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Parte prima – GENITORI E FIGLI
1)L’IMPORTANZA DELLE PRIME ESPERIENZE
Le ricerche sono state fatte per scoprire e verificare come crescere bene i nostri figli => figli che non per forza spaccheranno nel mondo, ma che:
- saranno contenti di come sono stati allevati e di quelli che sono (ovviamente avranno dei difetti)
- siano in grado di fare fronte alle difficoltà e questo si riesce perché si possiede una buona sicurezza di sé => ovviamente capiterà di dubitare di sé perché chi non lo fa è sciocco
- crescendo in una famiglia dove ci sono rapporti di onestà e intimità poi nella vita riescono ad avere altrettante durevoli e soddisfacenti relazioni con gli altri => sono rapporti che danno senso alla propria vita
- trovano soddisfazione nel lavoro convinzione che per quanto l’autore è stato educato bene ci sono determinate cose che cambierebbe soprattutto in visione della psicanalisi => la questione dell’educazione diventa importante perché arrivano bambini che hanno dei danni psichici che devono essere risolti NB: ricerca gli studi sui disturbi psichici fatti dalla Sonia Shanman Orthogenic School dell’università di Chicago Nonostante tutti chiedano consigli si possono dare fino a un certo punto perché i consigli sono generali e bisogna invece adattarsi all’unicità di ogni bambino che reagisce in maniera diversa => è importante che il genitore non imponga delle sue regole a cui il bambino deve ubbidire perché non verranno accettate nel cuore del bambino => quindi è fondamentale cercare capire cosa pensa/prova il bambino => e pensare a come in una situazione analoga volevano che facessero i loro genitori quando erano bambini => quindi trarre insegnamento anche dalle proprie esperienze NB: l’educare i figli è qualcosa di creativo = è un’arte NON una scienza => INOLTRE il bambino si rende conto quando non si è spontanei, capisce che stai agendo sotto consiglio di un’altra persona => reagisce con sfiducia Perché nasce il problema di chiedere consiglio? => è causa dell’industrializzazione => prima si viveva in famiglie allargate con persone che avevano diversi gradi di esperienza => succedeva anche i bambini venivano affidati ai figli maggiori o ai cugini => così quando si diventava grandi si sapeva già cosa si doveva fare => ora si vive in nuclei famigliari che sono alle prime armi che non chiedono consiglio ai parenti per paura di essere criticati e perché arriveranno consigli inadeguati perché i tempi sono cambiati Inoltre il fatto che siamo immersi in un mondo scientifico porta i genitori a rivolgersi a degli specialisti => questo porta alla convinzione che con i giusti mezzi si possono superare i limiti umani => nel campo della psicologia vediamo il COMPORTAMENTISMO => secondo Watson l’uomo poteva diventare qualunque persone volesse a seconda di come veniva condizionato durante l’infanzia poteva diventare o un genio o un mascalzone => perché la mente del bambino appena nato è una tabula rasa sulla quale genitori e specialisti possono scrivere in modo indelebile => INVECE fin da subito ci si rende conto dell’unicità del bambino
L’addestramento del bambino viene chiamato condizionamento => e quindi il futuro del bambino dipende da come viene condizionato => questo sulla base di esperimenti di pavlon e skinner => ma in verità gli animali che sono stati sottoposti agli esperimenti non sarebbero in grado di vivere al loro habitat naturale => quindi conseguentemente i bambini se fossero condizionati sanno fare solo ciò per cui sono addestrati e non saprebbero vivere nel mondo = disadattati Tutti prendono in grande considerazione la teoria comportamentista => ma non tengono conto che la teoria EVOLUZIONISTICA e GENETICA sia migliore => la teoria genetica dimostra che il futuro del bambino dipende dal momento del concepimento quando vengono mescolati i geni dei genitori => attraverso questi geni noi assimiliamo tutto il processo evolutivo dell’uomo => quindi queste due teorie dimostrano che ci sono dei limiti alle modificazioni che si possono fare con l’educazione Vediamo che a favore di ciò c’è anche la teoria di freud => dove l’uomo sarà sempre diviso tra ciò che è per natura e ciò che gli altri vorrebbero che fosse => deve sempre lottare contro le sue tendenze egoistiche, asociali e aggressive => inoltre dice che le prime esperienze sono fondamentali perché determinerà il modo in cui la persona sperimenterà gli eventi successivi => oltre al fatto che ci sarà un’attivazione genetica diversa in base all’ambiente in cui ci si trova Cosa bisogna fare => seguire l’individualità del bambino => senza condizionarlo e aiutandolo a diventare ciò che vuole essere => cioè il genitore responsabile si rende conto delle difficoltà del bambino e lo sostiene nel superarle Le fasi difficili di un bambino possono essere:
- il lattante deve fare un percorso di individuazione che comporta la separazione dalla madre
- il fatto che è abituato ad avere esperienze piacevoli subito senza curarsi delle conseguenze => invece deve comprendere il principio di realtà => secondo il quale capirà che rimandando gli arrecherà dei vantaggi a lungo termine
- l’acquisizione del controllo => come l’autocontrollo delle funzioni fisiologiche
- l’interiorizzazione delle regole che gli vengono imposte sotto forma di super-io
- i conflitti dell’adolescenza => deve conquistare una propria indipendenza e personale identità in queste fasi è fondamentale la comprensione, la sensibilità e l’aiuto dei genitori che devono riconoscere le sue potenzialità e dotazioni naturali => il genitore deve rinunciare all’impulso di costruire il figlio che vorrebbe => altrimenti ci sono ferite psicologiche le prime esperienze sono importanti perché sebbene le modificazioni che possiamo attuare su di noi sono possibili tutta la vita, ma andando avanti con l’età sarà difficile togliere certe abitudini => quindi le nostre prime esperienze influenzano ciò che sarà poi il nostro futuro le prime esperienze sono importanti per:
- il comportamentismo perchè plasmano quello che poi saremo in futuro
- la psicanalisi perché l’inconscio ci induce a interpretare tutto quello che succede in base alle nostre prime esperienze => esempio: in base alla relazione che abbiamo con i nostri genitori questo influenza le relazioni future => per questo chi si occupa del bambino deve
stessi e sappiamo che c’è qualcosa che non va perché gli altri ci riescono e io no? => poi abbiamo paura di tutti i consigli che ci vengono dati perché:
- si pensa di avere commesso degli errori => quando si cerca sempre consiglio per sentirsi dire che quello che facciamo è giusto => si seguono di più i consigli che non intaccano le nostre abitudini
- il consiglio va contro le nostre abitudini => e questo ci fa andare contro lo specialista per dimostrare che noi avevamo ragione e conosciamo nostro figlio
- si pensa alla reazione negativa che potrebbe avere il bambino
- possiamo essere criticati dai nonni o dall’altro genitore perché diamo ascolto ai consigli succede che anche i consigli convincenti sono difficili da seguire se ci provocano disagio => come il fatto che bisogna tenere i bambini lontani dalle sostanze pericolose => eppure ogni anno vengono ricoverati bambini vediamo che se un consiglio viene eseguito controvoglia non produrrà nulla => es: il bambino che piange non deve essere preso in braccio perché non serve => perché se lo facciamo proviamo del risentimento verso il bambino che non sta zitto non gli diamo conforto => quindi eseguire il consiglio è controproducente => nei libri viene consigliato di dispendere amore, ma a volte siamo pervasi da emozioni negative e perdiamo la pazienza => perdiamo la pazienza perché noi amiamo i nostri figli e ci sentiamo feriti => ci identifichiamo nei figli e quando riconosciamo aspetti in loro che ci piacciono di noi allora ne siamo contenti, se non ci piacciono ci dà fastidio perché quelle cose le volevamo eliminare da noi (capire che è un nostro problema aiuta a non prendersela con il bambino) => la stessa cosa vale per i figli con i genitori => ma è importante ricordare che i conflitti fanno parte del gioco => bisogna ricordarsi quando noi eravamo dei figli e mettevamo in discussione i nostri genitori => da sottolineare che quando si è coinvolti emotivamente è difficile stare tranquilli ed essere razionali ESEMPIO: due genitori di cultura lasciano crescere il figlio => quando diventa adolescente e quindi si iniziano a prendere le decisioni per il futuro ci sono dei problemi => le aspettative è che il figlio diventi un uomo di cultura e invece si dedica allo sport => il padre che è deluso insiste che lasci lo sport perché ha paura che diventi una nullità => ma ora prendiamo il punto di vista del figlio => il figlio sapendo di non poter competere con lo studio si dedica a un’attività dove non ci può essere competizione tra lui e il padre cioè lo sport => succede che il figlio non capisce il padre e pensa che le sue critiche siano dovute a una sfiducia nei suoi confronti => questo è un grande problema perché dovrebbero essere le persone che dovrebbero credere in lui affinchè lui possa credere in se stesso => invece così facendo lo fanno dubitare di se stesso e lo feriva riempiendolo di rancore rendendo impossibile essere quello che i genitori volevano => il punto è che i genitori non capiscono che lui non voleva essere una loro copia scadente, ma voleva essere un’identità autonoma = cosa che i genitori non sono capaci di accettare I genitori pensavano di agire correttamente e in maniera razionale perché stavano agendo per il suo bene => il figlio li ama, ma è ferito perché i genitori pensano che non ci sia nulla di buono in lui => si isolò da loro per non soffrire e si ribellò per nascondere la sua delusione => quindi visto che non vuole stare a casa passa il suo tempo con amici amanti dello sport = cosa che irrita i genitori che lo vedono allontanarsi dai loro progetti
Il padre chiede consiglio su come deve trattare il figlio = gli dicono che è una fase transitoria e crescendo avrebbe capito i loro valori => però le cose non cambiano e quindi chiede aiuto a uno psicoterapeuta = vuole che gli dica come fare a far cambiare idea al ragazzo => lo psicoterapeuta ascolta le lamentele del padre nei confronti del figlio => poi gli chiede di parlare del rapporto che il genitore aveva con suo padre => si rende conto dell’analogia perché suo padre voleva che prendesse in mano l’azienda di famiglia e invece lui diventa uno scienziato => con il tempo suo padre aveva accettato la cosa ed era orgoglioso dei suoi successi => riconosce inoltre che le motivazioni che lo avevano spinto a intraprendere una carriera diversa erano le stesse di suo figlio = cioè non sentirsi inferiore => questo gli permise di provare empatia e di accettare le scelte del figlio = così si risentivano vicini Vediamo che entrambi i padri erano conviti di essere mossi per il bene del figlio
- il modo più conveniente e migliore per riuscire nella vita era subentrare nell’azienda
- solo la carriera accademica gli avrebbe offerto delle soddisfazioni nessuno dei due si era reso conto che dietro c’erano delle motivazioni inconsce:
- l’identificazione con il figlio e il desiderio di prolungarla all’infinito facendogli vivere la vita che aveva vissuto il padre
- di conservare la superiorità paterna => di fargli intraprendere una carriera in cui non potesse essere bravo come il padre entrambi volevano una copia imperfetta di loro stessi => in modo che il legame che li teneva non venisse spezzato o che il figlio mettesse in discussione la loro superiorità => per giustificare ciò si dicevano che agivano per il bene del figlio => ma il figlio aveva capito tutto il desiderio del padre di far percorrere le sue orme non è per la superiorità => ma di conservare il rapporto più soddisfacente e intenso per entrambi => all’inizio la superiorità del padre è dovuta alle sue capacità e ciò permette al bambino di ammirarlo e di sentirsi al sicuro => se poi crescendo si rifiuta di seguire le sue orme distrugge questo rapporto di lunga data e sperimentato => quando invece il genitore vuole mantenerlo immutato facendo sì che faccia il suo stesso mestiere dove è il padre è più competente => questo è un desiderio inconscio che viene mascherato con intenzioni razionali che questa scelta sia la migliore per il figlio PS. la situazione si complica perché il genitore invecchia = paura => vuole ritornare giovane => ma allo stesso tempo vuole essere considerato come fonte di saggezza QUINDI quando agiamo come genitori dobbiamo tenere conto di questi meccanismi inconsci per agire al meglio
3)GENITORE O ESTRANEO?
È importante che quando interagisci con tuo figlio e c’è un problema bisogna conoscere tutti i particolari, essere empatici e trovare una soluzione spontanea e creativa => sono tutte energie che vengono investite nel rapporto che diventa soddisfacente ed intimo e il figlio lo apprezza NORMALITA’ E REGOLE
dicono che interverrà la società e cose cosi, ma i bambini credono solo ai loro genitori e quindi cadono nel panico più totale => poi bisogna tenere conto che i bambini non conosco le cause = perché si sa che si ha meno paura se si conoscono le cause Vediamo a tal proposito il caso del bambino che va per la prima volta a scuola => l’ansia da separazione si sviluppa se il bambino vede che la madre è preoccupata => e lo è perché sa che questo è l’inizio di un lungo percorso che lo condurrà all’autonomia dai genitori Episodio => mamma che lascia il primo giorno il bambino e se ne va è più salutare di una che continua a tornare => in quel modo comunica che non è sicuro il posto e il bambino comincia a piangere => segue il coro degli altri bambini che vogliono improvvisamente la mamma => la cosa interessante è che si mette a piangere anche il figlio della maestra => allorchè gli fa notare che è qui e allora dice che vuole il papà QUINDI cosa bisogna fare => la maestra non deve dire alla madre di andarsene perché anche se se ne va e prova questo sentimento di angoscia lo esprimerà in altri modi e si vanno a creare altri problemi => ciò che invece deve succedere è far ricordare alla madre la sua prima volta = questo aiuterà a capire di cosa ha bisogno suo figlio => oltre al fatto che riflettendo si rende conto che la scuola non segna la fine dell’attaccamento con la madre = questo le porta la sicurezza per mollare la presa => questo succede se il genitore capisce che i bambino non è in angoscia per la scuola, ma perché lo è la madre => in questo senso i genitori e i figli sono il problema e la soluzione
4) LE NOSTRE RAGIONI E LE LORO
Quando si scopre della gravidanza i sentimenti sono ambivalenti => quando poi il bimbo nasce le aspettative vengono sostituite con sentimenti opposti nella madre => cioè la madre che voleva il figlio non si sente in grado di essere madre e viceversa => ruolo importante è quello giocato dal padre => può pensare che il bimbo gli sottragga attenzioni come può aiutare se la madre ha crisi post-partum Vediamo che qualunque cosa facciano i genitori influenza il bambino perché lui è sempre a studiare i loro comportamenti => sono questi che sono importanti perché aiutano il bambino a capire chi è e come diventarlo => questo è più importante dell’acquisizione di abilità specifiche come pensano i genitori Vediamo che ci sono diverse correnti che individuano quali fasi sono più importanti:
- allattamento, svezzamento, vasino => di come vengono gestite queste situazioni e con quali sentimenti
- come si gioca con lui, come lo mettono a letto, come gli fanno il bagnino e come gli parlano
- come si reagisce alle angosce dei figli e come li si aiuta a far fronte a queste difficoltà
- i sentimenti del genitore e cosa si aspetta e ama o non del figlio vediamo che succede che c’è uno scontro => prevarica l’adulto perché è in grado di argomentare e farsi valere => questo provoca infelicità e risentimento perché non vengono presi in considerazione i suoi giudizi => il genitore che è capace di cambiare punto di vista dovrebbe comprendere il figlio perché i bambini vedono solo un punto di vista (sbagliato che ci sono certi genitori che gli interessa solo che ubbidiscano) => quindi se il genitore non prende in
considerazione vediamo che l’esperienza viene vissuta come dolorosa perché non si giunge a una soluzione soddisfacente = ne soffre il rapporto genitore-figlio => quindi se tu capisce quello che vuole tuo figlio allora puoi spiegarmi a parole che può comprendere perché non è possibile = essere preso sul serio e ed essere compreso è soddisfacente per il bambino => questo accade a tutti perché prima di accogliere le idee degli altri devono essere accolte le nostre un esempio di vita quotidiana => il bambino si perde al supermercato:
- il bambino accusa la madre perché è come se fosse stato abbandonato in mezzo a una giungla
- la madre accusa il bambino perché era ovvio che non doveva distrarsi e stare vicino al carrello quando è probabile che lui si sia distratto o per qualcosa o perché era offeso che la madre prestasse più attenzione alle merci che a lui sta alla madre capire lo stato di angoscia del bambino => non deve sminuirlo perché se no il bambino non si sente capito => solo che la madre non lo fa perché è stata accusata = cattiva madre perché ha provocato un’angoscia del genere e si è fatta distrarre = è un pov molto brutto da digerire per lei quindi lo rifiuta ALTRO esempio che chiarisce la differenza di pov tra genitore e figlio => il bambino lascia cadere un oggetto di valore che si rompe
- il padre è dispiaciuto per la perdita e si arrabbia perché il bambino è stato maldestro
