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Riassunto libro Dante: guida alla Divina Commedia di Giorgio Inglese
Tipologia: Sintesi del corso
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I canti premiali ( If I e II ) Lo smarrimento nella selva di Dante non è solo una condizione individuale ma rappresenta anche lo sviamento del genere umano in quel dato momento storico, dal momento che contro di essa non agisce la maestà dell’unico Imperatore —> la manifestazione più grave della cupidigia, ossia la “lupa” storica, è la Chiesa corrotta che per sete di domini terreno si è fatta nemica dell’Impero. Dalla Provvidenza si aspetta dunque l’avvento di chi, vincendo la cupidigia (la Lupa-Chiesa corrotta e i re cui essa «si assomiglia»), ristabilisca la giustizia e la pace, condizioni della felicità umana in questa vita ==> tale annuncio è affidato a Virgilio, poeta -profeta dell’Impero romano sine fine. Inferno Purgatorio Paradiso
L’identità del «veltro» è celata in un enigma
Nella discussione teologica sul modo del rapporto fra i beati e Dio, Dante dà priorità all’intendere , al momento conoscitivo, sull’amare, che all’intendere consegue (—> san Bonaventura teneva al contrario come prioritario l’amare Dio). Lo splendore dei beati è manifestazione del loro amore, il quale segue la cognizione. Le macchie lunari e il sistema del mondo I movimenti celesti da cui dipende il nostro mondo sensibile, sono prodotti dagli angeli motori, nel cui volere si riflette la volontà creatrice. La rappresentazione del Cosmo come sistema di intelligenze produttrici, riconduce la molteplicità del mondo sensibile a quell’unica forza (o «luce») intellettuale che lo ha volto e gli dà continuamente vita —> l’uomo ha sotto i suoi occhi, nel mondo sensibile, l’immagine dell’amore divino. L’anima umana Come fanno i dannati e le anime purganti a patire le pene? Canto XXV Pg - Stazio:
ritratto)
suoi cari, da parte della patria tanto amata —> punto di contatto fra Farinata e Dante (profezia dell’esilio) Pietro delle Vigne Il suggerimento etico agisce due volte sulla forma del personaggio: attraverso la scena e attraverso il vissuto —> particolarmente evidente nei “suicidi”. Ulisse Il desiderio naturale di conoscere insorge in Ulisse come il più forte impulso esistenziale, che «vince» ogni altro sentimento, compresi gli affetti familiari. Il dramma si produce quando la suprema fame di conoscenza si scopre insoddisfatta di sé, insufficiente a a sé. Il cristiano Dante sa che il suo desiderio di conoscenza verrà saziato dalla visione eterna di Dio, il pagano Ulisse è sospinto dal medesimo desiderio di una direzione giusta (Eden —> tutti gli uomini tendo a Dio) ma per una rotta che non può essere percorsa solo con «argomenti umani» —> «folle» è dunque il viaggio di Ulisse (non quello di Dante!). La traversata oceanica di Ulisse è notturna: se la luce del Sole è la migliore immagine della grazia divina, la luce lunare può ben rappresentare il lumen naturale , che solo guida Ulisse. Ulisse dunque rappresenta l’uomo inappagato dalla verità —> nella coscienza ideologica dell’autore, questo inappagamento è «disio» del divino. Ugolino Il conte amava i suoi cari, ma il lettore sente che l’atrocità della sopraffazione va tuttavia raggelando quel sentimento, e usandolo in infinita eterna capacità di odiare.l’ultimo grande episodio infernale è intonato letterariamente al versante più cupo dell’epos antico: Dante chiama Pisa «novella Tebe». I santi Le anime del Paradiso hanno realizzato quasi l’intera potenza ontologica. Manca loro soltanto la resurrezione dei corpi, da cui riceveranno l’ultimo accrescimento di gioia.
grande amore» di Dante per Virgilio —> la scelta classicista avrebbe consentito a Dante di sviluppare la propria scrittura poetica, dal nitore rarefatto della lirica al respiro universale dell’epos, mentre Cavalcanti si sarebbe negato tale possibilità di crescita. La divaricazione letteraria è concisa con una profonda divaricazione di ordine dottrinario ↓
dottrina dell’intelletto unico possono ben figurarsi come rifiuto di un percorso spirituale illuminato dalla verità illuminata —> quale che sia il significa letterale del verso (↑), un disdegno di Cavalcanti per Virgilio e per la poesia epico-profetica già conterrebbe il rifiuto di ogni finalità e dimensione soprannaturale, e si estenderebbe così obiettivamente alla stessa Beatrice
Tenuto conto di tute le tradizioni che sono vive nella memoria letteraria dantesca, caratteristica della Commedia è l’arte della composizione fra “accordi” che, senza essere privati della tonalità originaria, si trovano fusi in una nuova misura coerente e inconfondibile. Varietà degli oggetti e dei toni e unità dell’ispirazione e dl “ritmo” (—> è un discorso di cui non si smarrisce mai la nervatura, sulla traccia dei parallelismi verbali, delle anafore, delle antitesi, dei chiasmi, delle salde architetture di pensiero che reggono l’unità logica della terzino giorno sulla dissonanza fra ritmo del verso e andamento della frase. È un discorso che continuamente si allarga, si amplifica (similitudini, perifrasi, digressioni, descriptiones , etc…), per poi concentrarsi e addensare la sua energia in un traslato, in un espressione ellittica o in una sola parola culminante. Autentica “firma” dantesca, è appunto, la scelta di un vocabolo di sonorità consistente, raro o inedito, per un traslato dal concreto all’astratto, dal tecnico-pratico allo spirituale. Lingua:
Neoformazioni dantesche Parole-rima con forte espressività Impiego di figure onomatopeiche Sonorità «dolci» vs sonorità «aspre e chiocce» Allitterazione con funzione enfatica (dà musicalità)