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L'eredità letteraria di Carlo Emilio Gadda: un'analisi approfondita - Prof. Bertoni, Appunti di Letteratura Contemporanea

Un'analisi approfondita dell'eredità letteraria di carlo emilio gadda, uno dei più importanti scrittori italiani del xx secolo. Vengono esplorati i suoi rapporti con altri grandi autori come manzoni, il suo stile barocco e sperimentale, la sua innovativa concezione dei generi letterari, il suo uso di figure retoriche come la metonimia e la metafora, nonché il suo legame con l'espressionismo formale e l'informalità. Inoltre, vengono discussi i temi ricorrenti nelle sue opere, come il rapporto conflittuale con la madre, la memoria e il rimosso. Una panoramica completa del contributo di gadda alla letteratura italiana e della sua influenza sulla sensibilità contemporanea.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 04/05/2024

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LETTERATURA CONTEMPORANEA
Vera questione di crisi della contemporaneità. !
È la storia di un matricidio almeno tentato e quasi di sicuro realizzato. Ha un finale aperto
intenzionalmente, andiamo a toccare le zone del tabù. È un romanzo scabroso per questo
tema. !
La parte convenzionale del linguaggio pone il problema della traduzione, del passaggio
da un registro a un altro. !
Gadda è il più grande seguace, colui che più ha dialogato da vicino con Manzoni con il
quale condivideva l’origine. Nato a Milano il 14/11/1883 e morto a Roma il 21/05/1973. !
È uno dei pochissimi laureati di letteratura europea. Il primo elemento curioso della storia
di Gadda è quello che segna tutta la sua esistenza, ha un rapporto non risolto con la
madre, non l’ha mica uccisa ma si è azzardato a dirsi scrittore solo dopo che lei è morta,
nel 1936 (43 anni). Subiva tanto l’influsso della madre, di origine ungherese e molto rigida,
che cerca di liberarsi del fantasma della madre dichiarandosi scrittore solo dopo la morte
di lei. Proprio nel 36 quando lei muore li comincia a scrivere la cognizione del dolore per
liberarsi di questo fantasma durissimo. La madre negli anni gli impose per ragioni
economiche di sostentamento di laurearsi in ingegneria al politecnico di Milano. A lui non
interessava nulla tanto che poi terminata la laurea si iscrisse a filosofia. Fa l’ingegnere fino
a 43 anni, anche in argentina e nella città del vaticano. Questa è la prima violenza quindi,
poi gli infligge un’altra umiliazione ancora più profonda: il fratello va a fare la 1 guerra
mondiale, Carlo Emilio ha la fortuna di essere fatto prigioniero prima della battaglia di
Caporetto quindi nel 17 parte per un campo di prigionia tedesco. Il fratello invece muore e
la madre continua a dirgli di aver perso il figlio più intelligente, più amato e di essere
rimasta con il più imbecille ecc. !
La sua scrittura non puo essere una struttura retorica, una scrittura letteraria, calligrafica,
sarà una scrittura che porterà dentro la forza del dialetto lombardo. Comincia a scrivere
una lingua carica di umori, molteplice, polifonica, con una forte presenza di linguaggi
scientifici (era ingegnere), con un forte lavoro sulla dimensione filosofica. Gadda inizia a
capire che il mondo non è più rappresentabile tramite la geografia, sono gli anni dei
principi della termodinamica.!
LEZIONE 21/09
Madre erede di una famiglia usuraia, ella impone l’iscrizione al politecnico di Milano nella
facoltà di ingegneria.!
È la generazione di nati negli anni 90 che va a fine nel calderone della prima guerra
mondiale. È una guerra mondiale che coinvolge tutti, ogni cittadino e ogni nazione. l’Italia
entra il 24 maggio del 1915 ed entra ad alleanza capovolta, entra con l’Inghilterra, la
Francia e successivamente gli stati uniti. Fu una scelta corretta del democratico rispetto
alla dimensione dell’imperiale. Il tributo dell’Italia alla guerra fu tremenda tra morti e feriti.
È un fatto che cambia la percezione della realtà e introduce questa percezione di massa,
la dimensione della povertà. Abbiamo poi l’epidemia di febbre spagnola che fa più morti
della guerra ma che viene correlata a questa. Inizia il processo della migrazione, entra in
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LETTERATURA CONTEMPORANEA

Vera questione di crisi della contemporaneità. È la storia di un matricidio almeno tentato e quasi di sicuro realizzato. Ha un finale aperto intenzionalmente, andiamo a toccare le zone del tabù. È un romanzo scabroso per questo tema. La parte convenzionale del linguaggio pone il problema della traduzione, del passaggio da un registro a un altro. Gadda è il più grande seguace, colui che più ha dialogato da vicino con Manzoni con il quale condivideva l’origine. Nato a Milano il 14/11/1883 e morto a Roma il 21/05/1973. È uno dei pochissimi laureati di letteratura europea. Il primo elemento curioso della storia di Gadda è quello che segna tutta la sua esistenza, ha un rapporto non risolto con la madre, non l’ha mica uccisa ma si è azzardato a dirsi scrittore solo dopo che lei è morta, nel 1936 (43 anni). Subiva tanto l’influsso della madre, di origine ungherese e molto rigida, che cerca di liberarsi del fantasma della madre dichiarandosi scrittore solo dopo la morte di lei. Proprio nel 36 quando lei muore li comincia a scrivere la cognizione del dolore per liberarsi di questo fantasma durissimo. La madre negli anni gli impose per ragioni economiche di sostentamento di laurearsi in ingegneria al politecnico di Milano. A lui non interessava nulla tanto che poi terminata la laurea si iscrisse a filosofia. Fa l’ingegnere fino a 43 anni, anche in argentina e nella città del vaticano. Questa è la prima violenza quindi, poi gli infligge un’altra umiliazione ancora più profonda: il fratello va a fare la 1 guerra mondiale, Carlo Emilio ha la fortuna di essere fatto prigioniero prima della battaglia di Caporetto quindi nel 17 parte per un campo di prigionia tedesco. Il fratello invece muore e la madre continua a dirgli di aver perso il figlio più intelligente, più amato e di essere rimasta con il più imbecille ecc. La sua scrittura non puo essere una struttura retorica, una scrittura letteraria, calligrafica, sarà una scrittura che porterà dentro la forza del dialetto lombardo. Comincia a scrivere una lingua carica di umori, molteplice, polifonica, con una forte presenza di linguaggi scientifici (era ingegnere), con un forte lavoro sulla dimensione filosofica. Gadda inizia a capire che il mondo non è più rappresentabile tramite la geografia, sono gli anni dei principi della termodinamica. LEZIONE 21/ Madre erede di una famiglia usuraia, ella impone l’iscrizione al politecnico di Milano nella facoltà di ingegneria. È la generazione di nati negli anni 90 che va a fine nel calderone della prima guerra mondiale. È una guerra mondiale che coinvolge tutti, ogni cittadino e ogni nazione. l’Italia entra il 24 maggio del 1915 ed entra ad alleanza capovolta, entra con l’Inghilterra, la Francia e successivamente gli stati uniti. Fu una scelta corretta del democratico rispetto alla dimensione dell’imperiale. Il tributo dell’Italia alla guerra fu tremenda tra morti e feriti. È un fatto che cambia la percezione della realtà e introduce questa percezione di massa, la dimensione della povertà. Abbiamo poi l’epidemia di febbre spagnola che fa più morti della guerra ma che viene correlata a questa. Inizia il processo della migrazione, entra in

gioco il fenomeno dei grandi totalitarismi di massa, nella Russia vince la rivoluzione comunista. Nell’europa abbiamo il movimento fascista che nasce da radici socialiste, nasce da una dimensione di egualitarismo populista e fa da bacino collettore dell’insoddisfazione, della rabbia e della miseria. Il fascismo prende il potere e nel giro di due anni diventa rapidamente un regime autoritario e dittatoriale. Gadda esce devastato dalla 1ww che ha passato da prigioniero, viene catturato nel novembre del 17 e quando torna nel 19 ha la notizia della morte del fratello. Gadda è povero, non ha un lavoro, ha una madre che lo perseguita per essere sopravvissuto, deve emigrare e call’inzio degli anni 20 emigra in argentina dove svolge il suo lavoro di ingegnere. Il fascismo deve ancora diventare regime, siamo nel 23/24, Gadda si libera un po della madre e egli stesso all’inizio un po ci crede nel fascismo, ne viene un po’ coinvolto quando questo movimento di giovani non ha ancora esposto il suo volto truce. Senza la pressione della madre Gadda riconosce una sua tendenza segreta che aveva già avuto una sua manifestazione negli anni della guerra (tra i 15 e il 19 durante la prigionia in Germania lui tiene un giornale che verrà pubblicato solo nel 1955 con il titolo “giornale di guerra e di prigionia). Si era gia rivelato scrittore a 23 anni circa, nel 24 l’editore Mondadori bandisce un premio molto importante e Gadda, poverissimo, tira fuori questo romanzo che intitolerà “racconto di ignoto del ‘900”, la parola ignoto vuol dire che gli individui hanno perduto la loro identità anagrafica, che il soggetto è un soggetto plurale di coetanei, reduci, feriti, mutilati dall’esperienza della guerra, questa “identità” è una specie di utopia, una specie di miraggio. In italia manca il genere del romanzo, borghese invita gli autori a scrivere romanzi. Romanzo come genere inclusivo, come genere borghese perché tutti gli altri (tragedia, commedia) vengono inclusi nel romanzo perché abbassa i toni, la scena tragica inclusa nel romanzo è pi portato all’esperienza collettiva, non sono di certo i toni della tragedia greca ma sono più tenui. Il romanzo in italia non esisteva, nasce nella prima meta dell’ ad opera di Manzoni che vive a Milano, che ha una stranissima vicina familiare, figlio di verdi e non di Manzoni che gli da il nome, verdi illuminista, la madre figlia di Beccaria illuminista che parla di pena di morte. Abbiamo poi pochissimi romanzi, Gabriele d’annunzio ad esempio , ma che la critica etichetta come copie, ricalcati. Non sono i romanzi di Dickens, non sono i romanzi flaubert, non sono i romanzi di dostojeski, ma sono romanzi regionali. Pirandello scrive poi dei romanzi ma di cui ci si renderà conto solo dopo (il fu Mattia Pascal), tutto ciò per dire che in italia il romanzo non ha ancora trovato terreno. Siamo nel 1924, gadda, come i suo colleghi poeti, non vuole più una letteratura che richiama la mitologia o storie del passato, gadda vuole parlare della quotidianità e del tempo presente, non una più la mitologia antica, il romanzo è un genere ambientato al presente. È la grande nuova stagione di una nuova cultura europea che dovrà però fare i conti con i grandi totalitarismi e con la massificazione, con le innovazioni termodinamiche, Einstein.

