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Programmazione e controllo, Dispense di Programmazione e controllo

Riassunti libro con esercizi, 120 pag.

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 12/06/2025

EkaterinaBar
EkaterinaBar 🇮🇹

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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO - SUGGERIMENTI PER LA PREPARAZIONE
DELL’ESAME
Contenuti
L'insegnamento si propone di approfondire il ruolo del controllo della gestione come strumento di
supporto ad un efficace governo di azienda. In particolare, dapprima, si considerano le finalità del
controllo della gestione, i soggetti coinvolti e le attività tipiche, anche con riferimento ad altri
controlli interni di impresa. Successivamente, si individua un percorso di progettazione (o
revisione) dei sistemi di programmazione e controllo, con particolare riferimento alle aziende di
produzione al fine di definire il percorso più opportuno per operare in condizioni di efficacia e di
efficienza e, dunque, garantire la funzionalità duratura della gestione aziendale sotto il profilo sia
economico sia socio-ambientale.
Durante il corso si illustrano gli obiettivi specifici del controllo della gestione, le componenti del
sistema di controllo della gestione nonché i presupposti conoscitivi indispensabili per una corretta
progettazione (o revisione) dei sistemi di programmazione e controllo.
Assetto d’esame
La valutazione prevede una sola prova di accertamento scritta, con domande aperte finalizzate a:
verificare il livello delle conoscenze teoriche acquisite dallo studente; valutare la proprietà di
linguaggio e le abilità comunicative dello studente.
La prova scritta dura un’ora. Essa consta di 4 domande che danno diritto a 30 punti su 30. È
prevista una domanda per l’assegnazione della lode.
L'esame è identico per tutti gli studenti, frequentanti e non frequentanti.
È raccomandabile prestare attenzione al mantenimento dell’equilibrio espositivo, assicurandosi di
approfondire tutti i punti richiesti in modo né superiore né inferiore all’approccio deducibile
dall’impostazione delle tracce.
Di seguito si riportano le domande poste almeno una volta.
1. Si parli della pianificazione finanziaria, esplicandone le diverse tipologie di flussazioni.
2. Indicare le caratteristiche e le funzioni dei parametri obiettivo.
3. Definizione dei concetti di: Controllo strategico, controllo budgetario, controllo in stato di
avanzamento, controllo consuntivo.
4. Definire sinteticamente i componenti del sistema di controllo sulla gestione, spiegando i punti
critici della struttura organizzativa di controllo, indicando come deve essere una struttura
organizzativa di controllo per avere efficacia nell’orientamento comportamentale, e affrontando i
centri di responsabilità sotto i profili di responsabilità, autonomia, tipologia.
5. Trattare la struttura organizzativa per processi, delineando la value analysis e i parametri di
efficacia/efficienza.
6. Affrontare le misure economiche, classificandole e definendole.
7. Spiegare le misure non economiche, delineando: Motivazione che determina la loro importanza,
misure aventi carattere preventivo e misure di natura consuntiva.
8. Dopo aver spiegato perché la misurazione non economica ha una connotazione strategica,
descrivere gli strumenti impiegabili per la sua implementazione.
9. Definizione della BSC, nei contenuti e nella finalità, inserendone un esempio pratico.
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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO - SUGGERIMENTI PER LA PREPARAZIONE

DELL’ESAME

Contenuti L'insegnamento si propone di approfondire il ruolo del controllo della gestione come strumento di supporto ad un efficace governo di azienda. In particolare, dapprima, si considerano le finalità del controllo della gestione, i soggetti coinvolti e le attività tipiche, anche con riferimento ad altri controlli interni di impresa. Successivamente, si individua un percorso di progettazione (o revisione) dei sistemi di programmazione e controllo, con particolare riferimento alle aziende di produzione al fine di definire il percorso più opportuno per operare in condizioni di efficacia e di efficienza e, dunque, garantire la funzionalità duratura della gestione aziendale sotto il profilo sia economico sia socio-ambientale. Durante il corso si illustrano gli obiettivi specifici del controllo della gestione, le componenti del sistema di controllo della gestione nonché i presupposti conoscitivi indispensabili per una corretta progettazione (o revisione) dei sistemi di programmazione e controllo. Assetto d’esame La valutazione prevede una sola prova di accertamento scritta, con domande aperte finalizzate a: verificare il livello delle conoscenze teoriche acquisite dallo studente; valutare la proprietà di linguaggio e le abilità comunicative dello studente. La prova scritta dura un’ora. Essa consta di 4 domande che danno diritto a 30 punti su 30. È prevista una domanda per l’assegnazione della lode. L'esame è identico per tutti gli studenti, frequentanti e non frequentanti. È raccomandabile prestare attenzione al mantenimento dell’equilibrio espositivo, assicurandosi di approfondire tutti i punti richiesti in modo né superiore né inferiore all’approccio deducibile dall’impostazione delle tracce. Di seguito si riportano le domande poste almeno una volta.

