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appunti plinio il giovane, Appunti di Latino

appunti su vita, opere, stile di Plinio il giovane

Tipologia: Appunti

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PLINIO IL GIOVANE
La vita e le opere perdute
Gaio Cecilio Plinio Secondo
esponente di spicco dell'oratoria e dell'epistolografia in età traianea
Nacque 61 / 62 d.C. a Novum Comum (oggi Como)
fu adottato dallo zio Plinio il Vecchio
Studiò a Roma e fu allievo di Quintiliano, il più illustre retore dell’epoca
brillante carriera politica rivestendo varie cariche sotto Domiziano
giungendo al consolato (come consul suffectus) sotto Traiano, nell'anno 100—>Amico
personale dell’imperatore=> lo volle nel suo consilium principis, nel 110 o 111 fu da lui
nominato legato (ossia governatore) in Bitinia
dove mori nel 112 o nel 113—> ultime lettere che scrisse a Traiano dalla provincia.
Oratore molto rinomato—> discorsi giudiziari ed epidittici non pervenuti
Scrisse inoltre elegie ed epigrammi inserendosi deliberatamente nella tradizione della
poesia come lusus ("passatempo, svago”)
dato esempio molti personaggi illustri fra i quali Cicerone, suo modello principale anche
in campo oratorio ed epistolografico.
Il Panegirico di Traiano
L'unica orazione di Plinio conservata —> il discorso di ringraziamento (gratiarum actio)
che egli, secondo l'uso, pronunciò in Senato assumendo la carica di console e che poi
rielaborò e ampliò per pubblicarlo
—>vero e proprio panegirico dell'imperatore e con questo titolo fu conosciuto =>assunto
a modello di letteratura encomiastica
1. Traiano viene presentato all'inizio come un grande dono fatto dagli dei ai Romani—>
voluto dalla volontà divina per il bene dell'impero
dotato di qualità che lo rendono assai simile a una divinità, anche se egli, nella sua
modestia e nel suo rispetto delle istituzioni, non pretende (come Domiziano) onori divini
2. Vengono poi rievocate le vicende che portarono alla sua elezione all’impero—> elogia
il metodo della successione per adozione, che consente di scegliere il migliore tra i
cittadini
3. esaltate le straordinarie qualità di Traiano come comandante militare, la sua generosità
e munificenza, la sua affabilità e modestia
4. Alle colpe e ai delitti di Domiziano, presentato come un bieco tiranno, VS
contrappone le eccelse virtù, pubbliche e private, e i saggi provvedimenti dell'optimus
princeps
5. il massimo risalto al rispetto dimostrato da Traiano per le magistrature e per il Senato,
sottolineando la perfetta armonia che regna tra il principe e i senatori, a cui sono
finalmente assicurate la dignitas e la securitas
VS Mentre Domiziano odiava coloro che erano stimati e amati dal Senato
—>evidente che tra gli scopi principali vi è quello di incoraggiare la politica filosenatoria
di Traiano, che garantisce onori e privilegi alla classe a cui egli stesso appartiene.
evidente che egli riconosce all’imperatore il diritto di esercitare un potere assoluto
—>l’antica libertas che Traiano avrebbe ripristinato, Plinio la presenta come un dono
gratuito, frutto della straordinaria generosità del sovrano
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PLINIO IL GIOVANE

La vita e le opere perdute

  • Gaio Cecilio Plinio Secondo
  • esponente di spicco dell'oratoria e dell'epistolografia in età traianea
  • Nacque 61 / 62 d.C. a Novum Comum (oggi Como)
  • fu adottato dallo zio Plinio il Vecchio
  • Studiò a Roma e fu allievo di Quintiliano, il più illustre retore dell’epoca
  • brillante carriera politica rivestendo varie cariche sotto Domiziano
  • giungendo al consolato (come consul suffectus) sotto Traiano, nell'anno 100—>Amico personale dell’imperatore=> lo volle nel suo consilium principis, nel 110 o 111 fu da lui nominato legato (ossia governatore) in Bitinia
  • dove mori nel 112 o nel 113—> ultime lettere che scrisse a Traiano dalla provincia.
  • Oratore molto rinomato—> discorsi giudiziari ed epidittici non pervenuti
  • Scrisse inoltre elegie ed epigrammi inserendosi deliberatamente nella tradizione della poesia come lusus ("passatempo, svago”)
  • dato esempio molti personaggi illustri fra i quali Cicerone, suo modello principale anche in campo oratorio ed epistolografico. Il Panegirico di Traiano
  • L'unica orazione di Plinio conservata —> il discorso di ringraziamento (gratiarum actio) che egli, secondo l'uso, pronunciò in Senato assumendo la carica di console e che poi rielaborò e ampliò per pubblicarlo
  • —>vero e proprio panegirico dell'imperatore e con questo titolo fu conosciuto =>assunto a modello di letteratura encomiastica
    1. Traiano viene presentato all'inizio come un grande dono fatto dagli dei ai Romani—>
  • voluto dalla volontà divina per il bene dell'impero
  • dotato di qualità che lo rendono assai simile a una divinità, anche se egli, nella sua modestia e nel suo rispetto delle istituzioni, non pretende (come Domiziano) onori divini
    1. Vengono poi rievocate le vicende che portarono alla sua elezione all’impero—> elogia il metodo della successione per adozione, che consente di scegliere il migliore tra i cittadini
    1. esaltate le straordinarie qualità di Traiano come comandante militare, la sua generosità e munificenza, la sua affabilità e modestia
    1. Alle colpe e ai delitti di Domiziano, presentato come un bieco tiranno, VS
  • contrappone le eccelse virtù, pubbliche e private, e i saggi provvedimenti dell'optimus princeps
    1. il massimo risalto al rispetto dimostrato da Traiano per le magistrature e per il Senato, sottolineando la perfetta armonia che regna tra il principe e i senatori, a cui sono finalmente assicurate la dignitas e la securitas
  • VS Mentre Domiziano odiava coloro che erano stimati e amati dal Senato
  • —>evidente che tra gli scopi principali vi è quello di incoraggiare la politica filosenatoria di Traiano, che garantisce onori e privilegi alla classe a cui egli stesso appartiene.
  • evidente che egli riconosce all’imperatore il diritto di esercitare un potere assoluto —>l’antica libertas che Traiano avrebbe ripristinato, Plinio la presenta come un dono gratuito, frutto della straordinaria generosità del sovrano
  • —> concezione piuttosto singolare della libertà, sottoposta alla guida e alla tutela del principe, addirittura imposta da lui
  • confronto con il De clementia di Seneca (un'altra opera che, elogiando l'imperatore regnante, delinea al tempo stesso la figura del sovrano ideale -> p. 61) VS
  • Plinio si limita ad approvare incondizionatamente la politica traianea
  • lo stile vuole essere sublime, come si addice all'eloquenza epidittica, alla solennità della situazione e alla persona del destinatario
  • risulta però spesso ridondante, iperbolico, magniloquente ed enfatico
  • le tendenze di una letteratura cortigiana, sempre insidiata dagli eccessi dell'amplificatio retorica. L’epistolario
  • È una raccolta di epistole in dieci libri (Epistularum libri X)
  • I - IX contengono lettere agli amici che l'autore scrisse quando parti per la Bitinia
  • circa 250 epistole rivolte a più di 100 destinatari (i più illustri dei quali sono Tacito e Svetonio)
  • Il libro X invece contiene un carteggio ufficiale tra Plinio e l'imperatore Traiano: sono in tutto 124 lettere risalenti nella grande maggioranza al periodo del governatorato in Bitinia (110-111 al 112-113)
  • le lettere dell'ultimo libro, che vertono su questioni amministrative, hanno carattere ufficiale e documentario
  • quelle agli amici costituiscono un tipico epistolario letterario, cioe scritto espressamente in vista della pubblicazione
  • Si tratta di lettere scritte per essere pubblicate
  • Con l'espressione «scritte un po' più accuratamente» (paulo curatius), per la loro eleganza formale, a inserirsi nel letterariamente filone del genere epistolografico, che aveva avuto a Roma il suo principale esponente in Cicerone
  • E probabile che in buona parte le lettere siano state effettivamente inviate ai destinatari
  • certamente reali sono le circostanze concrete (avvenimenti storici, fatti di cronaca quotidiana) a cui fanno riferimento
  • Ma certo molte tra le epistole più ampie e più accurate stilisticamente (narrazioni, descrizioni, sviluppi di luoghi comuni) furono scritte direttamente ed esclusivamente per essere pubblicate
  • L'ordine non appare del tutto casuale (come vuol far credere Plinio nella dedica che abbiamo citato), ma sembra piuttosto ispirato al criterio della varietas degli argomenti e delle situazioni.
  • —> con tale varietà l'autore cerca di compensare una certa ripetitività, che riflette la monotonia della vita che egli conduce
  • Plinio si propone infatti di tracciare, sulle orme di Cicerone, un quadro ampio e animato delle sue attività pubbliche e private, e insieme del periodo storico e dell'ambiente sociale cui appartiene
  • si rende conto che le vicende in cui è immerso non hanno il rilievo e l'interesse, spesso drammatico, di quelle rispecchiate nelle lettere del suo predecessore
  • alla scrupolosa dipendenza di Plinio dalle direttive imperiali, alle sue incertezze, dovute alla costante preoccupazione di sbagliare, fa riscontro l'energica e talora sbrigativa sicurezza dell'imperatore, il cui modo di esprimersi semplice e conciso rispecchia