all’autore”, contraddizione plateale di rapporto tra l’Autore (gadda) e questo personaggio che è il narratore interno al suo romanzo, questo narratore si divide in tre parti perché il romanzo della prima edizione di apre con l’introduzione di pontini. Segue poi il testo concluso dalla poesia “autunno”, dopo di che i critici, pontini, hanno capito che era un cantiere aperto andando contro la volontà di gadda. L’editore puo essere l’editor della casa editrice, puo essere l’editore in quanto critico (pontini), puo essere l’editore in quanto Einaudi. Per quale ragione? Per uno scrittore del 900 dire “io” non è un esercizio automatico e forse nemmeno possibile. Uno dei lasciti del 900 è che l’io non è più un’entità compatta, l’io è morto, (nei genocidi, nei conflitti, nelle guerre), l’io oggi è qualcosa di sbriciolato nelle fondamenta. Uno scrittore che ha questa consapevolezza riconosce questo io come fratturato, come neanche dotato del permesso di prendere la parola. È una dimensione di polverizzazione interna. L’io diventa corporale nel 900, gli scarti del corpo, le pulsioni più irrefrenabili del corpo; rispetto a una letteratura neoclassica in cui l’io era messaggero di una trascendenza abbiamo ora l’io che si trasforma in uno scarabeo stercorario. È un secolo contraddittorio, il principio di causa effetto non funziona più, perché mai l’editore dovrebbe chiedere scusa all’autore? L’EDITORE CHIEDE VENIA DEL RECUPERO CHIAMANDO IN CAUSA L’AUTORE Il recupero è una sorta di autopsicoanalisi , quello che Freud chiamava il ritorno del rimorso, ciò che abbiamo fatto o subito che non ci piace tendiamo a rimuoverlo ma il nostro inconscio ce l’ha presente e ci lavora e attraverso il sogno ad esempio. Quando meno ce l’aspettiamo questo rimorso ritorna; è il recupero, è il recupero del nostro negativo, della profondità con cui in realtà non vogliamo fare i conti. E e A (editore e autore) È un testo autocritico, è una dichiarazione di poetica. Gadda dice cosa è la poetica, dichiara le sue intenzioni, le scelte che stanno dietro la sua opera. Questo è un tipo di poetica esplicita. Gadda prima di dare la parola al personaggio protagonista mette una prima cornice di un grande critico che dichiara criticamente cosa è il romanzo, poi mette una seconda cornice dove lui stesso, sdoppiandosi in editore e autore, espone una dichiarazione di poetica. In dialogo con pontini ma diverso da pontini; Accoglie quindi la parola del critico ma subito dopo la corregge, la modifica, la recupera in un’altra chiave a Nome dell’autore gadda. Dopo di che si puo cominciare col processo finzionale di rappresentazione della storia narrata. l’atto di scrittura è la trascrizione attraverso un codice convenzionale (la lingua) di una parola pronunciata che pronunciamo nella nostra mente e che se riteniamo interessante di memoria mettiamo per iscritto. Scrivere è come prendere una farfalla bellissima, un pensiero, un’emozione, e con uno spillone inchiodarla in una bacheca su cui conservarla. L’oralità di partenza è sempre scorretta ma quando passiamo da questo tumulto interiore alla parola uccidiamo quella parola scrivendola, la consegnamo alla dimensione di monumentalità. Questa è la grande democrazia della letteratura, senza la nostra voce gadda e tutti gli scritttori sarebbero degli scheletri ridotti a polvere e la loro voce sarebbe

muta nelle pagine di un libro chiuso. La letteratura è l’unica arte che utilizza una lingua parlata, che ha come codice qualcosa di radicato nell’esperienza umana. La letteratura è fatta di linguaggio, è un oggetto linguistico, non è un oggetto umano. Dire io allo stato puro non è possibile fino in fondo perché l’io pronominale che uso costruisce un altro mondo rispetto agli ego esistenziali in carne ed ossa (gadda ormai è morto). Il 900 ci insegna a mettere sullo stesso piano autore e lettore perché senza il nostro punto di vista, senza il nostro vissuto e la nostra psicologia, i testi dei grandi autori non starebbero in piedi, hanno bisogno di noi. (Iniziamo a leggere l’editore chiede venia) Parola “testo”, esercizio di tessitura, insieme di fili che si connettono in modo solido e armonico; parole, intonazioni, lettere che si intrecciano e che nessuno puo tagliare, che vivono come un’unit e che richiedono di essere trattate come tale. È cio che rimane, è il residuo, ciò che sopravvive. Di volontà consapevole puo parlarne solo l’autore dell’opera però, gadda già toglie la maschera dell’editore. Abbiamo una prima costruzione al climax, tre elementi distribuiti in crescendo di intensità. Volontà consapevole, un atto creativo viene anche da un processo di volontà. Shopenauer: il mondo come volontà e rappresentazione.

  1. Volontà consapevole, 2. Meditato disegno (progetto) di lavoro, 3. Responsabilità morale. Sta descrivendo la sua opera che non ha portato a compimento. Menziona contini quindi ci è palese che l’”editore” non è contini. Parola latina animo, lo spirito fattivo; cagioni (ragioni) della incompiutezza, gadda ci dice le ragioni che gli hanno impedito di completare l’opera. Abbiamo un’auto confessione di autore. C’è una radice fortissima del romanzo, i motivi per cui è rimasto incompiuto; è anche una vicenda privata con la made ma è anche invenzione, fiction. Ed è alla fine una storia di archetipi, di elementi fondativi dell’interiorità umana e del comportamento umano, il testo riverbera il tragico del nostro fondo, noi sappiamo di dover morire. Non c’è il lieto fine nella vita umana, l’eroe muore. Il nostro vivere nelle tenebre, la dicotomia tra memoria volontaria e memoria involontaria, l’affiorare del rimorso, quello che attraverso uno dei 5 sensi riporta alla mente qualcosa di sepolto nella memoria. Non puoi ottenerlo con la mente ma deve obbligatoriamente passare per una sensazione corporale, per uno dei 5 sensi, non posso semplicemente dire “voglio ricordare questo”. Non solo le insorgenze tenebrose ma anche i fatti (scrittore realistico) di Mutazioni, vuol dire migrazioni, metafore, spostamenti nel tempo e nello spazio, cambiamenti. Siamo persone e in quanto persone mutiamo continuamente. Ci ricorda che siamo esseri mortali e che siamo fatti di due elementi , di cuori e di menti. L’editore è il lettore, è Gadda lettore di se stesso. Questa cernita ecc, imparare è il modo per capire il romanzo. Il realismo di gadda è un metodo, una scelta che mette in relazione le strade del cuore e della mente. È qualcosa che riguarda l’umano a 360 gradi, persino Le muffe della storia biologica che traduciamo nel dna. Il realismo come metodo e non come fotografia

che abbiano una coerenza, il testo poetico è il testo che va a pescare le nostre parti oscure, nascoste, inconsapevoli. È un testo che in buona parte funziona come esercizio di memoria involontaria. La poesia non è data dalla memora volontaria. CAPITOLO 1 Abbiamo subito la collocazione storica, La cognizione del dolore è un romanzo storico, è ambientato circa 30 anni prima della sua composizione, parla di un’epoca finita, è qualcosa di lontano da chi parla e da chi ascolta. Abbiamo in poche righe spazio e tempo, ambientazione che possiamo associare al genere fantastico, il paese non esiste. LEZIONE 5 (28/09) Memoria volontaria e memoria involontaria Sono due pulsioni e due stati dell’umano che ci appartengono in quanto esseri umani, sono un ponte tra una dimensione consapevole e razionale da svegli e una dimensione non controllabile, una ragione notturna legata al mondo onirico. La questione è quando questo duplice stato si rifrange nel linguaggio, agisce necessariamente attraverso il linguaggio. Linguaggio orale e scritto sono intrecciati insieme dalla letteratura, gadda è uno straordinario scrittori del parlato, sa riprodurre il parlato attraverso lo scritto che da una parte è una bravura ma dall’altro è una forzatura dei due. Anche nelle mani di un grande scrittore (colui che trascrivere i sogni appena sveglio) il gioco di trascrizione non sempre funziona. Quando freud si avvicina alle questioni letterarie prende due strade, una sbagliatissima, quella delle biografia degli autori, ha applicato i suoi principi alle biografie di cui a noi interessa poco; ci sono elementi sparsi che possono essere importanti ma tanti altri che non lo sono soprattutto per gli autori del 900. La strada giusta intrapresa da Freud è quello intitolato il motto di spirito in cui studia i meccanismi linguistici che trasmettono l’incoccio, sono i motti di spirito (le barzellette) quando noi capovolgiamo ciò che ci si aspetta (lo stracciamento), cambiamo direzione. Per freud il riso è fondamentale perché era lo sfogo dell’energia che il nostro inconscio produce senza rendersene conto. L’altro grande elemento in cui il linguaggio fa raffiorare l’inconscio è il lapsus (dire una parola al posto di un’altra). Sono affioramenti dell’inconscio. Questo è il problema i come noi ci poniamo nella realtà, di che impressione vogliamo dare, di che racconto costruiamo di noi stessi, noi costruiamo la nostra autobiografia. È ovvio che le narrazioni vengono fatte in maggioranza attraverso le forme verbali ma ci sono anche tanti altri elementi come la gestualità, il tono di voce, come ci rapportiamo alla comunità. Quando facciamo di questo modo linguistico di rapportarci un’intenzione letteraria, quando produciamo dei testi che sono destinati a essere tramandati anche a persone di cui io non ho conoscenza. La letteratura è questa, pubblicare vuol dire portare a conoscenza di persone che non ci sono conosciute. Il linguaggio e la letteratura sono strumenti umani che ci caratterizzano in quanto tali. In letteratura le soglie sono particolarmente importanti, la letteratura è un luogo liturgico, un luogo dove lo spazio ha qualcosa di sacro e sopraelevato. la struttura letteraria è una struttura circolare, va dall’inizio alla fine ma anche dalla fine all’inizio. Il vero esercizio di

cognizione è il rileggere. In un testo le soglie, gli inizi e i finali, hanno un valore simbolico, potenziato, sono come le porte di una casa, è ciò che ci rende partecipi per non dire protagonisti. Una delle eredità del 900 è quella che porta il lettore allo stesso livello di cognizione dello scrittore, siamo protagonisti del racconto di gadda. Da questa soglia cosi importante abbiamo capito una data, abbiamo capito che è un romanzo storico ambientato tra il 1925 e il 1933. Il primo ragionamento da fare è il nome maradagal che facendo una ricerca capiamo essere un luogo immaginario, abbiamo un romanzo che utilizza le categorie del romanzo fantastico, l’ambientazione storica è plausibile ma dal pinto di vista spaziale L’ambiente è quello dei proprietari terrieri e si introduce la sostanza di un istituto di sorveglianza notturna, un elemento che oggi è ancora più diffuso rispetto al passato. C’è un continuo bisogno di adattare quello che il romanzo ci dice alla realta di quando gadda scrive ma anche alla nostra. Gadda ci porta in un luogo che non è nelle carte geografiche e ci porta ad intrecciare un italiano di base (che nasce in quegli anni) con un’altra lingua che è lo spagnolo. Non è un romanzo che si sottrae a quello che è il motore di senso della nostra epoca, il fattore economico. Contini comincio a parlare a proposito di un romanzo di moretti che il romanzo introduceva per la prima volta una narrativa economica, parla di poesia dell’economico; capisce negli anni 20 che l’economico è un vettore fondamentale di tutti i cittadini del mondo occidentale. Il soggetto sottinteso sono i proprietari di campagna ma il problema principale è quello economico. Siamo davanti a un narratore che usa il linguaggio in un’amplissima gamma di proprietà lessicali, espressive, stilistiche ??????????? Fruttare è una parola dalla doppia valenza, è un vero usato in chiave polisemica perché dia un lato vuol dire produrre frutti ma è anche una metafora economica, ricavare dal proprio capitale di investimento dei guadagni; produrre autentici frutti e in forma figurata produrre capitale. Siamo davanti non a un narratore di grado 0 che usa sempre il termine più proprio e meno avventuroso ma a un narratore metaforico capace di passaggi all’interno dei diversi registri e temporalità della lingua; usa la lingua a 360 gradi in tutta la sua complessità e stratificazione plurale. È un italiano nel pieno delle sue potenzialità espressive, è un italiano plurale; ci obbliga a una lettura molto più attenta. Esattamente all’opposto di questo tipo di narratore ad esempio troviamo calvino, un narratore che ha una semplicità sintattica e lessicale proverbiale.tutti i narratori neorealistici stanno dall’altra parte, scelgono il termine più comune per indicare qualcosa. Le frasi di gadda sono frasi che rappresentano dei gomitoli, non ha paura di usare lingue straniere o dialetti. Cerere e pale sono delle divinità antiche della produzione agricola, abbiamo l’ulteriore introduzione di un mondo che noi dobbiamo ritenere morto, quello della mitologia classica romana. Anche la sintassi ricorda quella dell’ablativo assoluto latino, c’è anche la radice storico-mitologica del latino. Non abbiamo ancora trovato un punto fermo.