  1. Si parli della pianificazione finanziaria, esplicandone le diverse tipologie di flussazioni.
  2. Indicare le caratteristiche e le funzioni dei parametri obiettivo.
  3. Definizione dei concetti di: Controllo strategico, controllo budgetario, controllo in stato di avanzamento, controllo consuntivo.
  4. Definire sinteticamente i componenti del sistema di controllo sulla gestione, spiegando i punti critici della struttura organizzativa di controllo, indicando come deve essere una struttura organizzativa di controllo per avere efficacia nell’orientamento comportamentale, e affrontando i centri di responsabilità sotto i profili di responsabilità, autonomia, tipologia.
  5. Trattare la struttura organizzativa per processi, delineando la value analysis e i parametri di efficacia/efficienza.
  6. Affrontare le misure economiche, classificandole e definendole.
  7. Spiegare le misure non economiche, delineando: Motivazione che determina la loro importanza, misure aventi carattere preventivo e misure di natura consuntiva.
  8. Dopo aver spiegato perché la misurazione non economica ha una connotazione strategica, descrivere gli strumenti impiegabili per la sua implementazione.
  9. Definizione della BSC, nei contenuti e nella finalità, inserendone un esempio pratico.
  1. Riportare e spiegare il percorso progettuale dei sistemi di controllo della gestione.

  2. Trattare il tema della complessità strategica aziendale.

  3. Definire i sistemi di incentivazione, riportandone finalità, fasi e misure con l’inclusione di alcune esemplificazioni.

  4. Definizione del business plan, spiegandone la funzione, ed esplicando le principali differenze tra un contesto di start-up e uno di impresa in funzionamento.

  5. Si parli del capital budgeting, elencando le fasi del progetto di investimento includendo i modelli decisionali di lungo periodo.

  6. Spiegare cosa si intende per lean management, trattandone i princìpi, le principali differenze tra produzione snella e di massa (fordista), le tipologie di spreco e definendo infine il concetto di takt time.

Programmazione : È il processo di perfezionamento delle decisioni di pianificazione e di definizione degli obiettivi aziendali destinati ad orientare la gestione operativa; solitamente l’arco temporale di riferimento è relativamente limitato. Al fine dell’evidenziazione dei fattori critici di successo, è importante, nell’integrazione tra dimensioni qualitative/quantitative e monetarie/non monetarie, conferire preponderanza alla dimensione quantitativo-monetaria (in quanto più idonea a esprimere i possibili parametri sinteticamente rappresentativi dei FCS). Controllo : È un processo che, coinvolgendo l’intera attività gestionale, consente una costante verifica dei traguardi raggiungibili e della coerenza tra obiettivi e risultati conseguiti. I tipi di controlli sono sinteticamente suddivisibili in interni e esterni; i controlli esterni possono essere per esempio dati dall’attività di revisione esterna, oppure dai controlli delle autorità di vigilanza alla quali sono sottoposte determinate tipologie di imprese (ad es. quelle assicurative e bancarie). Il controllo interno può avvenire sia a livello di vertice (di consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale e monistico o di gestione nel sistema dualistico), fissando le linee di indirizzo del sistema e valutandone l’adeguatezza, e può avvenire anche a livello di organizzazione. I controlli di impresa. Quali obiettivi hanno?

  • Verificare la correttezza di procedure e comportamenti.
  • Verificare la correttezza, completezza e trasparenza delle comunicazioni.
  • Ottenere informazioni rilevanti.
  • Salvaguardare il patrimonio aziendale e contenere i rischi.
  • Agevolare il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Le relazioni tra risorse-attività-risultati Le condizioni di efficacia dell’impresa La pianificazione e la programmazione aziendale

Sostenibilità d’impresa : Il concetto di sostenibilità non è facilmente identificabile e definibile. Si potrebbe cercare di definire questo argomento con riferimento a un’attività gestionale volta alla creazione di valore, di tipo appunto sostenibile, ossia improntato su principi di responsabilità ed economicità in ambito economico, sociale e ambientale. Ai fini della possibilità di apportare un contributo a lungo termine allo sviluppo sostenibile, è necessario che l’impresa presenti un idoneo grado di competitività, e che sia al contempo in grado di saper ottenere consensi e risorse idonei a sostenere lo sviluppo (questo ultimo punto è conseguente alla capacità di interagire efficacemente con gli stakeholder).

CONTROLLO INTERNO

Inquadramento - Il controllo interno è definibile come un insieme di strumenti e procedure finalizzati ad agevolare il raggiungimento degli obiettivi aziendali e il contenimento dei rischi. È un sistema di controlli a supporto dell’attività di governo, affidati a soggetti interni. Se il controllo avviene a livello di vertice si parla di controllo di corporate governance e abbiamo:

  • consiglio di amministrazione, svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell’adeguatezza del sistema
  • amministratore delegato, sovrintende alla funzionalità del sistema di controllo interno
  • collegio sindacale, vigila sull’efficacia del sistema di controllo. Mentre se avviene a livello di organizzazione si possono avere le seguenti tipologie: a) Risk management, che interviene nell’identificazione e nel controllo dei possibili rischi e nella relativa gestione, supportando il miglioramento delle performance aziendali. b) Internal auditing, con riferimento all’attività di revisione e valutazione di procedure e processi aziendali. c) Controllo di conformità e vigilanza, che vigila sulla corretta interpretazione ed applicazione nelle norme, nonché sulla capacità del modello organizzativo di prevenire i reati. d) Controllo della gestione, avente finalità di orientamento dei comportamenti per l’ottenimento dei risultati, supportando i processi decisionali e verificando la coerenza tra obiettivi e risultati per soddisfare le attese. Ai fini della sua efficacia, è fondamentale che esso venga recepito in un progetto globale di governo economico della gestione, pervadendo l’intera organizzazione d’impresa, enfatizzando i fattori critici dominanti il successo d’impresa, e considerando tutte le dimensioni connesse alle modalità di formazione dei risultati (economici e non economici). FATTORI CRITICI DI SUCCESSO

I FCS (obiettivi strategici) configurano una sintetica rappresentazione delle principali variabili rispetto alle quali occorre catalizzare l’attenzione e gli sforzi aziendali per la migliore realizzazione delle finalità. Sono variabili su cui l’azienda focalizza il suo vantaggio competitivo e il raggiungimento dei risultati positivi. Dimensioni di successo - Il successo di un’impresa è dato dall’opportuno combinarsi delle seguenti 3 dimensioni: Successo competitivo (responsabilità di mercato prodotto servizio) , a livello di ciascuna area strategica di attività; esso è dato da fattori che determinano vantaggi competitivi e la dominanza del mercato nelle diverse aree strategiche di attività. Successo economico (responsabilità di creazione di valore e di salvaguardia del patrimonio) , esprimibile in termini prevalentemente reddituali a livello di area strategica, nonché reddituali e finanziario-monetari per l’azienda nel suo complesso; esso è dato da fattori che influenzano le condizioni di equilibrio reddituale e monetario-finanziario d’impresa. Successo sociale (interno ed esterno), responsabilità sociale e ambientale , riferito all’azienda nel suo complesso e alle interrelazioni con i diversi interlocutori sociali; esso è dato da fattori che determinano la coesione dei diversi interlocutori sociali e il consenso sulla proposta progettuale d’impresa. Tipologie di fattori critici di successo:

  • Esterni , connessi prevalentemente al posizionamento strategico-ambientale, e associati all’ottenimento delle risorse e alla destinazione degli output.
  • Interni , connessi agli indirizzi strategici interni di sviluppo aziendale, e associati all’assetto strutturale e ai fatti gestionali. Parametri obiettivo: I fattori critici di successo, una volta individuati, devono essere integrati al fine di consentire l’articolazione in parametri obiettivo qualitativi e quantitativi. I KPI sono misure (quantitative, quantitative monetarie, qualitative). I parametri obiettivo facilitano l’orientamento dei comportamenti al perseguimento degli obiettivi aziendali anche in presenza di una elevata complessità organizzativa; essi inoltre consentono una più efficace integrazione tra i sistemi di controllo interno, migliorano l’integrazione tra organi di

LA BALANCED SCORECARD

La Balanced Scorecard (BSC) rappresenta «uno strumento che favorisce la traduzione della strategia in una serie completa ed equilibrata di misure della performance» (Kaplan e Norton, 1992). BSC viene usata per risolvere questi problemi:

  • Eccessiva enfasi posta sul raggiungimento e mantenimento di risultati economici a breve termine che limita la creazione di valore a lungo termine
  • La scarsa (a volte inesistente) integrazione di misure inerenti variabili strategiche di tipo finanziario e non, secondo una relazione di tipo causa-effetto
  • Insufficienza informativa degli indicatori economico-finanziari (in quanto questi ultimi non forniscono le indicazioni strategiche e operative richieste dallo sviluppo dell’ambiente economico e dalla complessità interna/esterna all’azienda). Si è qui in presenza di uno strumento di supporto della gestione strategica dell’impresa, ideato dagli studiosi Norton e Kaplan negli anni 90 del ventesimo secolo. In Italia questo strumento non ha avuto grande successo, in quanto arriva in tempi di crisi, verrà ripreso solo nel 2018 dalle aziende quotate Esso permette di legare la pianificazione strategica alla programmazione operativa, valutando i risultati in modo integrato attraverso le seguenti misure di performance:
  1. Prospettiva economico-finanziaria : Come l’azienda è vista dai suoi azionisti e dagli altri conferenti di capitale? Le principali determinanti riguardano la capacità di reddito dell’impresa. Qui l’attenzione si concentra su obiettivi di riduzione dei costi, incremento del fatturato, rendimento degli investimenti, solidità patrimoniale e liquidità.
  2. Prospettiva del mercato e del cliente : Come l’azienda è percepita dai suoi clienti? Per quanto attiene alla dimensione competitiva, nella balanced scorecard assumono importanza gli obiettivi connessi alla quota di mercato, alla fedeltà e alla soddisfazione del cliente e all’adeguatezza del prodotto e dei servizi accessori. La balanced scorecared ha il compito di fornire risultati tangibili per fidelizzare i clienti, come per esempio prodotti di qualità, rispondere alle attese dei clienti….
  3. Prospettiva dei processi interni : Quali sono i processi in cui l’azienda deve eccellere per creare differenziali competitivi; qui l’attenzione viene posta sullo sviluppo, sull’innovazione e sull’efficienza dei processi operativi, con l’impegno a soddisfare le attese del cliente a costi sostenibili.
  4. Prospettiva dell’apprendimento e dell’innovazione-crescita : Quali sono le aree sulle quali l’azienda deve concentrarsi per sviluppare la sua capacità di miglioramento e cambiamento? Attiene al livello di preparazione professionale e ai miglioramenti per effetto dell’esperienza e della formazione acquisita dell’organismo personale e al clima organizzativo e alle sue variabili (coinvolgimento nei processi decisionali, coerenza tra obiettivi individuali e obiettivi aziendali, motivazione, soddisfazione dei singoli). Riguarda anche i sistemi informativi (capacità di fornire informazioni in tempo utile) e le procedure organizzative (correlazione tra incentivi, fattori critici e tassi di miglioramento).

Considerando le quattro prospettive (finanziaria, clienti, processi aziendali, apprendimento e crescita) si procede a definire:

  • obiettivi strategici: ciò che deve raggiungersi ed è critico per il successo
  • Parametri/KPI: gli strumenti per misurare l’obiettivo
  • target: i valori dei parametri (anche con evidenza di dati storici)
  • azioni: necessarie che verranno attuate per raggiungere l’obiettivo
  • responsabilità: gli attori coinvolti nel raggiungimento obiettivi/KPI/target Le aziende che vorranno affrontare le sfide competitive dei prossimi anni conseguendo gli obiettivi attesi dovranno adottare un approccio più efficace alla misurazione e alla gestione delle performance aziendali. La capacità di sopravvivere di tutte le organizzazioni dipenderà, infatti, dalla capacità del management di focalizzarsi su ciò che è veramente importante per il mantenimento del vantaggio competitivo aziendale, gestendo le risorse in modo più efficace e misurando sistematicamente il progresso verso gli obiettivi realizzati. La Balanced Scorecard può operare in modo efficace solo se viene adattato alla necessità dell’impresa che intende introdurla. I fattori critici di successo sono diversi da impresa a impresa e le modalità di misurazione dipendono dalle esigenze specifiche dell’azienda. Strumento che si integra al Business Plan. Per conseguire gli obiettivi del Business Plan, non è sufficiente prevedere indicatori economico finanziari, ma occorre considerare l’andamento di una pluralità di variabili (rapporto con i clienti, capacità di innovare, ecc.) che influenzano in modo determinante l’attuazione del Business Plan. BSC: performance BP: contenuti economico-finanziari

BUSINESS PLAN

Il bp rappresenta la sintesi e l’approfondimento dell’idea di business e delle azioni necessarie per renderla operativa. Il business plan è lo strumento che esplicita e razionalizza le idee imprenditoriali, che stanno al vertice della piramide del sistema di decisioni aziendali, e dedica la massima attenzione a come tradurle in pratica. Non si può tradurre l’idea in risultati economico- finanziari attesi senza un sistema di decisioni, legate da nessi causali e analizzate al punto da chiarire quali sono i fcs/kpi (determinanti) delle grandezze economico-finanziarie attese. La valenza del bp è triennale o quadriennale. La tipologia di business plan è riconducibile a tre principali situazioni che riflettono le condizioni d’esistenza e di continuità aziendale differenti:

  1. Azienda con attitudine autonoma alla continuità, in virtù della presenza di un equilibrio economico/finanziario durevole; in tale ambito, il BP è adottabile sia per il proseguimento della strategia precedentemente scelta, sia per un mutamento della stessa.
  2. Start-up con obiettivi di entrata in un determinato business. Il business plan presenta il carattere della novità.
  3. Azienda in stato di crisi perseguente il presupposto della continuità, con obiettivi di risanamento. Il business plan è rivolto a rendere possibile la continuità di gestione (in alternativa al fallimento). Il business plan può essere utilizzato per:
  • Definire obiettivi e modalità per raggiungerli.
  1. Sviluppare i budget (piani d’azione)
  2. Elaborare i risultati attesi à Otteniamo un BP definitivo. Nel caso di modello di business NON sostenibile occorre avviare un processo di ridefinizione del modello di business, ottenendo così o un modello di business sostenibile o ancora non sostenibile (l’idea viene abbandonata). Il business plan sotto il profilo contenutistico : Di seguito verrà affrontato, in un’ottica comparativa, il contenuto che ordinariamente contraddistingue il business plan definitivo di start- up rispetto allo stesso documento per le imprese in funzionamento. START-UP IMPRESA IN FUNZIONAMENTO Strategia in essere o realizzata, con risultati recenti. Linee-guida strategiche o idee imprenditoriali. Executive summary , in merito ai contenuti essenziali del progetto Dati principali, curriculum dell’imprenditore e del team dirigenziale (riportando l’esperienza e le competenze). Analisi di settore , in tema di mercato, trend attesi di sviluppo nei successivi 3-5 anni, domanda e struttura dell’area competitiva. Business overview , comprendendo elementi quali mission, vision, prodotto, fattori critici di successo etc.. Obiettivi e fattori critici di successo. Piano operativo , (programma delle azioni per attuare il piano di business: piano di sviluppo di prodotto, piano di produzione, piano di marketing, ecc.) Iniziative strategiche o piani d’azione , con i relativi progetti. Risultati attesi (quantit, qualit) e KPI da cui gli stessi dipendono. Risultati attesi (quantit, qualit)i e KPI da cui gli stessi dipendono. Struttura economico-finanziaria dell’iniziativa SCHEMA DI LAVORO Non esiste un indice del business plan che possa considerarsi universalmente valido, adatto a tutte le circostanze. Tuttavia, una buona struttura del documento di pianificazione dovrebbe essere la seguente:
  3. Presentazione dell’impresa: gli estremi della nascita dell’impresa, la forma giuridica e la composizione societaria, una breve storia e la missione, i fattori critici di successo, l’attività svolta, la localizzazione dell’iniziativa esaminata, eventuali collegamenti con altre imprese. 2 .Sintesi del progetto (executive summary): in modo da evidenziare i dati salienti e da consentire al lettore di avere un adeguato quadro di insieme; le informazioni sintetiche possono ricondursi agli obiettivi del progetto, ai suoi punti di forza e debolezza, e ai risultati attesi. Tale parte può essere redatta con certezza una volta completato il business plan. Riveste un ruolo fondamentale poiché gli interlocutori esterni, che non abbiano partecipato allo sviluppo della business idea,

devono essere in grado, attraverso la lettura del prospetto di sintesi, di formarsi un’idea completa sul piano di sviluppo e di comunicare la validità dell’iniziativa.

  1. Descrizione del prodotto/servizio: indicando cosa si fa o si intende fare; essa è propedeutica ai capitoli seguenti, serve ad introdurre le considerazioni che faremo in merito al mercato di riferimento, alle strategie commerciali e all’organizzazione dei fattori produttivi. Si dovrà pertanto privilegiare gli aspetti del prodotto/servizio che consentono una prima valutazione delle relative implicazioni commerciali e produttive.
  2. Descrizione del mercato di riferimento e della strategia commerciale: delineando le modalità operative con le quali si intende avvicinarsi al mercato; la descrizione del mercato dovrebbe contenere dati inerenti all’ambiente negli aspetti sociali, politici e normativi (stabilità politica e monetaria del Paese estero, settori sottoposti a specifica regolamentazione), una analisi inerente al tipo di clienti (privati/imprese, benefici per i clienti potenziali, quantificazione in % dei clienti serviti o potenziali) e un’analisi sulla concorrenza (grado di concorrenza, numero dei principali concorrenti - quota di mercato-, segmentazione dell’offerta in classi omogenee e significative ovvero fatturato, numero addetti, ubicazione geografica…, grado di concentrazione dell’offerta quindi quota detenuta dalle prime tre/quattro aziende, analisi comparativa del prodotto rispetto a quello dei concorrenti, analisi della struttura economico-finanziaria dei concorrenti, ecc.). Vi è anche una descrizione degli strumenti utilizzabili per le strategie commerciali : prezzo, distribuzione, servizio post assistenza, canali social, ecc.
  3. Descrizione dei fattori produttivi e dell’organizzazione: descrizione del processo produttivo attuale e/o di quello conseguente agli investimenti previsti, fattori produttivi già disponibili o che si ritiene opportuno acquisire (lavoro, capitale, know-how), investimenti eventualmente previsti, mercato di approvvigionamento e potere contrattuale nei confronti dei fornitori, organizzazione del lavoro e della struttura in genere, analisi della dimensione ambientale e sociale.
  4. Risorse finanziarie da investire e previsioni economico-finanziarie: occorre innanzitutto definire il quadro di partenza illustrando i flussi finanziari totali dell’azienda sulla base almeno dell’ultimo bilancio (se trattasi di azienda già funzionante). Bisogna affrontare il problema delle fonti di finanziamento per individuare la soluzione più adatta alle esigenze. Inoltre si rappresentano le previsioni economico-finanziarie e dei risultati attesi reddituali, finanziari e patrimoniali sulla base degli obiettivi e azioni descritti nelle parti precedenti.

Qui, a differenza delle 2 tipologie precedenti, non è possibile sviluppare la pianificazione considerando i dati a consuntivo e gli impegni già assunti al momento dell’elaborazione (per via dell’entità dell’arco temporale). Mentre i primi due tipi di pianificazione possono essere sviluppati considerando dati a consuntivo e impegni già assunti al momento dell’elaborazione, e riferibili ai mesi oggetto della simulazione stessa. La pianificazione finanziaria strumento predittivo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza Inquadramento normativo: Il comma 2 dell’art. 2086 cod. civ. indica che l’imprenditore operante in forma societaria o collettiva ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni d’impresa. Tra le finalità connesse all’aggiunta di questo comma, vi è indubbiamente quella di consentire una puntuale rilevazione di uno stato di crisi che ne permetta una gestione in tempo utile. Lo stato di crisi, in base all’art. 2 del d.lgs. n. 14/2019, è definibile come lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate. Art. 13 – Indicatori della crisi: «costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale del debitore […] rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso. […] Sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi» Implicazioni di natura aziendale: La presenza, tra i vari elementi, di un sistema di pianificazione finanziaria, risulta fondamentale ai fini dell’adeguato assetto d’impresa ex art. 2086 cod. civ. I piani finanziari comportano una riduzione dell’eventualità che si verifichino squilibri, rivestendo inoltre un ruolo imprescindibile per il calcolo degli indici volti a indagare la presenza di uno stato di crisi. La pianificazione finanziaria, tra i diversi aspetti, deve ricercare l’equilibrio fonti/impieghi e la coerenza rispetto alle variabili selezionate per la creazione del valore. Il principio contabile OIC 6 definisce una situazione di difficoltà finanziaria «quando il debitore presenta un rapporto squilibrato tra il fabbisogno finanziario e le fonti di finanziamento, tale da essere inadempiente alle scadenze degli impegni assunti». Tra le cause all’origine di una crisi aziendale si annoverano: § Carenza di pianificazione, sovente si concretizza quando si sostengono investimenti in eccesso rispetto alle risorse finanziarie disponibili o quando si pongono in essere azioni che contrastano con le logiche di creazione del valore caratterizzanti l’impresa. § Crisi finanziarie originate da: 1) ricorso eccessivo all’indebitamento finanziario rispetto ai mezzi propri; 2) copertura dei fabbisogni finanziari per investimenti in beni a lento ciclo di utilizzo con risorse finanziarie a breve termine; 3) decadimento della qualità dei crediti commerciali; 4) accentuato disallineamento tra i tempi di incasso dei crediti e di pagamento dei debiti.

Il Conto economico previsionale Le voci che lo compongono sono distribuite a scalare, secondo il criterio di riclassificazione che consente di capire le modalità di formazione del risultato economico finale, con la determinazione progressiva:

  1. dei ricavi, suddivisi per i diversi prodotti o servizi erogati;
  2. dei costi diretti totali;
  3. del margine diretto;
  4. dei costi operativi totali;
  5. del margine operativo lordo;
  6. del reddito operativo;
  7. del reddito ante imposte;
  8. del reddito finale. Inoltre, il foglio di lavoro prevede:
  • il consuntivo dell’esercizio precedente;
    • il previsionale per trimestre, la previsione dei dati economici è particolarmente delicata ed è uno dei fondamenti della pianificazione;
  • il consuntivo anno, si tratta dei dati riferiti all’anno in corso di svolgimento;
  • gli scostamenti tra i valori dell’esercizio precedente, quelli in corso di formazione trimestrale ed il consuntivo dell’esercizio in esame. Le flussazioni : Si parla di flussazione in riferimento all’evidenza tabellare del processo ragionato che determina il passaggio da un saldo patrimoniale iniziale a uno finale, mediante l’integrazione della dimensione reddituale-econimica con quella finanziaria. Quindi le routine di flussazione sono tante quanto sono le voci dello SP da condurre da iniziale a finale. Flussazione previsionale clienti/crediti : Questo schema deve essere compilato congiuntamente a quello di conto economico, in virtù del rapporto di dialogo che li lega. La composizione dello schema prevede le seguenti voci:
  • saldo iniziale clienti per ricavi, che coincide con il saldo finale dell'esercizio precedente;
  • ricavi netti da clienti, i valori vanno inseriti al netto dell’IVA;
  • incrementi totali, indica l'importo incrementale dei ricavi di periodo;
  • incassi clienti da saldo iniziale, per tutti gli incassi riferibili al saldo iniziale;
  • incassi clienti da fatturato annuo, per tutti gli incassi riferibili ai ricavi del periodo considerato;
  • accantonamenti al fondo svalutazione crediti, riferibili ai ricavi del periodo considerato;
  • decrementi totali che è la sommatoria delle tre precedenti voci;
    • saldo finale clienti per ricavi che è la somma algebrica del saldo iniziale, degli incrementi e dei decrementi;
  • incassi, suddivisi per mese dove vanno distribuiti i diversi incassi sia da saldo iniziale sia da incrementi. In questo ambito assume particolare rilievo la determinazione dell’indice DSO (Days of sales outstanding), volto all’individuazione del tempo medio di incasso espresso in giorni. Questo dato deve essere confrontato con i giorni medi di pagamento calcolato successivamente; 𝐷𝑆𝑂 = 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑚𝑒𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑠𝑠𝑜 =

𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑖 × 365

Flussazione previsionale fornitori/debiti : Come il precedente schema di flussazione clienti/crediti, anche questa dialoga nello stesso modo con il conto economico. Le colonne e le voci che la compongono hanno identiche modalità di funzionamento della precedente, però sono riferite ai

  1. la seconda parte manovra la copertura di detta eccedenza/fabbisogno finanziario, con evidenza dei flussi che insieme producono la variazione della posizione finanziaria netta;
  2. infine la terza parte mostra il riflesso patrimoniale sui saldi finanziari suscettibili di oneri e proventi finanziari, questi saldi, insieme, compongono la posizione finanziaria netta. I macro flussi - Si rilevano 4 diverse tipologie.
  • Flusso gestione operativa corrente , evidenzia quanto il processo acquisto-trasformazione-vendita caratteristico dell’azienda, prima dell’attività d’investimento, è stato in grado di produrre o assorbire in termini di liquidità. Se il valore è negativo può essere sintomo di uno stato di difficoltà, infatti la gestione corrente dovrebbe essere produttiva di risorse, perché altre sono le “zone di assorbimento” da finanziare. L’attività d’investimento è per esempio una tipica “zona di assorbimento”, sommando il flusso di quest’attività a quello della gestione operativa corrente si può conoscere la capacità di produzione di liquidità della gestione caratteristica dell’azienda
  • Free cash flow operativo , è l’indicatore chiave della capacità dell’azienda di produrre liquidità, se negativo non è tanto preoccupante in quanto in esso confluiscono per intero gli investimenti. È in genere preso come valore di riferimento nella valutazione di un business plan e/o di un investimento, normalmente al netto dell’impatto fiscale.
  • Eccedenza/Fabbisogno finanziario : il tipo in esame deve necessariamente corrispondere alla variazione della posizione finanziaria netta, e si compone della gestione fiscale non operativa (IRAP e IRES), di quella finanziaria e di quella non ricorrente. La corrispondenza di cui sopra si dovrebbe raggiungerla attraverso l’uso delle “routine di flussazione”.
  • Variazione della posizione finanziaria , indicante la variazione complessiva derivante dalle singole variazioni dei debiti a breve, medio e lungo termine, degli impieghi a breve e del conto corrente. Relazioni con altre parti dello schema base: Il budget di tesoreria indica i diversi saldi sui quali calcolare gli oneri e proventi finanziari che saranno poi inseriti nel conto economico previsionale. Lo Stato patrimoniale previsionale È riclassificato evidenziando in sequenza:
  • il totale delle immobilizzazioni nette;
  • il capitale circolante netto;
  • il capitale investito, tutte e tre le voci per quanto riguarda l’attivo;
  • il patrimonio netto (mezzi propri);
  • l’indebitamento finanziario a m.l.t.;
  • la posizione finanziaria a breve termine;
  • la posizione finanziaria netta, che dovrebbe corrispondere a quella del budget di tesoreria;
    • il totale del passivo che deve essere uguale al capitale investito. Flussazione previsionale delle immobilizzazioni : questo schema dialoga direttamente con lo stato patrimoniale, analizzando tutte le variazioni concernenti le immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie.

Budget finanziario Gli obiettivi specifici di questo schema sono principalmente tre.

  • l’analisi non solo a breve termine , è particolarmente indicato per valutare la sostenibilità finanziaria delle diverse iniziative d’investimento;
  • la valutazione della copertura del capitale investito mediante il capitale di rischio (equity) e il capitale di debito (debt ), a differenza del budget di tesoreria che si focalizza solo su quest’ultimo allo scopo di determinare correttamente gli oneri e i proventi finanziari;
  • la comunicazione esterna , perché mostra con immediatezza “cosa” ha generato o assorbito liquidità, cioè l’andamento della gestione caratteristica corrente, caratteristica non corrente (gli investimenti), fiscale, finanziaria e straordinaria. I macro flussi che lo compongono sono:
    • Flusso di circolante operativo;
  • Variazione del capitale circolante netto operativo;
  • Flusso gestione operativa corrente;
    • Flusso gestione operativa non corrente;
  • Free cash flow operativo;
  • Free cash flow netto;
  • Flusso proveniente dalla gestione patrimoniale;
  • Variazione della posizione finanziaria.