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Carlo Emilio Gadda -, Appunti di Letteratura Italiana

Giornale di guerra e prigionia - Gadda; La madonna dei filosofi – Gadda

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 21/05/2026

g.bianco
g.bianco 🇮🇹

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Carlo Emilio Gadda
Gli altri testi scritti analizzati, compreso lo stesso Diario di Guerra di Gadda, sono
esemplari poetici importanti dal punto di vista estetico ma si possono anche studiare
come documenti del movimento della sensibilità letteraria, poetica e culturale degli
italiani nel corso della guerra e periodo immediatamente successivo.
Adesso vi è un altro capitolo. Restano i giovani, rapporto col fascismo e la sua
prosecuzione.
Ma un aspetto riguardo la temporalità è importante: la confusione dei tempi,
quando la letteratura si occupa del contemporaneo.
Vuol dire che nella consapevolezza degli scrittori nella elaborazione di produzioni
estetiche, può passare del tempo che comporta delle variazioni di progetto, lo
scrittore si accorge di alcune cose, o i tempi di elaborazione non coincidono
con i tempi di pubblicazione, come uno scritto fascista pubblicato in età
repubblicana (Es. Vittorini).
Il racconto della guerra partigiana è un racconto anche simultaneo, ma in simultanea
non ha prodotto capolavori ma propaganda per il morale partigiano. A partire dal ’47
(anno fondamentale per la letteratura italiana) le contraddizioni vissute sono risolte
con una soluzione diversa. Es. “Il sentiero dei nidi di ragno”, la cui prefazione attuale è
del ’64. I capolavori di Fenoglio vengono elaborati negli anni ’60, quindi
successivamente.
Concetto dalla psicanalisi :
Esempio dal caso dell’uomo dei lupi di Freud. Il personaggio protagonista viveva a
Vienna ma era di origine russa. Durante il setting analitico questo soggetto porta dei
sogni e in particolare in uno dice di aver sognato una farfalla striata marrone e gialla
che si sarebbe posata davanti a lui con le ali aperte a v. Richiesto di associare questa
immagine onirica, gli viene in mente la posizione delle gambe aperte di una donna e
inoltre è il 5 a lettere romane (condizione coattiva del soggetto a un certo orario della
giornata). Dopo qualche seduta il soggetto torna su quel sogno e dice che a ripensarci
il colore delle ali ricorda il colore di alcune pere tipiche della sua zona d’origine,
d’inverno stipate in dispensa e di cui era ghiotto da bambino (associazione emotiva
positiva sia in sensualità femminile che in emozione infantile), in russo si dice Grusha.
Poco dopo si ricorda che quello era anche il nome della sua bambinaia, così si capisce
che quello è un modo di percepire in positivo l’essere cullato dalla bambinaia da
bambino.
Questa tecnica analitica sul retroattivo, si basa su un processo teorico definito da
Freud “nachträglich” e da Lacan “après coup”, “dopo il colpo”, poiché si coglie il
significato di qualcosa solo dopo che è accaduto.
Serve per conoscere questi processi culturali, perché è alla base dell’esperienza
traumatica, perché ogni esperienza traumatica acquista significato successivamente.
- Narrazione della Gerusalemme Liberata, Tancredi e Clorinda: “e restò senza/e voce e
moto”. Tancredi che dopo averla uccisa la rivede in altre forme, un meccanismo
psicologico definito coazione a ripetere e che serve a gestire qualcosa che accade e
che non era gestibile. Successivamente nei tic, sogni ecc… si cerca di gestire quel
qualcosa successo nel passato, di restituirvi un senso.
L’esperienza bellica e il fascismo come dittatura si sono ripresentati nel tempo con
ripetitività negativa, questi meccanismi di shock bellico si sono ripresentati non solo
come sintomi soggettivi, ma come fenomeni culturali che “après coup” tentano di dare
senso a qualcosa di successo precedentemente.
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Carlo Emilio Gadda Gli altri testi scritti analizzati, compreso lo stesso Diario di Guerra di Gadda, sono esemplari poetici importanti dal punto di vista estetico ma si possono anche studiare come documenti del movimento della sensibilità letteraria, poetica e culturale degli italiani nel corso della guerra e periodo immediatamente successivo. Adesso vi è un altro capitolo. Restano i giovani, rapporto col fascismo e la sua prosecuzione. Ma un aspetto riguardo la temporalità è importante: la confusione dei tempi, quando la letteratura si occupa del contemporaneo. Vuol dire che nella consapevolezza degli scrittori nella elaborazione di produzioni estetiche, può passare del tempo che comporta delle variazioni di progetto, lo scrittore si accorge di alcune cose, o i tempi di elaborazione non coincidono con i tempi di pubblicazione, come uno scritto fascista pubblicato in età repubblicana (Es. Vittorini). Il racconto della guerra partigiana è un racconto anche simultaneo, ma in simultanea non ha prodotto capolavori ma propaganda per il morale partigiano. A partire dal ’ (anno fondamentale per la letteratura italiana) le contraddizioni vissute sono risolte con una soluzione diversa. Es. “Il sentiero dei nidi di ragno”, la cui prefazione attuale è del ’64. I capolavori di Fenoglio vengono elaborati negli anni ’60, quindi successivamente. Concetto dalla psicanalisi: Esempio dal caso dell’uomo dei lupi di Freud. Il personaggio protagonista viveva a Vienna ma era di origine russa. Durante il setting analitico questo soggetto porta dei sogni e in particolare in uno dice di aver sognato una farfalla striata marrone e gialla che si sarebbe posata davanti a lui con le ali aperte a v. Richiesto di associare questa immagine onirica, gli viene in mente la posizione delle gambe aperte di una donna e inoltre è il 5 a lettere romane (condizione coattiva del soggetto a un certo orario della giornata). Dopo qualche seduta il soggetto torna su quel sogno e dice che a ripensarci il colore delle ali ricorda il colore di alcune pere tipiche della sua zona d’origine, d’inverno stipate in dispensa e di cui era ghiotto da bambino (associazione emotiva positiva sia in sensualità femminile che in emozione infantile), in russo si dice Grusha. Poco dopo si ricorda che quello era anche il nome della sua bambinaia, così si capisce che quello è un modo di percepire in positivo l’essere cullato dalla bambinaia da bambino. Questa tecnica analitica sul retroattivo , si basa su un processo teorico definito da Freud “nachträglich” e da Lacan “après coup”, “dopo il colpo”, poiché si coglie il significato di qualcosa solo dopo che è accaduto. Serve per conoscere questi processi culturali, perché è alla base dell’esperienza traumatica, perché ogni esperienza traumatica acquista significato successivamente.

  • Narrazione della Gerusalemme Liberata, Tancredi e Clorinda: “e restò senza/e voce e moto”. Tancredi che dopo averla uccisa la rivede in altre forme, un meccanismo psicologico definito coazione a ripetere e che serve a gestire qualcosa che accade e che non era gestibile. Successivamente nei tic, sogni ecc… si cerca di gestire quel qualcosa successo nel passato, di restituirvi un senso. L’esperienza bellica e il fascismo come dittatura si sono ripresentati nel tempo con ripetitività negativa, questi meccanismi di shock bellico si sono ripresentati non solo come sintomi soggettivi, ma come fenomeni culturali che “après coup” tentano di dare senso a qualcosa di successo precedentemente.
  • (domanda) Riferimento a “Eros e Priapo” di Gadda, per una relazione e reazione ai meccanismi messi in moto dal fascismo. Giornale di guerra e prigionia - Gadda Nel registrare qualcosa del 9 settembre 1915 ricorda altro:

L'assalto a Monticelli tentato il 25 luglio fallì non ostante l'ottima condotta della

truppa. Pare poi che i cannoni nostri abbiano sparato sugli alpini, […]: il colonnello x

dispose male le piccole guardie, mantenendosi con tutta la truppa sul fondo valle. Un

attacco improvviso gli procurò gravi perdite; egli affrontò la morte con stoicismo,

immolandosi.

