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diritto civile processuale, Dispense di Diritto Processuale Civile

diritto processuale civile appunti

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 04/02/2026

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11/12/2025
Lezione riassuntiva.
Nel 1998 c’era un terzo giudice di primo grado che era il pretore, che però è
stato abrogato, e la competenza da tripartita è divenuta bipartita.
Il valore di una causa si parametra in base a quanto la parte ha richiesto, al
quid disputandum.
Precisando che una causa non ospita solitamente solo una domanda, ma può
ospitarne più di una o perché l’attore cumula più domande, o anche perché il
convenuto propone una o più domande.
Quale dei tribunali locati all’interno del territorio italiano è competente?
Abbiamo un tribunale di regola ad ogni capoluogo di provincia.
Corte d’appello il cui distretto coincide nelle regioni (in Lombardia e Sicilia
abbiamo più corti d’appello).
Il criterio della competenza per territorio è dato dalla residenza o dal domicilio
del convenuto.
Abbiamo però non solo persone fisiche ma anche giuridiche. In questo caso
abbiamo una sede legale, e il Codice civile da rilievo anche alla fede civile.
La sede effettiva è quella in cui si svolge l’attività d’impresa.
Accanto ai fori generali abbiamo i fori c.d. speciali, che concorrono con quello
generale. L’attore può scegliere di convenire il convenuto in un luogo diverso
da quello della residenza o del domicilio.
Forum contractus es. società di Verona che conclude a Firenze un contratto
con società milanese, che prevede la consegna della merce a Bologna.
Il foro generale sarebbe a Milano, ma in materia contrattuale è competente il
giudice del luogo in cui il contartto è stato concluso oppure la prestazione
doveva eseguirsi (quindi a bologna).
Se abbiamo una causa ad oggetto un immobile, è competente il giudice del
luogo in cui si trova l’immobile.
Abbiamo sempre la possibilità di derogare alla competenza.
È possibile derogare alla competenza del territorio tranne in alcuni casi: fori
territoriali inderogabili (art. 28) il foro in materia di esecuzione forzata non può
essere derogato. L’art 17 c.p.c. ci dice quale sia questo foro.
Stessa cosa vale per i procedimenti cautelari. Gli art. 669 ter quater e quintes,
introducono criteri di competenza che non possono essere convenzionalmente
derogate.
È considerata una competenza territoriale inderogabile quella in materia di
procedure concorsuali. L’art. 27 del codice della crisi d’impresa e insolvenza
stabilisce che le competenze per tutti gli strumenti di regolazione della crisi è il
giudice del luogo in cui si trova il centro degli interessi principali del debitore.
Se è il convenuto a sollevare l’eccezione di competenza, quale che sia il criterio
di competenza violato (territorio semplice, inderogabile, materia o valore), il
convenuto ha l’onere di sollevare l’eccezione con la comparsa di risposta
tempestivamente depositata (70 giorni prima dell’udienza). Art. 167.
Ci sono criteri di competenza che se violati possono essere fatti oggetto di
rilievo officioso del giudice. Vale per materia, valore e territorio inderogabile.
Per questi tipi di criteri la legge prevede che il giudice debba rilevare d’ufficio
l’eventuale incompetenza in sede di verifiche preliminari.
Limiti cronologici del giudicato:
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Lezione riassuntiva. Nel 1998 c’era un terzo giudice di primo grado che era il pretore, che però è stato abrogato, e la competenza da tripartita è divenuta bipartita. Il valore di una causa si parametra in base a quanto la parte ha richiesto, al quid disputandum. Precisando che una causa non ospita solitamente solo una domanda, ma può ospitarne più di una o perché l’attore cumula più domande, o anche perché il convenuto propone una o più domande. Quale dei tribunali locati all’interno del territorio italiano è competente? Abbiamo un tribunale di regola ad ogni capoluogo di provincia. Corte d’appello il cui distretto coincide nelle regioni (in Lombardia e Sicilia abbiamo più corti d’appello). Il criterio della competenza per territorio è dato dalla residenza o dal domicilio del convenuto. Abbiamo però non solo persone fisiche ma anche giuridiche. In questo caso abbiamo una sede legale, e il Codice civile da rilievo anche alla fede civile. La sede effettiva è quella in cui si svolge l’attività d’impresa. Accanto ai fori generali abbiamo i fori c.d. speciali, che concorrono con quello generale. L’attore può scegliere di convenire il convenuto in un luogo diverso da quello della residenza o del domicilio. Forum contractus es. società di Verona che conclude a Firenze un contratto con società milanese, che prevede la consegna della merce a Bologna. Il foro generale sarebbe a Milano, ma in materia contrattuale è competente il giudice del luogo in cui il contartto è stato concluso oppure la prestazione doveva eseguirsi (quindi a bologna). Se abbiamo una causa ad oggetto un immobile, è competente il giudice del luogo in cui si trova l’immobile. Abbiamo sempre la possibilità di derogare alla competenza. È possibile derogare alla competenza del territorio tranne in alcuni casi: fori territoriali inderogabili (art. 28) il foro in materia di esecuzione forzata non può essere derogato. L’art 17 c.p.c. ci dice quale sia questo foro. Stessa cosa vale per i procedimenti cautelari. Gli art. 669 ter quater e quintes, introducono criteri di competenza che non possono essere convenzionalmente derogate. È considerata una competenza territoriale inderogabile quella in materia di procedure concorsuali. L’art. 27 del codice della crisi d’impresa e insolvenza stabilisce che le competenze per tutti gli strumenti di regolazione della crisi è il giudice del luogo in cui si trova il centro degli interessi principali del debitore. Se è il convenuto a sollevare l’eccezione di competenza, quale che sia il criterio di competenza violato (territorio semplice, inderogabile, materia o valore), il convenuto ha l’onere di sollevare l’eccezione con la comparsa di risposta tempestivamente depositata (70 giorni prima dell’udienza). Art. 167. Ci sono criteri di competenza che se violati possono essere fatti oggetto di rilievo officioso del giudice. Vale per materia, valore e territorio inderogabile. Per questi tipi di criteri la legge prevede che il giudice debba rilevare d’ufficio l’eventuale incompetenza in sede di verifiche preliminari. Limiti cronologici del giudicato:

in questo momento il giudice è tenuto a verificare la propria competenza, rileva la propria incompetenza, lascia che le parti ne discutano nelle tre memorie, e a seguito di quanto formulato nelle memorie, stabilirà se egli è o non è competente. Secondo l’art 171 bis introdotto dalla riforma cartabia. Come decide il giudice: siamo in udienza, ci sono state le tre memorie. Il giudice decide dell’eccezione di incompetenza in base ad un istruttoria sommaria, senza che la sua decisione incida nella decisione nel merito. Quando è proposta eccezione di incompetenza, il giudice è tenuto a trattarla fin da subito? Domanda che ci si deve porre per qualsiasi questione pregiudiziale in diritto. Si hanno scenari distinti:

  • Il giudice rileva fin da subito che l’eccezione formulata dal convenuto è tardiva. Cosa fa? Può scegliere di trattare la causa nel merito, invitare le parti a esporre le loro conclusioni e respingere la causa. Nella motivazione della decisione che sarà in merito, il giudice dovrà dare conto della tardività dell’eccezione. Deve prendere posizione sull’eccezione di incompetenza, altrimenti vi è omissione di pronuncia.
  • Il giudice rileva la tempestività dell’eccezione proposta, però il giudice non la ritiene fondata. Sceglie quindi di far istruire la causa nel merito. Nella motivazione della sentenza, il giudice dovrà dire perché rifiuta l’eccezione di competenza.
  • Il giudice rileva la tempestività dell’eccezione proposta e la rileva fondata. Si dichiara incompetente e individua come competente l’altro tribunale. L’eccezione di incompetenza è c.d. rituale. Il convenuto non può limitarsi a sostenere che il tribunale X non è competente, ma deve anche dire quale tribunale Y è secondo lui competente. Viene formulata l’eccezione, il giudice la ritiene fondata. Il giudice istruisce la causa solo rispetto al profilo della competenza. Rimette la causa in decisione. La prima ipotesi che può verificarsi è la pronuncia di una sentenza di rigetto in rito, che assume la forma di ordinanza, nonostante sia una sentenza in senso sostanziale. Questo provvedimento prende il nome di ordinanza declinatoria di competenza. Chiude il processo davanti al giudice che era stato in origine adito. Non è un provvedimento che chiude il processo, perché questo resta quiescente per un periodo. Il giudice assegna alle parti un termine per riassumere la causa davanti al tribunale competente. Non è detto che il giudice si ritenga competente. L’ordinanza declinatoria di competenza è un provvedimento decisorio. Il legislatore prevede che contro quel provvedimento sia possibile proporre un impugnazione. Il regolamento che le parti sono tenute a proporre è un regolamento necessario di competenza. È l’unico mezzo di impugnazione che possiamo esperire contro quel provvedimento. Anche il giudice ad quem potrebbe contestare di essere incompetente. Anche in questo caso, la legge mette a disposizione uno strumento che è il regolamento di competenza d’ufficio.