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appunti Plinio il Giovane completi, Appunti di Latino

appunti Plinio il Giovane prof. Rombolà liceo scientifico

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 20/01/2025

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PLINIO IL GIOVANE
BIOGRAFIA:
Come lo zio, nacque a Como tra il 61 e il 62 d.C. era rimasto orfano del padre. Alla morte del padre la sua educazione fu affidata
allo zio materno Plinio il Vecchio, che lo adottò, gli diede il proprio nome e lo portò con sé a Roma dove frequentò la scuola del
celebre oratore e scrittore Quintiliano. Infatti, pronunciò delle orazioni forensi di cui è rimasto solo qualche frammento. Rispetto
alla sua immensa produzione, ci sono pervenute solo poche opere: il PANEGYRICUS e L’EPISTOLARIO.
Era un uomo molto colto e raffinato, proveniva da una famiglia agiata, ricoprì diversi incarichi militari diventando prima tribuno
militare e poi iniziò il cursus honorum: divenne questore, pretore e nel 100 d.C. fu console. Durante l'elezione a console
pronunciò un famoso discorso celebrativo dedicato all'imperatore Traiano, che gli aveva attribuito questa carica ed è il
PANEGYRICUS (Panegirico di Traiano).
Nel 111 d.C. fu nominato dall'imperatore legato consolare (governatore) nella provincia del Ponto e della Bitinia, in Asia
Minore, durante il quale affrontò questioni delicate. Testimonianza di questo suo governo nel Ponto e in Bitinia è un fitto
carteggio tra l'imperatore e l'autore, che costituisce il decimo libro del suo epistolario.
Probabilmente morì in Bitinia intorno al 113.
PANEGYRICUS
Tra i vari discorsi appartiene al genere epidittico o celebrativo (i generi dell'oratoria erano 3 oratoria politica, giudiziaria,
epidittica-celebrativa).
Panegyricus deriva dal greco pân ‘tutto’ e ágyris (pronuncia=agheero) ‘radunare' quindi significa raduno di tutti. I panegirici
erano dei discorsi celebrativi che venivano pronunciati durante le feste panelleniche che riunivano tutti i greci come i giochi
panellenici, le Olimpiadi, ecc.
Il Panegirico nella letteratura latina diventa un vero e proprio discorso di encomio e di elogio nei confronti di qualcuno.
Il Panegirico di Plinio il giovane è un encomio verso Traiano, che l'autore si sente di ringraziare perché è stato eletto console
nell'anno 100: è un discorso che è stato rielaborato nella forma, per cui il discorso che noi leggiamo non è quello
originariamente pronunciato, perché Plinio si sentiva di consegnare le proprie opere in una veste raffinata, erudita, rivista,
rispetto alle opere che aveva composto di getto; viene lodato l'imperatore Traiano, considerato da Plinio l'optimus princeps.
Domiziano muore nel 96 d.c. a lui succede Nerva (eletto dai senatori) che rimane in carica solo 2 anni dal 96 al 98 e decide che il
suo successore sarebbe stato Traiano. Inizia il principato per adozione ovvero l’imperatore è scelto dal suo predecessore. Per cui
Nerva adotta Traiano con cui inizia la dinastia degli Antonini: Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio e Commodo.
Nella maggior parte dei casi sono tutti imperatori illuminati: Traiano viene definito optimus princeps, Adriano si dedica al
consolidamento dell'impero (vallo di Adriano, i limes tra l'impero e i germani), Marco Aurelio è l'imperatore filosofo che
appartiene alla nuova stoà e l'ultimo imperatore è Commodo, il figlio di marco Aurelio con il quale si interrompe il principio per
adozione, con un ritorno al principio dinastico e assistiamo ad un’involuzione di tipo autocratico.
Plinio Il Giovane ringrazia Traiano per averlo eletto console e per le qualità e le doti morali dell'imperatore che ne esaltano la
modestia, poiché Traiano aveva assunto poche volte la carica di console, al contrario di Domiziano che ne aveva abusato.
Plinio pone la figura di Traiano a confronto con Domiziano, che fu il tiranno predecessore: Domiziano era stato imperatore per
ragioni dinastiche, mentre Traiano era stato imperatore per adozione per una libera scelta dovuta alle sue qualità.
GL I E PLI STU LAR UM LIBRI
L'epistolario è abbastanza cospicuo perché comprende 10 libri: i primi 9 sono dedicati all’amico Setticio Claro e riguardano
lettere di qualsiasi tipo realmente inviate a dei destinatari e il 10° libro, pubblicato postumo, contiene lo scambio epistolare tra
l'autore e l'imperatore Traiano quando Plinio si trovava in Bitinia.
Nelle lettere vige il principio della varietas, sono organizzate in modo variegato per rendere conto della sua conoscenza di diversi
temi.
Soprattutto nei primi 9, Plinio teneva sempre con sé, dopo aver spedito una lettera, una copia della lettera perché a distanza di
tempo la rivedeva sul piano stilistico, poiché ci teneva a consegnare di sé a un'immagine perfetta e idealizzata, avendo
pensato alla pubblicazione del suo epistolario.
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PLINIO IL GIOVANE

