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Appunti Plinio il Giovane, Appunti di Latino

Appunti per il liceo su Plinio il Giovane

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 09/03/2026

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Isabella_Santucci13 🇮🇹

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Plinio il giovane (61/62-114)
Plinio il giovane nasce a Como nel 61/62 d.C., dopo i primi studi compiuti qui, si reca a Roma dove coltivò
amicizie letterarie e filosofiche e approfittò della sua posizione sociale e di conoscenze influenti per
intraprendere una carriera politica che attraversa i regni di Domiziano , Nerva , Traiano .
Nell’81 ottiene il tribunato militare in Siria
Nell’89 ottiene la questura
Nel 93 ottiene la pretura
Nel 100 ottiene il consolato in Ponto e Bitinia
Morì probabilmente nel 110 in Bitinia o subito dopo il ritorno a Roma. Parallelamente alle cariche ufficiali
esercitò la carriera di avvocato: insieme a Tacito vinse il processo contro il proconsole Mario Prisco.
Plinio il giovane scrive il Panegirico a Traiano”, che lui stesso definisce gratiarum actio”: un
ringraziamento dei consoli all’entrata in carica, probabilmente già in uso in età repubblicana, rivolto agli dèi,
ma durante l’impero si trasformò in un omaggio all'imperatore. Plinio diventa console nel 100 e recita la
gratiarum actio in senato per Traiano. Quest’ opera è una delle poche orazioni di età imperiale (genere
dell’orazione epidittica). Il tema centrale è quello del rapporto tra principe e senatori: Traiano rispettando le
tradizioni senatorie aveva reso possibile la libertas come obsequium.
“Ci comandi di essere liberi, lo saremo” da questa frase emerge la libertà come comando, tutto è subordinato
alla clementia del princeps, e proprio per questa sua clementia è stato possibile instaurare un rapporto
equilibrato tra senato e sovrano.
Il discorso é sostanzialmente rivolto a Traiano, ma l’esordio e il prologo sono designati al senato. Nell’accordo
tra imperatore e senatori, il progetto sembra quello di una monarchia costituzionale. Plinio poi si muove tra la
lode del presente e l’ammonimento per il futuro dicendo “persevera, Cesare, in questo tuo metodo di vita”.
L’opera doveva essere caratterizzata da varietas per suscitare l’interesse del lettore per fatti già conosciuti, ma
sul piano della varietas è stato un fallimento dato che l’opera è spesso criticata per monotonia ed eccessiva
lunghezza.
Plinio si dedica anche all’Epistolario, e nell’epistola I,1, dedicata a Setticio Claro, ci illustra l’origine
dell’opera e ci dice che Setticio lo ha spinto a raccogliere e pubblicare le sue lettere senza metterle in ordine
cronologico dato che non si trattava di un’opera storica, anche se probabilmente c’è stata una revisione
stilistica. È composto da 10 libri contenenti 247 lettere (i primi 9), l’ultimo ne contiene 121. In queste 247
lettere si distinguono tre tipologie fondamentali:
1. lettere legate a motivazioni pratiche
2. lettere nate da relazioni sociali
3. lettere corrispondenti agli excursus codificati dalla retorica quintilianea.
Sappiamo che Plinio è stato un allievo di Quintiliano che lo forma sulla retorica dei suoi tempi: ad esempio era
favorevole alle recitationes, cioè alla lettura di discorsi fittizi che facevano parte della preparazione retorica. Le
epistole più celebri sono quelle di carattere narrativo dedicate a Tacito, sulla morte di Plinio il Vecchio. Nel
decimo libro sono raccolte le lettere che Plinio scrisse a Traiano dapprima come senatore e poi come
governatore della Bitinia, insieme alle risposte dell’imperatore. Tra le lettere della Bitinia particolare interesse
hanno quelle sul problema politico e giudiziario costituito dai cristiani.
Mentre nei primi 9 libri prevale la paratassi e la varietas di temi, nell’ultimo prevale ipotassi e uno stile
cavalleresco. Plinio, pur biasimando il cristianesimo comesuperstitionem pravam, immodicam” esita sulla
condanna a morte di persone di ogni sesso e età. Traiano lo invita a proseguire come aveva fatto finora,
condannando solo chi non rinnega la propria fede. Questa lettera testimonia la vasta diffusione delle comunità
cristiane orientali, fino a poco prima, ancora confuse con quelle giudaiche.
I modelli:
Epistolario di Cicerone per il legame con la vita pratica ed affettiva
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Plinio il giovane (61/62-114)

