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Destination Management appunti, Appunti di Turismo

Appunti completi presi a lezione, integrati con le slides della prof. Ci sono sia foto che esempi pratici.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 05/06/2025

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DESTINATION MANAGEMENT
1 aprile
Programma:
Perché è importante la gestione di una destinazione?
E’ una disciplina molto recente, nata negli anni ‘90.
Prima di tutto il turismo rappresenta una delle risorse principali per lo sviluppo del paese:
- La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni cinquanta ha portato il turismo
a ricoprire un ruolo di assoluto rilievo all’interno dell'economia mondiale.
- Crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante alcuni eventi
di rilevanza internazionale.
- La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di
numerosi fattori:
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DESTINATION MANAGEMENT

1 aprile Programma:

Perché è importante la gestione di una destinazione?

E’ una disciplina molto recente, nata negli anni ‘90.

Prima di tutto il turismo rappresenta una delle risorse principali per lo sviluppo del paese:

  • La fase di continua crescita vissuta a partire dagli anni cinquanta ha portato il turismo a ricoprire un ruolo di assoluto rilievo all’interno dell'economia mondiale.
  • Crescita avvenuta con tassi sempre positivi negli ultimi anni nonostante alcuni eventi di rilevanza internazionale.
  • La crescita continua del numero di viaggiatori è avvenuta per effetto di numerosi fattori :
  1. Diffusione del benessere a nuove aree del pianeta e a fasce più ampie della popolazione → è aumentato il potere di acquisto dei turisti in alcuni paesi in via di sviluppo (nuovi flussi turistici).
  2. Modifica della natura del viaggio → è cambiata la ricerca di turismi diversi; cioè in passato fino agli anni ‘90 il turismo era semplice e molto generali (anche se caratterizzato comunque da bisogni diversi) → il turista si accontentava di più. Ci sono sempre più nicchie turistiche → turista è alla ricerca di esperienze sempre più specifiche.
  3. Intensificarsi delle relazioni fra nazioni → intensificazione importante del turismo business.
  4. Maggior facilità degli spostamenti ;
  5. Riduzione dei costi sulle grandi distanze → (le ultime due sono collegate) → prima era più complicato viaggiare, ora anche con voli low cost destinazioni anche molto lontane possono diventare dei competitor → facilità del viaggio, è molto più facile per flussi turistici spostarsi.

In questo contesto, l’Italia ha sempre rappresentato una delle destinazioni più ambite:

Sistema ricettivo italiano molto frammentato, con strutture mediamente più piccole di quelle di altri paesi, profondamente caratterizzato da imprese di carattere familiare e con un peso ancora marginale delle grandi catene. Paese caratterizzato da imprese di piccole e medie dimensioni, spesso a gestione familiare → questo non sempre è un punto negativo → spesso sono in grado di offrire esperienze più autentiche.

Focus su:

  • Dimensione strutture alberghiere;
  • Esperienze autentiche (vs standardizzazione) → punto di forza.
  • Problemi di efficienza operativa → punti di debolezza → difficoltà nell’affrontare flussi turistici importanti.
  • Preservazione del patrimonio storico-architettonico → questo è l’obiettivo principale.

Come è cambiata la DOMANDA turistica?

  • Crescita della mobilità dei viaggiatori ;
  • Trasformazione dei turisti in «cittadini del mondo» ;
  • Cambiamenti legati al processo di acquisto («fai da te») → sempre più turisti si organizzano da soli;
  • Ruolo crescente del web e dei social nell’indirizzo delle scelte dei consumatori ;
  • Motivazioni di viaggio sempre più articolate e complesse → turista che non si accontenta e fa molta attenzione ai dettagli. Tutti questi fattori portano alla → necessità di sviluppare una proposta di valore per i clienti a livello territoriale.

Cosa diventano allora oggi le destinazioni turistiche?

Possono essere definite attraverso 5 aspetti:

  1. Trendsetter turistici → è importante rimanere “alla moda” → seguire l’evoluzione dei gusti e delle tendenze.
  2. Custodi di tesori → attrazioni fisiche (parco naturale) e attrazioni artificiali (parchi divertimento).
  3. Architetti di esperienze.
  4. Economisti del locale → la destinazione se si promuove in maniera efficace aumenta i flussi turistici, e di conseguenza aumenta lo sviluppo economico di tutto il paese.
  5. Agenti del cambiamento responsabile → riguarda anche il fenomeno over tourism → è importante che questi flussi turistici siano sostenibili e responsabili, evitare quindi che diventino eccessivi.

Oltre la prospettiva delle singole aziende e verso il destination management

Occorre intervenire in ottica strategica sia a livello di singole imprese quanto a livello di destinazione:

  • A livello di impreseè opportuno che ogni singolo operatore si orienti a sviluppare competenze di valore, a segmentare i target di clienti, arricchire il sistema prodotto di contenuti esperienziali, a utilizzare strumenti di comunicazione efficaci, a misurare con attenzione i risultati raggiunti.
  • A livello di destinazioneè necessario costruire una strategia che sia qualcosa di più della somma delle strategie dei singoli operatori → cioè una strategia che aiuti questi singoli operatori a lavorare e collaborare meglio.

Definizione di Destination Management

Il Destination Management è una disciplina che si occupa delle decisioni strategiche e operative attraverso le quali deve essere gestito il processo di definizione (definire l’identità della destinazione) , promozione e commercializzazione (vendere) dei prodotti turistici di un territorio al fine di generare flussi turistici di incoming equilibrati (rispetto alla popolazione locale) e sostenibili (difendere le risorse della destinazione e far sì che la qualità di vita del residente e del turista sia positiva).

Finalità del Destination Management

Un’efficace azione di destination management permette di incrementare la competitività di una destinazione, per differenti ragioni:

- Rafforzamento della capacità attrattiva di una destinazione in presenza di una _efficace strategia di comunicazione;

  • Possibilità di arricchire il patrimonio di risorse già esistenti con eventi/iniziative;_
  • Possibilità di stimolare i processi di apprendimento e la diffusione di una cultura dell’accoglienza e della ospitalità.

In conclusione, perché le destinazioni devono essere gestite?

  • Accrescere la loro competitività;
  • Essere sostenibili a lungo termine;
  • Massimizzare le opportunità economiche → sviluppo economico;
  • Ridurre la duplicazione degli sforzi (lavoro di squadra).

Una gestione efficace della destinazione dovrebbe garantire diversi benefici, tra i quali:

  • Lo sviluppo di un’identità di marca forte e attrattiva ( focus sul brand );
  • Un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti ( focus sull’innovazione e sul miglioramento continuo );
  • Uno sviluppo sostenibile del turismo ( focus sulla prospettiva economica, ambientale e sociale );
  • Migliori performance quali-quantitative ( focus sulla soddisfazione ) → necessità di misurare i risultati → non bisogna prendere in considerazione solo il numero di turisti ma è importante anche e soprattutto la soddisfazione generale dell’esperienza vissuta all’interno della destinazione → un turista soddisfatto può diventare un turista fidelizzato, può avviare un passaparola positivo sia online che non.

Gli approcci del turista e dell’offerta possono essere coniugati in una prospettiva olistica → la destinazione è definita come una somma di alcuni elementi costitutivi, quali:

  • LUOGO (confini spesso incerti) → il turista vuole comporre una vacanza in una destinazione, cioè uno spazio geografico, un luogo fisico.
  • INSIEME DI FATTORI DI ATTRATTIVA (motivazioni alla trasferta) → un luogo diventa una destinazione quando possiede dei fattori di attrattiva naturali e/o artificiali; deve avere una capacità di attrattiva minima.
  • GRUPPO DI OPERATORI TURISTICI (dotazione minima) → strutture ricettive, ristorazione, ma anche servizi bancari e assistenza medica → servizi fondamentali per il turista; più la destinazione ha successo, più operatori turistici ci sono.
  • INSIEME DI SOGGETTI PUBBLICI (es. trasporto, arredo urbano) → comune, provincia, regione → enti che hanno a che fare con la politica turistica del luogo; operano per l’arredo urbano, trasporti e tutte quelle decisioni che il singolo operatore non può prendere.
  • UNA POPOLAZIONE RESIDENTE (cultura dell’accoglienza) → ogni popolazione ha un proprio sistema di valori diverso in base alla destinazione e una cultura dell’accoglienza e ospitalità più o meno spiccata.

Lo sviluppo turistico di un territorio

Quando si pensa ad una destinazione turistica, per garantire un efficace sviluppo del territorio, occorre considerare numerose aree di attrazione da presidiare:

  • I TURISTI (obiettivi quali-quantitativi) → con la sua capacità di spesa permette lo sviluppo del territorio e l’attività imprenditoriale;
  • IL SISTEMA PRODOTTO (brand/servizi/eventi/ambiente/patrimonio) → forte identità della destinazione, richiamo emozionale forte, capacità di comunicare i punti di forza. Più servizi turistici abbiamo, più il sistema prodotto è ricco. La destinazione deve essere in grado di organizzare eventi; quelli di piccole dimensioni completano l’offerta turistica, quelli grandi attirano flussi turistici; l'ambiente può rappresentare sia un contorno della destinazione che la ragione del viaggio.
  • IL TERRITORIO (qualità dell’occupazione) → riguarda la professionalità delle risorse umane che erogano un servizio all’interno della destinazione.
  • I PARTNER ESTERNI (operatori turistici, media, influencer) → intermediari turistici che consentono di far conoscere ulteriormente la destinazione.
  • I RESIDENTI (qualità dei servizi per i residenti) → chi gestisce la destinazione deve avere un occhio di riguardo verso i residenti → questi possono beneficiare del turismo, ma anche essere penalizzati se il turismo non è controllato.

Cosa trasforma un territorio in una destinazione?

Il turismo rappresenta lo spostamento di flussi di persone che, partendo dalle zone di origine attraversano le zone di transito fino a raggiungere le aree meta del viaggio (destinazioni).

Lo scambio di flussi fra una regione generatrice e una regione di destinazione dipende da numerosi fattori comunemente suddivisi in:

  • FATTORI PUSH → sono elementi che spingono ad abbandonare temporaneamente la località di residenza alla ricerca di mete turistiche dove trascorrere una vacanza. Ci sono due categorie di elementi:
  • FATTORI PULL → rappresentano gli elementi che motivano la scelta di una destinazione e possono essere riassunti nei seguenti: - Attrazioni (rischio del “non luogo” e della sostituibilità) → naturali (permettono di avere un vantaggio competitivo) e artificiali (possono essere facilmente replicabili -> centri museali, strutture per il tempo libero, eventi ecc.). - Accessibilità ( geografica = facilità di raggiungimento; socio-politica = sicurezza, servizi bancari assistenza medica; economica = costi da sostenere); - Informazione (capacità comunicativa per farsi conoscere) , accoglienza (centri informativi) e ricettività (strutture alberghiere ed extra alberghiere che rappresentano uno strumento di supporto e attrazione); - Immagine turistica (focus sulla brand image) → richiamo emozionale.

La delimitazione geografica della destinazione

Dopo aver definito il concetto di destinazione, è necessario compiere un approfondimento relativo al punto di vista dal quale si osserva.

Definizione dall’interno → confini chiaramente stabiliti (limiti amministrativi: città, valle, provincia, regione, stato). Percezione della domanda → problema del riconoscimento → all’aumentare della distanza geografica fra la regione di generazione e la regione di destinazione vi è una tendenza all’estensione del confine della destinazione percepita (un americano che organizza una vacanza in Italia parla di vacanza in Italia, non delle regioni o città che visita).