A me mi vien voglia di regalargli del porco, se ciò fosse vero: la patria, o bestia porca,

non vuole la tua vita per il gusto di annoverare un valoroso di più: vuole la tua

costante vigilanza, il tuo pensiero, la tua riflessione, l'analisi, il calcolo. E tu, pigro, ti

mantieni in fondo alla valle, cosa che qualunque asino vede come pericolosa, e poi fai

l'eroe: potevi vincere e romper le corna al nemico, e hai perduto credendo di fare il

Leonida. Noi non abbisogniamo di Termopili, vogliamo Magenta e Solferino. Se insisto

su queste cose perché realmente le cause delle disfatte, del malessere, della

impotenza, non sono cause profonde e indecifrabili come taluno si dà a credere;

queste cause risiedono nella disattenzione, nella avventatezza, nella fiducia che tutto

riesca per fortuna ciò che deve riuscire per calcolo, nella pigrizia intellettuale dei

Zimarroni ricchi d'argenterie che giocano alla guerra come giocherebbero a tressette.

E questo mio sospetto, molte volte accertato nelle cose non militari, non è recente e

momentaneo, ma antico e presente nel mio spirito: non crediamo che siano arcani i

mali, no: i mali vengono per lo più da asineria.

Il giovane Gadda insiste sulla guerra come esperienza di analisi e calcolo, questo è un aspetto fondamentale de rapporto di Gadda con il reale, poiché è sempre orientato sull’analisi.

Chissà quelle mucche gravide, quegli acquosi pancioni di ministri e di senatori e di

direttori e di generaloni: chissà come crederanno di avere provveduto alle sorti del

paese con i loro discorsi, visite al fronte, interviste, ecc. Ma guardino, ma vedano, ma

pensino come è calzato il 5° Alpini! Ma Salandra, ma quello scemo balbuziente d’un

re, ma quei duchi e quei deputati che vanno «a veder le trincee», domandino conto a

noi, a me, del come sono calzati i miei uomini: e mi vedrebbe il re, mi vedrebbe

Salandra uscir dai gangheri e farmi mettere agli arresti in fortezza: ma parlerei franco

e avrei la coscienza tranquilla. Ora tutti declinano la responsabilità: i fornitori di

materiali, i collaudatori ai fornitori, gli ufficiali superiori agli inferiori, attribuiscono la

colpa; tutti si levano dal proprio posto quando le responsabilità stringono. E’ ora di

finirla: è ora di impiccare chi rovina il paese. Non mi darò pace se non avrò fatto

qualche cosa e alla prima occasione farò.

E poi:

La macchia finalmente si diradò: c’erano, lì nella radura, delle gran belle ragazze: più

discosto un gruppo, dove doveva esserci il generale.

Descrizione del generale:

Difatti, ecco: lo ravvisai Si compiaceva di allocuzioni solenni e vi mescolava i gelidi

lirismi circa il dovere, cavati dal regolamento di disciplina, a frasi che riteneva

pregevoli e rare, dell’ultima moda giornalistica, venutegli ad orecchio nel leggere i

quotidiani. E vi accozzava il ricordo di alcuni fatti storici, noti ai maestri elementari,

con quello di alcuni episodî non meno storici, noti a lui solo, che ne era stato il

consapevole protagonista. E vi legava alcuni stenti di parola, da piccolo borghese in

sussiego domenicale, con alcune volute magniloquenti da celebratore ufficiale di

anniversari. Il tutto era tenuto in sesto da potenti e imprevedibili strafalcioni: e nel

groviglio spiraloide degli anacoluti e delle consecutive sbagliate e nell’intrico delle

concordanze ad sensum gli veniva combinato d’involgere siffattamente gli ascoltatori,

che questi, fidenti in un migliore domani, lì per lì si davan per vinti, rinunciavano al

significato generale, si contentavano di afferrare, passo passo, le bellezze dei dettagli.

