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Diritto ecclesiastico università degli studi roma tre
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Rita Benigni
0.1. Il Diritto Ecclesiastico 0.2. Le Religioni del Libro
di Dario Tamburini per Elena Valenti
PARTE STORICA
§ 0.1 Il Diritto Ecclesiastico
Il Diritto CANONICO è il diritto della Chiesa Cattolica, è diritto confessionale. Si occupa di regolare la struttura della Chiesa, le norme del diritto ecclesiastico regolano il comportamento del fedele.
Il Diritto ECCLESIASTICO è un diritto di derivazione secolare , le norme derivano da fonti formali attribuibili a un soggetto sovranazionale (autorità secolare). E’ un diritto interdisciplinare, spazia tra vari tipi di ambiti (civile, penale, ecc…), le norme si occupano della fenomenologia religiosa.
La norma di diritto ecclesiastico: i) è prodotta dallo Stato; ii) ha un contenuto religioso;
La norma di diritto ecclesiastico regola l’aspetto interiore (spirituale) del fedele e influenza il comportamento del fedele - che è anche cittadino - all’interno della società civile.
La persona fisica è tendenzialmente sia Fedele che Cittadino, segue sia regole religiose sia regole civili.
§ 0.2. Le Religioni del Libro
Le RELIGIONI DEL LIBRO sono le religioni che fondano la propria dottrina su un testo sacro. Le Religioni del Libro sono tre , in ordine di apparizione:
Il testo sacro non è un semplice racconto fatto dagli uomini. Questi testi sacri rappresentano la testimonianza del Dio, incarnano la parola del Dio. Il Libro è il luogo ove si incarna la legge che il fedele è tenuto a seguire.
La Nascita. Nascono in Asia Minore, si espandono in Africa e si rincontrano in Europa.
Il Monoteismo. Sono religioni monoteiste, il Dio è lo stesso (Dio Padre, Allah).
La Sovversione. Sono religioni sovversive, rivoluzionarie (cambiano le istituzioni secolari, creano nuove abitudini, nel lungo tempo si dimostrano benefiche, portano a una crescita della società).
§ 1.1. La Storia delle Origini
E’ la prima Religione del Libro, sviluppatasi dal XIX secolo a.C. (1800 a.C. circa). Il termine ebreo deriva da ibrì , ossia “colui che passa oltre”. L’ebraismo non è solo una religione ma è una serie di regole che fa degli ebrei un popolo, una nazione.
Il fondatore è ABRAMO - un pastore dell’Asia Minore che vive in una tribù nomade politeista (divinità naturali, animiste), con un assetto giuridico impreciso di regole di mera convivenza. Ricevuta la chiamata prima a 3 anni e poi a 75, abbandona la sua tribù e da origine a una nuova realtà sociale (elemento della sovversione).
GIACOBBE - figlio di Isacco, figlio di Abramo - porta gli Ebrei in Egitto, ove ebbe inizio la cattività.
MOSÈ’ - figlio di Giacobbe - porta la prima legge: i 10 Comandamenti, che vennero ispirati da Dio a Mosè.
Un avvenimento importante da ricordare è la distruzione del Tempio nel 70 d.C. ad opera dell’Imperatore Tito. Con la distruzione del Tempio muoiono tutti i sacerdoti, e rimarranno come ministri di culto e guide spirituali i rabbini.
ELEMENTI DELL’ORIGINE
La Terra Promessa. E’ un luogo geografico, ove gli Ebrei sono tornati dopo la diaspora in Egitto. Subiscono poi la cattività babilonese, la distruzione del Tempio nel 70 d.C. ad opera dell’Imperatore Tito, e vi torneranno solo dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il Patto. Dio ha deciso di stipulare con Abramo (e tutto il popolo ebraico) un patto. Riconoscimento di Dio come unico dio (Unicità), distante, benevolo.
