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DESTINATION MANAGEMENT (2024/2025), Appunti di International Management

Appunti presi a lezione integrati alle slide. voto 28

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 03/11/2025

lorenzaa___
lorenzaa___ 🇮🇹

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Per l’esame segnare se si è frequentanti o meno e segnare se si è studiato dalle slide o dal libro
DESTINATION MANAGEMENT
PERCHÉ LA GESTIONE DELLA DESTINAZIONE È IMPORTANTE?
Prima degli anni 90 non si parlava di Destination Management
Turismo come risorsa per lo sviluppo del paese à
La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni 50 ha portato il turismo a ricoprire
un ruolo di assoluto rilievo all’interno dell’economia mondiale
Crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante alcuni eventi di
rilevanza internazionale
La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di numerosi fattori à
1. Diffusione del benessere a nuove aree del pianeta e a fasce più ampie della
popolazione
2. Modifica della natura del viaggio à negli ultimi anni è cambiata la ricerca di turismi
diversi, prima degli anni 90 era più semplice capire l’esigenza del turista. Ad oggi ci
sono diversi tipi di turismo e queste diverse tipologie devono rispondere alle nicchie
e all’esigenza del turista
3. Intensificarsi delle relazioni fra nazioni à riguarda il turismo business à sono
aumentati i viaggi per lavoro, dove il turista aggiunge al suo viaggio di lavoro anche
altre attività esterne
4. Maggior facilità degli spostamenti
5. Riduzione dei costi sulle grandi distanze
In questo contesto, l’Italia ha sempre rappresentato una delle destinazioni più ambite
Sistema ricettivo italiano molto frammentato, con strutture mediamente più piccole di quelle di altri
paesi, profondamente caratterizzato da imprese di carattere familiare e con un peso ancora
marginale con delle grandi catene
Focus su à
Dimensioni strutture alberghiere
Esperienze autentiche (vs standardizzazione)
Problemi di efficienza operativa
Preservazione del patrimonio storico-architettonico
Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta del turista
La scelta della destinazione ricopre sempre più un ruolo centrale nell’organizzazione del
viaggio
Elemento iniziale che indirizza la costruzione delle attività e dei servizi da acquistare
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Scarica DESTINATION MANAGEMENT (2024/2025) e più Appunti in PDF di International Management solo su Docsity!

Per l’esame segnare se si è frequentanti o meno e segnare se si è studiato dalle slide o dal libro DESTINATION MANAGEMENT PERCHÉ LA GESTIONE DELLA DESTINAZIONE È IMPORTANTE? Prima degli anni 90 non si parlava di Destination Management Turismo come risorsa per lo sviluppo del paese à

  • La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni 50 ha portato il turismo a ricoprire un ruolo di assoluto rilievo all’interno dell’economia mondiale
  • Crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante alcuni eventi di rilevanza internazionale
  • La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di numerosi fattori à
    1. Diffusione del benessere a nuove aree del pianeta e a fasce più ampie della popolazione
    2. Modifica della natura del viaggio à negli ultimi anni è cambiata la ricerca di turismi diversi, prima degli anni 90 era più semplice capire l’esigenza del turista. Ad oggi ci sono diversi tipi di turismo e queste diverse tipologie devono rispondere alle nicchie e all’esigenza del turista
    3. Intensificarsi delle relazioni fra nazioni à riguarda il turismo business à sono aumentati i viaggi per lavoro, dove il turista aggiunge al suo viaggio di lavoro anche altre attività esterne
    4. Maggior facilità degli spostamenti
    5. Riduzione dei costi sulle grandi distanze In questo contesto, l’Italia ha sempre rappresentato una delle destinazioni più ambite Sistema ricettivo italiano molto frammentato, con strutture mediamente più piccole di quelle di altri paesi, profondamente caratterizzato da imprese di carattere familiare e con un peso ancora marginale con delle grandi catene Focus su à
  • Dimensioni strutture alberghiere
  • Esperienze autentiche (vs standardizzazione)
  • Problemi di efficienza operativa
  • Preservazione del patrimonio storico-architettonico Il ruolo chiave della destinazione nel processo di scelta del turista
  • La scelta della destinazione ricopre sempre più un ruolo centrale nell’organizzazione del viaggio
  • Elemento iniziale che indirizza la costruzione delle attività e dei servizi da acquistare
  • Nella maggior parte dei casi, è la destinazione ad affascinare i consumatori e ad indirizzare i comportamenti d’acquisto
  • Necessità di fare delle destinazioni il vero motore di attrazione dei flussi turistici e di sviluppo economico dei territori Il ruolo chiave della gestione della destinazione Fino agli anni ’90 non vi era la chiara evidenza della necessità di dover “gestire le destinazioni turistiche” Organizzazione del turismo limitato a pochi aspetti à
  • Logistica
  • Informazione e assistenza ai visitatori
  • Promozione limitata della destinazione
  • Il sistema degli operatori veniva considerato autonomo e indipendente
  • Assenza si una strategia di sviluppo/marketing collettiva e di coordinamento
  • Collaborazioni e partnership spontanee
  • Questo modello entra in crisi durante gli anni ’90 (domanda, tecnologia, offerta, esperienza) I processi di trasformazione dell’offerta e della domanda turistica I processi di selezione di acquisto, in ambito turistico, si sono profondamente modificati nel corso degli anni, conferendo alla destinazione un ruolo sempre più centrale nelle decisioni Questa tendenza si è progressivamente consolidata sotto la spinta di diversi fattori Com’è cambiata l’offerta turistica?
  1. Crescita esponenziale dei luoghi che si possono visitare
  2. Creazione di nuovi prodotti che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti
  3. Trasformazione di molte destinazioni in “luoghi di lavoro”
  4. Incremento dell’intensità competitiva
  • Solo le destinazioni più competitive e con una forte identità riescono a sopravvivere e prosperare Com’è cambiata la domanda turistica?
  1. Crescita della mobilità dei viaggiatori
  2. Trasformazione dei turisti in “cittadini del mondo”
  3. Cambiamenti legati al processo di acquisto (“fai da te”)
  4. Ruolo crescente del web e dei social nell’indirizzo delle scelte dei consumatori
  5. Motivazioni di viaggio sempre più articolate e complesse
  • Necessità di sviluppare una proposta di valore per i clienti a livello territoriale Cosa diventano allora oggi le destinazioni turistiche?
  1. Trendsetter turistici
  2. Custodi di tesori
  3. Architetti di esperienze
  4. Economisti del locale
  5. Agenti del cambiamento responsabile Oltre la prospettiva delle singole aziende e verso il destination management Occorre intervenire in ottica strategica sia a livello di singole imprese quanto a livello di destinazione à

DESTINAZIONE TURISTICA: DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE

Introduzione al fenomeno turistico Il turismo rappresenta il risultato dell’interazione di tre diversi sottosistemi à

  • Turista à domanda turistica
  • Settore turistico à tutti quegli operatori turistici che troviamo all’interno di una destinazione à offerta turistica
  • Elemento fisico-geografico (Traveller generating regions, Transit routes, Tourist destinations) Il concetto di destinazione: origine e significato Fino alla metà degli anni ’90 il termine “destinazione” non solo era scarsamente utilizzato ma era perfino difficilmente rintracciabile La destinazione è “un luogo obiettivo di viaggio, che il turista desidera visitare grazie alle attrazioni naturali o artificiali che esso offre”. Un luogo che diviene destinazione quando il mercato ne acquisisce consapevolezza e quando anche questa consapevolezza si traduce in domanda effettiva anche grazie alla capacità comunicativa Identificazione di tre elementi che definiscono una destinazione à
  • Spazio geografico à il luogo in cui si organizzerà la vacanza
  • Riferimento a un’offerta e un mercato à ogni destinazione offre turismi diversi e la rivolge a specifici segmenti di mercato
  • Aggregato di risorse, strutture, attori che eroga l’offerta
  • Le destinazioni sono un amalgama di prodotti, servizi e attrazioni variamente composto in uno spazio geografico Tale amalgama diviene un prodotto unitario attraverso l’esperienza di fruizione del turista Il concetto di destinazione e gli elementi caratterizzanti La destinazione è stata oggetto di grande attenzione e di numerose definizioni Mancanza di una visione condivisa e consolidata del concetto di destinazione Diversa prospettiva di analisi Þ approccio incentrato sulla domanda VS approccio incentrato sull’offerta Approccio incentrato sulla domanda Approccio incentrato sull’offerta Destinazione come un insieme di prodotti, servizi, di fattori di attrattiva (naturali o artificiali) in grado di richiamare i turisti in un luogo specifico È il turista che aggrega una serie di elementi che andranno a comporre il prodotto vacanza La destinazione si configura come l’insieme di prodotti, servizi ed esperienze turistiche, realizzati ed organizzati da una pluralità di attori su un determinato territorio Possibilità di adottare una prospettiva olistica Þ destinazione come somma di alcuni elementi costitutivi à
  • Luoghi (confini spesso incerti)
  • Insieme di fattori di attrattiva (motivazioni alla trasferta)
  • Gruppo di operatori turistici (dotazione minima) à luoghi in cui il turista può pernottare e mangiare
  • Insieme di soggetti pubblici (es: trasporto, arredo urbano)
  • Una popolazione residente (cultura dell’accoglienza) Quando si pensa a una destinazione turistica, per garantire un efficace sviluppo del territorio occorre considerare numerose aree di attenzione da presidiare à
  • I turisti (obiettivi quali-quantitativi)
  • Il sistema prodotto (brand/servizi/eventi/ambiente e patrimonio)
  • Il territorio (qualità dell’occupazione)
  • I partner esterni (operatori turistici, media, influencer)
  • I residenti (qualità dei servizi per i residenti) Ma cosa trasforma un territorio in una destinazione? Per rispondere a questa domanda, occorre sottolineare come il turismo rappresenti lo spostamento di flussi di persone che, partendo dalle zone di origine attraversano le zone di transito fino a raggiungere le aree meta del viaggio (= destinazioni turistiche) Lo scambio di flussi fra una regione generatrice e una regione di destinazione dipende da numerosi fattori comunemente suddivisi in à
  • Fattori push
  • Fattori pull Fattori push I fattori push sono elementi che spingono ad abbandonare temporaneamente la località di residenza alla ricerca di mete turistiche dove trascorrere una vacanza Questi elementi possono essere suddivisi in due categorie à Caratteristiche interne alla regione di generazione Rapporto fra la regione generatrice e la regione di destinazione
  • Fattori economici (es. reddito)
  • Fattori sociali (es. organizzazione del lavoro/istruzione)
  • Fattori demografici (es. composizione della famiglia)
  • Fattori ambientali (es. caratteristiche della regione di residenza)
  • Fattori geografici (es. distanza fra le due regioni = ore volo)
  • Fattori storici (es. flussi migratori)
  • Fattori culturali (es. similitudini delle culture locali =facilità e rassicurazione VS scoperta e apprendimento) Fattori pull I fattori pull rappresentano gli elementi che motivano la scelta di una destinazione e possono essere riassunti nei seguenti à
  • Attrazioni (rischio del “non luogo” e della sostituibilità)
  • Accessibilità (geografica, socio-politica, economica)
  • Informazione, accoglienza e ricettività (supporto e attrazione)
  • Immagine turistica (focus sulla brand image) La delimitazione geografica della destinazione Dopo aver definito il concetto di destinazione, è necessario compiere un approfondimento relativo al punto di vista dal quale la si osserva
  • Nella prima ipotesi si parla di “professionalizzazione spontanea” (es. grand tour e scoperta del turismo culturale in Italia)
  • Nella seconda ipotesi si parla di “pianificazione” N.B. Oggi lo spazio per lo spontaneismo nello sviluppo è ormai limitato. Oggi le zone geografiche dotate di attrazioni straordinarie sono state ormai scoperte e conosciute. Destinazioni corporate vs destinazioni community Possibilità di classificare le destinazioni in à
  • Destinazioni corporate
  • Destinazioni community Destinazioni corporate Le destinazioni di tipo corporate sono luoghi nei quali l’offerta turistica è progettata, gestita e promossa sa una società di gestione Esempi à villaggi turistici, parchi tematici e di divertimento Le destinazioni corporate possiedono alcune caratteristiche comuni à
  • Coordinamento di tipo gerarchico
  • Gestione integrata dei diversi elementi strategici
  • Politiche di marketing secondo una logica aziendale
  • Investitori localizzati in altre aree
  • Offerta della maggior parte dei servizi turistici necessari
  • Personale locale con contratti stagionali I fattori abitualmente presi in considerazioni per la determinazione della potenziale location di una destinazione corporate sono à
  • Clima
  • Condizione fisiche
  • Attrazioni disponibili
  • Accessibilità
  • Strutture di supporto disponibili
  • Norme (es. vincoli paesaggistici)
  • Altri elementi di contesto (es. risorse umane)

Parchi archeologici Il parco archeologico è una forma integrata di conservazione e fruizione di beni culturali ed è definito tale se esiste un complesso monumentale antico che qualifica il territorio Si dividono in à

  • Parchi sistemici à aree mantenutesi integre dal passato
  • Parchi ricostruiti à aree ricreate in base ad un attento studio di luoghi ed oggetti per rafforzare l’identità culturale locale Parchi letterari I parchi letterari indicano uno spazio fisico e mentale dove l’autore, a cui il parco è dedicato, ha vissuto e assorbito l’atmosfera che ne ha influenzato le opere Parchi man-made I parchi divertimento possono essere definiti holiday maker perché forniscono un’esperienza globale in cui manca la coerenza territoriale ma che sono in grado di generare autonomamente domanda in un’ottica integrata di offerta Diverse tipologie à
  • Parchi acquatici
  • Parchi meccanici (ingresso libero + offerta di attrazioni meccaniche)
  • Parchi a tema (attrazioni ispirate a un argomento specifico)
  • Parchi didattici (intento ludico-divulgativo)
  • Parchi di miniature (ricostruzioni di monumenti o città)
  • Parchi ambientali (spesso associati a parchi a tema)
  • Parchi avventura (format nato in Francia)
  • Parchi urbani (offerta di un’esperienza aggregativa) Destinazioni community Le caratteristiche principali di una destinazione community sono à
  • È il territorio nel suo insieme a proporsi sul mercato
  • Risorse e attività sono diffuse
  • L’ente pubblico ha un ruolo decisivo La destinazione community è un complesso di fattori tangibili e intangibili, espressione della relazione fra differenti dimensioni à
  • Corpo (fattori fisici, tangibili)
  • Mente (coopetition)
  • Cuore (aspetti tangibili = valore aggiunto) Identificazione di diverse tipologie di prodotti turistici che una destinazione community può offrire à
  • Prodotti attuali (focus sul core business)
  • Nuovi prodotti (focus su nuovi target)

La capacità di un territorio di proporre al mercato un’offerta turistica integrata dipende dalla configurazione del sistema di offerta à

  • Configurazione punto-punto
  • Configurazione package
  • Configurazione network Configurazione punto-punto Ogni operatore agisce per proprio conto
  • Caratteristiche = comunicazione e promozione separate, nessuna regia comune, costruzione dell’esperienza pezzo per pezzo
  • Criticità = esperienza turistica frammentata, difficile fidelizzazione, poca valorizzazione del territorio Configurazione package Alcuni operatori iniziano a collaborare
  • Caratteristiche = offerta combinate, maggior valore percepito dal cliente, vendita più facile
  • Vantaggi = più attrattività sul mercato, maggior coordinamento, semplicità per il cliente Configurazione network Tutti gli attori della destinazione collaborano in rete
  • Caratteristiche = regia condivisa, forte identità territoriale, offerta coerente e ben promossa
  • Vantaggi = esperienza turistica fluida e memorabile, maggior competitività della destinazione, impatto economico diffuso su tutto il territorio Classificazione delle alleanze nel settore turistico Classificazione delle alleanze nel settore turistico à le principali logiche È possibile analizzare le precedenti alleanze secondo diverse logiche à
  • Logica settoriale à livello orizzontale à aziende dello stesso compartimento
  • Logica di filiera à livello verticale à operatori turistici, ma che si occupano di attività diverse ma collaborano
  • Logica territoriale à livello di destination à alleanze che si vengono a creare all’interno della stessa destinazione

La logica distrettuale

  • Competenze di tecniche diffuse nel territorio
  • Collaborazione imprenditoriale
  • Legami stretti e interpersonali à operatori che si uniscono dove spesso c’è collaborazione tra di loro che nasce spontanea perché c’è fiducia
  • Elevata trasmissione della conoscenza La logica distrettuale un esempio Il distretto di Manchester si connota per la presenza di alberghi, altre forme di accomodation, centri conferenze, ristoranti, attrazioni turistiche e servizi di supporto Le principali attività del distretto sono à
  • Sviluppare il brand Manchester
  • Aumentare l’interesse dei visitatori verso il distretto
  • Lavorare sul posizionamento
  • Supportare la valorizzazione del prodotto turistico dell’intero distretto Un punto focale del distretto è, inoltre, la realizzazione della customer satisfaction durante la fase di fruizione delle risorse mediante à
  • Combinazione tecnologie e personale competente
  • Rispetto di standard qualitativi
  • Cooperazione fra gli attori della filiera turistica I vantaggi della cooperazione
  • Aggiunge un bagaglio di conoscenze e competenze personali di ogni attore del contesto (es. incontri informativi)
  • Aumenta la propensione alla condivisione e allo scambio di idee tra attori, in accordo con la logica della coopetition (es. strutture simili che collaborano ad esempio nei periodi di alta stagione)
  • Migliora le relazioni sociali, aumentando anche la propensione alla collaborazione e all’avvio di iniziative comuni (la collaborazione fa nascere fiducia e amicizie)
  • Fornisce un contesto favorevole allo sviluppo di sinergie tra i differenti soggetti (es. organizzazione di un festival del territorio)

Matrice: livello imprenditoriale e propensione al networking

  • Contesto ostile à approccio opportunistico e un livello imprenditoriale alto, servizi di qualità, difficile ma instabile.
  • Sistema marginale à approccio opportunistico e un livello imprenditoriale basso, servizi non di qualità, poco inclini alla collaborazione. Difficile attuazione.
  • Necessità di leadership à approccio fiducioso e un livello imprenditoriale basso, servizi di bassa qualità̀, inclini alla collaborazione, visione strategica à logica del top-down
  • Sistema spontaneo à approccio fiducioso e un livello imprenditoriale alto, servizi di elevata qualità, volontà di collaborare, visione strategica scenario migliore. I soggetti PIVOT TOP DOWN à forme gerarchiche di governo, ruolo di leadership di sistema da parte del soggetto pivot; BOTTOM UP à percorsi spontanei di collaborazione tra imprese private, soggetto pivot rappresentato da un attore locale. I TRATTI DISTINTIVI DEL DESTINATION MANAGEMENT La disciplina del destination management: origine e significato Sistema di pianificazione e di controllo delle attività da sviluppare per incentivare il flusso di turisti presenti all’interno dell’area per il raggiungimento di un vantaggio competitivo sostenibile L’obiettivo del Destination Management è quello di realizzare una strategia che dia sistematicità e integrazione all’offerta turistica in territori dove à
  • Le risorse sono diffuse
  • Prevale spontaneismo
  • L’attitudine alla cooperazione è spesso limitata

I campi di azione del destination management Valutazione dell’impatto del turismo sul sistema territoriale L’approccio manageriale allo sviluppo turistico sostenibile fa leva sul rapporto che esiste fra à

  • Management
  • Sostenibilità
  • Competitività Il modello di Weaver consente di identificare i possibili equilibri fra sostenibilità, competitività e management Nello specifico, sulla base del rapporto fra “intensità dello sviluppo turistico” e “regolamentazione del settore”, il framework identifica quattro possibili livelli di sviluppo sostenibile di una destinazione:
  1. Unsustainable Mass Tourism (UMT)
  2. Sustainable Mass Tourism (SMT)
  3. Deliberate Alternative Tourism (DAT)
  4. Circumstantial Alternative Tourism (CAT)

La strategia a livello di destinazione È necessario quindi che la destinazione si doti di una strategia à in questo contesto, il destination management consiste in un’attività di costruzione di un modello di interazione fra la destinazione stessa e l’ambiente esterno, fatto di un insieme di interlocutori (stakeholder) e di segmenti di clienti Sistema competitivo Ambiente esterno Þ rappresentato dai clienti La destinazione dovrà cercare continuamente di adattare il sistema di offerta alle caratteristiche ed attese dei consumatori finali N.B.: anche se la destinazione rimane il riferimento ultimo per il cliente, solo in parte essa si relaziona direttamente con quest’ultimo. Per il resto, la soddisfazione del cliente dipende dall’interazione con le singole imprese Si vengono a creare quindi due livelli di azione

  • Un primo livello è quello della destinazione nel suo insieme
  • Un secondo livello è quello delle imprese

Dopo aver ottenuto l’obiettivo di indirizzare le scelte del consumatore, la soddisfazione si genera attraverso l’interazione con i singoli operatori Sistema degli attori sociali Quali sono i principali soggetti portatori di interesse a livello di destinazione turistica?

  • Imprese turistiche della destinazione
  • Enti pubblici
  • Prestatori di lavoro
  • Comunità locale
  • Tour operator/altri intermediari commerciali
  • Altre aziende estranee al comparto turistico Allineamento/disallineamento del sistema di prodotto Il legame così stretto fra territorio e singoli operatori suggerisce alle imprese di considerare attentamente le specificità della destinazione nella definizione delle proprie strategie di prodotto e nella identificazione del posizionamento Nello specifico, si tratta di decidere se proporre à
  • Un sistema di prodotto omogeneo (strategia di allineamento)
  • Un sistema di prodotto con tratti specifici e distintivi (strategia di disallineamento) Strategia di allineamento Presenza di alcuni possibili vantaggi à
  • Beneficiare al massimo dell’effetto traino esercitato dalla destinazione
  • Appoggiarsi agli altri operatori della destinazione per arricchire l’offerta
  • Risparmiare risorse finanziare (es. investimenti comunicativi) Strategia di disallineamento Tale strategia offre sicuramente il vantaggio dell’originalità e di godere di una minore concorrenza. Per contro, comporta alcuni aspetti critici collegati à
  • Alla comunicazione
  • Ai confini del prodotto I LIVELLI DI GOVERNO STRATEGICO DELLA DESTINAZIONE I tre livelli di governo strategico della destinazione

Il fronte interno della DMO Nell’ambito interno delle funzioni della DMO, rientrano le seguenti à

  • Coordinamento/cooperazione stakeholder/partner
  • Sviluppo e gestione delle risorse umane
  • Gestione delle esperienze
  • Qualità del sistema offerta
  • Visitor Management + coinvolgere la comunità locale
  • Gestione sostenibile delle risorse
  • Gestione delle emergenze Gestione delle esperienze La DMO à
  • È in prima fila nella composizione di offerte che contengano attività, esperienze, percorsi ed eventi
  • Consiglia agli operatori come comporre tali attività esperienziali
  • Può gestire direttamente le funzioni produzione-commercializzazione delle esperienze turistiche della destinazione Qualità del sistema offerta La DMO à
  • Valuta la qualità percepita dai visitatori attingendo ad una serie di innumerevoli fonti
  • Misura la soddisfazione dei visitatori nella destinazione
  • Traccia i progressi nel tempo sia rispetto a sé stessa che rispetto ai concorrenti Visitor management + coinvolgere la comunità locale Il Visitor Management è l’ambito che si occupa di studiare, guidare al meglio, controllare, il flusso dei visitatori e il loro comportamento Le principali attività riguardanti la gestione dei visitatori includono à
  • Sensibilizzare i visitatori sulla fragilità ambientale
  • Bandire attività dannose
  • Incentivare la visita di aree meno battute
  • Fissare limiti per il numero di visitatori
  • Limitare l’accesso a aree più vulnerabili
  • Prevedere incentivi per la visita in specifici periodi Il secondo aspetto tratta invece del rapporto turisti-comunità ospite
  • L’esperienza complessiva del turista nella destinazione è influenzata dagli atteggiamenti dei residenti locali
  • Un atteggiamento non ospitale può trasformarsi in una componente negativa
  • Oggi questo fenomeno è esploso con il fenomeno case-vacanze e l’impatto del turismo crocieristico

Gestione sostenibile delle risorse L’overtourism è frutto di una cattiva gestione del turismo che va in antitesi rispetto al turismo sostenibile

  • Per uno sviluppo sostenibile delle aree, occorre monitorare alcune variabili/indici
  • In particolare, occorre pre-determinare la capacità di carico (carrying capacity) di una destinazione La capacità di carico presenta una natura poliedrica (intesa sotto diversi profili) Possibilità, per la DMO, di attuare possibili interventi (es. strategie di de-marketing) al fine di perseguire una sostenibilità sia sociale che ecologica, come:
  • Aumento delle tariffe/prezzi relativi all’erogazione di diversi servizi
  • Attivazione di un sistema di ticket
  • Attivazione di un sistema intelligente di de-marketing
  • Un utilizzo strategico delle nuove tecnologie Gestione delle emergenze Le emergenze tali da modificare sensibilmente l’afflusso dei turisti in una specifica area hanno registrato nel corso del tempo notevoli mutamenti dovuti alla diversa reazione della domanda à diversa percezione del rischio da parte dei turisti Oggi però le cause di crisi si sono moltiplicate La DMO può svolgere un ruolo importante per ridurre i danni Oggi molte destinazioni non gestiscono bene gli effetti delle emergenze Ruolo chiave del “crisis planning” (cosa fare in caso di crisi, chi è il responsabile di cosa, quali canali comunicativi attivare, ecc) Principali regole per gestire una crisi sotto il profilo turistico à
  1. Preparazione e pianificazione (formazione del personale, piani di comunicazione)
  2. Monitoraggio costante