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Bruno Bettelheim-Un genitore quasi perfetto-PROVA SVOLTA MATURITÀ, Prove svolte di Maturità di Italiano

Tutto quello che devi sapere si trova nel documento per altre PROVE SVOLTE di MATURITÀ visualizza il mio PROFILO.

Tipologia: Prove svolte di Maturità

2024/2025

In vendita dal 14/09/2024

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Proposta C
Bruno Bettelheim
Un genitore quasi perfetto
PROVA SVOLTA MATURITÀ
«Il rendimento scolastico, un tema sul quale spesso genitori e figli sono in conflitto,
può servire a illustrare ulteriormente come il fatto di vedere le cose da due
prospettive diverse possa facilmente diventare di ostacolo al rapporto tra genitori e
figli in quanto una stessa idea o esperienza può assumere significati completamente
diversi per ciascuno di essi. Di solito il genitore che si preoccupa per i progressi
scolastici del figlio è mosso dall’apprensione circa il suo futuro; ma per un bambino
futuro vuol dire domani o, al massimo, di a qualche giorno. Per lui tra l’oggi e il
giorno in cui finirà gli studi, per non parlare di quando sarà adulto, c’è di mezzo
un’eternità, un lasso di tempo indefinibile e inimmaginabile. (Del resto, anche molti
adulti trovano difficile proiettarsi in un futuro distante una quindicina d’anni). Appunto
perché il bambino è incapace di abbracciare il futuro, il presente immediatamente
assume importanza assoluta. Perciò l’insoddisfazione del genitore, in quanto esiste
nel presente e viene avvertita nel presente, è la cosa che conta, mentre la causa di
quella insoddisfazione, la preoccupazione per il “futuro”, non ha per il bambino alcun
senso. Dicendo questo non si vuole assolutamente negare quanto sia importante per
la buona riuscita scolastica dei bambini e dei ragazzi la vicinanza e l’interessamento
dei loro genitori. Ma deve trattarsi di un interessamento che riguarda quello che
succede a scuola giorno per giorno, perché questo è l’orizzonte entro il quale vive e
concepisce la sua vita il bambino. Per la maggior parte dei bambini una relazione
positiva con i genitori e con il loro atteggiamento verso la cultura è l’ingrediente
fondamentale di una buona riuscita scolastica. Il bambino desidera naturalmente
avere accesso alle cose che gli amati genitori considerano importanti, vuole saperne
di più sulle cose che a essi stanno tanto a cuore. E vuole anche compiacerli,
ottenere la loro approvazione (nonché quella dell’insegnante e di altri adulti
importanti per lui), ma ora, subito. E applicarsi allo studio sembrerebbe un modo
relativamente facile per ottenere tutte queste cose. Il bambino che va bene a scuola
riceve molte ricompense: i suoi genitori sono contenti di lui, l’insegnante lo loda, gli
buoni voti. Perciò se un bambino che possiede le abilità necessarie per riuscire
bene a scuola invece va male, devono esistere dei motivi che spiegano il suo
fallimento, dei motivi che, per quel bambino, devono evidentemente essere più
pressanti del desiderio di ottenere tutte quelle gratificazioni. Per poter comprendere
tali motivi dobbiamo scoprire da quale prospettiva il fallimento scolastico può
apparire più desiderabile del successo. Solo la convinzione aprioristica dei genitori
che non possa esistere una simile prospettiva impedisce loro di capire come mai il
figlio abbia scelto il fallimento invece del successo. Se solo si sforzassero di vedere
le cose da un’angolatura che renda intelligibile la scelta del figlio, allora il suo modo
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Proposta C

Bruno Bettelheim

Un genitore quasi perfetto

PROVA SVOLTA MATURITÀ

«Il rendimento scolastico, un tema sul quale spesso genitori e figli sono in conflitto, può servire a illustrare ulteriormente come il fatto di vedere le cose da due prospettive diverse possa facilmente diventare di ostacolo al rapporto tra genitori e figli in quanto una stessa idea o esperienza può assumere significati completamente diversi per ciascuno di essi. Di solito il genitore che si preoccupa per i progressi scolastici del figlio è mosso dall’apprensione circa il suo futuro; ma per un bambino futuro vuol dire domani o, al massimo, di lì a qualche giorno. Per lui tra l’oggi e il giorno in cui finirà gli studi, per non parlare di quando sarà adulto, c’è di mezzo un’eternità, un lasso di tempo indefinibile e inimmaginabile. (Del resto, anche molti adulti trovano difficile proiettarsi in un futuro distante una quindicina d’anni). Appunto perché il bambino è incapace di abbracciare il futuro, il presente immediatamente assume importanza assoluta. Perciò l’insoddisfazione del genitore, in quanto esiste nel presente e viene avvertita nel presente, è la cosa che conta, mentre la causa di quella insoddisfazione, la preoccupazione per il “futuro”, non ha per il bambino alcun senso. Dicendo questo non si vuole assolutamente negare quanto sia importante per la buona riuscita scolastica dei bambini e dei ragazzi la vicinanza e l’interessamento dei loro genitori. Ma deve trattarsi di un interessamento che riguarda quello che succede a scuola giorno per giorno, perché questo è l’orizzonte entro il quale vive e concepisce la sua vita il bambino. Per la maggior parte dei bambini una relazione positiva con i genitori e con il loro atteggiamento verso la cultura è l’ingrediente fondamentale di una buona riuscita scolastica. Il bambino desidera naturalmente avere accesso alle cose che gli amati genitori considerano importanti, vuole saperne di più sulle cose che a essi stanno tanto a cuore. E vuole anche compiacerli, ottenere la loro approvazione (nonché quella dell’insegnante e di altri adulti importanti per lui), ma ora, subito. E applicarsi allo studio sembrerebbe un modo relativamente facile per ottenere tutte queste cose. Il bambino che va bene a scuola riceve molte ricompense: i suoi genitori sono contenti di lui, l’insegnante lo loda, gli dà buoni voti. Perciò se un bambino che possiede le abilità necessarie per riuscire bene a scuola invece va male, devono esistere dei motivi che spiegano il suo fallimento, dei motivi che, per quel bambino, devono evidentemente essere più pressanti del desiderio di ottenere tutte quelle gratificazioni. Per poter comprendere tali motivi dobbiamo scoprire da quale prospettiva il fallimento scolastico può apparire più desiderabile del successo. Solo la convinzione aprioristica dei genitori che non possa esistere una simile prospettiva impedisce loro di capire come mai il figlio abbia scelto il fallimento invece del successo. Se solo si sforzassero di vedere le cose da un’angolatura che renda intelligibile la scelta del figlio, allora il suo modo

di ragionare apparirebbe anche a loro comprensibile e del tutto logico; e, quel che più conta, il conflitto si risolverebbe ed essi saprebbero come indurre il bambino a modificare la sua scelta in modo che si conformi maggiormente alla loro.» Facendo riferimento alle osservazioni ricavate dalla tua personale esperienza, analizza la tesi, sostenuta dallo psicopatologo Bruno Bettelheim (1903-1990), secondo cui il rapporto tra genitori e figli ha un ruolo decisivo nel determinarne il rendimento scolastico di questi ultimi. Scegli i riferimenti che ti sembrano più congeniali allo sviluppo del tuo discorso che va argomentato in maniera coerente e coesa. RISPOSTA: Il rapporto tra genitori e figli gioca un ruolo cruciale nel determinare il rendimento scolastico dei bambini, come sostenuto dallo psicopatologo Bruno Bettelheim. Egli pone l’accento sull'importanza di un’interazione empatica e comprensiva tra genitori e figli, sottolineando come le dinamiche relazionali possano influenzare in modo decisivo il successo o il fallimento scolastico. Sin dall’inizio, Bettelheim evidenzia che la discrepanza di prospettive tra genitori e figli può costituire un significativo ostacolo alla crescita educativa. I genitori tendono a proiettare le proprie preoccupazioni verso il futuro, vedendo il rendimento scolastico come un investimento per la carriera e la stabilità futura dei loro figli. Al contrario, il bambino vive il presente come l'unico orizzonte temporale tangibile, rendendo difficile per lui comprendere l'importanza di un risultato che avrà conseguenze a lungo termine. Questa differenza di visione temporale si trasforma spesso in un conflitto, poiché i genitori esprimono insoddisfazione per i risultati del figlio senza che quest'ultimo riesca a percepirne il significato più profondo. Per lui, ciò che conta è l’immediato, e il disappunto dei genitori ha un impatto diretto sulla sua autostima e motivazione, senza che egli possa necessariamente associare tale disappunto a ragioni legate al suo futuro. Questo divario di comprensione si rivela problematico perché la pressione percepita dal bambino diviene una fonte di stress che, anziché incentivare il miglioramento, lo spinge verso un'ulteriore chiusura. Nonostante ciò, Bettelheim riconosce che l'interessamento dei genitori è essenziale per il buon rendimento scolastico, ma solo se il loro coinvolgimento si focalizza su ciò che accade quotidianamente nella vita del figlio. Secondo lo psicopatologo, i bambini traggono beneficio da un sostegno costante e affettuoso, un tipo di presenza che infonde loro sicurezza e li aiuta a sentirsi sostenuti, piuttosto che giudicati. In questo senso, il genitore deve fungere da guida, senza però cadere nella trappola del controllo eccessivo, che rischia di soffocare l’autonomia del bambino. La presenza affettiva, secondo Bettelheim, non si manifesta attraverso un monitoraggio ossessivo dei compiti e dei voti, ma attraverso l’interesse genuino per ciò che il bambino vive giorno per giorno, dentro e fuori dall’ambiente scolastico. Una relazione positiva con i genitori, infatti, costituisce la base sulla quale si costruisce la fiducia in sé stessi e la capacità di affrontare le sfide scolastiche. Un bambino che percepisce l'amore e il sostegno dei propri genitori non solo è più propenso a impegnarsi nello studio, ma desidera anche compiacerli,