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relazione completa del libro bellezza e tristezza di yasunari kawabata per letteratura giapponese
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Durante le vacanze di Pasqua ho letto il libro Utsukushisa To Kanashimi To 美美美美 美 美美美 美, che in italiano è stato tradotto come Bellezza e tristezza da Suga Atsuko 美美美美. L’opera appartiene a Kawabata Yasunari 美美 美美, uno dei principali promotori della Shinkankakuha 美美美美, «Scuola delle nuove sensazioni», cioè un movimento che si proponeva di cogliere la realtà attraverso l’immediatezza delle sensazioni. Questo romanzo, scritto nel 1965, è oggi considerato appartenente al genere letterario del romanzo psicologico in quanto tratta temi profondi come l’amore irrisolto e il desiderio di vendetta. Inoltre, recentemente, la critica ha anche suggerito una corrispondenza con il romanticismo del dopoguerra per il tono malinconico utilizzato. Come suggerisce Mishima Yukio 美美 美美美^1 nella postfazione dell’opera originale, il romanzo è carico di un "romanticismo lirico", dove le passioni trasfigurano il reale in un flusso di pure emozioni, superando il dualismo bene-male. L'influenza si manifesta nella morbosità della relazione tra Otoko e Keiko, che ricorda certi temi audaci della narrativa tardo-Meiji. Ed è proprio da questo comune senso di malinconia che Kawabata riesce a trarre una vivida forma di felicità. Infatti, la trama segue due filoni: una parte al passato riguardante la storia d'amore vissuta vent’anni prima da Oki Toisho e Otoko Ueno, e la seconda al presente che narra le conseguenze che essa ha avuto nella vita dei personaggi e sulle nuove generazioni; ma, ciò che accomuna queste due trame che si sviluppano parallelamente è il tono cupo e nostalgico e gli opprimenti salti temporali e momenti di struggente imprevedibilità, che riflettono il doloroso splendore della vita, la fragilità umana che ci accomuna e le conseguenze ineluttabili delle passioni irrisolte. La trama tratta Oki Toshio, uno scrittore di cinquant’anni che nel primo capitolo si reca a Kyōto per ascoltare dal vivo, per la prima volta, il suono delle campane l’ultima notte dell’anno. Tuttavia, la motivazione reale del suo viaggio è ritrovare Ueno Otoko, con cui vent’anni prima, ebbe una travagliata relazione, segnata dalla ferita di una gravidanza interrottasi prematuramente e dalla successiva separazione. Otoko, che nel frattempo è diventata un’affermata pittrice, sembra ancora profondamente legata al suo vecchio amore. Vive con la giovane allieva Keiko, una figura misteriosa e ambigua, morbosamente attaccata a Otoko al punto da volersi vendicare di Oki, coinvolgendo anche la moglie e il figlio Tachiro, che nell’ultimo capitolo morirà per lei. Il racconto parla anche, in modo molto esplicito, della relazione tra le due donne che aggiunge un livello di ambiguità sessuale e dipendenza emotiva amorosa, parlando apertamente dell’omosessualità femminile, tema audace per l'epoca. La storia della loro relazione era diventata materia del romanzo La sedicenne , che aveva reso pubblico lo scandalo e segnato la vita di entrambi, ma anche quella di Fumiko, la moglie di Oki, distrutta dal dolore. La narrazione è dunque caratterizzata da salti temporali che ricollegano perfettamente ad ogni avvenimento del passato un effetto nel presente dei personaggi e, per questo motivo, la struttura ricorda il renga^2 , con episodi che si susseguono in modo non lineare. Ma, in questa particolare struttura, è interessante notare come i toni e ritmi siano pacati, il che differisce totalmente dalla trama nodosa. Le descrizioni sono estremamente dettagliate e ricche di immagini simboliche come si può notare già dalle prime pagine in cui è presente la descrizione del treno e del paesaggio che vede Oki dal finestrino durante il suo viaggio da Tokyo a Kyoto, ma anche dei suoni, come le campane e le urla dei bambini, o ancora le emozioni del protagonista, il quale è agitato per l’imminente incontro con Otoko e diviso tra il rimorso per il passato e un ambiguo desiderio di riconnessione con lei. Tutto ciò contribuisce a rendere il linguaggio poetico ed enfatizzare il tema del mono no aware^3 , ossia la consapevolezza della transitorietà delle cose, tipico della narrativa giapponese classica, ma rivisitato attraverso (^1) Mishima Yukio (美美 美美美), pseudonimo di Hiraoka kimitake 美美 美美; (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970), è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese. (^2) Il renga (美美), o poesia a catena, è uno stile poetico nato in Giappone nel XV secolo. Il componimento alterna due tipi di strofa tipiche della metrica giapponese tradizionale, una composta di 17 morae spesso ricondotta a tre versi di 5, 7 e 5 morae e l'altra di 14 morae, articolata in due versi di 7. (^3) Mono no aware (美美美美) è un concetto esteta giapponese che esprime una forte partecipazione emotiva nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, con una conseguente sensazione nostalgica legata al suo incessante mutamento.
le influenze moderniste. Possiamo quindi dire che, in questa storia, il vero protagonista sia il mondo di introspezione e contemplazione che accompagna la storia ma prende il sopravvento in determinati attimi in cui il dinamismo delle scene rallenta e il testo diviene più intenso. Alcuni critici affermano addirittura che, per queste ragioni, è come ritrovarsi di fronte a un dipinto puntinista in cui vi è una vividezza intrinseca ma impercettibile se non si osservano le altre sfumature, come i dettagli del racconto e, soprattutto, ciò che sembrerebbe unicamente contornare la narrazione. È quindi evidente come i temi del romanzo siano: L’effimero, la transitorietà delle cose (mono no aware); Il ritorno del passato e la memoria della relazione con Otoko domina la psiche di Oki, mentre il romanzo La sedicenne funge da fantasma letterario che lega i destini dei personaggi; L’ambivalenza dei sentimenti, specialmente nella figura di Keiko, che incarna una passione distruttiva in cui l'amore si intreccia con il risentimento, la gelosia e il desiderio di punizione; L’atmosfera malinconica, probabilmente arricchita dall’influenza buddhista giapponese, attraverso la costante evocazione della natura, ma anche nel concetto di rinuncia e sofferenza come conseguenza del desiderio. La natura non è solo sfondo, ma strumento di contemplazione spirituale, tipico della tradizione nipponica. Alla luce di ciò, possiamo affermare che in questo breve romanzo sono racchiuse infinite influenze culturali, che talvolta Kawabata cita esplicitamente attraverso il suo protagonista. Infatti, quando nel secondo capitolo viene presentata la carriera di scrittore di Oki, egli afferma di aver letto numerose volte in Genji Monogatari^4 di Murasaki Shikibu, da cui Kawabata ha probabilmente ripreso il mono no aware e l'uso di paesaggi naturali, a esempio il fiume Kamo, come specchio delle emozioni; allo stesso modo cita esplicitamente un haibun^5 di Bashō nel testo. Inoltre, anche se meno evidenti, sono presenti degli elementi del modernismo occidentale che rivelano un chiaro interesse dell’autore per la psicologia freudiana, insolito nella letteratura giapponese dell’epoca, come i sentimenti di gelosia o vendetta repressi e la morbosa relazione di Otoko e Keiko che porta spesso alla mente di Otoko ricordi del suo passato come Oki, sua madre o la sua bambina morta prematuramente. Anche lo stile di Oki è per certi versi simile a quello di Kawabata, infatti il protagonista afferma di essere solito utilizzare parole astratte o simboliche per descrivere fatti concreti o realistici, in modo da rendere l’atmosfera lirica. Come abbiamo già visto in autori pienamente appartenenti all’epoca Meiji, anche in Bellezza e tristezza è stato interessante notare il conflitto tra tradizione giapponese e modernità occidentale, anche se qui avviene in maniera più velata, cioè attraverso i personaggi. I due simboli chiave di questo scontro sono proprio le due donne che ha amato Oki: la moglie Fumiko vive a Tokyo e lavora come dattilografa, mestiere che implica già un certo progresso; Otoko vive nella vecchia Kyoto, in un templio con la sua allieva, ed è una semplice pittrice. Anche nel parlare del pranzo di capodanno, Oki afferma che la moglie è solita preparare pietanze un po’ occidentalizzate, come vede illustrate nelle pagine delle riviste femminili, mentre fantastica su come Otoko, che vive in una citta tradizionale, sia probabilmente piena di doveri mondani in quel giorno. Personalmente ho apprezzato molto questa lettura e credo che sia di grande bellezza stilistica e profondità emotiva. Pur essendo un romanzo abbastanza breve, ho impiegato un po’ di tempo a completarlo in quanto è ricco di significati nascosti e credo che possa essere letto e riletto e nascondere sempre delle nuove sfumature da scoprire. Mi è piaciuto particolarmente il modo sottile e dettagliato con cui è descritta la psicologia dei personaggi, che permette di percepire i sentimenti trattenuti, i dolori sommessi e il desiderio di vendetta, perché mi ha permesso di comprenderli meglio e cercare di immedesimarmi in essi. Allo stesso modo, nonostante talvolta abbia potuto trovare le descrizioni un po’ troppo lunghe e pesanti, ho potuto immaginare di trovarmi in quell’ambientazione grazie ai dettagli e le immagini fornite riguardo ai paesaggi, che molto spesso erano molto (^4) Il Genji monogatari (美美美美 lett. "Il racconto di Genji") è un romanzo dell'XI secolo scritto dalla poetessa e scrittrice Murasaki Shikibu vissuta nel periodo Heian, considerato uno dei capolavori della letteratura giapponese. I critici letterari si riferiscono ad esso come al "primo romanzo", o il "primo romanzo psicologico". (^5) L'haiku (美美) è un componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo. È composto da tre versi per complessive diciassette more (e non sillabe, come comunemente detto), secondo lo schema 5/7/