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Esercizi e Domande di Esame: Contabilità e Bilancio, Prove d'esame di Contabilità

risposte alle presunte domande di CeB

Tipologia: Prove d'esame

2019/2020

Caricato il 26/09/2020

alice-bizzi
alice-bizzi 🇮🇹

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A RISPOSTE DOMANDE ESAME
CONTABILIA’ E BILANCIO
CAPITOLO PRIMO
1. la redazione di bilancio nella disciplina nazionale è compresa
nel Codice Civile, contenuta dall’articolo 2423 al 2969,
integrato ed interpretato dai principi contabili dell’Organismo
Italiano di Contabilità (OIC).
2. La disciplina di bilancio individua 3 differenti tipi di imprese,
con differenti obblighi: -Imprese medio-grandi devono redigere
il bilancio in forma ordinaria e sono quelle imprese che per 2
anni consecutivi superano almeno 2 dei seguenti limiti: *tot
A.P 4400000 *tot ricavi delle vendite e delle prestazioni
8800000 *dipendenti 50 unità. Il bilancio è composto da S.P –
C.E – R.F – N.I
-Imprese piccole devono redigere il bilancio in forma
abbreviata e sono quelle imprese che per 2 anni consecutivi
non superano almeno 2 dei seguenti limiti: *tot A.P 4400000
*tot ricavi delle vendite e delle prestazioni *dipendenti 50
unità. Il bilancio è composto da S.P – C.E – R.F
-Micro imprese, redigono il bilancio delle micro imprese e sono
quelle imprese che per 2 anni consecutivi non superano
almeno 2 dei seguenti limiti: *tot A.P 175000 *tot ricavi delle
vendite e delle prestazioni 350000 *dipendenti 5 unità. Il
bilancio è composto da S.P – C.E
3. La redazione di bilancio nella disciplina internazionale viene
utilizzata per le società con titoli quotati presso la borsa valori
di Milano o diffusi direttamente tra gli investitori. E’
rappresentata dagli International Financial Reporting Standard
(IFRS), omologati dall’Unione Europea e pubblicati sulla
gazzetta Ufficiale dell’UE.
CAPITOLO SECONDO
4. La clausola generale di redazione del bilancio, enunciata
nell’art.2423 condiziona i contenuti di redazione di bilancio e di
conseguenza dei criteri di valutazione, il suo obbiettivo è
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A RISPOSTE DOMANDE ESAME

CONTABILIA’ E BILANCIO

CAPITOLO PRIMO

  1. la redazione di bilancio nella disciplina nazionale è compresa nel Codice Civile, contenuta dall’articolo 2423 al 2969, integrato ed interpretato dai principi contabili dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).
  2. La disciplina di bilancio individua 3 differenti tipi di imprese, con differenti obblighi: - Imprese medio-grandi devono redigere il bilancio in forma ordinaria e sono quelle imprese che per 2 anni consecutivi superano almeno 2 dei seguenti limiti: *tot A.P 4400000 *tot ricavi delle vendite e delle prestazioni 8800000 *dipendenti 50 unità. Il bilancio è composto da S.P – C.E – R.F – N.I
    • Imprese piccole devono redigere il bilancio in forma abbreviata e sono quelle imprese che per 2 anni consecutivi non superano almeno 2 dei seguenti limiti: *tot A.P 4400000 *tot ricavi delle vendite e delle prestazioni *dipendenti 50 unità. Il bilancio è composto da S.P – C.E – R.F
    • Micro imprese , redigono il bilancio delle micro imprese e sono quelle imprese che per 2 anni consecutivi non superano almeno 2 dei seguenti limiti: *tot A.P 175000 *tot ricavi delle vendite e delle prestazioni 350000 *dipendenti 5 unità. Il bilancio è composto da S.P – C.E
  3. La redazione di bilancio nella disciplina internazionale viene utilizzata per le società con titoli quotati presso la borsa valori di Milano o diffusi direttamente tra gli investitori. E’ rappresentata dagli International Financial Reporting Standard (IFRS), omologati dall’Unione Europea e pubblicati sulla gazzetta Ufficiale dell’UE. CAPITOLO SECONDO
  4. La clausola generale di redazione del bilancio, enunciata nell’art.2423 condiziona i contenuti di redazione di bilancio e di conseguenza dei criteri di valutazione, il suo obbiettivo è

l’intelligibilità delle informazioni di bilancio. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve presentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economia e finanziaria dell’impresa.

  1. L’art.2423-bis enuncia i principi di redazione del bilancio, che sono: -prudenza: le perdite vanno contabilizzate anche se sono stimate, mentre gli utili solo se realizzati. -continuità della gestione: riguarda le condizioni d’attività aziendale, principio dell’impresa in funzionamento, cioè l’attività aziendale deve perdurare nel tempo. -prevalenza della sostanza sulla forma: la rilevazione e la prestazione delle voci deve essere effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto e non degli aspetti formali. -la competenza economica: principio in base al quale si stabiliscono le modalità per attribuire i costi e ricavi al periodo amministrativo e concorrere alla determinazione del reddito d’esercizio. -valutazione separata: gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente per evitare compensi di partite o raggruppamenti di voci. -costanza dei criteri di valutazione: devono essere utilizzati gli stessi criteri di valutazione in ciascun esercizio, ciò permette comparazioni temporali fra bilanci riferiti ad una stessa azienda ma in periodi differenti.
  2. Nella disciplina internazionale le finalità e i principi di bilancio vengono rappresentati in due documenti: il Framework ed il Presentation of Financial Statements. Il Framework è uno degli strumenti dello IASB volto alla riduzione delle differenze esistenti tra i bilanci emanati da aziende appartenenti a paesi diversi. Secondo questo documento lo scopo del bilancio è fornire informazioni agli investors. In tema di postulati di bilancio divide le “caratteristi qualitative” in due categorie: caratteristiche fondamentali (significatività e rappresentazione fedele), caratteristiche migliorative (comparabilità, verificabilità, tempestività e comprensibilità). CAPITOLO TERZO
  1. La nota integrativa rappresenta un documento costitutivo del bilancio, la sua funzione consiste nel fornire l’analisi e l’illustrazione dei dati contenuti negli schemi di stato patrimoniale e di conto economico allo scopo di permettere una rappresentazione chiara, veritiera e corretta.
  2. A livello di contenuti il legislatore per la nota integrativa non ha previsto uno schema obbligatorio da seguire, ma ha prescritto un contenuto minimo. Secondo quanto previsto dall’art.2427, il contenuto della nota integrativa si sviluppa in 26 punti.
  3. La relazione sulla gestione non rappresenta un documento costitutivo del bilancio, ma solo di corredo, obbligatorio solamente qualora l’impresa sia caratterizzata da determinati limiti dimensionali o specifiche caratteristiche costitutive. La sua funzione è quella di rendere disponibili informazioni utili per una migliore comprensione della S.P-F e della dinamica reddituale dell’impresa in funzionamento.
  4. L’articolo 2428c.c mostra quali informazione deve contenere la relazione sulla gestione: deve rappresentare un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società, del risultato di gestione, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti ed una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta. CPITOLO QUINTO
  5. Le immobilizzazioni costituiscono un elemento fondamentale del patrimonio aziendale in quanto definiscono l’assetto tecnico dell’impresa. Esse si dividono in immateriali e materiali. Quest’ultime sono caratterizzate dalla loro tangibilità ed hanno utilità pluriennale, concorrono alla formazione dei risultati economici di più esercizi. Il codice civile prevede una specifica classificazione: -terreni e fabbricati -impianti e macchinari -attrezzature industriali e commerciali -altri beni -immobilizzazioni in corso e acconti Il valore originario delle immobilizzazioni materiali è dato dal costo attribuibile al bene al momento della loro acquisizione.

La loro rilevazione deve avvenire alla data in cui avviene il trasferimento di rischi e benefici generalmente coincidente con il trasferimento del titolo di proprietà. Per la valutazione in bilancio bisogna tener conto delle diverse modalità di acquisizione.

  1. La valutazione in bilancio di beni in leasing può avvenire in due modi differenti: -metodo patrimoniale: assimila il contratto di leasing al contratto di locazione o noleggio, riconoscendo la temporanea disponibilità di un bene, inferiore alla vita utile del cespite, ad un canone d’uso. -metodo finanziario: prevista solo dai principi contabili internazionali, vede la sostanza del contratto di leasing come un vero contratto di compravendita, assistito da un finanziamento ad un tasso d’interesse, associato ad un pagamento rateizzato.
  2. Le costruzioni in economia devono essere valutate in bilancio secondo il costo di produzione che si ottiene calcolando: -costi diretti di materiali e manodopera -costi indiretti-finanziari (sono capitalizzabili solo se si riferiscono al periodo in cui avviene l’esborso per il pagamento di fornitori fino al momento in cui l’immobilizzazione è pronta per essere utilizzata) L’art. 2426c.c prevede che il costo di produzione venga messo a confronto con il costo di mercato, e di accogliere il valore minore fra i due da iscrivere in bilancio.
  3. L’ammortamento è la suddivisione del costo di una immobilizzazione tra gli esercizi in cui si svolge la sua vita utile. La svalutazione avviene invece nel momento in cui il cespite non è più utilizzabile e non è in grado di coprire il valore residuo risultante dall’ammortamento.
  4. Le manutenzioni ordinarie generano costi di competenza dell’esercizio in cui sono effettuate. Le manutenzioni straordinarie sono invece costi pluriennali che si capitalizzano, il costo deve essere inserito nelle immobilizzazioni immateriali ed ammortizzato nel periodo entro il quale la miglioria darà la propria utilità. Le manutenzioni cicliche richiedono l’accantonamento di una quota, proporzionale allo sfruttamento dell’impianto cui si collega il futuro intervento manutentivo.

