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Appunti per il liceo su Plinio il Giovane
Tipologia: Appunti
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Plinio il giovane nasce a Como nel 61/62 d.C., dopo i primi studi compiuti qui, si reca a Roma dove coltivò amicizie letterarie e filosofiche e approfittò della sua posizione sociale e di conoscenze influenti per intraprendere una carriera politica che attraversa i regni di Domiziano , Nerva , Traiano. Nell’81 ottiene il tribunato militare in Siria Nell’89 ottiene la questura Nel 93 ottiene la pretura Nel 100 ottiene il consolato in Ponto e Bitinia Morì probabilmente nel 110 in Bitinia o subito dopo il ritorno a Roma. Parallelamente alle cariche ufficiali esercitò la carriera di avvocato: insieme a Tacito vinse il processo contro il proconsole Mario Prisco. Plinio il giovane scrive il “ Panegirico a Traiano ”, che lui stesso definisce “ gratiarum actio ”: un ringraziamento dei consoli all’entrata in carica, probabilmente già in uso in età repubblicana, rivolto agli dèi, ma durante l’impero si trasformò in un omaggio all'imperatore. Plinio diventa console nel 100 e recita la gratiarum actio in senato per Traiano. Quest’ opera è una delle poche orazioni di età imperiale (genere dell’ orazione epidittica ). Il tema centrale è quello del rapporto tra principe e senatori: Traiano rispettando le tradizioni senatorie aveva reso possibile la libertas come obsequium. “Ci comandi di essere liberi, lo saremo” da questa frase emerge la libertà come comando, tutto è subordinato alla clementia del princeps, e proprio per questa sua clementia è stato possibile instaurare un rapporto equilibrato tra senato e sovrano. Il discorso é sostanzialmente rivolto a Traiano, ma l’esordio e il prologo sono designati al senato. Nell’accordo tra imperatore e senatori, il progetto sembra quello di una monarchia costituzionale. Plinio poi si muove tra la lode del presente e l’ammonimento per il futuro dicendo “persevera, Cesare, in questo tuo metodo di vita”. L’opera doveva essere caratterizzata da varietas per suscitare l’interesse del lettore per fatti già conosciuti, ma sul piano della varietas è stato un fallimento dato che l’opera è spesso criticata per monotonia ed eccessiva lunghezza. Plinio si dedica anche all’ Epistolario , e nell’epistola I,1, dedicata a Setticio Claro , ci illustra l’origine dell’opera e ci dice che Setticio lo ha spinto a raccogliere e pubblicare le sue lettere senza metterle in ordine cronologico dato che non si trattava di un’opera storica, anche se probabilmente c’è stata una revisione stilistica. È composto da 10 libri contenenti 247 lettere (i primi 9), l’ultimo ne contiene 121. In queste 247 lettere si distinguono tre tipologie fondamentali:
Sermones Oraziani Epistole filosofiche di Seneca Poesia epigrammatica di Marziale per l’attenzione alla società contemporanea