- ha paura della reazione del padre => sa che al padre non lo avrebbe fatto cadere = senso di inferiorità se i genitori sapessero l’infelicità del bambino non si preoccuperebbero per l’oggetto, ma di consolare il bambino => INOLTRE vediamo che il bambino riesce a mettersi nei panni dei genitori che sono dispiaciuti = senso di maturità superiore NB: il bambino dipende per tutto da noi => perché tutto è grande e inaccessibile => certo viene apprezzato che il genitore si metta la suo livello come quando per parlare si china => però il genitore è più forte perché ha entrambe le prospettive, quella adulta e del bambino => noi adulti dobbiamo capirlo
5) IL RENDIMENTO SCOLASTICO: UNA QUESTIONE CHE DIVIDE
Il rendimento scolastico ci mostra come le due prospettive si scontrano:
- il genitore è preoccupato del suo futuro
- per il bambino futuro significa solo domani => solo il presente è pieno di significato quindi il genitore si deve preoccupare, ma deve farlo giorno per giorno così che il bambino capisca => il bambino vuole accedere alle cose che i genitori considerano importanti e vuole compiacerli ma vuole farlo subito => e chi lo fa riceve delle ricompense => il punto è perché alcuni bambini che sono capaci scelgano la via del fallimento al posto di quella del successo Il caso di emma => aveva genitori di cultura => il fratello andava benissimo, lei pure, poi lei smette di andare bene => allora la costringono a leggere libri e riducono le ore di tv => la mamma va dallo
va male = percepito che sono più importanti i voti che la sua persona = quindi detesta lo studio => vediamo che ci può essere un’analogia con quello che il genitore prova sul lavoro = è più importante la sua produttività che non il piacere e l’impegno che mettiamo al lavoro = trattati come oggetti e non soggetti => tuttavia quando si parla di nostro figlio non c’è dubbio che ci importa della scuola perché ci interessiamo a lui come persona, ma il bambino non lo percepisce vediamo che il bambino odia studiare perché ritiene che i suoi genitori diano più valore al rendimento che alla sua persona => però questo odio nei confronti dei genitori viene cancellato perché è un meccanismo che ci protegge dall’angoscia di sentimenti negativi contro le persone che amiamo => quindi la motivazione di questa ribellione viene cancellata e il bambino risponde solo che non riesce a studiare e che ama i suoi genitori vediamo che come i bambini sanno recepire l’inconscio dei genitori, anche i genitori sanno farlo con i loro figli => quindi percepiscono questa ribellione e perdono la pazienza e fanno più pressione => questo è la prova per il bambino che ai genitori interessa di più il rendimento => inizia così un circolo vizioso di infelicità => per uscirne bisogna comprendere i meccanismi che frullano nella testa del bambino e dei genitori => altrimenti le “cure palliative” (detto da me) come le lezioni private non servono a nulla perché non migliorano il rendimenti e anzi fanno percepire al bambino che gli importa solo del rendimento ALTRO problema è la FOBIA SCOLARE = il rifiuto del bambino di andare a scuola perché gli provoca un’angoscia intollerabile => le cause posson essere diverse:
- il bambino sa che andare a scuola significa diventare grande = rinunciare alla soddisfazione dei piaceri infantili
- paura di perdere il legame di intimità con il genitore, soprattutto con la madre => paura che se vado a scuola i fratellini prendono il loro posto vediamo che il bambino se viene costretto ad andare a scuola sviluppa sintomi psicosomatici => perché la malattia è un motivo ragionevole per stare a casa da scuola => la malattia è un modo per non essere dimenticati dai genitori (sostituiti con i fratellini) e per ricevere più attenzioni => i sintomi possono essere:
- vomito nervoso => significa la nausea che si prova
- emicrania lancinante => significa che la sua testa non regge di andare a scuola ESEMPIO di una bambina diventata anoressica Quando i bambini si ammalano la promessa può essere quella di non tornare a scuola => un periodo dopo la malattia in cui i bambini stanno a casa funziona perché poi il bambino ritorna a scuola di sua volontà => PERò non sempre funziona se la paura è quella di crescere ESEMPIO => figlia avuta per sostituire la figlia morta => la nuova figlia lo sa e sa che la vogliono uguale all’altra => quindi le nasce l’idea che anche lei sarebbe morta a 13 anni => la scuola con le classi scandivano il tempo della crescita => se lei non andava a scuola allora arrestava questo processo => per risolvere il problema è servito un percorso di terapia nel quale la si convinceva che non era la copia della sorella, ma una persona a sé
Il problema è che quando i genitori insistono che il bambino vada a scuola questo viene visto dal bambino come un modo per liberarsi di lui => se lo costringi ad andare a scuola confermi le sue idee => i genitori quindi devono convincerlo del contrario Fondamentalmente i genitori devono essere empatici e capire cosa sta accadendo => cioè che il bambino ha insicurezze come non essere importante per i genitori => invece i genitori dovrebbero dargli fiducia e fargli capire che credono in lui = cioè che sia in grado di affrontare le difficoltà => se invece si dubita delle sue capacità il bambino lo percepisce e può essere distruttivo Inoltre vediamo che possono essere diverse le motivazioni per cui si rifiuta la scuola => come la ricerca di indipendenza => se i genitori lo capiscono allora il figlio non si sentirà pressato e può capire da solo che lo studio è importante => altrimenti ci sarà solo rifiuto CONCLUSIONE => bisogna essere più empatici con i propri figli perché per ogni cosa ci sono delle motivazioni => e bisogna accettare che queste motivazioni siano valide => da qui parte un dialogo costruttivo che migliorerà le cose
6)LA NOSTRA COMUNE UMANITA’
Succede che le vere motivazioni per cui ci comportiamo in un determinato modo (es. rifiuto della scuola) sono inconsce quindi non sappiamo spiegarle => come emma che non avrebbe saputo spiegare che andava male a scuola perché alla madre interessava di più il rendimento che la sua persona => questo è un problema per i genitori Vediamo solita solfa che quando il bambino si comporta in modo strano ES. bambino che non vuole attraversare – c’è di sicuro una motivazione e dobbiamo pensare a quando avevamo la sua età => in questo modo comprendiamo cosa ha e possiamo aiutarlo => nell’ES. di prima è la paura che accada qualcosa di brutto e che venga lasciato da solo e non sa cosa deve fare, non conosce nessuno, non sa la strada per tornare a casa = paura dell’abbandono = paura molto comune => IL PUNTO è che il genitore deve capire le paure del bambino, non dirgli guarda non avere paura del buio perché se no il bambino non si sente capito => se invece i genitori comprendono la sua paura, capiscono che è reale e sensata allora l’angoscia del bambino diminuisce perché non ci sentiamo più soli PROBLEMA => cerchiamo di capire nostro figlio e di capire come noi da piccoli avremmo reagito in quella situazione => lo faccio e non capisco e non provo empatia => questo perché per esempio il caso di Emma => Emma non studia perché ecc.. => la madre ripensa a quando era piccola e dice: ma a me è sempre piaciuto leggere IN QUESTO CASO allora dobbiamo usare un altro metodo => ricordare semplicemente un momento in cui si provava rifiuto per qualcosa che stava a cuore ai nostri genitori => così capisce di che supporto emotivo ha bisogno emma Altro esempio => figlio picchia un compagno => al posto di sgridarlo bisogna pensare per quali motivi io picchierei un’altra persona => in quel caso il genitore deve capire che ciò di cui ha bisogno il figlio è imparare dei metodi per gestire la rabbia
comprendere le azioni dell'autore e lo punisce lievemente => gesto molto apprezzato perché lo capisce senza chiedergli il perché, un perché che capisce anche quando nemmeno l’autore lo sa => il preside dice okai perché capisce che c’era il bisogno di professori validi da poter rispettare => se mi avesse veramente punito io avrei odiato la scuola e il preside e questo non andava bene VEDIAMO che ci sono varie situazioni:
- quando approviamo le sue motivazioni non c’è bisogno di fare domande => ESEMPIO nostro figlio vuole regalare il suo giocattolo preferito => noi non lo permettiamo e gli diciamo anche che apprezziamo il gesto di generosità => anche se abbiamo sbagliato delle sfumature delle sue valutazioni il bambino ci corregge e rimane felice perché comunque abbiamo cercato di capirlo = sa che c’è una sorta di approvazione => quindi in futuro sarà aperto con noi
- quando non c’è approvazione che fa gli chiediamo le sue ragioni? Mentirà o dirà la verità perché sa che non c’è approvazione? E se poi lo sgridiamo lui non ci verrà più a dire la verità
- quando non c’è approvazione e non si sanno le motivazioni => il bambino si infastidisce perché non lo capiscono, ma la situazione può essere più grave => perché se gli fai delle domande e lui non ti sa dire il perché delle sue motivazioni va in crisi => va in crisi perché i genitori non gli credono e perché come è possibile che nemmeno i genitori che hanno tanta esperienza non capiscono => quindi manca la fiducia del bambino nei genitori che prima erano visti come una guida queste domande mandano in crisi il bambino perché perde fiducia in se stesso e incrinano il rapporto con l’adulto che lo ha costretto a sentirsi così => perché il bambino non capisce perché non conosce le motivazioni che dovrebbe sapere e può ammetterlo (imbarazzante) oppure mentire (sentirsi un impostore) vediamo che tutto questo è applicabile all’esempio dell’autore => il preside non gli fa domande e nemmeno i genitori => per cui è grato che al posto di interrogarlo hanno iniziato a fare dei piani per fargli continuare gli studi nel caso in cui fosse espulso => altrimenti sarebbe andato in crisi oppure avrebbe dovuto mentire solo dopo molti anni l’autore capisce il suo gesto => praticamente il professore era uno stupido che non sapeva insegnare => all’epoca i ragazzi cercano un punto di riferimento e invece trovano lui che fa venire solo dubbi = paure = lo detestavano => EPPURE il gesto parte dall’autore => allora ripensa al fatto che qualche giorno prima dell’incidente suo padre aveva avuto un infarto che lo ha paralizzato = questo significa che:
- viene meno il modello per la perfezione della personalità
- l’autore era l’unico maschio in famiglia => quindi deve assumersi delle responsabilità succede che l’autore è schiacciato dalle sue angosce e ha paura di diventare come l’insegnante => e vederlo tutti i giorni era insopportabile => per questo lo ha cacciato
8)EMPATIA
L’EMPATIA significa considerare l’altro come nostro pari => ma non nel senso intellettuale e così via, ma sul piano dei sentimenti => ed è importante per un adulto per comprendere il bambino => quindi significa mettersi nei panni dell’altro così che intuiamo i suoi sentimenti e le sue motivazioni NB: il preside non aveva provato empatia => semplicemente sapeva che il professore non valeva una cippa e che me ne ero reso conto anche io => e che se io mi ero comportato in un certo modo era perché c’erano delle validi motivazioni = che non c’era bisogno di esporre => perché il preside senza conoscere la psicanalisi aveva capito che c’è qualcosa di strano se uno che è tranquillo agisce così violentemente = c’è qualcosa sotto di inconscio le cui motivazioni non per forza ci possono essere chiare al momento NB: noi siamo più empatici con gli altri se abbiamo vissuto quei sentimenti => perché certe cose sono difficili da spiegare a parole => soprattutto per un bambino che non riesce a comunicare c’è bisogno di un adulto che lo comprenda => quindi se conosciamo meglio noi stessi possiamo conoscere meglio gli altri ESEMPIO di un bambino di 8 anni in terapia => questo bambino detta all’analista una storia dove prende a parole i genitori => ora visto che l’analista non può esprimere il suo disgusto come fanno gli altri il bambino dice di dover chiamare un’altra persona per dimostrare come la gente reagisce male al suo racconto => succede però che questa terza persona non reagisce scandalizzata => allora il bambino la stuzzica dicendo “è una bella storia, no?” e l’altro risponde con compassione “è una storia triste” => e le motivazioni sono che il bambino deve odiarsi proprio essere in collera con il mondo e con le persone che più dovrebbe amare => questa COMPRENSIONE nei suoi confronti cambiano il suo modo di vedersi e di vedere il mondo => se questa comprensione veniva dall’analista non l’avrebbe accettata perché il bambino sa che è compito dell’analista essere comprensivi e non sarebbe stato veritiero => invece era wow che una persona qualunque avesse capito che la sua era tristezza e non rabbia come pensavano tutti gli adulti => questo gli dà speranza che le persone e in particolare i genitori capiscano le sue motivazioni e rispondere positivamente alla sua infelicità piuttosto che rispondere sempre negativamente alla sua rabbia NB: qui ritorna il problema della domanda => che fa gli domandiamo perché è arrabbiato? no perché nessuna domanda avrebbe sortito lo stesso effetto dell’episodio precedente => e anzi avrebbe solo peggiorato le cose perché avrebbe confermato l’idea che nessuno lo/voleva capiva/re => INOLTRE il bambino avrebbe potuto dire che dietro la sua rabbia c’era tristezza? NO, come l’autore non sapeva spiegare le sue motivazioni contro l’insegnante => soprattutto perché quando sei arrabbiato non sei razionale quindi figurati se riuscivi a trovare le cause da solo => questo è difficile per un adulto figurati per un bambino PER QUESTO al bambino non si dovevano chiedere le motivazioni della sua rabbia perché sono nell’inconscio => il bambino lo mandi in confusione se glielo chiedi => perché ci prova, da delle motivazioni che non convincono nemmeno lui = è obbligato a riconoscere i limiti della sua comprensione QUINDI per capire un bambino non dobbiamo farci trascinare subito dalla nostra reazione => ma dobbiamo cercare di essere in empatia con lui QUANDO CI RISPONDONO “NON LO SO”
I bambini non sanno distinguere tra ciò che è moralmente buono e cattivo, sanno solo che una cosa gli piace o meno => quindi per capire quando una cosa va bene o male lo capiscono imitando i genitori => quindi se i genitori sono degli alcolizzati i figli lo diventeranno per emularli => questo non sempre accade a volte chi è alcolizzato non vuole che i figli lo emulano e con tutte le sue forza fa diventare attraenti le sue caratteristiche migliori => in questo modo il figlio da grande saprà distinguere ciò che è male o buono e odierà l’alcolismo NB: ogni bambino ha bisogno di sentirsi il più amato => nasce la rivalità tra fratelli => il genitore ama i propri figli in maniera diversa = questo perché non si può negare l’individualità dei propri figli => attenzione il bambino soffre quando si rende conto di non essere il preferito => il gioco funziona solo se i genitori sono bravi a fargli credere che sia il preferito => se questo non viene fatto allora il bambino emula qualcun altro, magari un delinquente => perché è proprio un bisogno ammirare qualcuno che possa garantirti sicurezza Vediamo che se gli imponi delle regole per l’autocontrollo allora il bambino non impara l’autocontrollo perché tanto ci saranno gli altri che mettono i paletti => quindi viene insegnato il rispetto per l’autorità, ma non l’autocontrollo È istruttivo vede come la disciplina viene insegnate in Giappone rispetto all’Occidente (hanno anche miglior rendimento scolastico che non dipende dal materiale scolastico ecc) => perché da noi si usano proibizioni e ingiunzioni mentre in Giappone si fa ragionare i figli => CONFRONTIAMO madri occidentali con orientali
