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Storia dell'architettura moderna
Tipologia: Appunti
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L'utilizzo di nuovi materiali in architettura, come il ferro e il vetro, è la svolta più importante tra passato e presente nell'architettura dell'Ottocento. La "svolta" è favorita principamente da due fattori: la nascita nel 1794 dell'Ecole dex Pollytechnique (L’École polytechnique è una delle più celebri scuole militari e università di ingegneria francesi, fondata nel 1794 da Jacques-Elie Lamblardie, Gaspard Monge e Lazare Carnot. Il suo motto è: «Pour la Patrie, les sciences et la gloire» (Per la Patria, le scienze e la gloria), e la possibilità di utilizzare il ferro come materiale edilizio. Tuttavia l'applicazione di questi nuovi materiali da costruzione non porterà alla formazione di uno stile completamente autonomo dai vari revival ottocenteschi, ma spesso si limiterà alla realizzazione di coperture su invasi neoclassici, neogotici o neorinascimentali. Perfino le opere realizzate interamente in ferro non raggiungeranno mai una vera indipendenza dai gusti, dalle forme e dal senso dell'architettura eclettica ottocentesca. Sul finire dell'Ottocento le costruzioni in acciaio trovano grande fortuna negli Stati Uniti d'America ed in particolar modo a Chicago, dove furono realizzati i primi grattacieli del mondo. Ben presto questa tecnica costruttiva si diffonderà rapidamente in tutto il Paese, in particolare a New York, dove, col nuovo secolo, sorgeranno edifici alti anche più di trecento metri.
La Torre Eiffel (in lingua francese Tour Eiffel) è il monumento più famoso di Parigi ed è conosciuta in tutto il mondo come simbolo della città stessa e della Francia. Fu chiamata così dal nome del suo progettista, l' ingegnere Gustave Eiffel, che costruì anche la struttura interna della Statua della libertà. La struttura, che con i suoi 324 metri di altezza è la più alta di Parigi, venne costruita in meno di due anni, dal 1887 al 1889 ; sarebbe dovuta servire da entrata all'Esposizione Universale del 1889 , una Fiera Mondiale organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Quando fu costruita, si registrò una certa resistenza da parte del pubblico, in quanto si pensava che sarebbe stata una struttura poco valida esteticamente (ancora oggi è poco apprezzata da alcuni parigini, che la chiamano l'"asparago di ferro"). Tra l'altro, nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall'elite artistica e letteraria della città. Tuttavia è generalmente considerata uno degli esempi di arte in architettura più straordinari e costituisce indiscutibilmente uno dei simboli di Parigi più rappresentativi nel mondo ed è stata proposta per le sette meraviglie del mondo moderno. Inizialmente ad Eiffel era stato concesso di lasciare in piedi la Torre per soli 2 anni, ma, vista la grande utilità di questa struttura sia a causa del grande sviluppo che in quegli anni ebbero le comunicazioni via etere sia come laboratorio per studi scientifici, le fu permesso di restare anche per le generazioni future. Eiffel, che all'inizio non aveva altra ambizione che celebrare con questa costruzione i progressi della tecnica, si sentì presto obbligato a trovare delle utilità scientifiche alla sua Torre, come misurazioni meteorologiche, analisi dell'aria, esperienze come quella del pendolo di Foucault , e così via. Egli stesso contribuì da allora a tali ricerche che portarono all'installazione di un barometro, di un parafulmini e di un apparecchio per la radiotelegrafia.
Gustave Eiffel decise di far incidere, sotto la balconata del primo piano della torre, i nomi di 72 cittadini francesi - soprattutto scienziati e ingegneri - in segno di riconoscimento per i loro studi. I nomi, ben visibili dal suolo, si trovano su tutti i quattro lati della torre (18 per ciascun lato); erano stati ricoperti di vernice all'inizio del XX secolo, ma vennero recuperati e restaurati tra il 1986 ed il
Nel 1850 si promosse la celebrazione della prima Esposizione Universale del mondo, per iniziativa del Principe Alberto. Un Palazzo delle Esposizioni dalla superficie di diversi ettari, il cuore della mostra, doveva essere costruito per l'anno successivo in uno dei luoghi principali di Londra, appunto a Hyde Park. Era però difficile che un edificio talmente grande potesse rimanere definitivamente in una zona così importante.Alla prima pubblicazione del concorso risposero circa 240 candidati. A proporre i progetti di maggior successo furono il francese Hector Horeau e l'irlandese Richard Turner. Entrambi pianificavano un edificio costruito interamente in ferro e vetro. Tutti i progetti proposti per questa prima edizione del concorso finirono per esser considerati irrealizzabili: il maggior problema emerso consisteva soprattutto nell'impossibilità di riutilizzare gli elementi prefabbricati dopo lo smontaggio dell'edificio Il comitato responsabile decise in seguito di realizzare un semplice progetto base, per poi farlo sviluppare ulteriormente da altri architetti. Fu Joseph Paxton, allora famoso costruttore diserre, a fornire la variante del progetto base che prometteva l'esecuzione più rapida. Infatti, la costruzione poteva avvalersi di materiale prefabbricato e prodotto in serie, in maniera tale da permettere che l'edificio venisse eretto in soli quattro mesi. L'unità base che costituiva l'edificio era un quadrato del lato di 24 piedi (circa 7,3 m). Il piano della parte principale dell'edificio prevedeva 77x17 di queste unità. Esso raggiungeva una superficie totale di 84'000 m². I vari spazi di esposizione vennero distribuiti, a grandi linee, concordemente allo schema dei vari elementi quadrati uguali tra di loro.Questa struttura geometrica non aveva, in sé, nulla di nuovo, ma il suo uso era innovativo sotto diversi punti di vista e comportava notevoli vantaggi: l'uso di sostegni di ferro permetteva una totale rinuncia a grossi pilastri e muri portanti, per cui quasi tutta la superficie esterna poteva essere costruita con vetro. Inoltre, la produzione industriale degli elementi facilitava enormemente l'applicazione del concetto, compreso quello del progetto di una successiva ricostruzione (volendo anche in forma ampliata).Dopo lo smontaggio e la ricostruzione al nuovo sito, vi furono così degli arricchimenti sostanziali: la volta a botte già presente sul transetto della costruzione fu estesa all'intera costruzione, che divenne non solo più estesa, ma anche più alta. Questo accorgimento risultava molto utile, dato che permetteva lo sviluppo degli alberi che crescevano nel palazzo. Furono poste torricelle laterali ai lati dello stabile: queste venivano usate per immagazzinare l'acqua di cui avevano bisogno le piante.Le nervature radiali della facciata principiale, presso la volta a botte, erano ispirate a quelle delle foglie di una ninfea, la Victoriaamazonica. Secondo Paxton, che era anche giardiniere, le piante andavano considerate tra i migliori modelli di ingegneria. Dopo l'esposizione universale, gli utilizzi successivi del palazzo furono molteplici. Tra l'altro vi si svolgevano anche delle manifestazioni sportive: ad esempio, il club inglese di calcio che svolgeva le proprie attività in questo palazzo prese il nome dello stabile: Crystal Palace F.C. Il Crystal Palace ospitò anche una delle prime esposizioni sui dinosauri. Il Crystal Palace di Londra venne definitivamente distrutto in un rogo il 30 novembre 1936. Di notte, luce e fumo potevano essere riconosciuti a chilomentri di distanza. In un discorso pronunciato nel 1936 alla Camera dei Comuni, Winston Churchill commentò emblematicamente l'incendio del Crystal Palace, dicendo che quell'avvenimento segnava la fine di un'epoca. Rimasero in piedi soltanto le due torricelle laterali, rase al suolo dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Nonostante i favori e l'ammirazione destati nel pubblico, il concetto sviluppato da Paxton e ripreso da altri aveva dimostrato di non andare sempre incontro alle esigenze della committenza, che in genere desiderava costruzioni destinate a durare nel tempo. Per questo, la costruzione di nuovi edifici del genere non venne continuata.In epoca più recente, tuttavia, il Crystal Palace è diventato una fonte di ispirazione spesso citata nell' architettura postmoderna.