Anche linguisticamente gadda assume il punto di vista del dottore, il punto di vista popolare. Il segnale è l’errore “potersi esimere”, il toscano direbbe poter esimersi. Abbiamo una scorrettezza del parlato e metto la particella sul servile. Questo è un segnale del punto di vista del dottore che pensa frettolosamente. -Stile indiretto libero: monologo interiore. Commentando con termini mimetici la situazione. 2 tecniche cinematografiche: i testi letterari diventano oggetti e strutture di montaggio, la seconda è avvicinare e allontanare la cinepresa. Variazione a vista di tempo narrativa.- Abbiamo la tecnica di realismo cinematografico in cui si da attenzione ai dettagli, fenica di avviinaneto e allontanamento dell’inquadratura. Poveraglia termine negativo, gentaglia. Un personaggio è dato attraverso il suo portamento. Piccolo calcolo di ordine sociale, il medico che ha 5 figlie spera che don Gonzalo non sia misogino. I sette peccati capitali nella parte più centrale del corpo, il ventre. Peccati come serpenti, una similitudine che funziona come una metafora, serpenti che ti divorano da dentro. I serpenti diventano demoni interiori, qualcosa dii infernale. Il luogo è il dentro e il tempo è circolare, dalla mattina alla sera. Siamo passati dal pettegolezzo della poveraccia alla visione attraverso dante che ci porta ai meandri infernali; il passaggio dalle bassure del pettegolezzo all’altura che va tra dante e Freud. Entriamo nel dominio freudiano del sogno, dalla mattina alla sera e perfino nel sogno. Entra in scena il narratore onnisciente. Abbiamo un’altra similitudine animale, adesso in senso dispregiativo, abbiamo un’animalizzazzione dell’umano e non il contrario. LEZIONE 7 Doppia valenza di questa modalità narrativa di gadda che mette insieme un principio di non linearità nel tempo competitivo. Queste sono le prime pagine che gadda compone dopo la morte della madre ma sono anche la ristrutturazione a ci lui presiede con contini nel 63, sono le ultime pagine fondamentali che scrive; è il gadda primo e il gadda ultimo. La fabula è l’insieme dei fatti nudi e crudi che accadono dentro un sistema narrativo, l’intreccio come questi fatti vengono strutturati e organizzati da questa voce esterna al racconto che è quella d’autore, che attenzione non è la voce interna del testo ma è il modo in cui un autore decide di presentare gli eventi messi nella voce del narratore interno al testo e organizzati secondo una strategia specifica. Gadda per tutta la vita più o meno involontariamente lotta contro l’abitrarieta delle trame e per ogni minima sequenza ci da una sorta di motivazione che riunisce una serie di

ragione esterne e interne al personaggio; tiene sempre conto dell’universo dei possibili. In lui non puo esserci una trama ordinata e sequenziale. Qui l’intreccio prevale sulla fabula. Gadda è contro l’arbitrio della trama data come un elemento freddo e messo li a priori. Pag 43. Associazione di aggettivi, triste condizione psicologica, stato d’animo; disgustose sensazione fisica. È uno che ha poca voglia di lavorare, uno scioperato. Qui rimanda a un elemento molto più che psicologico, esistenziale che rimanda alla condizione di reduce della 2ww. Quando si salva la vita cade in una condizione di atomi esistenziale, di Inerzia, incapacità di azione, accidia. La prolessi viene attenuata, questa attenuazione fa parte della suspence. In gadda c’è speso un’ambiguità (non in senso negativo) che è più che altro polisemia, tengo il lettore in sospeso, crede nella complicità con il lettore, strategie di suspence. L’elemento di suspence è introdotto dai due punti ma subito smentiti. Venerazione è parola tecnica che viene dalla psicoanalisi, è il meccanismo di cancellazione di ciò che è sgradito dalla nostra psiche. Leggi l’officina del racconto per narratologia. È un soggetto portatore di straniamento, faceva il contrario di quello che ci si aspettava da lui, arrivava inatteso ecc. L’altro vizio è quello della gola, “vorace”, avido di cibo e di vino, e crudele. Costruzione climax, crudele, ferocemente, perfidamente. Pazza frusta: personificazione, metafora. Qui è come se a narrare in presa diretta sia don Gonzalo.ù Gadda quasi ci fa intendere che il gatto sia morto di crepacuore. Abbassamento del sacro nel Decameron, uomo fatto santo anche se in realtà era cattivissimo perché mentiva sempre. Boccaccio che ci dice: attenzione c’è un santo che era l’uomo peggiore della terra ed è diventato santo a furia di bugie. Imbandigioni carpulose: tavola bandita, crapulosita del ventre. Passaggio da una dimensione del mondo esterno (la tavola) all’interno (il ventre) Tecnica del catalogo È aria di montagna, più sottile, capace di portare fame. Chi viene su smorto dalla pianura. L’urbanita sono anche i modi affrettati del comportarsi, l’urbanesimo è un fenomeno sociologico (paronomasia). Raziocinante piattitudine: metafora, forma di umanizzazione (ragione umana e piattitudine geografia). Tutta la frase è metaforica La serenità è inconsueta al suo carattere ma è radicata in quei colli. Oblio effimero: fuggitivo, la capacita di dimenticare al calice, alla bevuta. (Metonimia) Forma lirica, calice sineddoche/metonimia per il vino , e un tenue stimolo per il gastrico, corporizzazione della realtà h

assimilato al cigolio di una porta, di qualcosa che stride. Giro duro è una metafora, continua anche con “cavatappi”.. Stanchi intervalli, l’interruttore è acceso su stanchi (proprietà umana o animale), questo tarlo è stanco, ci da l’idea di uno sforzo enorme del tarlo mentre scava il legno. Il bianchissimo della coltre diventa una proprietà astratta, il candore, che è anche proprietà della psicologia, una persona aperta, ingenua a cui si aggiunge “conventuale”, di convento. Questo conventuale da un lato parte per il dire che è un ambiente assimilabile a quello di un convento, dall’altro lato parte per una dimensione di ritualità, ci indica che siamo dentro una realtà liturgica, di rito in atto. Non c’è in gioco solo una visita medica, dobbiamo leggere tra le righe, c’è una sfera di ordine allegorico e simbolico, anche ill tarlo fa parte di questo rito diventando un tarlo interiore, che scava nelle interiorità, è un tarlo metaforico. Eminenza non sarebbe il termine più adatto, diventa un termine polisemico, doveva scrivere prominenza e invece scrive eminenza per riferirsi anche all’eminenza come figura ecclesiastica. Gadda attribuisce a don Gonzalo una proprietà sua, ingegnere capo. Questa è una dichiarazione di onniscienza perché niente ci fa capire il mestiere, invece è una causa autobiografica. Allitterazione insistita delle consonanti dentali. Greve è qualcosa che ci trasferisco l’idea di peso, è più di grave perde pesa in modo fastidioso. È una testa che pesa, prevalgono su questa immobilita greve, pesante, il respiro e lo sguardo. Immobilità greve: è un’immobilita che non sta ferma, che pesa, Attraverso la metonimia, la parte per il tutto, ci rimanda alla situazione di un morto vivente, c’è il respiro, il colorito ma il capo è greve su un cuscino bianco e rigonfio che rimanda alla madonna di Caravaggio. !!! Prevalenza del dettaglio sugli insiemi, è un primo piano cinematografico dove l’ideale cinepresa va diretta al volto. Le gipsoteche sono esposizioni di copie e calchi in gesso delle statue in marmo o di maschere funebri. Ipso significa gesso. Ha rappresentato un cadavere dichiarando che non è tale in modo caravaggesco. Introduce l’avverstaiva, deve contraddire quello che finora rappresentato. Si preparava all’asportazione del cuore che si fa sui morti ma subito dopo il muscolo si muove quindi è vivo, è un continuo gioco LEZIONE 9, 6/ La realtà non è solo quella che si vede con gli occhi ma è anche la rappresentazione di secondo e terzo grado, una specie di fantasma, la fotografia è una sorta di fantasma. Il generale ha una funzione di superbo che domina la scena, è una visione che accade da un quadro. Colleghiamo il quadro al riquadro della finestra, questa cornice che mette in comunicazione il dentro e il fuori, ha una valenza simbolica pronunciata cosi come la

cornice che mette in collegamento il presente di don gonzalo e il passato del generale. A mezzo busto, la meta di un corpo, è una visione spezzata , del cinema, è un fantasma vigente, vigeva si dice di una legge che è ancora in funzione, è una metafora, è una presenza attiva, era in corso d’opera nella penombra. Abbiamo una mezza luce. Il poncho ci fa pensare a Garibaldi, al risorgimento, adesso Garibaldi è un fantasma e tutta la retorica vincitrice, la 1ww è stata sentita e celebrata come la conclusione delle lotte rinascimentali. (La 4 guerra di indipendenza). Gadda mette in discussione questa mitizzazione glorificante della 1ww perché don Gonzalo è una vittima di questa. Riproduzione parodica di Garibaldi. Entra in gioco la visione di secondo o terzo grado propria di queste pagine, Gadda tira fuori l’arte figurativa, la pittura. Collega i ritratti tra il rinascimento e il barocco e cita le case regnanti nell’italia del 4/500. Gli anni di bandiera e di schioppo: funzione alla lettera della metonimia. La bandiera come simbolo di appartenenza e schippo come arma decisiva del generale pastrufazio (Garibaldi). Le figure fondamentali sono la metalessi (oltre e attraverso) la metafora, la sineddoche, la metonimia. CERCALE!!!!! Superfluente ci rimanda a un’uscita dei personaggi dai ritratti, è una tecnica del fantastico ai limiti dell’horror. Le virgolette sono un modo di incorniciare la parola, questa sequenza è tutta di secondo o terzo grado rappresentativo, non c’è niente di immediato. Ormai è diventato un ingegnere, quindi effettivamente alter ego di Gadda. Dimensione splattern,a strizzarne fuori le budella Torniamo a una forma di realismo insistito, ci da i dettagli della visita. Viene meno la prossemica, la giusta distanza e la giusta posizione dei corpi. Gonzalo che dice trentatré è ridotto a una posizione non più eretta ma capovolta, ha il viso tra i ginocchi. È una posizione quasi impossibile da pensare Cambiamento di stile e registro linguistico, in mezza riga termina la visita. Crepidine: da un lato in termini geologici la sporgenza di una roccia, sul piano architettonico invece è un oggetto alla base di un edificio, che sporge. La parola rimanda al rinascimento e barocco. Insulta il suo personaggio senza ragione, è stata una visita oltraggiosa. Non si capisce chi insulta, perché una Persona che ha subito una visita dovrebbe essere inutile? Coscienzioso è tra molte virgolette. Il paziente non ha fatto una piega per tutto ciò che ha subito, da un iracondo ci si sarebbe aspettato tutt’altro Lezione 10, 09/

Il carattere è qualcosa di dinamico che cambia. In queste pagine abbiamo la migliore descrizione dell’interiorità umana in assoluto, abbiamo la congiunzione dell’elemento mentale, psicologico (carattere, pulsione, sogno) e l’elemento fisico corporale. C’è sempre in don Gonzalo l’intreccio tra questa idealità che tende al puro e al profondo e questa corporità.. è una specie di esercizio anatomico Scrittura come filo. Ci fa neri: termine gergale, metafora Bugia come metafora, come portatrice di candela Bugie sono anche i reggi candele, polisemia. Il soggetto di tutto è la forza sistematrice del carattere, cioè la nostra qualità razionale, il rispondere razionalmente a noi stessi. Bugiardosissime: ripetizione del concetto a scopo di sottolineatura Ma sognare è fiume profondo, metafora di Hegel, C’è un’inesattezza logica: è un fiume che torna indietro, sorgiva, ripullula (verbo di forza). La banalizzazione della realtà da parte di chi è corto di intelletto o di attenzione, di chi non capisce. Esercizio di psicosomatica, modificazione del corpo attraverso la psiche e viceversa. Sguardo come ponte tra dentro e fuori. Sappiamo che è un uomo iracondo perché è un uomo spaventato. Rimorso: senso di colpa. Pagina di polisemia, molteplicità di senso. La pieta e il rimorso si trasformano nei loro estremi: terrore, odio. Descrizione del sogno: strisciatomi implica la diemensione della serpe, il serpente tentatore. Atto di peccato originale. Dimensione liturgica e fiabesca in cui il tempo è circolare. Nostra madre: scappa il controllo all’autore. Impietrava nel buio: metafora di prometeo. L’umano che si trasforma nel suo contrario, il minerale, la mineralizzazione del reale Impietrassi: verbo denominale Perse, perdute ripetute. Capovolgimento umoristico (dileggio) Disperata notte: umanizzazione della notte Il tempo non è solo finito ma è stato consumato da noi umani, è diventato rottame. È alla lettera uno zombie, presagio d morte già avvenuta Lezione 11, 12/ Don gonzalo è un personaggio profondamente contraddittorio, non possiamo definirlo un iracondo puro. È la parte di un rapporto psicopatologico con questa madre che a sua volta è portatrice di una patologia. Il modo in cui lui la chiama in causa è malato in entrambe le direzioni, non è un pazzo che scarica sulla madre gli orrori della prima guerra mondiale. Non sono due pazzi radicati nel 900, sono due nostri progenitori, sono due che portano in se il nostro dna. Don gonzalo è un esistenzialista. La madre è una nata ai tempi dell’unità di italia, Gadda le mette in bocca un pensiero non suo (cosa che appartiene all’epoca delle masse) Distinzione tra il ci utilizzato da don gonzalo, il ci dei reduci, della nuova società esistenzialista del mio che non siamo ciò che non vogliamo, e il noi molto più banale e formale che usa il plurale di maiestatis

Gadda sembra anticipare una nostra sensibilità, che da un lato è oppressa dall’esibizione dell’io (selfie), dall’altra quella del neutro. Retorica: arte del dire, soggettiva È la trasformazione del racconto dell’alta storia romana, per prendere in giro il fascismo. Don gonzalo è un soggetto polifonico che passa dalla storia romana al parlare del salumiere, abbassando il livello a parlato da bar. LEZIONE 12 ASSISTENTE Ultimi 30 minuti registrazione Dei tre paragrafi di cui ha scritto i professori abbiamo dei riassunti di macro temi che sono utili per capire quello che ha scritto il prof nel volume.

  • (^) Rapporto di Gadda con Manzoni
  • (^) Barocco
  • (^) Questione dei generi letterari,
  • (^) Sistema metonimico e metaforico delle opere di Gadda
  • (^) L’espressionismo formale di Gadda che il prof lega all’informale
  1. Per tanto riguarda Manzoni si tratta di un rapporto che Gadda protrae per tutta la vita, è un rapporto costante tanto che in punto di morte chiede che gli vengano letti dei passi di manzoni. (Intelletto giudicante=analista). Ripresa di Manzoni nelle opere di Gadda,
  2. Perche noi definiamo la scrittura di Gadda una scrittura barocca. Perché usiamo la definizione di un’arte figurativa per parlare del procedimento di scrittura di Gadda? quello che si faceva a livello artistico nella corrente barocca lo ritroviamo in Gadda con la lingua: maestosità, ricchezza di particolari, ricchezza di decori e soprattutto il contrasto tra luce e buio (chiaroscuro). Gadda deforma l’oggetto, non lo descrive così com’è.
  3. Quando parliamo della questione dei generi capiamo che non possiamo parlare di vero e proprio genere perché Gadda fa una commistione, come se usasse tutti i generi letterari. Gadda non conclude le sue opere, (due culture: scientifica di ingegnere e letteraria). Anche quando parliamo di generi non possiamo applicare a Gadda un genere letterario preciso (tranne il giallo del pasticciaccio).
  4. Quando si parla di espressionismo viene messo in causa anche il dialetto. La ricerca dell’esattezza che fa Gadda e che va in opposizione al titubante e all’impreciso ci porta alle costruzioni metaforiche e metonimiche di gadda per dire la cosa nel più preciso possibile. ovviamente anche la questione del dialetto gadda fa un’operazione opposta a quella che fece Manzoni. Manzoni ando a sciacquare i panni in Arno per poter dare ai promessi sposi quella patina di toscano che lui riteneva imprescindibile in un’opera che sarebbe poi diventata il fondamento scolastico dell’Italia unita, ma in realtà la prima operazione fatta da manzoni era stata quella di utilizzare i il vocabolario italiano milanese e tradurre quelle patina lombarda in italiano. Gadda invece fa l’opposto perche abbiamo un plurilinguismo in gadda, non c’è il tentativo di uniformare e dare una patina unitaria. Questo perche risponde a due funzioni diverse, i

Contraddizione: esprimo il contrario di quello che voglio dire. Portamento malato. Rappresentazione visiva di un battello, contraddizione usata dal narratore. Elemento della simbologia astratta, del trovare una quiete nel libro. Dimensione poetica, alternanza continua tra narrazione diegetica e lirica. Climax che avviene attraverso una prospettiva acustica, percettiva (sordo, perduto, lingue) precipitare in un buio infernale. Eco di Manzoni, esercizio di visione dell’omicidio attraverso i personaggi minori, esercizio di suspance. Entrano in scena i personaggi minori, una comunità di persone. Persone che aiutano la vicenda a procedere. (capitolo 5) il pov viene trasferito in una comunità di persone. Tecnica di rimando, di sottolineatura, digressione. Corporizzazione continua, entra sempre in scena il corpo. Tecnica di digressione: si parla di un argomento diverso rispetto al rapporto madre e figlio. Scrittura sotto censura, contesto antropologico. Dimensione dei contrabbandieri LEZIONE 14 Zona ambigua tra tutori dell’ordine e delinquenti. Lo statuto narrativo è altamente ambiguo, occorre una collaborazione del lettore. Pag 206, tutta una dimensione uditiva. Anche la lingua diventa uno strumento musicale, c’è un’acustica profonda della lingua. Prevalenza delle dentali. Ci sono gli effetti sentimentali di questo, è tutto un gioco di metonimie attraverso più la similitudine (attraverso un sussurro quasi rimpianto). Rimpianto e carezza (dimensione tattile) e brivido. Qualcosa che si trasmette al corpo, è la reazione del corpo il brivido.è la lingua delle piante, sono le piante che parlano, animate da una vitalità romantica (pagina di uno scrittore romantico) (dai pini, dai tigli). Ricognizione: è il grande tema del romanzo, la ricognizione è una pertinenza di quelli dell’istituto, la ricognizione la fanno dei ladri oppure la polizia. È un rafforzare la cognizione del luogo. Notte elemento temporale. Caso in cui il genitivo è tanto oggettivo che soggettivo perché da un lato la ricognizione si compie sulla notte ma anche la ricognizione che la notte compie. La notte è un grande processo di animazione della realtà, è una notte animata e agitata che a sua volta attua un controllo a scopo di cognizione, di conoscenza. Il rapporto tra l’individuo e ciò che l’individuo umanizza e ricava dall’esterno e introietta in sé è un rapporto di osmosi, di scambio continuo. Il vento compie una ronda, un giro di controllo (lo compiono le guardie). Forma di iperbato, di distacco del genitivo dal sostantivo a cui è legato (ronda sotto lontane stelle del vento). Un uscio diventa l’uscio, anafora (ripetizione della stessa parola).il suono non è solo dichiarato am è descritto nel propagarsi nello spazio, la eco del suono che si propaga vero il colle. I suoni descritti hanno una lunga durata, il colpo è invece qualcosa di secco, di unico. Il punto di vista passa ai due.

Nessuno rispose: la costruzione è tutta fondata sul principio di suspence. Viene meno la sostanza umana del dialogo. Questo crea una rottura nella simmetria, nella sequenzialità. L’ideale cinepresa è rivolta all’interiorità dei due, è la loro dubbiosità. Processo di umanizzazione di tutti gli elementi atmosferici, botanici ecc. (tradizione romantica). Infilatosi in casa: gesto di un animale. Indugiare (il vento non puo indugiare). L’importanza della porta-finestra, termine composto ma sono due soglie, doppia soglie. Via coraggio: monologo interiore. Le cose sono oggettive, consecutive, è una descrizione oggettiva. Nulla, nessuno: nulla parola dell’esistenzialismo. Parole composte appartengono alla tradizione lombarda detta vocialesimo. Gelosie a coulisse: parti delle finestre. Attenzione ai dettagli di gadda I vetri apparvero indenni, non c’era stata effrazione. Bazar: enumerazione caotica, niente è in ordine nel 900. Come mai? Poi dei due. Scrittura fenomenologica: è la scrittura che si produce, si dipana senza avere a priori una certezza, senza sapere che cosa dirà. È la scrittura del diario, del taccuino, che si produce mano a mano che agisce. È la metafora ancora del gomitolo; se il gomitolo è molto intricato non sappiamo cosa viene dopo, se non dopo averlo sciolto, e la scrittura è proprio questo meccanismo di scioglimento. È una scrittura interrogativa e non di certezze (“come mai?”), tende al caos. Curiosità stupita, fanciulli: effetto di straniamento letterario. Ancora una volta è un riso che non arriva a suo compimento, che non arriva a sfogarsi. Meccanismo di causa e di effetto che non si realizza: se non ho paura di dormire sola perché mi barrico’ ovviamente expost la spiegazione è che ha paura del figlio, non di ladri. Non c’è consequenzialità. Angoscia: viene letteralmente da angustia che vuol dire strettoia, angoscia è una strettoia dell’interiorità; in tedesco angsc:paura. Altra enumerazione caotica che sfocia in un anacoluto, la tensione dei due che elencano gli oggetti li porta a perdere il soggetto. Termine cosa: coralità del reale, del disordine. Venir meno della logica funzionale (non funzionava). Non convinta di essere sorda: narratore onnisciente. Il bazar diventa un gesto ossessivo, una cerimonia. Sfatare: togliere l’impronta di destino, nella mente della signora siamo in un mondo magico, non vige alcun principio di concatenazione della realtà. Forma del chiasmo: ABBA nessuno, nulla. Scrittura della liturgia con la ripetizione dei sintagmi, forma di preghiera, invocazione che accomuna tutti, la natura, la signora, i due. Tutti questi elementi producono paura. Cosa: deve esaltare Scrittura circolare, non lineare, continua a ripetere. Sono incerti come lo è la scrittura che si aggancia ai sintagmi ripetuti Paesaggio magico, coboldo: gnomo E si ricorda ancora quella notte: PROLESSI