Plinio il giovane nasce a Como nel 61/62 d.C., dopo i primi studi compiuti qui, si reca a Roma dove coltivò amicizie letterarie e filosofiche e approfittò della sua posizione sociale e di conoscenze influenti per intraprendere una carriera politica che attraversa i regni di Domiziano , Nerva , Traiano.  Nell’81 ottiene il tribunato militare in Siria  Nell’89 ottiene la questura  Nel 93 ottiene la pretura  Nel 100 ottiene il consolato in Ponto e Bitinia Morì probabilmente nel 110 in Bitinia o subito dopo il ritorno a Roma. Parallelamente alle cariche ufficiali esercitò la carriera di avvocato: insieme a Tacito vinse il processo contro il proconsole Mario Prisco. Plinio il giovane scrive il “ Panegirico a Traiano ”, che lui stesso definisce “ gratiarum actio ”: un ringraziamento dei consoli all’entrata in carica, probabilmente già in uso in età repubblicana, rivolto agli dèi, ma durante l’impero si trasformò in un omaggio all'imperatore. Plinio diventa console nel 100 e recita la gratiarum actio in senato per Traiano. Quest’ opera è una delle poche orazioni di età imperiale (genere dell’ orazione epidittica ). Il tema centrale è quello del rapporto tra principe e senatori: Traiano rispettando le tradizioni senatorie aveva reso possibile la libertas come obsequium. “Ci comandi di essere liberi, lo saremo”  da questa frase emerge la libertà come comando, tutto è subordinato alla clementia del princeps, e proprio per questa sua clementia è stato possibile instaurare un rapporto equilibrato tra senato e sovrano. Il discorso é sostanzialmente rivolto a Traiano, ma l’esordio e il prologo sono designati al senato. Nell’accordo tra imperatore e senatori, il progetto sembra quello di una monarchia costituzionale. Plinio poi si muove tra la lode del presente e l’ammonimento per il futuro dicendo “persevera, Cesare, in questo tuo metodo di vita”. L’opera doveva essere caratterizzata da varietas per suscitare l’interesse del lettore per fatti già conosciuti, ma sul piano della varietas è stato un fallimento dato che l’opera è spesso criticata per monotonia ed eccessiva lunghezza. Plinio si dedica anche all’ Epistolario , e nell’epistola I,1, dedicata a Setticio Claro , ci illustra l’origine dell’opera e ci dice che Setticio lo ha spinto a raccogliere e pubblicare le sue lettere senza metterle in ordine cronologico dato che non si trattava di un’opera storica, anche se probabilmente c’è stata una revisione stilistica. È composto da 10 libri contenenti 247 lettere (i primi 9), l’ultimo ne contiene 121. In queste 247 lettere si distinguono tre tipologie fondamentali:

  1. lettere legate a motivazioni pratiche
  2. lettere nate da relazioni sociali
  3. lettere corrispondenti agli excursus codificati dalla retorica quintilianea. Sappiamo che Plinio è stato un allievo di Quintiliano che lo forma sulla retorica dei suoi tempi: ad esempio era favorevole alle recitationes , cioè alla lettura di discorsi fittizi che facevano parte della preparazione retorica. Le epistole più celebri sono quelle di carattere narrativo dedicate a Tacito, sulla morte di Plinio il Vecchio. Nel decimo libro sono raccolte le lettere che Plinio scrisse a Traiano dapprima come senatore e poi come governatore della Bitinia, insieme alle risposte dell’imperatore. Tra le lettere della Bitinia particolare interesse hanno quelle sul problema politico e giudiziario costituito dai cristiani. Mentre nei primi 9 libri prevale la paratassi e la varietas di temi, nell’ultimo prevale ipotassi e uno stile cavalleresco. Plinio, pur biasimando il cristianesimo come “ superstitionem pravam, immodicam ” esita sulla condanna a morte di persone di ogni sesso e età. Traiano lo invita a proseguire come aveva fatto finora, condannando solo chi non rinnega la propria fede. Questa lettera testimonia la vasta diffusione delle comunità cristiane orientali, fino a poco prima, ancora confuse con quelle giudaiche. I modelli:  Epistolario di Cicerone per il legame con la vita pratica ed affettiva

 Sermones Oraziani  Epistole filosofiche di Seneca  Poesia epigrammatica di Marziale per l’attenzione alla società contemporanea