Un ulteriore problema si ha quando l’idea esterna di destinazione non coincide con quella interna a causa della sovrapposizione fra spazio turistico e spazio amministrativo. Destinazione Dolomiti → lo spazio turistico è la percezione del turista; dal punto di vista amministrativo non esiste la “destinazione Dolomiti” perché il territorio è esteso su più vallate, zone che spesso sono anche in competizione tra loro.

  • Nella prima ipotesi si parla di “professionalizzazione spontanea” (es. Grand Tour e scoperta del turismo culturale in Italia) → perché deve dotarsi di una capacità ricettiva necessaria per i flussi che giungono spontaneamente nella destinazione. La destinazione sa di avere delle risorse interessanti; ma se non si hanno grandi risorse è fondamentale pianificare la propria destinazione.
  • Nella seconda ipotesi si parla di “pianificazione” → mi devo promuovere e pianificare la mia comunicazione.

Le destinazioni possono essere classificate in destinazioni corporate e

community.

DESTINAZIONI CORPORATE

Le destinazioni di tipo corporate sono luoghi nei quali l’offerta turistica è progettata, gestita e promossa da una società di gestione. Ne sono esempi → viaggi turistici, parchi tematici e di divertimento.

Caratteristiche:

  • Coordinamento di tipo gerarchico → una sola azienda si occupa di tutto, offerta, dipendenti ecc.
  • Gestione integrata dei diversi elementi strategici → la società capisce se l’offerta è in linea o meno con la domanda (Disneyland ha aggiunto servizi per animali).
  • Politiche di marketing secondo una logica aziendale → la destinazione corporate è spesso inclusa in pacchetti all-inclusive.
  • Investitori localizzati in altre aree → la società di gestione spesso non si trova dove c’è la destinazione corporate (Mirabilandia a Ravenna è gestita da una società a Madrid).
  • Offerta della maggior parte dei servizi turistici necessari → servizi collaterali necessari per i turisti (Disneyland ne ha 32).
  • Personale locale con contratti stagionali → il personale della società di gestione ha qualifiche più elevate e un contratto diverso dagli operatori della destinazione corporate.

I fattori abitualmente presi in considerazione per la determinazione della potenziale location di una destinazione corporate sono:

  • Clima ;
  • Condizione fisiche → cioè che ci sia lo spazio fisico adatto;
  • Attrazioni disponibili → spesso molti turisti uniscono la visita con altre attrazioni nei dintorni;
  • Accessibilità → geografica- socio politica (livello di sicurezza del paese) - economica;
  • Strutture di supporto disponibili → strutture molto vicine alla destinazione corporate;
  • Norme (es. vincoli paesaggistici) → L’Italia da questo punto di vista è molto stringente;
  • Altri elementi di contesto (es. risorse umane) → coloro che lavorano all’interno della destinazione; cultura dell’accoglienza.

FOCUS SUI PARCHI COME ATTRATTORI TURISTICI

PARCHI NATURALI

Gestiti da Federparchi. La prima tipologia sono le riserve → obiettivo della riserva è preservare e proteggere flora e fauna spesso in via di estinzione. Differenza tra riserva e parchi è il numero della componente umana. Zone umide → stagni, paludi → abbiamo sia l’elemento terra che l’elemento acqua. I parchi naturali possono essere definiti parchi di divertimento all’aperto (home museum).

PARCHI ANTROPICI

Archeologici → luoghi in cui viene conservato un bene culturale, ed è definito tale se c’è un complesso monumentale antico che qualifica il territorio.

  • Parchi sistemici → aree mantenutesi integre dal passato;
  • Parchi ricostruiti → aree ricreate in base ad un attento studio di luoghi ed oggetti per rafforzare l’identità culturale locale.

Letterari → spazi fisici e mentali dove l’autore, a cui il parco è dedicato, ha vissuto e assorbito l’atmosfera che ne ha influenzato le opere.

Man-made → nella maggior parte dei casi sono divertimento; definiti anche holiday maker → perché forniscono un’esperienza globale in cui manca la coerenza territoriale ma che sono in grado di generare autonomamente domanda in un’ottica integrata di offerta.

Diverse tipologie di parchi man-made:

  • Parchi acquatici (i più numerosi in Italia);
  • Parchi meccanici (ingresso libero + offerta di attrazioni meccaniche) → ingresso libero ma pago quando uso le attrazioni meccaniche → luna park, giostre;
  • Parchi a tema (attrazioni ispirate a un argomento specifico) → Disneyland;
  • Parchi didattici (intento ludico-divulgativo) → fattoria didattica;
  • Parchi di miniature (ricostruzioni di monumenti o città);
  • Parchi ambientali (spesso associati a parchi a tema) → acquari spesso associati ad un’offerta più ampia;
  • Parchi avventura (format nato in Francia);

La qualità dell’offerta della destinazione community → la qualità della vacanza

costituisce un obiettivo primario per qualsiasi organizzazione turistica.

Definire la qualità nel turismo, tuttavia, è particolarmente difficoltoso, per i seguenti motivi :

  • Il fatto che il prodotto turistico sia composito (ogni componente deve soddisfare le aspettative) → cioè è dato da tante esperienze diverse proposte da operatori diversi;
  • Il fatto che il prodotto turistico si configuri come una prestazione prolungata (qualità da mantenere costante) → la qualità da mantenere deve essere costante per tutta la durata della vacanza;
  • Il fatto che il prodotto turistico sia un bene-esperienza (qualità soggettiva) → quando parliamo di turismo si parla principalmente di esperienza → ognuno di noi ha aspettative diverse e quindi l’esperienza risulterà diversa perché appunto soggettiva.
  • Il fatto che il turismo sia una esperienza di vita (investimento emotivo e personale) → se una vacanza non rispetta le mie aspettative non avrò una perdita solo a livello economico ma anche a livello emotivo e personale → perché appunto l’investimento personale è molto più potente quando si parla di esperienza.

Nel complesso, la qualità dell’offerta turistica di una destinazione community può essere intesa come la risultante del confronto fra le aspettativ e del turista e l’esperienza vissuta nel territorio, che si compone:

  • non solo della fruizione dei singoli servizi;
  • ma anche del sistema di relazioni che il turista attiva con il territorio nel suo insieme.

Il governo delle destinazioni community → è più complesso rispetto alle destinazioni

corporate a causa: ● Della molteplicità variegata di operatori; ● Della interazione fra il turista e il territorio (il turista si muove in un sistema non controllato, l’interazione con i soggetti è difficile da governare).

La necessità di una logica collaborativa fra gli attori rende evidente l’ importanza del ruolo degli enti pubblici in qualità di promotore e facilitatore delle relazioni all’interno della destinazione. In particolare, le principali funzioni dell’ente pubblico sono : ● Sostenere un'industria frammentata (es. portale promozionale unico → dove unire tutti gli operatori) → industria frammentata perché ci sono tanti operatori turistici che spesso non collaborano; ● Massimizzare i benefici per la comunità (es. occupazione, identità, qualità della vita) → l'ente pubblico ha anche il compito di aiutare e mantenere l’identità della comunità e soprattutto mantenere la qualità della vita; ● Monitorare l’impatto del turismo sull’ambiente (es. monitoraggio e misurazione degli impatti sull’ambiente; promozione di pratiche sostenibili);

● Intervenire nella realizzazione di opere (es. miglioramento dell’accessibilità e della esperienza turistica) → compito principale di occuparsi dei trasporti, quindi alla logistica.

Quindi tutte queste criticità ci portano a capire → la necessità di formulare una visione

strategica = insieme di obiettivi di medio-lungo termine da perseguire attraverso

l’integrazione dei servizi offerti da parte dei singoli attori appartenenti al medesimo spazio territoriale. Questo è l’obiettivo principale del DESTINATION MANAGEMENT → insieme all’aumentare i flussi turistici.

  • bottom-up → i singoli operatori hanno capacità ottime e sono proprio loro a decidere di collaborare, per questo diciamo bottom.

E’ possibile analizzare le precedenti alleanze secondo diverse logiche: ● LOGICA SETTORIALE (livello orizzontale) → difficile che collaborino tra di loro ● LOGICA DI FILIERA (livello verticale) → non fanno parte dello stesso comparto turistico ed è quindi più probabile che collaborino → creando un prodotto e servizio completo per il turista. ● LOGICA TERRITORIALE (livello di destination) → distrettuale; il distretto industriale è un insieme di aziende, soprattutto di piccole-medie dimensioni che decidono di allearsi secondo logiche settoriali o di filiera e localizzate in uno stesso spazio geografico (destinazione); sono così accomunate da esperienze comuni.

LA LOGICA DISTRETTUALE

*elevata trasmissione della conoscenza → cioè trasmettere una propria conoscenza ad altri operatori.

Esempio del distretto di Manchester → si connota per la presenza di alberghi, altre forme di accomodation, centri conferenze, ristoranti, attrazioni turistiche e servizi di supporto. Principali attività:

  • Sviluppare il brand Manchester → cioè farsi conoscere come distretto;
  • Aumentare l’interesse dei visitatori verso il distretto;
  • Lavorare sul posizionamento;
  • Supportare la valorizzazione del prodotto turistico dell’intero distretto.

Un punto focale del distretto è, inoltre, la realizzazione della customer satisfaction durante la fase di fruizione delle risorse mediante:

  • Combinazione tecnologie e personale competente (es. VIC cioè i centri formativi) → le risorse umane restano comunque la principale; è necessario avere un personale competente propenso all’ascolto, che conosca le lingue e che sappia dare dei suggerimenti di valore.
  • Rispetto di standard qualitativi;
  • Cooperazione fra gli attori della filiera turistica.

I VANTAGGI DELLA COOPERAZIONE

  1. Aggiunge valore al bagaglio di conoscenze e competenze personali di ogni attore del contesto (es. Incontri formativi);
  2. Aumenta la propensione alla condivisione e allo scambio di idee tra attori, in accordo con la logica della coopetition (es. Strutture simili che collaborano ad esempio nei periodi di alta stagione) → coopetition (collaboration + competition);
  3. Migliora le relazioni sociali, aumentando anche la propensione alla collaborazione e all’avvio di iniziative comuni (la collaborazione fa nascere fiducia e amicizie);
  4. Fornisce un contesto favorevole allo sviluppo di sinergie tra i differenti soggetti (es. Organizzazione di un festival del territorio).

COOPETITION

La coopetition unisce attori che dovrebbero collaborare ma sono spesso in competizione. Il modello analizzato si basa sulle variabili di cooperazione e competizione, creando così 4 tipi di alleanze :

*se la competizione è alta le aziende operano nello stesso settore; al contrario se è bassa operano in settori diversi. Se la cooperazione è elevata parliamo di accordi a lungo termine → anche nascita di una nuova azienda. Se la cooperazione è bassa gli accordi sono di media durata e non coinvolgono attivamente le parti.

  1. ACCORDI DI LICENSING → competizione elevata e cooperazione bassa → quindi probabilmente dello stesso settore. Esempio → Un’impresa permette a un’altra (anche se potenzialmente concorrente) di utilizzare un suo brevetto, software, marchio, in cambio di un compenso (licenza)

MATRICE: LIVELLO IMPRENDITORIALE E PROPENSIONE AL NETWORKING

La competitività delle destinazioni si misura mettendo in relazione la presenza o meno di competenze preparate e approfondite sulla destinazione e segmenti di mercato a cui si rivolgono; e la propensione al networking più o meno alta.

Su queste variabili si possono identificare 4 situazioni diverse :

  • CONTESTO OSTILE → destinazione in cui gli operatori hanno delle competenze elevate ma non hanno propensione al networking → comportamenti opportunistici, cioè pensano a loro stessi. Può comunque crearsi una visione strategica → cioè che gli operatori nel tempo si accorgono della necessità di una collaborazione. Se invece questa collaborazione non si viene a creare → difficile attuazione.
  • SISTEMA MARGINALE → operatori turistici con competenze limitate e non sono propensi alla collaborazione (magari pochi operatori di piccole dimensioni). Anche in questo caso si può sviluppare una situazione strategica → ma sforzi elevati perché ci sono pochi operatori e poco formati.
  • NECESSITA’ DI LEADERSHIP → livello imprenditoriale basso ma c’è propensione al networking, alla collaborazione → ma appunto livello basso di competenze. Necessità di leadership → necessità di essere guidati → DM.
  • SISTEMA SPONTANEO → elevata competenza ed elevata fiducia e networking → logica del bottom-up ( situazione migliore!! ).

I SOGGETTI PIVOT

Soggetto che deve prendere una posizione centrale → termine che viene dall’inglese.

  • logica top-down → Forme più gerarchiche di governo • Ruolo di leadership di sistema da parte del soggetto pivot (ente pubblico)→ caso di destinazioni turistiche con competenze limitate ma con un’elevata propensione al networking. Servono forme gerarchiche che permettano agli operatori di collaborare.
  • logica bottom-up → Percorsi spontanei di collaborazione fra imprese private • Il soggetto pivot è rappresentato da un attore locale. Parliamo appunto di progetti spontanei tra imprese private che si associano in maniera spontanea. Il soggetto pivot è scelto dalle imprese stesse tra soggetti presenti.

I TRATTI DISTINTIVI DEL DESTINATION MANAGEMENT

Sistema di pianificazione e di controllo delle attività da sviluppare per incentivare il flusso di turisti presenti all’interno dell’area per il raggiungimento di un vantaggio competitivo sostenibile.

L’obiettivo del Destination Management è quello di realizzare una strategia che dia sistematicità e integrazione all’offerta turistica in territori dove:

  • Le risorse sono diffuse;
  • Prevale lo spontaneismo;
  • L’attitudine alla cooperazione è spesso limitata.

I suoi campi di azione:

Generazione di flussi turistici di incoming → incremento, gestione e stabilizzazione della capacità di attrazione dei flussi turistici → permettono di arricchire i singoli operatori e contribuiscono all’economia locale;

Gestione dell’immagine e del valore della destinazione → gestione del processo comunicativo e promozionale attraverso il quale raggiungere i mercati-obiettivo;

Coordinamento/gestione delle relazioni con gli stakeholder → integrazione dell’operato degli attori locali (configurazione network) → obiettivo che i singoli operatori collaborino per offrire pacchetti integrati;

Ideazione e attuazione delle politiche di marketing → Gestione delle politiche non solo comunicative ma anche di prodotto e di promo-commercializzazione → capacità del DM di promuovere la destinazione;

Benchmarking delle destinazioni → analisi delle destinazioni concorrenti per identificare minacce e opportunità → ANALISI SWOT;

Valutazione dell’impatto del turismo sul sistema territoriale → i flussi turistici devono essere sostenibili; per valutare l’impatto turistico sul sistema territoriale il DM dovrebbe orientare la destinazione verso la sostenibilità.

L’approccio manageriale allo sviluppo turistico sostenibile fa leva sul rapporto che esiste fra:

  • Management (gestione) in ottica sostenibile permette di raggiungere un vantaggio competitivo a lungo termine;
  • Sostenibilità ;
  • Competitività.