Anteprima parziale del testo
Scarica I Carmina Docta Catullo e più Sintesi del corso in PDF di Latino solo su Docsity!
14.2.4 | carmina docta estensione che i canmina doc- È Nonè soltanto perla ma riore — talora notevole — i . a i ta si distinguono da componimenti brevi (nugac cd cpi grammi): Do Tn maia È più ampio respiro Catullo intese cerro dare prosedi poesia Pile SA i secondo i canoni del gusto alessandrino, mediante il ricorso 2° Lo Ie Freni : del mito ca tecniche compositive ricercate, dispiegando più ani e nisorse i di un'erudizione sofisticata e preziosa. Catullo ambisce a misurarsi A gEnCE tipi- camente neoterico e “moderno” dell'epillio alessandrino; epilli dc SIE sono in particolare i carmi LXIII e LXIV ambedue racconto di vicende mitiche In cui accanto a virtuosistici intarsi descrittivi si aprono vasti spazi di introspezione i psicologica, carichi di tensione emotiva, come il lamento di Acris di fronte al suo i drammatico mutamento d’identità, o que Ilo, più celebre, di Arianna abbandonata. Un epillio, incentrato su un gentile motivo eziologico, va considerato anche il car- me LXVI. Nei carmi LXI e LXII il modello principale appare ! nvece la lirica arcai- i cadi Saffo, sebbene filtrato attraverso il gusto ellenistico. i Inogni caso, Catullo sottopone anche nei carmina docta gli ammirati modelli i greci a una complessa e originale rielaborazione, concentrandosi su problematiche inconfondibilmente personali € calando elementi caratteristici della cultura e della i tradizione romana negli stampi eleganti delle forme di derivazione alessandrina. Nel i carme LXI, in particolare, Catullo realizza una perfetta fusione di elementi greci e i romani: le forme letterarie e il metro, oltre a singoli motivi ed espressioni, derivano i da Saffo e dai lirici ellenistici, mentre gli atti rituali, come pure i concetti riguardanti il matrimonio e la sua funzione civile, hanno radici nella più antica e schietta tradi- iti i zione romano-italica. Il carme LXVIII è considerato il prototipo dell’elegia latina. In età augustea i poc- ti elegiaci — in particolare Properzio — ne riprenderanno infatti, sviluppandole e fis- i sandole in un genere autonomo, motivi e caratteristiche fondamentali: la notevole È estensione del componimento (160 versi, ben oltre i limiti consueti dell’epigramma in distici); l'andamento lirico-narrativo almeno apparentemente libero e come on- È deggiante tra diverse sollecitazioni mediante associazioni improvvise, che cela in re- altà un calcolatissimo gioco d’incastri e di simmetrie compositive; l'ampio spazio con- cesso alla rievocazione delle vicende personali, in particolare amorose del poeta, pro- ietrate nella dimensione nostalgica o dolente del ricordo; il motivo del servitium amo- È roso; soprattutto il continuo trapasso dal piano dell’autobiografia a quello del mito. o È £ Nel carme LXVIII l'inserto mitologico non ha (come non avrà in Properzio) una unzione puramen . . n a N e I digmatico, gettando luce sui significati ven ria nti cioè un valore pe È gnificati profondi dell'esperienza personale. Qui Ca- tullo propone un evidente parallelismo tra due unioni I sreonal- mente vissuta da chi scrive (o almeno presentata I una attuale e peroni n ale), l’altra leggendaria (€ Do