- ESEMPIO il bambino scorrazza e tocca le merci di un negozio:
- occidentali => urlano di smetterla, di non toccare…
- giappone => pongono la domanda “che cosa penserà il padrone a vederti scorrazzare così nel suo negozio” o “come credi che mi senta quando fai così”
- ESEMPIO il bambino deve mangiare le verdure:
- Occidentali => gli dice che deve mangiarla => e al massimo aggiunge che la deve mangiare perché gli fa bene
- Giappone => chiederà al figlio “come si deve pensare il contadino che ha coltivato questa carota per te se non la mangerai” oppure “come si devono sentire queste carote che sono cresciute per te se non le mangerai” ECCO che il bambino occidentale si sentirà dire quello che deve fare mentre quello orientale impara a prendere in considerazioni i sentimenti degli altri e a riflettere su ciò che fa invece di ubbidire solamente agli ordini Per quanto riguarda il fatto che gli orientali rendono di più a scuola si può spiegare con il fatto che i bambini orientali vengono educati alla riflessione autonoma => questa sarà utile poi a scuola per fare pensieri astratti
- ESEMPIO togliersi le scarpe prima di entrare in una stanza
- Occidentali => le madri lo impongono come un ordine
- Orientali => gli spiegano perché se le devono togliere => e aspettano pazientemente che i figli lo facciamo => perché devono impararlo da soli che è la cosa giusta da fare => non perché glielo impongo io
QUINDI per insegnare la disciplina occorre tempo e pazienza, non serve abbaiare ordini per avere un successo a breve termine, ma bisogna agire su lungo termine affinchè venga interiorizzata la disciplina, che non deve essere imposta, ma insegnata
- ESEMPIO quando i genitori vanno a ritirare i figli dall’asilo
- Occidentali => infilano il cappotto ai bambini e se ne vanno => nonostante ci sia il desiderio da parte dei figli di attardarsi in classe => PURTROPPO fare fretta fa parte della nostra cultura => ma la disciplina viene insegnata con tempi lunghi
- Orientali => la madre entrava e si metteva seduta ad aspettare che la figli finisse le sue faccende => ci mettevano un’ora prima di andarsene, ma erano felici entrambe VEDIAMO che così facendo vengono rispettati i bisogni della bambina, piuttosto di quelli del genitore che vuole tornare a casa => oltre al fatto che la madre dava un esempio di autocontrollo => questo avrebbe insegnato l’autodisciplina e gli avrebbe dato fiducia alla bambina, perché se i genitori non credono in te chi ci deve credere, allora non ci credi nemmeno tu e perdi fiducia in te stessa NB: non solo gli orientali hanno questo modus operandi, ma anche i nativi d’america
- PERCHE’ LE PUNIZIONI NON FUNZIONANO I bambini quando vengono puniti accumulano risentimento => e si dicono che quando saranno grandi e avranno gli strumenti per farlo puniranno i loro genitori facendo qualcosa che li addolora Vediamo che le punizioni psicologiche sono più pericolose di quelle fisiche perché lasciano un segno => 1.ESEMPIO si dicono parolacce e allora gli si lava la bocca => è più l’umiliazione che segna => il bambino si accorge che i genitori si preoccupano solo che non deve dire le parolacce, ma non si preoccupano del perché le ha dette => quindi viene recepito che sta a cuore solo ciò che il genitore vuole e non quello che vuole il bambino => per questo il bambino inizia a pensare solo ai suoi interessi VEDIAMO che anche se il bambino smette di dire le parolacce ad alta voce, continuerà a dirle nelle propria mente => questo può provocare dei problemi nelle relazioni => ESEMPIO bambino diventa muto perché quando gli hanno lavato via le parole cattive gli hanno lavato via anche quelle buone e non ha più nessuna parola buona per comunicare CON CIO’ si intende dire che ogni bambino avrà reazioni diverse ai castighi e che l’umiliazione è talmente forte che provoca dei danni 2.ESEMPIO => bambina fa finta che quando gli lavano la bocca con il sapone non le interessasse e quindi ci rinunciano => invece si sentiva molto ferita per il metodo brutale e ha smesso di rispettarli e amarli e li disprezzava 3.ESEMPIO dell’autore => offese sua madre che ne rimase scandalizzata e ferita ma non fece niente => lo riferì a mio padre che ne rimase turbato => mi prese in disparte e gli domandò: “mi devi costringere a punirti per farti imparare come rivolgere la parola a tua madre?” => questo impressionò l’autore => vediamo che l’idea di punire il figlio addolora il padre = l’autore si sente male per aver fatto sentire così suo padre => e il padre ottenne il
- Per vedere quanto i genitori controllano le loro cose
- Punire la persona a cui si ruba INCONSCE
- Punire perché i genitori non lo amano
- Esaltazione che dà il furto
- Dimostrare a se stessi quanto siano furbi o audaci o fortunati Solo che dobbiamo fermarci a pensare perché lo fa => noi adulti li tentiamo sempre perché vedono che soddisfiamo ogni nostro bisogno quando ci pare e piace => ma anche che siamo negligenti = noi non possiamo lasciare in giro le cose e tentarli => non basta pensare che tanto non li toccano perché non è così ESEMPIO => l’autore fa l’esempio che ha rubato degli spiccioli in bella vista => lo ha fatto per punirli di averlo tentato mettendoli in bella vista I motivi per cui può rubare:
- Ruba al fratello per aggiustare un’ingiustizia perchè il fratello ha in più di lui
- Convinto che i genitori lo abbiano privato di qualcosa o non hanno mantenuto una promessa => quindi raddrizza il torto
- Vuole segnalare un bisogno che i genitori non tengono in considerazione Si può chiedere al bambino perché ha rubato il denaro => ma bisogna fare attenzione quando glielo si chiede perché bisogna essere comprensivi perché se partiamo già che non accettiamo le sue ragione se ne accorge e pensa che il denaro sia più importante della sua persona Il bambino vive in una casa dove tutto è proprietà di tutti => i suoi giocattoli vengono toccati dai genitori e il bambino è costretto a condividerli con altri bambini => quindi quando vede del denaro in giro è ovvio che pensa che può toccarli QUESTIONE CASTIGO => quando siamo adulti e ripensiamo ai nostri castighi pensiamo che ne sia valsa la pena per farci crescere meglio => il castigo di per sé è una cosa buona perché permette di scaricare la collera del genitore e il senso di colpa del bambino => liberati da queste emozioni negative si può fare la pace => PERO’ ci si pone la domanda se sia giusto farsi trascinare dalla collera perché poi viene il rimorso per averlo fatto, oppure si è un buon genitore se non hai i sensi di colpa? E per il bambino non sarebbe meglio farlo convivere con i sensi di colpa per farlo crescere? => IL PROBLEMA è che il bambino quando viene punito non capisce che è per il suo bene e la vive come un’umiliazione e un trauma => quindi prova del risentimento nei confronti di coloro che avrebbero dovuto proteggerlo e assicurargli sicurezza QUINDI cosa deve fare un genitore come deterrente:
- Comunicare al figlio il proprio dispiacere è cosa buona, ma non sufficiente
- Il bambino vuole il nostro amore e farà di tutto per ri/conquistarlo => sarebbe efficace fargli capire che se sbaglia c’è una diminuzione del nostro amore (magari mandandolo nella sua stanza o ritirandoci noi nella nostra = la paura dell’abbandono è la paura prima che si vive da bambini quando la nutrice si allontana = no cibo = morte => rivivere questa
esperienza è angosciante) => il problema è che quando i genitori lo fanno poi si rimangiano subito la parola => ma questo non basta perché il bambino a volte non ama i suoi genitori quindi pensa che sia veritiero VEDIAMO che con le punizioni sono importanti le lodi => in entrambi i casi sono espressione di emozioni => la lode viene espressa con gesti fisici come l’abbraccio mentre le punizioni con l’allontanamento fisico
12)RACCONTARE AI FIGLI LA STORIA DELLA NOSTRA VITA
I figli sono curiosi e i genitori sono d’accordo sul raccontare la storia della loro vita così che vengano compresi meglio => il punto è che le esperienze di vita sono diverse => ESEMPIO genitore che ha vissuto l’olocausto => il figlio senza che il genitori racconti si rende conto che questa esperienza lo ha segnato ed è traumatica => nonostante la curiosità evita però di fare domande => il genitore tentennerà a raccontare perché:
- I ricordi sono dolorosi
- Suo figlio non può capire
- Non vuole appesantire il figlio delle sue sofferenze e del fatto che la vita può avere risvolti così orribili Il silenzio dei genitori può essere interpretato come:
- Voluta esclusione da un periodo di vita importante
- Il fatto che il genitore è certo che il figlio non può comprendere => come se il figlio fosse incompetente e indegno Quindi il figlio per rimettere le cose in pari terrà nascoste delle cose al genitore PROBLEMA inverso quando il genitore decide di raccontare dell’olocausto => allora il figlio non vuole più dargli nessun tipo di dispiacere e vuole solo comunicargli gioie => quando però gli procura delle sofferenze si sentirà in colpa e insieme a questo anche del risentimento = questo danneggia il rapporto SUCCEDE che il figlio a lungo andare non pensa che il motivo prima per cui il genitore gli ha raccontato dell’olocausto sia quello di coinvolgerlo nel suo passato, ma sia il RICATTO EMOTIVO = per farlo comportare bene => quindi il figlio prova del risentimento perché succede che il genitore:
- Usa il suo passato per far comportare meglio il figlio che deve avere maggior riguardo per i sacrifici che il genitore ha fatto
- Prova invidia per la bella vita del figlio rispetto alla sua che è stata piena di privazioni => e il figlio si sentirà in colpa per i vantaggi che ha (pensa magari di non avere nemmeno vantaggi o che quelli che ha gli sono stati imposti e non li vuole) => da sottolineare il fatto che magari il figlio abbia delle privazioni e ne soffra quindi non si sente fortunato, però agli occhi del genitore lo è => il figlio, inoltre, proverà un senso di inferiorità perché pensa “io sarei stato in grado di sopportare le loro stesse sofferenze?” e quindi dubita di sé