BIOGRAFIA:

Come lo zio, nacque a Como tra il 61 e il 62 d.C. era rimasto orfano del padre. Alla morte del padre la sua educazione fu affidata allo zio materno Plinio il Vecchio, che lo adottò , gli diede il proprio nome e lo portò con sé a Roma dove frequentò la scuola del celebre oratore e scrittore Quintiliano. Infatti, pronunciò delle orazioni forensi di cui è rimasto solo qualche frammento. Rispetto alla sua immensa produzione, ci sono pervenute solo poche opere: il PANEGYRICUS e L’EPISTOLARIO. Era un uomo molto colto e raffinato, proveniva da una famiglia agiata , ricoprì diversi incarichi militari diventando prima tribuno militare e poi iniziò il cursus honorum : divenne questore, pretore e nel 100 d.C. fu console. Durante l'elezione a console pronunciò un famoso discorso celebrativo dedicato all'imperatore Traiano, che gli aveva attribuito questa carica ed è il PANEGYRICUS (Panegirico di Traiano). Nel 111 d.C. fu nominato dall'imperatore legato consolare (governatore) nella provincia del Ponto e della Bitinia , in Asia Minore, durante il quale affrontò questioni delicate. Testimonianza di questo suo governo nel Ponto e in Bitinia è un fitto carteggio tra l'imperatore e l'autore, che costituisce il decimo libro del suo epistolario. P robabilmente morì in Bitinia intorno al 113. PANEGYRICUS Tra i vari discorsi appartiene al genere epidittico o celebrativo (i generi dell'oratoria erano 3 oratoria politica, giudiziaria, epidittica-celebrativa). Panegyricus deriva dal greco pân ‘tutto’ e ágyris (pronuncia=agheero) ‘radunare' quindi significa raduno di tutti. I panegirici erano dei discorsi celebrativi che venivano pronunciati durante le feste panelleniche che riunivano tutti i greci come i giochi panellenici, le Olimpiadi, ecc. Il Panegirico nella letteratura latina diventa un vero e proprio discorso di encomio e di elogio nei confronti di qualcuno. Il Panegirico di Plinio il giovane è un encomio verso Traiano , che l'autore si sente di ringraziare perché è stato eletto console nell'anno 100 : è un discorso che è stato rielaborato nella forma , per cui il discorso che noi leggiamo non è quello originariamente pronunciato, perché Plinio si sentiva di consegnare le proprie opere in una veste raffinata, erudita, rivista, rispetto alle opere che aveva composto di getto; viene lodato l'imperatore Traiano , considerato da Plinio l'optimus princeps. Domiziano muore nel 96 d.c. a lui succede Nerva (eletto dai senatori) che rimane in carica solo 2 anni dal 96 al 98 e decide che il suo successore sarebbe stato Traiano. Inizia il principato per adozione ovvero l’imperatore è scelto dal suo predecessore. Per cui Nerva adotta Traiano con cui inizia la dinastia degli Antonini: Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio e Commodo. Nella maggior parte dei casi sono tutti imperatori illuminati : Traiano viene definito optimus princeps, Adriano si dedica al consolidamento dell'impero (vallo di Adriano, i limes tra l'impero e i germani), Marco Aurelio è l'imperatore filosofo che appartiene alla nuova stoà e l'ultimo imperatore è Commodo, il figlio di marco Aurelio con il quale si interrompe il principio per adozione, con un ritorno al principio dinastico e assistiamo ad un’involuzione di tipo autocratico. Plinio Il Giovane ringrazia Traiano per averlo eletto console e per le qualità e le doti morali dell'imperatore che ne esaltano la modestia, poiché Traiano aveva assunto poche volte la carica di console, al contrario di Domiziano che ne aveva abusato. Plinio pone la figura di Traiano a confronto con Domiziano, che fu il tiranno predecessore: Domiziano era stato imperatore per ragioni dinastiche, mentre Traiano era stato imperatore per adozione per una libera scelta dovuta alle sue qualità. GLI EPLISTULARUM LIBRI L'epistolario è abbastanza cospicuo perché comprende 10 libri : i primi 9 sono dedicati all’amico Setticio Claro e riguardano lettere di qualsiasi tipo realmente inviate a dei destinatari e il 10° libro , pubblicato postumo, contiene lo scambio epistolare tra l'autore e l'imperatore Traiano quando Plinio si trovava in Bitinia. Nelle lettere vige il principio della varietas , sono organizzate in modo variegato per rendere conto della sua conoscenza di diversi temi. Soprattutto nei primi 9 , Plinio teneva sempre con sé , dopo aver spedito una lettera, una copia della lettera perché a distanza di tempo la rivedeva sul piano stilistico, poiché ci teneva a consegnare di sé a un'immagine perfetta e idealizzata , avendo pensato alla pubblicazione del suo epistolario.

Questo ci porta a confrontare l'epistolario di Plinio con quello di Cicerone : quello di Cicerone era stato scritto per scopo privato e le lettere non erano destinate alla pubblicazione. A testimonianza di ciò vi è lo stile: mentre lo stile usato da Cicerone è il sermo familiaris, uno stile ellittico, paratattico, che nasce dall'esigenza di comunicare qualcosa al destinatario, lo stile usato da Plinio usato è molto più curato ed elaborato perché le lettere sono destinate a una pubblicazione. Temi lettere: Ci sono molte lettere in cui Plinio tiene a lasciare di sé un’ immagine perfetta e sublimata , dell'autore che ci tiene ad autocelebrarsi, a consegnare ai posteri il ritratto di sé stesso come filantropo : a questo proposito, ricordiamo che aveva istituito un fondo assistenziale per i giovani di Como che si trovavano in condizioni disagiate e aveva donato alla cittadina una biblioteca. Troviamo l'immagine autocelebrativa dell'autore che è un frequentatore dei salotti della Roma aristocratica e un amante della pittura delle arti. Alcune delle sue lettere sono cronache di vita mondana , è un uomo colto e raffinato e ci ha consegnato spaccati di vita della società della Roma di quel tempo. In alcune lettere descrive dei paesaggi naturali che presentano le caratteristiche del locus amoenus ➔In una di queste lettere descrive un luogo di particolare bellezza, che risponde a quei criteri che i poeti d'età classica avevano definito come un locus amoenus: si tratta delle fonti del Clitumno , che sgorgano sotto una collina di cipressi nei pressi di un tempio antico e di piccoli tempietti disseminati nei prati intorno. L'acqua, dice Plinio, è fredda come la neve, ma molte barche la attraversano; ville, terme (donate dal principe) e altri edifici eleganti rendono piacevole lo svago in quei luoghi. A questo testo si sono ispirati i poeti dal Rinascimento in avanti, fino alla poesia omonima composta da Carducci. In altre lettere vengono descritti i fenomeni naturali e in una di queste viene descritta l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e la morte dello zio : la lettera è destinata a Tacito, che aveva chiesto dei ragguagli sulla morte dello zio. Lo zio, desideroso di soccorrere le persone del villaggio dall'eruzione e avvicinandosi troppo, era morto per le esalazioni sulfuree del vulcano. In alcune lettere descrive delle ville famose : egli proveniva da una famiglia ricca e aveva diverse ville tra cui un a Como e l’altra a Laurentum. Ci sono delle lettere in cui descrive la sua cittadina. In alcune descrive Roma come una metropoli caotica e confusionaria. Il 10° libro comprende le 73 lettere dell'autore e le 51 risposte dell'imperatore dette rescripta. Plinio ci tiene a comunicare all'imperatore tutto ciò che egli decide nell'amministrazione della provincia : alcune sono molto importanti, mentre altre sono di poco conto. Le risposte dell'imperatore sono molto concise nella maggior parte dei casi e a volte risponde con tono seccato, perché Plinio lo interpella per tutto perché ci tiene a mettersi in mostra e ad apparire come un funzionario che sta svolgendo bene il suo lavoro. Tra le lettere (pag. 498) ne ricordiamo una in cui Plinio chiede che venga approvato un acquedotto per la colonia di Sinope. Traiano risponde in modo molto coinciso: invita Plinio ad accertarsi se il terreno sia in grado di sorreggere l'acquedotto e approva il progetto a costo che la colonia riesca a pagare la costruzione dell'acquedotto. Una famosissima lettera con il rescriptum che riguarda la comunità dei cristiani che era divenuta sempre più numerosa in tutto l'impero. Plinio si chiede come si debba comportare nei confronti dei cristiani : se li deve perseguitare perché sono cristiani, se li deve andare a cercare, se deve prestare fede alle denunce autonome, se devono continuare a professare la loro fede e se devono essere mandati a morte o no, anche se fa capire a Traiano di essersi comportato in un certo modo. Traiano risponde che non si possono applicare delle regole generali e che Plinio aveva agito correttamente sino a quel momento perché non aveva né ricercato i cristiani né aveva dato fiducia alle denunce anonime: innanzitutto non bisogna prestare fede alle delazioni e i cristiani devono essere arrestati solo con delle prove concrete. Traiano afferma che se i cristiani venivano arrestati sulla base di prove certe e continuavano professare il proprio credo senza voler abiurare la propria religione venivano processati a morte, mentre se abiuravano il loro credo e mostravano di essere devoti agli dei pagani potevano essere rilasciati (è una condotta abbastanza tollerante da parte dell'imperatore).