La Legge. La salvezza è legata alla rigorosa osservanza dei 10 Comandamenti, assenza di speculazione teologica. La legge regola sia la vita spirituale che la vita civile del fedele (per via dell’assenza di una normativa giuridica nelle tribù), ciò provoca una commistione, sovrapposizione, dell’elemento giuridico secolare con quello spirituale (dualità debole o assente).
§ 1.2. Caratteristiche
La religione ebraica è una religione monoteista esclusivista : credono in un solo Dio (Dio Padre), senza implicare l’esistenza di altre divinità, solo il loro Dio ha capacità salvifica. Secondo la religione ebraica, il popolo di Abramo ha stretto un patto con Dio, se gli altri popoli si metteranno nelle condizioni di ricevere un patto con Dio, Egli potrebbe mostrarsi a loro.
Gli ebrei non praticano proselitismo , non c’è dunque predicazione, per via della concezione “pattizia” che hanno della loro storia come popolo nei confronti di Dio. Per lo stesso motivo non sono universalisti , non cercano cioè di farsi unica religione al mondo.
Vi è una mancanza di dualismo , ossia di separazione fra il potere Spirituale e il potere Temporale. Inizialmente la legge religiosa fa le veci della legge secolare (civile). Quando il popolo ebraica entra a far parte di altri ordinamenti giuridici con l’esodo, seguirà la propria legge come legge spirituale, e si adeguerà alle leggi civili dei popoli sovrani.
TESTI SACRI
La Torah. Sono i primi cinque libri della Bibbia, Vecchio Testamento. Torah sono gli insegnamenti , ossia l’insieme di insegnamenti e precetti riconosciuti come rivelati da Dio (Torah scritta). Esiste poi la Torah orale, comprendente i commenti (interpretazioni e ampliamenti) dei maestri - secondo la tradizione rabbinica - sul Vecchio Testamento. La Torah orale viene poi messa per iscritto durante la cattività babilonese (dal VII al VI secolo a.C.)
Il Talmud. Raccoglie le discussioni sulla Torah, al suo interno troviamo un misto “codice” secolare e religioso,. Contiene le regole da seguire per rispettare il patto con Dio e le regole pratiche del vivere sociale. Un “codice civile” impregnato di religiosità che si instaura all’interno di una nascente società priva di regole civili proveniente a sua volta da raggruppamenti sociali in tribù che regolavano il proprio agire secondo poche regole consuetudinarie. L’interpretazione del Talmud è lasciata ai maestri rabbinici.
RITI DI PASSAGGIO
Gli ebrei non hanno sacramenti, ma più precisamente riti di passaggio, i più importanti:
La Circoncisione.
comunità che non ne aveva mai avute di strutturate. In questo caso le “disposizioni” civili hanno carattere di dettame religioso, che non possono essere interpretate e riadattate al cambiare dei tempi. Si definiscono KOSHER gli alimenti che rispettano la regolamentazione ebraica. Esecuzione di una macellazione rituale (l’animale va ucciso facendolo dissanguare) chiamata Shechitah. Sono vietati animali con lo zoccolo fesso (spaccato), frutti di mare e le interiora. Tutto ciò (in origine) per motivi di salute pubblica ed economici.
§ 1.3. Il Rapporto con lo Stato
L’ordinamento italiano da massima accoglienza all’ebraismo. Lo Stato Italiano ha firmato un’ Intesa , ai sensi dell’art. 8, Cost., con l’Unione delle comunità ebraiche, la legge 8 Marzo, 1988. Le leggi dell’Intesa pongono in atto i principi dell’art. 19, Cost, (libertà religiosa).
Secondo l’Intesa: a) L’ebraismo è riconosciuto come religione di popolo. Ai sensi dell’art. 18 le comunità ebraiche sono individuate come formazioni sociali originarie , sono istituzioni tradizionali dell’ebraismo; b) Hanno rilevanza a tutte le pratiche religiose (ad esempio la macellazione rituale è una tecnica riconosciuta e tutelata, ed esente da sanzioni per maltrattamento degli animali); c) Le festività sono tutelate ai sensi dell’art. 4 (è vietato ad esempio istituire elezioni o sedute d’esame solo il Sabato); d) Nel rapporto di lavoro , il fedele ha diritto a chiedere ma non di ottenere il riposo per il periodo dello Shabbat. Il datore di lavoro ha l’obbligo di concederlo se può combaciare con il programma di lavoro. e) Il matrimonio è concordatario, ossia ha sia rilevanza religiosa che civile. f) Il divorzio invece dichiarato dal tribunale rabbinico ha valenza solo religiosa, deve essere quindi avviata anche la procedura civile. g) Per le esequie , ai sensi dell’art. 16, viene destinata una porzione di cimitero per la sepoltura perpetua. h) Il rabbino è un ministro di culto, ma non un sacerdote, poiché è una guida della comunità. Gode di una serie di tutele, tra cui il segreto professionale (non confessionale).
Nell’Intesa non è presente la circoncisione, la quale però trova tutela nel nostro ordinamento. Fino agli anni ‘90 infatti, la circoncisione era una prestazione garantita dal servizio sanitario nazionale. Successivamente è stata rimossa dalla prestazioni garantite da tale servizio, risultando non più a carico dello Stato. E’ possibile tutt’oggi praticare la circoncisione - a pagamento - presso quelle strutture messe a disposizione soprattutto dalle stesse comunità ebraiche. La circoncisione determina una mutazione fisica, ma non una mutilazione (a differenza della infibulazione, che è reato); non ha quindi rilevanza giuridica penale.
La circoncisione non determina nemmeno una lesione del diritto all’autodeterminazione (critica mossa da alcuni tribunali tedeschi).
LO STATO DI ISRAELE
A causa dell’esodo, il popolo ebraico ha sempre voluto fare ritorno presso la sua terra, la Terra Promessa. Questa era stata persa a seguito della distruzione del Tempio nel 70 d.C. ad opera dell’Imperatore Tito. La terra indicata come Terra Promessa è stata occupata da varie popolazioni limitrofe, che reclamavano di volta in volta la sovranità su quel territorio, impedendo un ritorno sicuro del popolo ebraico.
Lo Stato di Israele viene creato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ponendo come base della propria normativa né il Talmud né la Torah.
Lo Stato di Israele ha sia tribunali secolari (civili) sia tribunali rabbinici, questi ultimi hanno rilevanza giuridica su alcune materie specifiche (ad esempio il diritto di famiglia). Il Tribunale Rabbinico dello Stato di Israele non è un organo confessionale, ma un vero e proprio tribunale di uno Stato straniero. Ciò si traduce che le sentenze di questo tribunale hanno lo stesso tipo di valenza di quelle di un tribunale di un paese europeo. Nel caso in cui una sentenza del Tribunale Rabbinico dello Stato di Israele abbia effetto al di fuori del proprio territorio, o il soggetto che subisce gli effetti si trovi fuori dal territorio dello Stato, si applica il Diritto Internazionale Privato come atto di uno Stato straniero. Ad esempio per una sentenza di divorzio avvenuta nello Stato di Israele ad opera del Tribunale Rabbinico - che non è un tribunale meramente confessionale -, gli effetti sullo stato civico del soggetto devono ripercuotersi anche al di fuori del territorio d’origine.
Dopo la morte di Maometto, segue una lotta alla successione in un territorio già di suo profondamente diviso, la cui società era ancora divisa in tribù tendenzialmente bellicose. Le lotte di successione portano all’instaurazione dei CALIFFATI. I califfi sono diretti successori o comunque imparentati direttamente o indirettamente con Maometto. Il califfo più importante è Alì, che ha sposato Fatima, la figlia prediletta di Maometto. La più grande divisione fra i successori di Maometto si basa sulla figura della guida di governo: essa doveva o no essere anche guida spirituale? Secondo Alì il califfo doveva essere anche guida spirituale, secondo il califfo di Damasco invece no. Questo porta alla prima grande divisione , quella tra SCIITI e SUNNITI, nel 657 d.C. con l’Arbitrato di Siffin.
Gli Sciiti. Accolgono la posizione del califfo Alì, secondo loro il capo della Umma deve essere un discendente di Maometto e deve farsi guida spirituale e politica. Gli sciiti rappresentano una minoranza, sono circa il 10% della Umma. A loro volta gli sciiti si dividono in:
I Sunniti. Accolgono la posizione del califfo di Damasco , ritengono corretta la divisione della guida politica da quella spirituale. Il califfato è una struttura di governo (solo) secolare. Il califfo è capo politico, non guida religiosa. Si limita a far applicare la legge coranica, e non può interpretarla. Il califfo deve essere eletto, danno valore alla Sunna (la legge formale), ricercando una aderenza alla lettera alla legge. I sunniti rappresentano la maggioranza della Umma (90%). Anche i sunniti si dividono in tante ripartizioni, tra le quali ricordiamo i SUFI: un corpo - anche mistico - organizzato in confraternite (simili a ordini monacali, ma senza esserci sacerdoti).
Per dare un freno alle lotte interne, si preferì spostare l’attenzione (e la sete di sangue) verso l’esterno. Di qui si da al via alla prima JIHAD (la Guerra Santa), nel 700 d.C., che porta alla conquista di altri territori. Nel 732 d.C. l’avanzata islamica viene fermata alle porte della Francia, con la battaglia di Poitiers. La sconfitta fa reindirizzare la conquista islamica verso Costantinopoli (la quale verrà fermata, fino a cedere nel 1453 d.C.). Durante l’avanzata l’Islam azzera le altre religioni, fatta eccezione per le altre (due) religioni del Libro, poiché le riconosce appartenenti allo stesso Dio. L’Islam però terrà ebrei e cristiani, nei territori conquistati, in uno stato di sudditanza giuridica.
§ 2.2 Le Caratteristiche
L’Islam non è soltanto una religione, ma un articolato complesso di norme che regola la vita delle persone tramite istituti secolari. La SHARIA è il diritto islamico (anche detto diritto sharaitico), il complesso normativo che disciplina la vita del cittadino/suddito-fedele a 360 gradi. Delle tre religioni del Libro, l’Islam è certamente quella dove la commistione fra norme religiose e norme secolari è più presente, o in altre parole, nell’Islam non esiste (praticamente) la dualità dei poteri.
Nel diritto sharaitico assoluta attenzione e priorità vengono dati ai reati che violano i precetti di Allah. Tra i reati più gravi troviamo:
I reati di “sangue” invece, come l’omicidio, stanno su un gradino inferiore a quelli sopra citati, sono meno importanti. Per questi reati la sanzione (il ristoro) viene deciso dalla persona offesa (o i parenti). Tendenzialmente vi è un applicazione della legge del taglione.
Sul “terzo gradino” vi sono i reati di diritto “positivo”, i quali non hanno un fondamento religioso. Più che reati, esse sono condotte sconvenienti, e prevedono una sanzione meramente “terrena” e non “ultraterrena”.
Il Corano. E’ stato dettato a Maometto da Djibril, l’Arcangelo Gabriele, a sua volta poi tramandato ai testimoni che ne impararono alcuni versetti o l’intero corpus a memoria. La prima edizione scritta risale al 650 d.C. La legge del Corano è definita legge increata. Letteralmente significa “la lettura”.
Il Corano non è organizzato per materie, bensì i SURE (i precetti) sono ordinati dal più lungo al più breve. Volendo fare un paragone con un codice civile, possiamo dire che il SURA (il precetto) corrisponde all’articolo, i versetti invece sono i commi.
La Sunna. E’ un testo di costruzione umana, scritto da Maometto stesso (non è dettato). Raccoglie i casi sottoposti a Maometto e le sue sentenze, rappresenta un’interpretazione autentica dell’applicazione del Corano. La Sunna parla per “parabole”, o meglio per HADIT (i racconti).
Bisogna inoltre prepararsi alla preghiera : ci si deve lavare - in segno di purificazione, si deve essere rivolti verso La Mecca, si deve utilizzare un tappeto ove chinarsi - simbolo del distaccamento dalla dimensione terrena. La preghiera è richiamata da un canto, il Muezzin.
E’ particolarmente importante la preghiera del Venerdì, che avviene a mezzodì. I fedeli - maschi - si riuniscono in Moschea e seguono la preghiera guidata dall’Imam.
L’ Elemosina ( Zakat ). E’ il terzo pilastro. Negli stati musulmani è un’imposta, altrimenti è norma di senso comune atta a incentivare le donazioni per la beneficenza.
Il Digiuno ( Sawm ). E’ il quarto pilastro. Si effettua durante il mese del Ramadan, che corrisponde al nono mese lunare, ne consegue che il mese del Ramadan subisce una fluttuazione all’interno del calendario, non cadendo sempre nello stesso periodo. Dura 28 giorni, durante i quali è vietato mangiare e bere dall’alba al tramonto.
Il Pellegrinaggio ( Hajj ). E’ il quinto pilastro. Il pellegrinaggio alla Mecca deve essere praticato almeno una volta nella vita. Arrivati alla Mecca si partecipa a un rito che consta nell’effettuare sette giri intorno alla Kaaba (edificio quadrato con all’interno una pietra nera). Alcuni sostengono che ci sia anche un sesto pilastro : la Jihad - la Guerra Santa. In senso collettivo essa è una guerra vera e propria, un’altra visione meno più “diplomatica” intende questa “guerra” come la lotta che ogni individuo musulmano deve compiere fra la sua parte buona e quella oscura. Ovviamente l’Umma (che forse una volta, ai tempi della fondazione, poteva essere ristretta di numero e concentrata in un territorio - ma oggi fa membro di sé ogni fedele musulmano) non ha mai approvato e non è mai favorevole ad atti bellici in nome della religione.
SCUOLE GIURIDICHE
Dalla meno religiosa alla più religiosa:
La scuola Hanafita. E’ la meno sviluppata, concentrata principalmente nella regione dell’India. Il giureconsulto può interpretare la legge.
La scuola Shafiita. E’ un po’ più rigorosa, il giureconsulto ha meno libertà di interpretazione.
La scuola Malikita. Abbastanza estesa, concentrata principalmente nei paesi del Maghreb (Africa del Nord), è molto rigorosa, non esclude la possibilità di analogia (interpretazione), ma è certamente molto difficile che avvenga.
La scuola Hanbalita. E’ la più seguita, si ritrova in tutti i paesi sotto l’egida dell’Arabia Saudita, è molto rigorosa, ed esclude l’interpretazione del Corano.
Degno di nota anche è il Salafismo , un movimento di rinascita spirituale sorto intorno alla metà del 1200 d.C. e durato fino al 1300 d.C., che promuove un ritorno alla tradizione, al messaggio coranico, una più forte adesione alla scrittura, per un rinnovo dell’ultra-ortodossia. Tra il XVIII secolo e il XIX secolo, a seguito dell’espansione coloniale dell’occidente europeo nei paesi arabi, come risposta all’invasione si rispolvera il Salafismo, per un ritorno ai veri valori musulmani (che si svilupperà ulteriormente da un sentimento di difesa, a un sentimento di conquista - bellica
Infine intorno al 1700 d.C. un altro movimento politico-religioso, il Wahhabismo , nasce con una connotazione belligerante - nei territori dell’attuale Iran. Ha un’impostazione ultra-ortodossa : ritorno alla scrittura (andando anche oltre la scrittura), unificazione della Umma, eccesso di costume religioso e assoluta osservanza delle pratiche del Corano e della Sunna. Per il Wahhabismo è impuro tutto ciò che viene dal mondo occidentale, e anche tutto ciò che è di era pre-islamica (fortissima iconoclastia).
§ 2.3. Il Rapporto con lo Stato
La comunità islamica non ha sottoscritto in Italia un’Intesa. Sono comunque accolte nel nostro ordinamento una serie di pratiche della cultura-religione islamica:
La Preghiera. Nel mondo del lavoro non esiste un obbligo di concedere tempi e spazi dedicati alla preghiera, sarà dunque rimesso alla volontà del datore di lavoro accordarsi o meno per favorire le esigente del dipendente islamico. Anche nelle scuole e università non vi è un obbligo, e ci si adopererà per garantire la preghiera se vi sono le possibilità di farlo. Nel carcere spesso ci si attrezza di una stanza apposita per la preghiera del Venerdì. L’assistenza spirituale è solo prevista dal cappellano cattolico, non esiste una normativa per l’Imam (che spesso viene scelto fra gli stessi detenuti). Nell’ospedale è invece più semplice attrezzarsi sia per l’assistenza spirituale sia per il luogo di preghiera.
Il Ramadan. Anche per il digiuno nel mese del Ramadan non esiste una normativa specifica, nel mondo del lavoro, i datori stessi tendono a concedere le ferie nel periodo del digiuno o del pellegrinaggio.
Le Regole Alimentari.
E’ questa infatti la più grande differenza dello sviluppo del cristianesimo rispetto all’ebraismo e all’islam. La seconda religione del libro, per ordine di apparizione, ha avuto la “fortuna” di nascere in un contesto sociale e soprattutto giuridico, già ben definito : l’Impero Romano. La cultura cristiana non ha dovuto farsi carico di portare non solo regole religiose ma anche sociali (civili), poiché quest’ultime esistevano già in un assetto giuridico largamente sviluppato e consolidato. Cosa che non è successa per l’ebraismo e per l’islam: la necessità di portare ordine in delle società - frastagliate o belligeranti - prive di regole che non fossero consuetudinarie, ha fatto sì che la legge spirituale avesse il compito anche di strutturare civilmente la società, rendendo difficilmente separabili i due aspetti.
§ 3.2. Il Rapporto con L’Impero Romano
Il cristianesimo si diffonde nel I secolo d.C., partendo da Gerusalemme , per poi espandersi in tutto il Vicino Oriente (Palestina, Israele, Giordania). La diffusione nell’Impero Romano inizialmente non crea problematiche, Cristo entra nel pantheon divino di quella che era la società estremamente multiculturale romana. I cristiani non sono una minaccia per i romani finché rispettano le leggi della cives e accettano la divinizzazione dell’Imperatore.
Quando da una minoranza il culto si espande, iniziano a venir prese delle posizioni in aperto contrasto con l’etica romana, quali il rifiuto di giurare fedeltà all’Imperatore - per via della sua divinizzazione - e il rifiuto della schiavitù. Divenute insostenibili le discordanze, i cristiani vengono denunciati di sovversione e pericolosità, vengono quindi perseguitati. Le persecuzioni (le più famose quelle ad opera dell’imperatore Diocleziano) durano fino al 303 d.C. Paradossalmente queste non fanno altro che aumentare il sentimento religioso e conseguentemente anche il numero di fedeli. Visto che il tentativo di annientamento era risultato fallimentare, Roma decide accogliere la religione cristiana.
313 d. C. - Editto di Costantino La religione cristiana diventa lecita all’interno dell’Impero Romano, a condizione che i cristiani non facciano nulla per sovvertire l’ordine costituito e lo rispettino, e che inoltre preghino per la salute dell’Imperatore.
GIURIDICIZZAZIONE
Dall’editto di Costantino (ultimo vero imperatore dell’Impero Romano unito) si avvia un processo di giuridicizzazione del cristianesimo, che viene assimilato all’interno dell’ordinamento con una serie di istituti e regolamentazioni.
Nel 314 d.C. vengono stanziati e investiti dei fondi dalle casse dell’Impero per la costruzione di luoghi di culto adibiti ai cristiani. In questa occasione la religione cristiana entra nei bilanci dell’Impero.
314 d.C. - Episcopalis Audientia
Istituto creato da Costantino. Il Vescovo è chiamato a risolvere tutte quelle controversie che coinvolgano un ecclesiastico. Nascita del privilegio del foro (istituto che durerà fino al 1800 d.C.).
Nel 321 d.C. una nuova norma attribuisce alla Chiesa cristiana la personalità giuridica , permettendo l’accumulo e la compravendita di patrimoni. Prima di ciò i beni venivano di fatto destinati sempre alla Chiesa, ma formalmente erano attribuiti a un soggetto - come un Vescovo -, una persona fisica.
L’evoluzione e l’influenza del cristianesimo raggiunge il suo apice con l’Imperatore Teodosio I , che è cristiano.
380 d.C. - Editto di Tessalonica Sotto l’Imperatore Teodosio I, il cristianesimo diventa religione di Stato , tutte le altre religioni - soprattutto quelle pagane - sono bandite. L’Imperatore diventa comunque il capo della religione e dello Stato.
§ 3.3. Lo Scisma fra Occidente e Oriente
Nel periodo pre-Teodosio I, dal 313 d.C. al 321 d.C., il cristianesimo è religione libera. Scoppiano di continuo dibattiti tra i teologi per le diverse interpretazioni e speculazioni. Il dibattito più importante verteva sul rapporto gerarchico tra Dio Padre e Dio Figlio.
E’ in questo contesto che si sviluppa il pensiero di Ario, da cui nasce l’ Arianesimo , secondo cui Dio Padre e Dio Figlio hanno natura diversa. Gesù infatti ha vissuto un’esperienza corporea, che per forza di cose lo rende diverso da Dio. Nel 325 d.C. il Concilio di Nicea condanna il pensiero di Ario, bollando l’Arianesimo come movimento eretico : Dio Padre e Dio Figlio hanno un’unica natura. Essere eretici significava dunque discostarsi (troppo) dalla corretta visione (interpretazione) della Chiesa. La condanna ha importanza soprattutto perché presenta il sigillo di Stato, è promulgata tramite un atto formale dell’Impero Romano. Un decisione della Chiesa viene recepita attraverso una fonte formale del diritto romano. Fa qui un grande passo in avanti l’interpolazione tra potere spirituale e potere temporale. L’eresia diventa reato, la sanzione civile si fa vece della sanzione spirituale, viene meno la distinzione tra reato e peccato. Anche l' apostasia (il ripudio del proprio credo) diventerà reato.
Tutto ciò porta però alla perdita di autonomia della Chiesa, sempre più considerata affare di Stato. Prima del 313 d.C. la Chiesa cristiana è riunita in varie comunità, la comunità di Roma occupa una posizione in rilievo poiché storicamente è la Chiesa fondata da Pietro. Ma c’è un’altra importante comunità, considerata punto di riferimento sul versante orientale, vale a dire Costantinopoli.
eretiche in favore delle tesi Diofisite (coesistenza di due nature), e sulla questione dell’ Iconoclastia , dapprima una guerra contro la rappresentazione del divino, poi grazie all’Imperatrice Irene sono consentita le immagini.
1054 d.C. - Questione del Filioque (Scisma) Se dal 451 d.C. le due Chiese divergevano per organizzazione ma non per la direzione di fede, nel 1054 d.C. avviene la rottura decisiva. Lo Scisma avviene per una diatriba di carattere liturgico: la questione del Filioque. La Chiesa occidentale e quella orientale adottano due versioni della frase: “...Padre, Figlio e Spirito Santo”:
Schema Occidentale Schema Orientale Padre Padre | /
Figlio Figlio ------ S. Santo | S. Santo
Roma finisce per scomunicare Costantinopoli (la revoca avverrà solamente nel 1964). Dalla Chiesa Occidentale si svilupperà la figura sempre più centrale del Vescovo di Roma, successivamente chiamato Papa , e la Chiesa verrà definita Cattolica. Dalla Chiesa Orientale si svilupperanno le Chiese Ortodosse (è importante sottolinearne la pluralità) e la figura dei Patriarchi.
§ 4.1 Lo Sviluppo Storico
In senso generale si può datare la nascita dell’ortodossia intorno al IV secolo d.C. , quando il cristianesimo comincia ad allontanarsi dal paradigma giudaico-cristiano e comincia a tenere i primi concili. Il termine ortodossia, dal greco, significa “retta dottrina”, e in effetti la Chiesa orientale di Costantinopoli cerca sempre un atteggiamento di piena adesione alle scritture evangeliche, senza le aggiunte, le interpretazioni, della Chiesa occidentale Cattolica di Roma.
Altro profilo di divisione è il rapporto con il potere politico: a oriente la Chiesa è tutelata e amministrata dal sovrano, in un rapporto - di fatto - di sudditanza ; a occidente la Chiesa dovrà “ farsi carico ” del potere politico quando l’estrema fratturazione dell’Impero Romano d’occidente prima, e le invasioni barbariche poco dopo, lasciano la penisola italica e l’europa priva di una guida civile salda.
Nel 451 d.C. il Concilio di Calcedonia sancisce una prima importante divisione tra le visioni organizzative delle due Chiese. I poteri spirituale e temporale sono distinti, tuttavia devono allo stesso tempo agire insieme. L’Impero protegge la Chiesa, la quale riconosce a questo una serie di potestà. Se a occidente si avvia un processo di cristianizzazione del potere temporale, a oriente avviene in contrario, è l’influenza secolare a sopraffare l’autonomia ecclesiastica. Questa sopraffazione non deve essere vista come una lotta vinta da una delle due parti, bensì come un accomodamento della Chiesa in favore del potere sovrano. Sul piano politico la Chiesa di Costantinopoli, vedendo la situazione di rovina dell’Impero occidentale e l'auto proclamazione di Costantinopoli in Nuova Roma , ritenendo che anche il vescovo di Roma non potesse più essere un punto di riferimento della comunità cristiana tutta, rivendica per il vescovo di Costantinopoli la supremazia spirituale.
Intorno all’anno 1000 d.C. , la città di Mosca , sita in un territorio che aveva subito un forte proselitismo cristiano durante il IX secolo d.C., si proclama Terza Roma , per via della perdita di autonomia della Chiesa di Costantinopoli, rivendicando per sé una translatio della carica di Chiesa Madre, ossia la Chiesa di riferimento del mondo ortodosso, la quale fu formalmente respinta da Costantinopoli (la “seconda” Roma).
Nel 1453 d.C. avviene la conquista da parte dell’ Impero Ottomano di Costantinopoli, ora Istanbul. Per la Chiesa ortodossa di Costantinopoli questo non risulta essere un vero problema, finché il nuovo sovrano manterrà le garanzie e tutele che spettano alla Chiesa. Per giustificare il mantenimento della primazia spirituale della Chiesa di Costantinopoli, nonostante la conquista della capitale, viene ideata la Teoria della Sospensione : secondo la quale l’ultimo Imperatore di Costantinopoli non sia veramente morto, ma giaccia pietrificato all’interno di una grotta in attesa della riconquista cristiana della città. Il Patriarcato di Istanbul continua a definirsi Chiesa Madre e reclama la sua giurisdizione sugli “ortodossi della diaspora”, ossia tutti quegli ortodossi sparsi per il mondo che vivono in paesi ove non è presente una Chiesa Ortodossa Nazionale.
§ 4.2. Le Caratteristiche
Quando si parla di Ortodossia si parla di Chiese Ortodosse , e non di Chiesa - unica. Le Chiese ortodosse riprendono infatti l'originaria organizzazione in comunità e la evolvono nei rapporti con il potere temporale, fino a diventare Chiese Nazionali. Al vertice della singola Chiesa nazionale vi è il Patriarca, la guida spirituale. In una visione più universalistica, tutte le Chiese nazionali fanno riferimento - più guardando l’autorità che la gerarchia - a una Chiesa Madre.
La Chiesa Ortodossa lavora sempre insieme con il potere temporale. Questo stretto rapporto viene definito Sinfonia.