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Appunti Diritto Penitenziario. Prof.VARRASO. Unicatt MILANO
Tipologia: Appunti
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Legge ordinaria di riferimento: legge 26 luglio 1975 n 354 - Legge sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà Oggetto della legge sono i soggetti che si trovano in carcere o nelle REMS (residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza) (non utilizzare sigle in sede di esame) Il nostro ordinamento prevede un doppio binario: una persona può essere condannata o ad una pena detentiva o ad una misura di sicurezza detentiva, nel primo caso è condannata alla reclusione, nel secondo caso è condannata all'arresto, che determinano l’ingresso in carcere di una persona, si tratta quindi una persona condannata in via definitiva. Se una persona commette il reato ma è incapace di intendere e di volere, viene sottoposto ad una misura di sicurezza una volta accertata la sua pericolosità sociale. Le persone sottoposte a misure di sicurezza detentiva si chiamano: INTERNATI Le persone sottoposte a reclusione o arresto si chiamano: CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA il diritto penitenziario si occupa anche degli IMPUTATI, che sono persone sottoposte a processo penale. L’imputato non e’ destinatario di una sentenza definitiva, quindi prima del passaggio in giudicato di una sentenza l’imputato e’ presunto innocente ma può essere sottoposto a due misure cautelari: custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari. La legge del 75 va integrata con il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 200 N 230 : Regolamento penitenziario Insieme con DECRETO LEGISLATIVO 2 OTTOBRE 2018 N 121: disciplina dell’esecuzione delle pene ne confronti dei condannati minorenni Fino al 2018 non esisteva una legge penitenziaria per i minorenni L’esecuzione penale del regolamento dei minorenni non e’ autosufficiente, per ciò che non e’ disciplinato bisogna guardare ad altre fonti
Il diritto penitenziario si occupa di pene e di misure di sicurezza, in relazione alla pena detentiva e’ importante riferirsi allo scopo rieducativo e risocializzante del detenuto ex art 27 Cost , ma non bisogna dimenticare le norme ex artt 17 ss. C.p. : art 17, pene principali : le pene principali stabilite per i delitti sono l’ergastolo, la reclusione, la multa. Le pene principali per le contravvenzioni sono l’arresto e l’ammenda. Il diritto penitenziario si occupa innanzitutto di reclusione e di arresto, ma gia’ la lettura dell’ art 17 consente di evidenziare che bisogna isolare una pena principale, cioè l’ergastolo. La norma fondamentale in materia di ergastolo e’ l’ art 22, che classifica l'ergastolo come pena perpetua. In realtà però non e’ davvero perpetua, almeno di regola, in quanto pena perpetua vuol dire che una persona rimane in carcere tutta la vita (fine pena mai), tuttavia in via generale non si può dire, se non come affermazione, per distinguerla dalle altre pene, che sia perpetua, perche’ cio’ che rende l’ergastolo costituzionale e’ la possibilità di ottenere ad un certo punto la LIBERAZIONE CONDIZIONALE, disciplinata ex artt 176-177 c.p. , che e’ la possibilità dopo 26 anni di carcere di
passare 5 anni in libertà vigilata, decorsi questi 5 anni la pena si estingue, quindi la persona torna in libertà (in realtà non sono 26 anni perche’ ogni 6 mesi il detenuto ha diritto a 45 giorni di premio). Quindi la Corte costituzionale ha sancito che cio’ che rende l’ergastolo costituzionale e’ la liberazione condizionale. PRECISAZIONI: le ricaviamo da alcune norme fondamentali per la materia ex artt 71 ss. C.p. : concorso di reati: che si ha quando una medesima persona e’ condannata in via definitiva per una pluralità di fatti di reato (concorso formale o concorso materiale). L’ipotesi piu’ semplice e’ che una persona subisca una condanna per un solo reato, ma l’ipotesi piu’ importante per il diritto penitenziario e’ la persona condannata per una pluralità di reati Es. persona commette una pluralità di omicidi aggravati di stampo mafioso: si applica l’art 72 (concorso di reati che importano l’ergastolo o importano pene detentive temporanee) la persona vene condannata alla pena dell’ergastolo con l’isolamento diurno (quindi e’ sbagliata la formula giornalistica e mediatica “condannato a 10 ergastoli”, perché un ergastolo e’ il massimo di pena che può ricevere una persona) Art 72 e 73: in caso di delitto punito con l’ergastolo in concorso con delitti che comportano pene detentive temporanee, per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi. Art 73 co 2: Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l’ergastolo. Il cumulo materiale e’ il regime sanzionatorio che si lega al concorso materiale e che prevede la somma algebrica delle pene. Art 78 c.p. ultimo comma: limite degli aumenti delle pene principali: nel caso di pene concorrenti la pena detentiva non può comunque eccedere 30 anni ERGASTOLO OSTATIVO: fondamentale da tenere a mente e’ l’ art 4 bis della legge sull’ordinamento penitenziario , che prevede che se una persona e’ condannata in via definitiva ad una serie cospicua di reati, indicati nell’articolo, ad esempio reati di mafia o di terrorismo, ecco che la condizione per ottenere qualsiasi misura alternativa e’ la collaborazione. (sempre che la collaborazione sia possibile come disposto della corte costituzionale). Collaborare vuol dire rendere dichiarazioni autoaccusatorio o eteroaccusatorie. Quindi se il soggetto decide volontariamente di non collaborare NON può ottenere benefici penitenziari, neanche la liberazione condizionale. L’articolo e’ stato introdotto dopo le stragi di Falcone e Borsellino. L’ergastolo riguarda quindi una certa categoria di condannati Corte Europea dei diritti dell’uomo: sent 13 giugno 2019 ricorso n 77633/2013 causa Viola contro Italia : l’ergastolo ostativo viola l’ art 3 della convenzione europea dei diritti dell’uomo (tortura: trattamenti inumani e degradanti) l’ergastolo ostativo, cioè l’unica pena perpetua oggi esistente, contrasta con la dignità del condannato, che si correla ovviamente all’obbligo per lo stato di garantire la risocializzazione, e non può accettarsi a fronte di un titolo di reato. Perche’ cosa impedisce di ottenere il beneficio?: prima ancora della collaborazione essere condannati a uno dei reati previsti dall’art 4bis l’art 4bis aiuta a capire che non c’e’ un regime unitario per tutti i condannati ma ci sono regimi differenziati (es. regime speciale legato a determinate condannate per i reati ex art 4bis). Il 22 ottobre la Corte costituzionale deciderà sulla costituzionalità dell’ergastolo ostativo. Lo stato non e’ costretto ad ottemperare alla sentenza di condanna ma cio’ comporterà che tutte le persone condannate all’ergastolo ostativo come Viola faranno ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Quindi senza l’intervento della corte costituzionale si crea un problema. C’e’ anche da dire e da tener conto che il carcere duro e’ pensato per la collaborazione. Questa sentenza permette di collegarsi alla sentenza Torreggiani contro altri del 2013 : e’ una sentenza pilota , i detenuti del carcere di Busto Arsizio sollevarono la questione in relazione al sovraffollamento delle
Il legislatore ha tradotto in norma le sentenze della corte costituzionale e della corte edu. Solo il trattamento che rispetta la dignità, rispetta diritti fondamentali. “ esso è improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni […] e si conforma a modelli che favoriscono autonomia, responsabilità, socializzazione e integrazione.
2. Il trattamento tende, anche attraverso contatti con ambiente esterno ( come le nostre visite penitenziarie ), al reinserimento sociale ( trasposizione dell’art 27 della cost! ) ed è attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni degli interessati ( anche perché se la pena fosse generalizzata non sarebbe risocializzante **).
In base al principio della presunzione di innocenza chi è in carcere prima di condanna definitiva è da ritenere innocente quindi non gli si applicano le regole legate alla rieducazione. In Italia ci sono più di 1/3 dei detenuti che sono imputati, secondo le statistiche. Ciò significa che qualcosa non va, c’è un uso strumentale della custodia cautelare in carcere. Qual è il discrimen tra condannati, internati e imputati? Qual è la linea di confine? Libro X cod proc penale: esecuzione. Titolo I. Giudicato. Questo è il punto di partenza: il giudicato. Coloro che vengono dopo il giudicato devono essere rieducati; per chi viene prima non ha senso parlare di risocializzazione e rieducazione. Giudicato e sentenza irrevocabile sono sinonimi. Art 648 cpp irrevocabilità delle sentenze (tralasciamo decreti penali perché riguardano pene pecuniarie).
impugnare, ma non è obbligato. La sentenza passa in giudicato se decorrono i termini e nessuno impugna prima ipotesi: pur avendo interesse a farlo, non ha impugnato, secondo il principio che si ha diritto ad impugnare, non l’obbligo di impugnare. Il diritto di impugnare è uno dei più importanti nel diritto processuale penale. Seconda ipotesi: chi ha subito pregiudizio decide di impugnare ha 2 modi per farlo: appello e ricorso per cassazione. Tutte le sentenze sono ricorribili per Cassazione, non tutte in appello: ex art 111 della cost. l'unica impugnazione in materia di libertà personale che non può mai mancare è il ricorso per cassazione. Può mancare l’appello. Appello e ricorso sono mezzi di impugnazione ordinaria. Se propongo appello e poi ricorso per Cassazione, la sentenza passa in giudicato quando sono esauriti i mezzi di impugnazione ordinari. art 648 ”quando dichiara inammissibile o rigetta il ricorso”. Non sono obbligato a proporre né l'appello, né il ricorso per cassazione. Se ho proposto impugnazione è la cassazione rigetta o dichiara inammissibile il ricorso, la sentenza passa in giudicato e diventa irrevocabile. Art 650esecutività delle sentenze: 1 Salvo che sia diversamente disposto, le sentenze e i decreti penali hanno forza esecutiva quando sono divenuti irrevocabili.
2. Le sentenze di non luogo a procedere hanno forza esecutiva quando non sono più soggette a impugnazione. Quindi la caratteristica più importante del giudicato è l’esecutività! Solo le sentenze irrevocabili devono essere eseguite. Carattere dell’irrevocabilità è l’esecutività, DEVE essere eseguita. Prima del giudicato, la sentenza NON può essere eseguita. Se il soggetto è condannato in primo grado non va in carcere, salva l’applicazione di una misura cautelare (per evitare fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove). Latitante è chi si sottrae volontariamente all’esecuzione di una sentenza (è chiaro che la sentenza deve passare in giudicato). L’Ordinamento penitenziario si occupa di sentenze irrevocabili che diventano esecutive. Non si occupa necessariamente di sentenze di condanna, perché l’ordinamento penitenziario si occupa anche di internati, non solo di condannati. Infatti l'art 650 non parla di sentenze di condanna. Sia le sentenze di condanna sia quelle di proscioglimento diventano esecutive quando passano in giudicato. Ovviamente se le sentenze di proscioglimento non contengono pene non c’è nulla da eseguire. Se il soggetto viene valutato incapace di intendere e di volere viene prosciolto, ma se viene ritenuto socialmente pericoloso gli viene applicata una misura di sicurezza l'Ordinamento penitenziario si occupa anche di sentenze di proscioglimento portanti una misura di sicurezza. Quindi l’ordinamento penitenziario si occupa del doppio binario: sentenze irrevocabili di condanna o di proscioglimento portanti una misura di sicurezza. Lezione 15. Dobbiamo cercare di comprendere il punto di partenza dell’ordinamento penitenziario e quindi dei provvedimenti che possono determinare l’ingresso in carcere di una persona. Abbiamo accennato al giudicato, dal quale parte l’ingresso in carcere. 1. Giudicato e sentenza irrevocabile sono la stessa cosa 2. L’esecutività e’ la caratteristica immancabile delle sentenze irrevocabili 3. Ovvio che ex art27 Cost fino a quando non c’e’ una sentenza irrevocabile non si può avere un provvedimento esecutivo (presunzione di innocenza come regola di condotta, cioè finche’ e’ in corso il procedimento penale di regola la persona e’ in libertà, salvo che non le si applichi una misura cautelare) 4. Le norme da tenere a mente sono: - artt 648 : irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali il momento in cui una sentenza passa in giudicato, quindi il QUANDO una sentenza passa in giudicato;
L’imputato nel procedimento\il condannato nella fase esecutiva che si sottrae volontariamente viene definito latitante Per il momento non ci occupiamo ne’ dell’imputato ne’ dell’indagato, ma ci concentriamo sul CONDANNATO il nostro riferimento e’ la sentenza di condanna ex artt 648-650 c.p.p. SENTENZA DI CONDANNA art 546 c.p.p.: requisiti della sentenza Ricorda che il dispositivo e’ la parte della sentenza contenente la pena da eseguire. Se c’e’ una sentenza definitiva contenente una pena essa DEVE essere eseguita: requisito dell’obbligatorietà. E deve essere eseguito il dispositivo! n.b. la SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA e’ un istituto che riguarda pene detentive che non superano i 2 anni ed e’ una causa estintiva (vedremo se della pena o del reato). Lezione 24. Il 23.10 si e’ pronunciata la Corte costituzionale sull’art 4 bis dell’ordinamento Penitenziario e, come prevedibile, dopo la sentenza della CEDU Viola vs Italia, la Corte cost ha accolto la questione di legittimità costituzionale sull’ art 4 bis della legge sull’ord pen. per ora e’ uscito solo un comunicato stampa della Corte in cui essa preannuncia gli estremi della sentenza N.B. le sentenze della Corte si citano con la data del deposito della sentenza, mentre le sentenze della Cassazione si citano con la data dell’udienza in cui e’ stata adottata la decisione; e’ eccezionale il caso in cui sia contestuale la data della decisione con la data della motivazione. Il 4 bis sarà oggetto della seconda parte del corso ma perora diciamo che e’ la norma fondamentale che riguarda le concessioni dei benefici per determinati delitti dalla rubrica per come e’ ORA ricaviamo il divieto di concessione dei benefici per determinati tipi di condannati (che non sono solo i condannati in relazione alla criminalità organizzata). A Gennaio abbiamo avuto la c.d. legge spazza corrotti che ha introdotto i reati con la Pubblica Amministrazione nel 4 bis. Presupposto fondamentale della norma e’ la collaborazione fino a ieri non poteva ottenere i benefici chi non collaborava: si trattava quindi di una preclusione assoluta la CEDU ha detto che non sono ammissibili preclusioni assolute, perché collaborare o non collaborare non e’ sintomatico dell’esserci o non esserci pericolosità sociale La sentenza riguarda solo i permessi premio, perche’ la causa portata davanti la CEDU aveva questo come petitum ci saranno altre declaratorie di legittimità costituzionale quando ci saranno altri petitum aventi ad oggetto altre concessioni Secondo il comunicato stampa la presunzione di pericolosità sociale del detenuto non collaborante non e’ piu’ assoluta ma relativa , quindi può essere superata dal Magistrato di sorveglianza tramite una valutazione caso per caso N.B. l’art 4 bis non si applica solo agli ergastolani ma a qualsiasi condannato ai reati previsti dalla norma di questa sentenza non beneficeranno solo gli ergastolani Nella sentenza di Mafia capitale si contestava il 416 con l’aggravante mafiosa: era contestata l’aggravante ma rimane l’associazione a delinquere prevista dall’ art 416 ; non si contestava il 416 bis. Il 4 bis nasce negli anni 90 x contrastare i reati di Mafia, ma non esaurisce il novero dei reati previsti. Torniamo al discorso sulla sentenza da eseguire: SENTENZE IRREVOCABILI PORTANTI UNA PENA DETENTIVA DA ESEGUIRE
- Cosa dobbiamo andare a guardare: se c’e’ stata o meno impugnazione Se non c’e’ stata impugnazione vedo la sentenza di primo grado Se c’e’ stata impugnazione ed e’ stata rigettata si andrà a guardare la sentenza di primo grado o di appello, non la sentenza di Cassazione Se l’impugnazione non e’ stata rigettata non si ha “nulla” da guardare Le sentenze di secondo grado sono eseguite dal PM che si chiama Procuratore generale, che e’ uno e ha tanti sostituti. Al vertice c’e’ solo 1 Procuratore generale (in appello)\ Procuratore della Repubblica (in primo grado). Ai sensi dell’ art 655 c.p.p. ad eseguire le condanne e’ il PM. Noi siamo partiti da una sentenza irrevocabile: facciamo un passo in avanti. La sentenza irrevocabile consta di varie parti ( art 546 c.p.p. ). Le parti della sentenza sono: a. L’intestazione a nome del popolo italiano b. Imputato (una volta che passa in giudicato la sentenza diventa o condannato o internato, il primo riguarda le pene detentive, il secondo le misure di sicurezza) c. Imputazione d. Motivazione ( art 111 Cost ) e. P.Q.M. (e’ il dispositivo che quindi contiene la pena da eseguire) C’e’ una NORMA CARDINE: decreto 30 settembre 1989 n 334: regolamento x l’esecuzione del codice di Procedura penale : ART 28 del regolamento il soggetto della norma e’ il cancelliere (che e’ il segretario del magistrato): La cancelleria , quando un provvedimento diviene esecutivo per non essere stata proposta impugnazione od opposizione, ne trasmette l'estratto senza ritardo , e comunque entro cinque giorni, al pubblico ministero presso il giudice indicato nell'art. 665 del codice. - si riferisce alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile, cioe’ la sentenza da eseguire bisogna andare a guardare se e’ una sentenza di primo o di secondo grado, perche’ se a passare in giudicato e’ la sentenza di 1 grado sarà la cancelleria del tribunale o della Corte di Assise, se la sentenza e’ di 2 grado sarà la cancelleria della Corte di Appello o della Corte di Assise di appello IDENTIFICA QUINDI L’ATTO GENETICO DELL’ESECUZIONE PENALE: IL TITOLO ESECUTIVO, CHE E’ L’ESTRATTO DELLA SENTENZA IRREVOCABILE DA ESEGUIRE, FORMATO DALLA CANCELLERIA DEL GIUDICE CHE HA EMESSO QUELLA SENTENZA CONTENUTO DEL TITOLO ESECUTIVO: co 2 art 28 : L'estratto del provvedimento contiene le generalità della persona nei confronti della quale deve essere eseguito, l'imputazione , il dispositivo e, quando ne è il caso, l'attestazione che non è stata proposta impugnazione od apposizione. All' estratto è allegata copia dei dispositivi dei provvedimenti che hanno definito gli eventuali altri gradi del procedimento. Il TITOLO ESECUTIVO ALTRO NON E’ CHE LA SENTENZA SENZA MOTIVAZIONE ma noi dobbiamo dire che e’ l’estratto (termine tecnico) Questo perche’ CIO’ CHE VIENE ESEGUITO E’ IL DISPOSITIVO NON LA MOTIVAZIONE Questo ESTRATTO E’ TRASMESSO AL PM, CHE E’ PM PRESSO IL GIUDICE CHE HA EMESSO LA SENTENZA DA ESEGUIRE NON C’E’ UN TERMINE PERENTORIO PER TRASMETTERE L’ESTRATTO MA DEVE ESSERE SVOLTO SENZA RITARDO.
AMNISTIA: può essere propria o impropria:
- L’amnistia propria si verifica nel corso del procedimento penale ed e’ una causa estintiva del reato L’INDULTO: e’ una causa estintiva della pena La differenza ha delle conseguenze penali importanti: l’ultima amnistia si e’ avuta nel 90 con l’introduzione del nuovo codice di diritto penale e ogni volta che si introduce un nuovo codice bisogna slegarsi in qualche modo dal passato se si ha amnistia durante un processo esso termina, con una sentenza di proscioglimento , quindi l’amnistia determina una deflazione della popolazione carceraria ma ha anche un importante effetto processuale, in quanto determina uno svuotamento dei processi: tutti i processi per quei reati vengono archiviati, nel senso che non sono piu’ pendenti. L’indulto non ha effetti sui procedimenti in corso, quindi se si ha un indulto (l’ultimo nel 2006) i procedimenti continuano ma la pena non verrà eseguita: l’indulto non e’ deflattivo dei processi ma e’ deflattivo della popolazione carceraria. Quindi ovviamente e’ preferibile l’amnistia, anche se in realta’ si dovrebbe pensare a una riforma del codice penale. Questo richiamo all’amnistia e all’indulto ci serve anche per capire come si determina la pena da eseguire da parte del PM, ci riferiamo quindi all’ art 657 c.p.p., in particolare il co 2 Il pubblico ministero computa altresì il periodo di pena detentiva espiata per un reato diverso, quando la relativa condanna è stata revocata, quando per il reato è stata concessa amnistia o quando è stato concesso indulto, nei limiti dello stesso. tenendo sempre presente l’ art 2 co 2 c.p. Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali N.B. vedi registrazione x abolitio criminis Le altre due ipotesi previste dall’art 657 co 2 sono: la concessione dell’amnistia o dell’indulto. Quindi l’art 657 co 1 attiene al presofferto, il co 2 attiene all’abolitio criminis, all’amnistia e all’indulto. Art 657 co 4: In ogni caso sono computate SOLTANTO la custodia cautelare subita o le pene espiate dopo la commissione del reato per il quale deve essere determinata la pena da eseguire Per comprendere questa norma dobbiamo comprendere che cosa e’ il TITOLO ESECUTIVO: - Imputato - Imputazione: contiene la descrizione di un fatto di reato con al termine l’indicazione di luogo e data del fatto (locus commissis delicti e tempus commissis delicti) e’ cio’ che si va a guardare per comprendere per quale delitto devo far eseguire quella sentenza - Dispositivo Devo prendere il reato oggetto del titolo esecutivo, recuperare il tempo di commissione del delitto: lo scomputo e’ ammesso solo per le pene successive, perche’ e’ per quelle che non ho la c.d. riserva di impunità il co 4 serve ad evitare che lo scomputo diventi istigazione a delinquere, il discrimen cronologico e’ l’unico modo per evitare riserve di impunità Come funziona lo scomputo ex co 4:
L’ art 663 e’ la proiezione in fase esecutiva della regola di separazione dei processi (artt 17-18 c.p.p.)
La Corte costituzionale allora e’ intervenuta nel 2013 e nel 2014 con le c.d. leggi svuota-carceri (le spiegheremo meglio successivamente)che modifica l’art 47 della legge sull’ord.penit. introducendo nell’art 47 il comma 3 bis: affidamento in prova allargato quindi oggi abbiamo:
- L’affidamento in prova “ordinario” per pene detentive non superiori a 3 anni - L’affidamento in prova allargato per pene detentive non superiori a 4 anni Ma il legislatore non ha modificato l’art 656 c.p.p. che utilizza il limite dei 3 anni perche’ richiamava l’art 47legge sull’ord.penit. il legislatore non ha operato un coordinamento tra norme la Corte costituzionale, nell’inerzia del legislatore, deve dichiarare l’illegittimità costituzionale Dal 2013 quindi non esiste solo una figura di affidamento in prova ma ne esistono due.
Con il decreto legislativo 2 ottobre 2018 n 121 questa disciplina va aggiornata laddove il titol esecutivo abbia ad oggetto un REATO COMMESSO DA MINORENNE: art 1 regole e finalità dell’esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità (non vengono definite misure alternative). La legge che ci apprestiamo ad analizzare prevale sul codice di procedura penale, prevale perche’ l’art 1 dice che l’interprete come prima fonte di riferimento deve andare a guardare le disposizioni del decreto (fonte primaria) e per quanto da esse non previste quelle del codice di procedura penale, la legge sull’ordinamento penitenziario, la legge sull’ordinamento penitenziario minorile (fonti sussidiarie). Art 1 co 2: ci si rende conto che non bisogna solo favorire la giustizia penale tradizionale ma bisogna ispirarsi anche percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato. In piu’ si deve favorire la responsabilizzazione, l’educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l’inclusione sociale a prevenire la commissione di ulteriori reati, anche mediante percorsi di istruzione ed educazione alla cittadinanza attiva Capo III del decreto legislativo: disciplina dell’esecuzione Art 11 esecuzione delle pene detentive Co 1: quando deve essere eseguita nei confronti di persa che non abbia compiuto i 25 anni di età (al momento dell’esecuzione) una condanna a pena detentiva per reati commessi da minorenne il decreto riguarda reati commessi da minorenne ma non riguarda necessariamente i minorenni, perche nel frattempo la persona che ha commesso il reato, all’epoca minorenne, e’ diventata maggiorenne, e non ha superato i 25 anni Requisiti per applicare l’art 11 anziché’ l’art 656 cpp:
- Reato oggetto del titolo esecutivo commesso da persona minore di età - Al momento in cui il PM emette l’ordine di esecuzione la persona condannata non deve aver compiuto i 25 anni di età - Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggior pena, non e’ superiore a 4 anni e contestualmente ne dispone la sospensione Fino a qui non cambia nulla con la disciplina generale si applica il cpp La disciplina cambia in relazione alle ipotesi di divieto della sospensione Art 11 co 1: salvo il caso c’e’ UNA eccezione: salvo il caso del condannato, che non abbia compiuto i 25 anni di età, si trovi per il fatto oggetto della condanna in stato di custodia cautelare ovvero sia detenuto in carcere o in istituto penitenziario minorile per altro titolo definitivo La sospensione del titolo di esecuzione non dipende dal titolo del reato se una persona che non ha compiuto 25 anni viene condannato per un reato mafioso di criminalità organizzata a una pena non superiore a 4 anni (o 6 anni) non entra in carcere, salvo che non sa già in carcere, ma perche’ o vi e’ stata custodia cautelare in carcere o perche’ ce’ stata gia’ un’altra condanna che ha fatto entrare in carcere quella persona non si fa riferimento al titolo ma allo status il legislatore applica la sentenza 90\2017, per cui si dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art 659 lett a, nella parte in cui non consentiva la sospensione della pena detentiva nei confronti dei minorenni per i delitti elencati N.B. il legislatore nel 2018 si rivolge alle persone che non abbiano compiuto i 25 anni di età N.B. l’ordine di esecuzione non viene sospeso ma decidera’ il Tribunale di sorveglianza se applicare la misura alternativa
Lezione 25. Art 11 decreto legislativo 121/2018 esecuzione delle pene detentive nei confronti non del minorenne ma di persona che non abbia compiuto 25 anni di età che ha commesso il reato quando era minorenne questo aiuta a capire come l'esecuzione della pena può avvenire anche a distanza di molti anni. Il legislatore introduce una disciplina di favore:
- Il diritto alla difesa comprende il diritto alla difesa tecnica e quindi il diritto a conferire con il difensore allo scopo di predisporre le difese e decidere le strategie difensive e, ancor prima, allo scopo di poter conoscere i propri diritti e le possibilità previste dall’ordinamento per tutelarli - Il diritto di conferire con il proprio difensore non può essere compresso o condizionato dallo stato di detenzione, se non nei limiti di altri interessi costituzionalmente garantiti, e salva evidentemente la disciplina di modalità dell’esercizio Bilanciamento tra interessi costituzionali contrapposti: si parla di repressione del delitto, che però deve essere ragionevole - Il diritto di conferire con il difensore non può essere rimesso a valutazioni discrezionali dell’amministrazioni Il limite al diritto e’ previsto dalla legge ma comunque non puo’ essere oggetto di discrezionalità Art 35 co 1 legge del diritto penitenziario (PRIMA): l’amministrazione puo’ negare l’autorizzazione al colloquio per ragionevoli motivi La Corte Costituzionale dice che vi deve essere il diritto del detenuto condannato in via definitiva di conferire con il difensore fin dall’inizio dell’esecuzione della pena Art 18 legge sull’ordinamento penitenziario: i detenuti e gli internati hanno diritto di conferire con il difensore, fermo quanto previsto dall’articolo 104 cpp, sin dall’inizio dell’esecuzione della misura o della pena. Hanno altresì diritto di avere colloqui e corrispondenza con i garanti dei diritti dei detenuti. La sentenza della Corte e’ stata introdotta nella norma Quindi chi e’ in carcere ha diritto a conferire con il difensore fin dall’inizio di esecuzione della pena, dal 1997, nel 2018 e’ stata inserita nella norma. N.B. la sentenza e’ del 97, quindi quando la Corte fa riferimento al regolamento penitenziario ex D.P.R. 30 giugno 2000 n 230, che integra la legge sull’ordinamento penitenziario del 1975. Art 37 del regolamento: i colloqui dei condannati, degli internati e quelli degli imputati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado sono autorizzati dal direttore dell’istituto. I colloqui con persone diverse dai congiunti e dai conviventi sono autorizzati quando ricorrono ragionevoli motivi. Discrezionalità vuol dire comunque obbligo di motivare sull’esercizio del potere ex art 35 bis legge sull’ordinamento penitenziario. Quello detto finora riguarda il condannato in via definitiva. Questa disciplina e’ importante anche per il diritto processuale penale. N.B. quando la norma dice “fin dall’inizio della misura” si intende della misura cautelare. principio generale contenuto nell’art 18 co 2 legge sull’ordinamento penitenziario L’ art 104 cpp prevede una disciplina speciale rispetto alla disciplina generale o comunque integra la norma generale: l’art 104 riguarda l’imputato o l’indagato che si trova sottoposto a custodia cautelare in carcere. Art 104 cpp colloqui del difensore con l’imputato in custodia cautelare Co 1: L’imputato in stato di custodia cautelare ha diritto a conferire con il difensore fin dall’inizio dell’esecuzione della misura.
Co 2: La persona arrestata in flagranza o fermata ex art 384 ha diritto di conferire con il difensore subito dopo l’arresto o il fermo. Si applicano i principi della sentenza 212\1997 : ci puo’ essere un bilanciamento tra due interessi
- Difesa tecnica - Interesse alla repressione dei reati Co 3 modificato dalla legge Orlando : nel corso delle indagini preliminari per i delitti ex art 51 commi 3 bis e 3 quater , quando sussistono specifiche ed eccezionali ragioni di cautela, il giudice, su richiesta del PM, puo’, con decreto motivato, dilazionare per un tempo non superiore a cinque giorni, l’esercizio del diritto a conferire con il difensore Nel 2017 e’ stato introdotto quell’inciso che e’ importante perche’ prima del 2017 il potere del PM di chiedere il differimento del colloquio era possibile per tutti i reati avveniva il c.d. isolamento giudiziario (che afferisce sempre al bilanciamento prima visto, ma solo per i reati previsti dall’art
N.B. la deroga avviene SOLO nella fase iniziale delle indagini preliminari: dall’udienza preliminare in avanti non c’e’ piu’ nessun blocco all’udienza. e’ l’effetto del bilanciamento Prima lezione online N.B. i singoli argomenti non si esauriscono con la video lezione ma vanno integrati con gli elementi del manuale. IL TRATTAMENTO PENITENZIARIO Riprenderemo le file del discorso per poi introdurre l'argomento più importante del corso (le lezioni verranno svolte anche dalla Prof Paola Corvi). **Norme di riferimento: