. TORRE EIFFEL La Torre Eiffel, progettata da Gustave Eiffel per l'Esposizione Universale di Parigi del 1889, celebrava il centenario della Rivoluzione francese ed era pensata come simbolo del progresso industriale e della fiducia nel futuro dell’umanità. Costruita vicino alla zona del Campo di Marte, doveva essere una struttura temporanea, ma

non venne demolita per due motivi: gli esperimenti di Guglielmo Marconi con le telecomunicazioni e la sua funzione come stazione meteorologica. Inizialmente criticata per la sua "mancanza di stile", la torre si rivelò un emblema dell’anima industriale della Francia. Con i suoi 300 metri di altezza, fu l’edificio più alto del mondo fino al 1931, quando fu completato il Chrysler Building a New York. La struttura, interamente in ferro prefabbricato, è composta da quattro piloni curvilinei ancorati al suolo con fondamenta in calcestruzzo. I piloni si uniscono in alto formando una struttura unica, calcolata per resistere al vento. La torre è dominata da linee curve e profili lineari, interrotti da due terrazze quadrate e da arconi che sorreggono la prima terrazza. Questo design innovativo rappresentò una svolta nell’ingegneria e nell’architettura. CRYSTAL PALACE Il Crystal Palace, progettato da Joseph Paxton per l’Esposizione Universale di Londra del 1851, è considerato il primo esempio di architettura contemporanea e una delle eredità più importanti dell’architettura ottocentesca. Costruito in soli nove mesi a Hyde Park, fu successivamente smontato e ricollocato a Sydenham, dove venne distrutto da un incendio nel 1937. Innovazioni e struttura Realizzato interamente con materiali innovativi come ferro forgiato, ghisa e vetro, il Crystal Palace era un enorme padiglione progettato con un sistema modulare. Questo significava che la costruzione si basava su unità ripetitive: ogni modulo era un quadrato di circa 7 metri, corrispondente alla distanza tra i pilastri di ghisa. La pianta rettangolare era composta da cinque navate principali, con al centro un transetto a volta di botte, più alto rispetto al resto della struttura, che creava un effetto basilicale. Ai piani superiori, lungo le navate laterali più strette, correvano quattro file di gallerie, che permettevano di osservare dall’alto gli oggetti esposti al piano terra. L'edificio era concepito per essere espandibile: grazie alla modularità della struttura, si potevano aggiungere altre sezioni in base alle esigenze espositive. Esternamente, l’uso di vetro e ferro dava un aspetto estremamente luminoso e trasparente, ma senza rinunciare a una certa eleganza architettonica. Una nuova concezione dell'architettura*