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Riassunto completo del libro "Dante: Guida alla Divina Commedia" di Giorgio Inglese.
Tipologia: Sintesi del corso
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7° cerchio: I viaggiatori scendono poi alla riva di un fiume di sangue bollente (il Flegetonte), vigilato dai Centauri, dove sono immersi i violenti che infierirono sul prossimo, quello dei violenti (contro il prossimo - contro se stessi - contro Dio, Natura e Arte). ➔ Qui i suicidi sono trasformati in orride piante, fra i cui rami si annidano le Arpìe (ad es. Pietro delle Vigne), mentre gli scialacquatori, violenti contro se stessi nel patrimonio, sono torturati da cagne feroci. Una pioggia di fuoco percuote i violenti contro Dio, che si rivolsero contro il Suo nome (bestemmiatori), o contro le prescrizioni di Natura nella sfera sessuale (pervertiti), o contro il sano esercizio delle arti produttive (usurai). ➔ Fra i peccatori contro la Natura, D. ritrova il maestro della giovinezza, Brunetto Latini: dal dialogo che nasce si disegna un ritratto del protagonista nel segno della gloria letteraria. Virgilio e D. discendono all'ottavo cerchio, suddiviso a sua volta in 10 Bolge. ➔ il capo ghibellino Farinata degli Uberti (che gli profetizza le amarezze dell'esilio) e Cavalcante de' Cavalcanti, padre del suo "primo amico" Guido. 8° cerchio: adulatori e lusingatori, nelle Malebolge sono detenuti gli ingannatori, mentre ai seduttori e ruffiani seguono gli adulatori. Gli ecclesiastici corrotti (detti simoniaci) sono ficcati a testa in giù in pozzetti circolari; Dante, che sogna una Chiesa povera e priva di potere politico, li condanna aspramente. ➔ Lo spirito di papa Niccolò III preannuncia la morte e la dannazione di Bonifacio VIII e di Clemente V. ➔ Ci sono poi gli indovini e maghi, i politici corrotti, gli ipocriti, i ladri, i quali ultimi sono sottoposti ad atroci mutazioni, da uomo a serpente e viceversa: nella descrizione delle metamorfosi, Dante emula i maestri latini. La bolgia dei consiglieri di frode impone al viaggiatore una meditazione sulla necessità di non esercitare l'ingegno senza la ferma guida della morale. ➔ I dannati sono chiusi ciascuno in una fiamma, ma fanno eccezione Diomede ed Ulisse, congiunti nella pena come lo furono nel delitto: da Ulisse, D. ascolta il racconto dell'ultimo viaggio e del naufragio che gli inflitto dalla volontà divina. ➔ Nella stessa bolgia, D. incontra anche il condottiero Guido da Montefeltro, morto in peccato mortale per colpa di papa Bonifacio VIII. Seguono poi i seminatori di scismi e discordie e i falsari. Fra l'ottavo e il nono cerchio, ci sono il biblico Nembròt e altri giganti, uno dei quali, Anteo, depone i viaggiatori sulla superficie ghiacciata del fiume Cocìto. 9° cerchio: traditori di parenti, prigionieri del ghiaccio, sono divisi in quattro zone, denominate dai dannati più celebri (Caino, Antenore troiano, Tolomeo faraone d'Egitto, Giuda): nella Caìna si trovano i traditori dei parenti; nell'Antenòra i traditori politici, fra i quali D. Scorge il conte Ugolino, che si accanisce per l'eternità sul suo nemico, l'arcivescovo Ruggeri; nella Tolomea stanno i traditori degli ospiti, peccato così grave che spesso l'anima cade subito all'Inferno, mentre il corpo, governato da un diavolo, continua a vivere sulla Terra fino alla sua naturale consumazione; nella Giudecca sono puniti i traditori dei benefattori. Al centro della Terra , cioè nel punto più basso del Cosmo, sta Lucifero-Satana, che si ribellò al Creatore e ora maciulla nelle sue tre bocche Bruto e Cassio (traditori di Cesare) e Giuda (che vendette Cristo). Dopo quest'ultimo spettacolo del male, D. e Virgilio imboccano uno stretto cunicolo che attraversa tutto l'emisfero meridionale: usciti all’aperto, possono 'riveder le stelle'. Purgatorio.
6° Cielo = di Giove, gli spiriti saggi e giusti formano il disegno di un'Aquila: essa ragiona sull'imperscrutabile giustizia divina, da cui furono salvati anche pagani come l'imperatore Traiano; 7° Cielo = quello di Saturno, si trovano gli spiriti che si diedero alla vita contemplativa , come Benedetto da Norcia. 8° Cielo = Beatrice e D. salgono verso il Firmamento, è il cielo delle Stelle fisse, non un cielo in cui si ripartiscono i beati, bensì dove risiedono le anime trionfanti. ➔ Dopo una visione di Cristo e Maria trionfanti, D. subisce un esame dottrinale, il cui fine è esaltare il suo possesso delle virtù teologali: San Pietro lo interroga sulla Fede, San Giacomo sulla Speranza, San Giovanni Evangelista sulla Carità. ➔ A sua volta, D. chiede ad Adamo chiarimenti sulle prime vicende del genere umano: Adamo rivela che la lingua parlata da lui era già "spenta" al tempo della confusione babelica (a correzione di quanto si legge nel De vulgari eloquentia, dove la lingua dei primi uomini è identificata con l'ebraico). 9° Cielo = Beatrice e D. raggiungono il nono cielo, il Primo Mobile. Qui Beatrice rivela a D. l'ordine delle schiere angeliche, ciascuna delle quali è deputata al movimento di un cielo, e chiarisce inoltre che nelle anime sante l'amore per Dio segue alla visione intellettuale. Empireo = è al di là dai cerchi celesti, non ha esistenza fisica, nè altro "luogo" che la mente divina. D. ha la visione di un fiume luminoso, poi di un anfiteatro a forma di Rosa, sui cui gradini siedono i beati, con al centro Maria. ➔ Beatrice raggiunge il suo posto, mentre a D. si avvicina, come terza e ultima guida, Bernardo da Chiaravalle , il grande mistico: la sostituzione della guida allegorizza il passaggio dal credere, per fede nella verità rivelata, al contemplare direttamente Dio. ➔ Bernardo prega Maria di concedere al pellegrino mortale una visione di Dio: la visione si realizza, in sublimi forme che la memoria di Dante non ha potuto ricevere, e che la sua arte può quindi rendere soltanto in modo allusivo e schematico. La visione della suprema verità è riferita come un"fulgore" di incondizionata partecipazione all'amore 'che move il sole e l'altre stelle’.
2. L'INVENZIONE STRUTTURALE DATA DI COMPOSIZIONE - Secondo una tradizione riferita dal Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante , i primi 7 canti dell'Inferno sarebbero stati composti da Dante ancora a Firenze, prima dell'esilio (ma in realtà proprio nel VI canto Ciaccio recita la "profezia" della rovina dei Bianchi nel 1302). - Tra il 1307 -1315 perché non ci sono attestazioni presenti e ci sono due dati importanti: 1) battaglia Montecatini 1315 2) profezia morte Clemente V che avverrà nel 1314 ➔ di conseguenza nel 1300 può essere solo ambientata e non scritta - Dante lavorò al poema almeno per 15 anni. TITOLO E GENERE - Il poema dantesco fu subito noto come " la Comedìa "; ↳ Dante scelse come titolo generale, il sostantivo indicante il genere, ovvero per metonimia lo stile dell’opera + nell’ epistola a Cangrande , il poema è detto comedia , in riferimento: 1) alla lingua volgare
Tuttavia, il corso della "storia" dell'arte, che necessariamente discende dai maestri agli alunni, non coincide con quello della "storia" dello spirito umano, che invece ascende dall'oscurità del paganesimo alla luce dei tempi cristiani.
Ora, ' le leggi ci sono, ma chi pone mano ad esse'? Nessuno, risponde Marco: mancando l'imperatore (perché Alberto d'Asburgo era eletto ma non incoronato nell'anno della visione), la gil quale guida che resta, il papa, non ha la virtù necessaria ad amministrare la giustizia + i popoli vedono che il loro pastore mira ai beni materiali, e si abbandonano alla cupidigia. ↳l'imperatore-monarca, è immune da cupidigia ed è l’unico a poter amministrare la giustizia con perfetta equità.
➔ I movimenti celesti sono prodotti dagli angeli motori nei quali si riflette la volontà creatrice di Dio. Per cui il mondo sensibile è un immagine dell’amore divino. L’ANIMA UMANA