Per conoscere la realtà complessa, agita da forze per lo più non visibili, occorre una rappresentazione linguistica complessa, ma questa implica il controllo della lingua: il mancato controllo della lingua fa sfuggire di mano la realtà. Questo generale di artiglieria durante la guerra ha causato migliaia di morti per un errore cognitivo/linguistico nella mancata distruzione di un ponte. Il riferimento è duplice in gadda: da una parte l’espressione “testa di ponte”, che significa? “È necessario creare una testa di ponte”: creare una squadra/un individuo che connette con una zona lontana per un passaggio di informazione. Gadda mette in rilievo lo sbaglio del generale, che credeva che la testa di ponte fosse un ponte stesso e non un gruppo di uomini nemici. Cesare nel “De bello gallico” parla dell’attacco a Vercingetorige e parla di una costruzione di un ponte per l’attraversamento dell’esercito e sorprendere i nemici che si sentivano al sicuro. Il fiume è impetuoso per il disgelo della primavera, così costruisce il ponte sfruttando la corrente del fiume come energia, mettendo dei fusti di legno che sfruttano questa energia, da cui la velocità della costruzione. Importante come l’insegnamento di Cesare sia nella capacità di lettura e sfruttamento della realtà.

Spaventosi ululati apparvero dal remoto. Orribili esplosioni avvennero nella valle e nel

monte. Altre, celeri e fitte, a mezz‟aria, nere, bianche, implacabili. La terra succhia i

granelli degli shrapnels e dai crateri dei trecentocinque prorompono mostruosi

proietti. Le colonne rifornitrici si rompono, come tendini recisi dal coltello: i muli si

spargono, le casse si sventrano, mani disperate si levano a difendere gli occhi e la

fronte. La severità e l‟ira terribile di un io non più nostro determina ora ogni attimo

della conoscenza: la continuità legatrice delle rappresentazioni sembra smarrirsi: non

esiste il volere, sola vigendo una necessità ignorata. Che cosa portate, portantini

esausti, invidiando alla forma distesa la sua pesante immobilità? Perché siete lividi

come la morte, le mani con le nocche abràse che fanno sangue, con vesti lacere, col

colletto slacciato?

Emblematica l’esperienza di guerra spiegata in Gadda. Quando è nel pieno, racconta i fattarelli, ma quando è dopo, ovvero nel ’26, la narrazione ex post al centro mette il disagio collettivo del combattente. Il combattente non capisce niente di dove sta, nella macchina coscienziale del soldato il soggetto si sfarina. In Rubé il soggetto si sfalda successivamente nella massa che lo travolge. La guerra è una esperienza di impossibilità di operare nel reale, nella battaglia non si sintetizza, è tutto troppo più grande. Come si fa un racconto così?

Ma, fra i cubi delle roccie divelte, atroci brandelli, maschere tumefatte, costringono i

nostri occhi in una fissità perversa ed orrenda

Narrazione dei brandelli e delle maschere tumefatte dei soldati che sono morti intorno a lui, si osservano, si fissano quei corpi non più corpi, è una fissità perversa perché c’è una sorta di compiacimento (Canetti e il sopravvissuto) ma percepisci l’orrore di un corpo disfatto e diverso dal tuo ancora unito. Una impossibilità: come si racconta? Seconda impossibilità: come fai a non ricordare? Sono le due impossibilità alla base della narrazione di guerra. Come si sintetizza un’esperienza così immersiva, qual è la forma adeguata di un qualcosa senza forma nemmeno mentre accadeva. D’altra parte come si fa a dimenticare che un tuo commilitone, tuo amico, ha perso la faccia accanto a te?