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Dispensa sintetica di programmazione e controllo Domande ricorrenti + risposte esaustive
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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correlati parametri obiettivo, un’individuazione completa degli stessi non può limitarsi alla sola misurazione economica, richiedendo un’integrazione con la tipologia non economica. Un approccio di questo tipo incide positivamente su pianificazione, programmazione e controllo (soprattutto strategico), rendendosi fondamentale ai fini di uno sviluppo sostenibile d’impresa. Misure socio-ambientali e competitive : quale espressione quali-quantitativa dei fenomeni aziendali (clienti soddisfatti, scarti presso i clienti, posti di lavoro creati, ecc.) ma che prevedono anche elaborazioni a carattere quantitativo monetario (costi ambientali, costi assistenza clienti, ecc.). Bisogna alimentare parametri capaci di misurare, in modo affidabile e tempestivo, le performance sostenibili (economico-sociali-ambientali) mediante un flusso informativo real time capace di sostenere e indirizzare il processo decisionale, di indurre nella struttura comportamenti organizzativi orientati al perseguimento degli obiettivi aziendali Le aziende hanno una responsabilità sociale, intesa come:
alla capacità di operare secondo condizioni di successo. Teniamo conto del successo competitivo, economico, sociale con tutti i fattori che determinano le condizioni concorrenziali. Successo economico: fattori che influenzano le condizioni di equilibrio reddituale e monetario- finanziario Successo competitivo: fattori che determinano i vantaggi concorrenziali e la dominanza del mercato nelle diverse aree strategiche di attività. Successo sociale: fattori che determinano la coesione dei diversi interlocutori sociali (es. prestatori di lavoro, conferenti di capitale di rischio, comunità locale, PA…) ed il consenso sulla proposta progettuale d’impresa I successi vengono integrati tra loro, individuando le variabili critiche di successo aziendali (a livello di ASA e di centro di responsabilità) per la progettazione dei sistemi di controllo. Le fasi di progettazione si suddividono in 4 fasi:
✓ il bilancio d’esercizio ✓ i prospetti di sintesi delle variazioni e dei flussi di capitale circolante netto e di cassa (rendiconto finanziario) ✓ la determinazione del valore del capitale economico d’impresa ✓ i piani di azione generali ✓ i budget per le previsioni globali di gestione
d) Controllo della gestione , avente finalità di orientamento dei comportamenti per l’ottenimento dei risultati, supportando i processi decisionali e verificando la coerenza tra obiettivi e risultati per soddisfare le attese.
supporto all’organizzazione delle limitate risorse disponibili verso il raggiungimento di risultati ottimali)
il sistema di controllo della gestione si suddivide in struttura organizzativa, struttura informativa e processo. La struttura organizzativa di controllo è un aspetto strutturale, l’azienda è un insieme complesso che viene ripartito in unità operative elementari dell’organizzazione, in modo conforme allo stile direzionale e ai processi di delega. Le unità sono dotate di responsabilità gestionale (centri di responsabilità) e autonomia. La struttura organizzativa di controllo si basa sulla mappa dei centri si tratta di unità operativa in cui vengono assegnati determinati compiti e responsabilità. In funzione delle leve economiche dominanti l’attività di centro si è soliti distinguere:
Le principali determinanti riguardano la capacità di reddito dell’impresa. Qui l’attenzione si concentra su obiettivi di riduzione dei costi, incremento del fatturato, rendimento degli investimenti, solidità patrimoniale e liquidità. 2) Prospettiva del mercato e del cliente : Come l’azienda è percepita dai suoi clienti? Per quanto attiene alla dimensione competitiva, nella balanced scorecard assumono importanza gli obiettivi connessi alla quota di mercato, alla fedeltà e alla soddisfazione del cliente e all’adeguatezza del prodotto e dei servizi accessori. La balanced scorecared ha il compito di fornire risultati tangibili per fidelizzare i clienti, come per esempio prodotti di qualità, rispondere alle attese dei clienti…. 3) Prospettiva dei processi interni : Quali sono i processi in cui l’azienda deve eccellere per creare differenziali competitivi; qui l’attenzione viene posta sullo sviluppo, sull’innovazione e sull’efficienza dei processi operativi, con l’impegno a soddisfare le attese del cliente a costi sostenibili. 4) Prospettiva dell’apprendimento e dell’innovazione-crescita : Quali sono le aree sulle quali l’azienda deve concentrarsi per sviluppare la sua capacità di miglioramento e cambiamento? Attiene al livello di preparazione professionale e ai miglioramenti per effetto dell’esperienza e della formazione acquisita dell’organismo personale e al clima organizzativo e alle sue variabili (coinvolgimento nei processi decisionali, coerenza tra obiettivi individuali e obiettivi aziendali, motivazione, soddisfazione dei singoli). Riguarda anche i sistemi informativi (capacità di fornire informazioni in tempo utile) e le procedure organizzative (correlazione tra incentivi, fattori critici e tassi di miglioramento).
in time per ridurre i magazzini intermedi e rapporti di lungo termine con i fornitori, cambiarono anche la logica di progettazione del prodotto infatti gli operai con le conoscenze erano in grado di prevenire eventuali difetti del prodotto e le aziende iniziarono anche ad instaurare maggiore rapporto con i clienti così da regolare la produzione in base alla domanda. PRODUZIONE SNELLA Questa tipologia di produzione si ispirava al Toyota production system riducendo gli sprechi, migliorando il prodotto offerto al cliente e migliorare la qualità e la scorrevolezza dei processi. Da questa produzione nacquero diversi principi: la qualità è nel progetto, la produzione ripetitiva di diversi prodotti, la produzione era trainata dal mercato e non dall’impresa, il coinvolgimento delle risorse umane, la creazione di valore grazie ai processi e la nascita di collaborazione con partner esterni, il principio del miglioramento continuo e la logica del fare e sperimentare per apprendere. TIPOLOGIE DI SPRECO Ø Le scorte sono eccessi di materiale rispetto alla necessità del processo o del cliente quali ad esempio materie prime, vengono indicate dai bluffer dei magazzini ossia accumuli di materiale causate da possibili differenze di velocità tra i segmenti del processo o per volontaria costituzione per evitare fermi o interruzioni del processo produttivo; Ø Le attese sono inattività per indisponibilità di risorse o persone che può essere all’inizio della produzione o alla fine, quali possono essere la mancanza di materiali, queste attese possono essere causati di fermi macchine per operazioni di carico e scarico ad esempio o da personale inattivo che non cerca il materiale necessario alla produzione, tuttavia possono essere causati anche da sbilanciamenti fra operazioni consecutive e portano all’aumento dei tempi ciclo del processo e dei tempi di attraversamento; Ø Movimento ossia l’allontanamento dall’area produttiva e dal posto di lavoro come l’allontanamento dovuto alla ricerca delle parti o di materiali dovuto ad attrezzature che richiedano impegno fisico, causate da una possibile mancanza di visione del flusso dell’attività operative e portano ad un possibile livello di scarsa qualità; Ø Eccesso di produzione cioè output in quantità maggiore rispetto a quanto chiesto dal cliente, questi possono essere indicati da accumuli di materiale e possono essere causati dalla ricerca di protezione per eventi disfunzionali come guasti dei macchinari tuttavia la realizzazione in anticipo di operazioni portano ad un possibile aumento di obsolescenza dei prodotti; Ø Difetto ossia il risultato di un’attività con errori o difetti, essi possono essere notati dal controllo qualità e sono causati dalla distrazione della forza lavoro o anche dalla scarsa formazione; Ø Eccessi di attività sono le azioni che non creano valore per il cliente come la verniciatura estetica di parti non esposte che sono operazioni superflue, possono essere causate dalla mancanza connessione tra i processi che devono cooperare e comportano un allungamento del tempo di attraversamento del prodotto e anche delle inefficienze; Ø Trasporto cioè la movimentazione di parti che non aumenta il valore, causato dalla localizzazione del prodotto durante il ciclo di produzione in magazzini intermedi e porta ad un allungamento del tempo di attraversamento. TIPOLOGIE DI SPRECO 3M MUDA: ossia un’attività che consuma risorse senza generare valore per il cliente e possono essere attività non eliminabili necessarie a causa delle tecnologie utilizzate (muda tipo 1) o attività eliminabili essendo non essenziali per il prodotto attraverso una riorganizzazione del processo
ed in genere viene utilizzato per decidere se apportare dei cambianti oppure se mantenere lo stato attuale. Poi c’è il TIR cioè il tasso interno di rendimento che mostra il tasso di attualizzazione dei flussi tale da rendere il van pari a zero, il criterio di scelta è scegliere il progetto che presenta un tir maggiore del rendimento obiettivo tuttavia il tir talvolta può trarre in inganno infatti può condurre ad una valutazione diversa da quella mostrata dal van e ciò succede perché il tir non considera le dimensioni dell’investimento ovvero del suo capitale investito ma considera solamente il tasso di rendimento perciò per avere un risultato corretto conviene utilizzarlo affiancato al van.
azioni correttive che però non incideranno sul periodo corrente infatti questo processo viene fatto basandosi su dati di periodi precedenti ed è molto efficace per aziende con attività produttive ripetitive. Poi vi è il controllo attraverso il feed-forward, esso consiste nel definire gli obiettivi di breve periodo e assegnargli ai centri rilevando i risultati ed eseguendo un ‘analisi degli scostamenti durante lo svolgimento dell’attività anticipando eventuali azioni correttive causate dagli scostamenti negativi, questo processo viene fatto basandosi su un eventuale sviluppo dell’attività tuttavia per fare ciò bisogna utilizzare i dati conosciuti precedentemente ed integrarli con l’analisi degli scostamenti che mostra l’evolversi dell’attività, grazie a ciò è possibile creare modelli in grado di anticipare l’evoluzione dell’attività tuttavia questo modello viene usato per attività molto dinamiche che obblighino ad anticipare la fine delle operazioni 17
sempre più collegato fra breve e medio-lungo termine (informazioni sulla dimensione finanziaria aziendale). Fino ad arrivare ad oggi infatti oggi l’orientamento è incentrato sui momenti strategici e operativi, all’anticipazione dei cambiamenti, alla responsabilità sociale e all’analisi degli scenari e la variabile critica è diventata l’efficacia, così da spostare il controllo alla massimizzazione della capacita di creazione del valore grazie all’utilizzo di risorse materiali e immateriali e al soddisfacimento degli stakeholder. La struttura informativa di controllo predispone informazioni relative ai KPI collegati ai relativi FCS dell’impresa, le informazioni devono essere coerenti con le diverse dimensioni e sono determinanti ai fini delle misure aziendali, che possono essere: Economiche: quale espressione quantitativo-monetaria dei fenomeni aziendali, sono elaborati in grado di riassumere i risultati dei processi aziendali fondati su condizioni qualitative e quantitative monetarie. E si distinguono in misure economiche globali riguardanti la globalità dell’azienda e si distinguono in misure di sintesi (danno una sintesi dell’azienda) e di analisi (effettuano analisi su diversi aspetti) oppure in misure economiche parziali focalizzate invece sugli aspetti reddituali dei processi produttivi; Socio-ambientali e competitive: sono espressione quali-quantitative dei fenomeni aziendali (clienti soddisfatti) ma prevedono un’elaborazione anche monetaria (costi ambientali) come il bilancio sociale o ambientale.
L’azienda è suddivisa in unità operanti elementari ai quali vengono assegnati degli obiettivi che devono essere coerenti con la strategia aziendale e con gli obiettivi aziendali. Per mantenere il controllo sugli obiettivi vengono fatte diverse operazioni, cioè vengono assegnate alle diverse articolazioni organizzative gli opportuni obiettivi e fcs che vengono periodicamente misurati a tutto ciò viene generalmente affiancato il risultato di sistemi più ampi (processi) o di altre articolazioni se strettamente collegate. Generalmente nelle aziende si ricorre all’organizzazione per processi infatti oggi I costi più influenti sul prezzo di un prodotto non sono più i costi variabili ma sono aumentati i costi indiretti ed è per questo che risulta più efficiente passare da una struttura per centri ad una per processi e attività, ed infatti è nato il metodo dell ABC cioè uno strumento di imputazione dei costi indiretti al prodotto utilizzabile in alternativa al centro di costo, il processo si articola in: analisi e definizione delle risorse, definizione dei processi, scomposizione in attività, definizione dei resource driver e in seguito degli activity driver. L’ ABC permette di superare la visione strutturale rigida, il coordinamento fra processi e attività, il disporre di più informazioni e una maggiore responsabilizzazione economica. La gestione per processi porta ad una scomposizione in attività e processi ed in seguito si associa l’utilizzo delle risorse alle rispettive attività e poi quest’ultime si collegano ai rispettivi prodotti. I processi si devono intendere come attività collegate per produrre uno specifico output volto a soddisfare un cliente tuttavia i processi talvolta possono essere trasversali e riguardare diverse attività e non una singola; l’obiettivo di questa struttura è individuare le attività che generano valore aggiunto ed eliminare quelle inutili e monitorare lo svolgimento delle attività. Mentre le attività sono una combinazione di risorse, materie prime, metodi e ambiente che producono un determinato prodotto, essere rappresentano un elemento più piccolo di un centro di costo. Esse vengono tendenzialmente distinte in: acquisti, produzione, programmazione e controllo della produzione e controllo qualità. ABC CON PARAMETRI DI EFFICIENZA ED EFFICACIA La preventiva analisi dei processi e dell’attività per il corretto sviluppo delle ABC deve rivedere ogni processo lasciando solamente quelli in grado di generare valore aggiunto, infatti L’ABC è intrecciato con l’ABM il quale analizza tutte le attività al fine di mantenere solo quelle in grado di generare valore aggiunto. L’ABM individua le attività ad alto valore aggiunto e quelle a basso valore aggiunto , in ottica ABC si definisce un unico activity driver tuttavia non sempre funzionano con tutte le attività ad esempio sapere quante consegne faccio non serve a nulla a fronte di sapere come ridurre i costi perciò bisogna gestire le attività e non le risorse in quanto sono le attività e il modo in cui sono eseguite che determina i costi; le fasi DELL’ABM sono: individuare le attività, determinare i costi e le misure di performance, definire gli output dell’attività, imputare i costi agli oggetti di costo, determinare gli FCS e valutare la creazione di valore aggiunto delle attività basandosi sugli FCS. Inoltre fa parte del ABC il processo di analisi del valore delle attività composto da: identificare le attività, definire se generano o meno valore aggiunto, identificare le cause di svolgimento delle attività, attribuire i costi alle attività, determinare il costo del prodotto, qualificare il valore generato dalle attività e identificare azioni correttive. Una compiuta analisi porta alla valutazione di diverse performance: Qualità: % di difetti o di rilavorazioni; Scorte: dimensione media del lotto;
▪ equilibrio economico e finanziario ▪ efficienza ed efficacia della gestione ▪ equilibrio di breve e di lungo periodo ▪ risultati settoriali e globali aziendali
Gli obiettivi di squadra permettono di sviluppare la collaborazione all’interno del gruppo e sono necessari per i ruoli e le attività in cui non è possibile isolare il contributo del singolo all’interno della squadra. Rischi delle politiche di incentivazione di gruppo: