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Riassunti libro con esercizi, 120 pag.
Tipologia: Dispense
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Contenuti L'insegnamento si propone di approfondire il ruolo del controllo della gestione come strumento di supporto ad un efficace governo di azienda. In particolare, dapprima, si considerano le finalità del controllo della gestione, i soggetti coinvolti e le attività tipiche, anche con riferimento ad altri controlli interni di impresa. Successivamente, si individua un percorso di progettazione (o revisione) dei sistemi di programmazione e controllo, con particolare riferimento alle aziende di produzione al fine di definire il percorso più opportuno per operare in condizioni di efficacia e di efficienza e, dunque, garantire la funzionalità duratura della gestione aziendale sotto il profilo sia economico sia socio-ambientale. Durante il corso si illustrano gli obiettivi specifici del controllo della gestione, le componenti del sistema di controllo della gestione nonché i presupposti conoscitivi indispensabili per una corretta progettazione (o revisione) dei sistemi di programmazione e controllo. Assetto d’esame La valutazione prevede una sola prova di accertamento scritta, con domande aperte finalizzate a: verificare il livello delle conoscenze teoriche acquisite dallo studente; valutare la proprietà di linguaggio e le abilità comunicative dello studente. La prova scritta dura un’ora. Essa consta di 4 domande che danno diritto a 30 punti su 30. È prevista una domanda per l’assegnazione della lode. L'esame è identico per tutti gli studenti, frequentanti e non frequentanti. È raccomandabile prestare attenzione al mantenimento dell’equilibrio espositivo, assicurandosi di approfondire tutti i punti richiesti in modo né superiore né inferiore all’approccio deducibile dall’impostazione delle tracce. Di seguito si riportano le domande poste almeno una volta.
Riportare e spiegare il percorso progettuale dei sistemi di controllo della gestione.
Trattare il tema della complessità strategica aziendale.
Definire i sistemi di incentivazione, riportandone finalità, fasi e misure con l’inclusione di alcune esemplificazioni.
Definizione del business plan, spiegandone la funzione, ed esplicando le principali differenze tra un contesto di start-up e uno di impresa in funzionamento.
Si parli del capital budgeting, elencando le fasi del progetto di investimento includendo i modelli decisionali di lungo periodo.
Spiegare cosa si intende per lean management, trattandone i princìpi, le principali differenze tra produzione snella e di massa (fordista), le tipologie di spreco e definendo infine il concetto di takt time.
Programmazione : È il processo di perfezionamento delle decisioni di pianificazione e di definizione degli obiettivi aziendali destinati ad orientare la gestione operativa; solitamente l’arco temporale di riferimento è relativamente limitato. Al fine dell’evidenziazione dei fattori critici di successo, è importante, nell’integrazione tra dimensioni qualitative/quantitative e monetarie/non monetarie, conferire preponderanza alla dimensione quantitativo-monetaria (in quanto più idonea a esprimere i possibili parametri sinteticamente rappresentativi dei FCS). Controllo : È un processo che, coinvolgendo l’intera attività gestionale, consente una costante verifica dei traguardi raggiungibili e della coerenza tra obiettivi e risultati conseguiti. I tipi di controlli sono sinteticamente suddivisibili in interni e esterni; i controlli esterni possono essere per esempio dati dall’attività di revisione esterna, oppure dai controlli delle autorità di vigilanza alla quali sono sottoposte determinate tipologie di imprese (ad es. quelle assicurative e bancarie). Il controllo interno può avvenire sia a livello di vertice (di consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale e monistico o di gestione nel sistema dualistico), fissando le linee di indirizzo del sistema e valutandone l’adeguatezza, e può avvenire anche a livello di organizzazione. I controlli di impresa. Quali obiettivi hanno?
Le relazioni tra risorse-attività-risultati Le condizioni di efficacia dell’impresa La pianificazione e la programmazione aziendale
Sostenibilità d’impresa : Il concetto di sostenibilità non è facilmente identificabile e definibile. Si potrebbe cercare di definire questo argomento con riferimento a un’attività gestionale volta alla creazione di valore, di tipo appunto sostenibile, ossia improntato su principi di responsabilità ed economicità in ambito economico, sociale e ambientale. Ai fini della possibilità di apportare un contributo a lungo termine allo sviluppo sostenibile, è necessario che l’impresa presenti un idoneo grado di competitività, e che sia al contempo in grado di saper ottenere consensi e risorse idonei a sostenere lo sviluppo (questo ultimo punto è conseguente alla capacità di interagire efficacemente con gli stakeholder).
Inquadramento - Il controllo interno è definibile come un insieme di strumenti e procedure finalizzati ad agevolare il raggiungimento degli obiettivi aziendali e il contenimento dei rischi. È un sistema di controlli a supporto dell’attività di governo, affidati a soggetti interni. Se il controllo avviene a livello di vertice si parla di controllo di corporate governance e abbiamo:
I FCS (obiettivi strategici) configurano una sintetica rappresentazione delle principali variabili rispetto alle quali occorre catalizzare l’attenzione e gli sforzi aziendali per la migliore realizzazione delle finalità. Sono variabili su cui l’azienda focalizza il suo vantaggio competitivo e il raggiungimento dei risultati positivi. Dimensioni di successo - Il successo di un’impresa è dato dall’opportuno combinarsi delle seguenti 3 dimensioni: Successo competitivo (responsabilità di mercato prodotto servizio) , a livello di ciascuna area strategica di attività; esso è dato da fattori che determinano vantaggi competitivi e la dominanza del mercato nelle diverse aree strategiche di attività. Successo economico (responsabilità di creazione di valore e di salvaguardia del patrimonio) , esprimibile in termini prevalentemente reddituali a livello di area strategica, nonché reddituali e finanziario-monetari per l’azienda nel suo complesso; esso è dato da fattori che influenzano le condizioni di equilibrio reddituale e monetario-finanziario d’impresa. Successo sociale (interno ed esterno), responsabilità sociale e ambientale , riferito all’azienda nel suo complesso e alle interrelazioni con i diversi interlocutori sociali; esso è dato da fattori che determinano la coesione dei diversi interlocutori sociali e il consenso sulla proposta progettuale d’impresa. Tipologie di fattori critici di successo:
La Balanced Scorecard (BSC) rappresenta «uno strumento che favorisce la traduzione della strategia in una serie completa ed equilibrata di misure della performance» (Kaplan e Norton, 1992). BSC viene usata per risolvere questi problemi:
Considerando le quattro prospettive (finanziaria, clienti, processi aziendali, apprendimento e crescita) si procede a definire:
Il bp rappresenta la sintesi e l’approfondimento dell’idea di business e delle azioni necessarie per renderla operativa. Il business plan è lo strumento che esplicita e razionalizza le idee imprenditoriali, che stanno al vertice della piramide del sistema di decisioni aziendali, e dedica la massima attenzione a come tradurle in pratica. Non si può tradurre l’idea in risultati economico- finanziari attesi senza un sistema di decisioni, legate da nessi causali e analizzate al punto da chiarire quali sono i fcs/kpi (determinanti) delle grandezze economico-finanziarie attese. La valenza del bp è triennale o quadriennale. La tipologia di business plan è riconducibile a tre principali situazioni che riflettono le condizioni d’esistenza e di continuità aziendale differenti:
devono essere in grado, attraverso la lettura del prospetto di sintesi, di formarsi un’idea completa sul piano di sviluppo e di comunicare la validità dell’iniziativa.
Qui, a differenza delle 2 tipologie precedenti, non è possibile sviluppare la pianificazione considerando i dati a consuntivo e gli impegni già assunti al momento dell’elaborazione (per via dell’entità dell’arco temporale). Mentre i primi due tipi di pianificazione possono essere sviluppati considerando dati a consuntivo e impegni già assunti al momento dell’elaborazione, e riferibili ai mesi oggetto della simulazione stessa. La pianificazione finanziaria strumento predittivo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza Inquadramento normativo: Il comma 2 dell’art. 2086 cod. civ. indica che l’imprenditore operante in forma societaria o collettiva ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni d’impresa. Tra le finalità connesse all’aggiunta di questo comma, vi è indubbiamente quella di consentire una puntuale rilevazione di uno stato di crisi che ne permetta una gestione in tempo utile. Lo stato di crisi, in base all’art. 2 del d.lgs. n. 14/2019, è definibile come lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate. Art. 13 – Indicatori della crisi: «costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale del debitore […] rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso. […] Sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi» Implicazioni di natura aziendale: La presenza, tra i vari elementi, di un sistema di pianificazione finanziaria, risulta fondamentale ai fini dell’adeguato assetto d’impresa ex art. 2086 cod. civ. I piani finanziari comportano una riduzione dell’eventualità che si verifichino squilibri, rivestendo inoltre un ruolo imprescindibile per il calcolo degli indici volti a indagare la presenza di uno stato di crisi. La pianificazione finanziaria, tra i diversi aspetti, deve ricercare l’equilibrio fonti/impieghi e la coerenza rispetto alle variabili selezionate per la creazione del valore. Il principio contabile OIC 6 definisce una situazione di difficoltà finanziaria «quando il debitore presenta un rapporto squilibrato tra il fabbisogno finanziario e le fonti di finanziamento, tale da essere inadempiente alle scadenze degli impegni assunti». Tra le cause all’origine di una crisi aziendale si annoverano: § Carenza di pianificazione, sovente si concretizza quando si sostengono investimenti in eccesso rispetto alle risorse finanziarie disponibili o quando si pongono in essere azioni che contrastano con le logiche di creazione del valore caratterizzanti l’impresa. § Crisi finanziarie originate da: 1) ricorso eccessivo all’indebitamento finanziario rispetto ai mezzi propri; 2) copertura dei fabbisogni finanziari per investimenti in beni a lento ciclo di utilizzo con risorse finanziarie a breve termine; 3) decadimento della qualità dei crediti commerciali; 4) accentuato disallineamento tra i tempi di incasso dei crediti e di pagamento dei debiti.
Il Conto economico previsionale Le voci che lo compongono sono distribuite a scalare, secondo il criterio di riclassificazione che consente di capire le modalità di formazione del risultato economico finale, con la determinazione progressiva:
Flussazione previsionale fornitori/debiti : Come il precedente schema di flussazione clienti/crediti, anche questa dialoga nello stesso modo con il conto economico. Le colonne e le voci che la compongono hanno identiche modalità di funzionamento della precedente, però sono riferite ai
Budget finanziario Gli obiettivi specifici di questo schema sono principalmente tre.