costo delle immobilizzazioni deve essere ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Il valore da iscrivere in bilancio è la differenza tra il costo d’iscrizione iniziale e le poste rettificative.

  1. I beni immateriali sono beni intangibili dotati di una loro identificabilità, rappresentati da diritti giuridicamente tutelati. Essi sono caratterizzati da:  Identificazione individuale  Obbligatorietà dell’iscrizione in bilancio  Durata dell’ammortamento rapportata alla vita utile del bene Gli oneri pluriennali costituiscono oneri che manifestano la loro economicità in più esercizi. Essi sono caratterizzati da:  Volontarietà dell’iscrizione in bilancio  Necessità del Collegio Sindacale  Vincolo della distribuibilità dei dividendi  Informativa su composizione, ragione della capitalizzazione e criteri di ammortamento in nota integrativa  Impossibilità effettuare il ripristino della svalutazione
  2. °I costi di sviluppo sono classificati all’interno degli oneri pluriennali. I costi per la ricerca di base fanno parte della ricorrente operatività dell’impresa e sono registrati come costi d’esercizio in conto economico. I costi per sviluppo possono invece essere capitalizzati nello stato patrimoniale. Quest’ultimi sono ammortizzati secondo la loro vita utile. Se non è possibile stimare attendibilmente la vita utile, essi si ammortizzano entro un periodo non superiore ai 5 anni.
  3. L’avviamento costituisce il surplus che i singoli componenti nel loro aggregato assumono rispetto al loro utilizzo individuale ovvero slegato dalla realtà dell’impresa in cui sono inseriti. Può essere: -interno -derivato/acquistato a titolo oneroso Solo l’avviamento acquisito a titolo oneroso può essere iscritto in bilancio nei limiti del costo per esso sostenuto. Esso può

essere qualificato tramite la differenza tra prezzo di acquisto ed il valore del patrimonio netto corrente. L’OIC. 24 stabilisce che l’ammortamento dell’avviamento debba essere rilevato in base alla vita utile dello stesso. La vita utile massima è di 20 anni. CAPITOLO SETTIMO

  1. Le partecipazioni sono quote o azioni rappresentative del capitale sociale o del patrimonio netto delle imprese. Le partecipazioni possono essere classificate tra le immobilizzazioni finanziarie o nell’attivo circolante secondo il principio della destinazione economica.  Le partecipazioni iscritte nell’attivo circolate, cioè non immobilizzate devono essere iscritte al minor valore tra quello di acquisto e quello di mercato. Il metodo generale per valutare tali partecipazioni è il costo specifico. In alternativa è possibile utilizzare uno dei seguenti metodi di calcolo del costo: media ponderata, LIFO e FIFO.  Le partecipazioni immobilizzate costituiscono quote rappresentative del capitale di rischio che sono destinate ad investimento duraturo. Il costo storico di acquisto rappresenta il criterio base di valutazione, ma le partecipazioni di controllo e/o di collegamento possono essere valutate applicando il metodo patrimoniale netto.
  2. Per le partecipazioni immobilizzate, se si verifica una perdita durevole di valore, questa deve essere rilevata e portata a svalutazione del costo storico d’acquisto.  Per le partecipazioni quotate, la quantificazione della perdita va effettuata in relazione al deprezzamento significativo delle quotazioni, unitamente alle condizioni economiche e finanziarie negative della società partecipata.  Per le partecipazioni non quotate, la perdita va invece misurata utilizzando le evidenze emergenti dai bilanci della società partecipata e valutando l’entità e le cause delle perdite d’esercizio.
  3. Con il metodo del patrimonio netto, il costo d’acquisto di una partecipazione di controllo o di collegamento, deve essere ogni

al minore tra i due, se il valore di mercato si presenta minore del costo storico il bene deve essere svalutato.

  1. La valutazione dei lavori in corso su ordinazione, comporta anzitutto, il calcolo dei ricavi e dei costi a essi connessa, dopo di che è necessario individuare un metodo di allocazione degli stessi:  Il criterio generale di valutazione (al minore tra il costo storico e il costo di mercato) prevede che le che le commesse per le quali si prevede un utile debbano essere valutate al costo, mentre le commesse in perdita, in base ai ricavi attribuibili all’esercizio, e accantonando in un apposito fondo rischi tutte le perdite future non attendibili.  Il criterio della “percentuale di completamento”, questo metodo comporta che alla fine di ogni esercizio concorrano a formare il risultato di periodo i costi e i ricavi sostenuti e conseguiti in proporzione all’avanzamento dei lavori.  Il criterio della “commessa completa”, tale criterio prevede che i ricavi e gli utili relativi alla commessa vengano rilevati solo al momento in cui il contratto è completo.
  2. Il costo di acquisto viene utilizzato per valutare le materie prime, sussidiarie, di consumo e delle merci. Il valore da attribuirgli viene calcolato sommando il prezzo effettivo di acquisto e i loro relativi costi accessori. Il costo di produzione viene utilizzato per valutare i prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e prodotti finiti. Il valore da attribuirgli viene calcolato tendendo conto del costo di produzione, considerando anche una quota ragionevole di costi indiretti industriali.
  3. Per la determinazione dei costi delle rimanenze dei beni fungibili vengono utilizzati 3 metodi differenti: a. Il metodo del costo medio ponderato: prevede che i beni con caratteristiche identiche ma acquistati o fabbricati in periodi differenti, possano essere valutati ad un unico valore ottenuto dalla somma delle quantità dei beni valorizzate ai rispettivi costi (di acqu. o di produz.) e le quantità complessivamente acquistate o prodotte nello stesso periodo. Può essere:

 Costo medio ponderato per periodo;  Costo medio ponderato per movimento; b. Il metodo FIFO: si basa sull’ipotesi per la cui i beni entrati per primi sono quelli a essere per primi prelevati c. Il metodo del LIFO: si basa sull’ipotesi per cui i beni che entrano in periodi più recenti sono i primi a essere utilizzati per la vendita o per la produzione. Può essere:  LIFO “continuo”;  LIFO “a scatti”;  LIFO “a scatti annuali”; CAPITOLO NONO

  1. I titoli di debito costituiscono strumenti finanziari che attribuiscono al possessore il diritto a ricevere un flusso di liquidità, determinato o determinabile, senza attribuire il diritto di partecipazione diretta o indiretta alla gestione della società che li ha emessi. I titoli possono essere iscritti nell’Attivo Circolante in C.III nelle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni se si prevede un utilizzo non durevole, oppure in B.III tra le immobilizzazioni finanziarie se viene utilizzato durevolmente e si classificano in :
    1. Partecipazioni in: a) Imprese controllate; b) Imprese collegate;
    2. Crediti: a) Verso imprese controllate b) Verso imprese collegate
    3. Altri titoli;
    4. Strumenti finanziari derivati attivi. La loro differente possibile collocazione fonda i propri presupposti sul criterio della destinazione economica.
  2. I titoli immobilizzati devono essere rilevati in bilancio al momento in cui avviene la consegna del titolo, e sono iscritti al costo di acquisto o di sottoscrizione, applicando il costo ammortizzato. Con l’applicazione del costo ammortizzato, ogni differenza tra valore iniziale e valore nominale a scadenza sono inclusi nel costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse

utilizzando il criterio del presumibile valore di realizzo (utilizzato dalle imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata, o delle micro-imprese.)

  1. I debiti sono passività che rappresentano obbligazioni a pagare ammontari determinati ad una data stabilita I debiti vengono suddivisi in base alla natura del debitore e alla scadenza entro o oltre l’esercizio. Sono classificati nello S.P alla voce D e sono così suddivisi: 1) Obbligazioni; 2) Obbligazioni convertibili; 3) Debiti verso soci per finanziamenti; 4) Debiti verso banche; 5) Debiti verso altri finanziatori; 6) Acconti; 7) Debiti verso fornitori; 8) Debiti rappresentati da titoli di credito; 9) Debiti verso imprese controllate; 10) Debiti verso imprese collegate; 11) Debiti verso controllanti; 12) Debiti tributari; 13) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale; 14) Altri debiti. I debiti vengo iscritti nel momento in cui vengono traferiti i rischi e i benefici connessi alla proprietà. L’articolo 2426c.c prevede che i debiti siano rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale. La prima iscrizione deve essere effettuata al suo valore nominale al netto dei vari costi che vi possono essere allegati.
  2. I fondi per rischi ed oneri includono gli accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti alla chiusura dell’esercizio. Sono classificati in due macroclassi differenti:  Fondi per rischi: hanno natura determinata ed esistenza probabile;  Fondi per oneri: hanno natura determinata ed esistenza certa; Vengono classificati nel passivo dello S.P:

B) fondi per rischi ed oneri:

  1. Per trattamento di quiescenza ed obblighi simili;
  2. Per imposte, anche differite;
  3. Strumenti finanziari derivati passivi;
  4. Altri; C) trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. L’articolo 2424-bis stabilisce che gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati solo a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile La disciplina civilistica del TFR prevede che a fronte delle indennità spettanti al personale dipendente, al momento di cessazione del rapporto di lavoro subordinato venga esposto nello S.P un correlato debito denominato “trattamento di fine rapporto lavorativo subordinato”.
  1. In sede di relazione di bilancio d’esercizio si deve procedere alla stima dei rischi di inesigibilità relativi ai crediti già contabilizzati ed iscrivere nell’attivo dello stato patrimoniale la differenza tra il valore nominale dei crediti e l’apposito fondo rettificativo che tiene conto dei rischi d’incasso. Al fine di stimare l’entità dell’accantonamento al fondo, la società deve valutare se sussistono degli indicatori che fanno ritenere probabile che il credito abbia perso valore:  Significative difficoltà del debitore;  Una violazione del contratto o il rilascio di una concessione al debitore;  Probabile avvio di procedure concorsuali in capo al debitore;  Stima di una riduzione sensibile dei flussi finanziari futuri stimati per il creditore.
  2. Un’operazione in valuta esterna è un’operazione effettuata in una valuta diversa dall’euro. I crediti e debiti in valuta devono essere rilevati inizialmente in base al tasso di cambio vigente, nel momento in cui l’operazione è effettuata. La rilevazione successiva differisce a seconda che si tratti di: a) Attività e passività diverse dalle immobilizzazioni: devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di

finalità che si pone la normativa civilistica rispetto a quella fiscale.

  1. Sono considerate differenze temporanee quelle che determinano lo spostamento della tassazione da un esercizio ad un altro perché esistono differenti modalità di imputazione dei costi e dei ricavi in sede civilistica e tributaria. Lo sfasamento comporta un anticipo o un differimento del momento impositivo. L’effetto che ne deriva è destinato ad annullarsi nel tempo, perché i valori diventeranno imponibili o deducibili in uno o più esercizi successivi. Si distinguono in:  Differenze temporanee deducibili negli esercizi successivi.  Differenze temporanee imponibili negli esercizi successivi.
  2. Le differenze permanenti non sono destinate ad annullarsi negli esercizi successivi. Si tratta, ad esempio, di componenti positivi o negativi di reddito parzialmente o totalmente indeducibili o esenti ai fini fiscali.
  3. Le imposte differite sono: le imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili. Le imposte anticipate sono: le imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee deducibili o al riporto a nuovo di perdite fiscali. CAPITOLO DODICESIMO
  4. Viene definito “strumento finanziario” qualsiasi contratto in grado di dare origine ad un’attività finanziaria per una società e ad una passività finanziaria o ad uno strumento di capitale per un’altra società. Si classificano applicando 4 criteri: a) tipo di attività sottostante; b) mercato negoziale; c) tipo di contratto; d) modi di utilizzo.
  5. Gli strumenti derivati finanziari vengono iscritti nello stato patrimoniale:  Immobilizzazioni finanziarie  Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

Nel passivo dello stato patrimoniale:  Patrimonio netto alla voce A).VII- riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi;  Fondi per rischi e oneri alla voce B).3- strumenti finanziari derivati passivi. Se si è in presenza di copertura del fair value di un sottostante (cash flow hedging), lo strumento finanziario derivato deve essere valutato al fir value alla data di sottoscrizione del contratto. Se si è in presenza di copertura dei flussi finanziari, la società che ha sottoscritto tale tipologia di derivato rileva nello stato patrimoniale lo strumento di copertura al fair value, alimentando la riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari attesi con la variazione del relativo fair value.