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TUTTE O QUASI LE RISPOSTE AL SECONDO MODULO CODING SUPERIORI
Tipologia: Panieri
Offerta a tempo limitato
Caricato il 10/05/2022
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1. “Pensare come un informatico” è la definizione più corretta di “pensiero computazionale”.
VERO
2. Il coding è un metodo didattico ideale nella realizzazione di:
DIDATTICHE PER COMPETENZE
3. Un ambiente di programmazione indicato per gli ordini scolastici di primaria e secondaria di I grado è:
SCRATCH
4. Le “collezioni” in Kojo:
SI DISTINGUONO IN VARI TIPI: SEQUENZE (IN ALCUNI LINGUAGGI CHIAMATI ARRAY), O INSIEMI (SET) E COSÌ VIA
5. Anche una ricetta di cucina rappresenta un “programma”:
VERO
6. Per conservare una serie di valori non è necessario l’utilizzo delle “Liste”:
FALSO
7. Il formalismo grafico:
CONSENTE DI RAPPRESENTARE L’ALGORITMO TRAMITE DIAGRAMMI, I CUI SIMBOLI E FRECCE HANNO UN SIGNIFICATO BEN PRECISO.
8. Cosa rappresenta la seguente immagine?
9. I blocchi rettangolari con i lati arrotondati indicano:
10. Una struttura di selezione è:
CARATTERIZZATA DA UNA CONDIZIONE LOGICA, CHE QUANDO SI VERIFICA PUÒ AVERE DUE POSSIBILI VALORI.
11. Nella programmazione informatica:
L’ITERAZIONE SI PUÒ PRESENTARE IN VARI MODI ED ESPRIMERE IN ALTRETTANTI RISPETTIVI COMANDI.
12. Ogni singolo elemento della lista è riferibile tramite:
IL SUO NUMERO ORDINALE.
13. Nell’immagine vediamo come al verificarsi della “Condizione” (IF) si esegua la “Sequenza1a” corrispondente:
AL RAMO “YES” E CIOÈ A QUANTO SEGUE IL THEN.
14. Quando si ripetono una o più azioni, questo tipo di “ciclo” lo si esprime in genere nei vari linguaggi di programmazione con il comando:
“FOR
15. Cosa rappresenta la seguente immagine?
16. Quando mettiamo insieme le istruzioni che definiscono il comportamento del sistema ci avvaliamo di:
25. Le “Liste”:
SONO VARIABILI IN GRADO DI CONTENERE PIÙ DI UN VALORE.
26. La variabile non è una valore provvisorio, che potrà essere sostituito con un altro valore senza avere alcuna memoria di quello precedente:
FALSO
27. La selezione viene usata quando si decide quale azione eseguire in base ad una determinata condizione:
VERO
28. Prendendo in considerazione una classe di studenti, vediamo come l’algoritmo cambia se vogliamo considerare il caso in cui la classe si presenti vuota. Dunque, cosa rappresenta la seguente immagine?
29. Ogni programma:
HA BISOGNO DI OPERARE SU DATI E HA BISOGNO DI STRUTTURE IN GRADO DI CONSERVARLI, PERLOMENO PER TUTTA LA DURATA DELL’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA.
30. Il sistema che esegue le istruzioni del programma è:
INCAPACE DI PRENDERE ALCUNA INIZIATIVA SPONTANEA, SENZA ALCUN INTUITO O CONOSCENZA PREGRESSA.
31. Il termine algoritmo nasce in ambito:
MATEMATICO.
32. Le ricette da cucina contengono omissioni e indicazioni che sono ammesse anche in un programma
informatico:
33. Il valore, restituito da una funzione, non può essere usato per assegnarlo ad una variabile:
FALSO
34. L’algoritmo:
È UNO STRUMENTO CON IL QUALE FORMALIZZARE IL RISULTATO DEL NOSTRO PENSIERO COMPUTAZIONALE, IN TERMINI DI DI SEQUENZA, SELEZIONE E ITERAZIONE.
35. L’algoritmo è la particolare sequenza di azioni, controlli e procedure con la quale si esprime e modella la
soluzione di un determinato problema:
VERO
36. La seguente immagine rappresenta la struttura di selezione incompleta:
FALSO
37. Non può capitare che solo una sequenza di azioni sia condizionata:
FALSO
38. Le procedure:
CONSISTONO NELL’EFFETTUARE PIÙ VOLTE NON UNA SINGOLA AZIONE, MA UNA SEQUENZA DI AZIONI.
39. Le funzioni possono prevedere la restituzione di un valore dopo essere state chiamate:
VERO
40. Gli elementi della sequenza:
POSSONO ESSERE SINGOLE AZIONI O AZIONI PIÙ COMPLESSE, A LORO VOLTA COSTITUITE DA SEQUENZE DI AZIONI PIÙ SEMPLICI.
41. Le frecce indicano:
IL FLUSSO E L’ORDINE DI ESECUZIONE SEQUENZIALE DELLE AZIONI.
42. In altri linguaggi, come ad esempio Javascript, la procedura/funzione si definisce attraverso la parola chiave:
“FUNCTION”.
43. Le funzioni sono concettualmente distinte dalle procedure:
FALSO
44. La sequenza è:
UNA SEQUENZA NATURALE DI COMANDI E ISTRUZIONI, I QUALI ANDRANNO ESEGUITI UNO DOPO L’ALTRO NELL’ORDINE CON IL
57. Compito della programmazione informatica è costruire di un problema un modello di soluzione esprimibile in un linguaggio formale, scelto ed eseguibile da un sistema in grado di comprendere quel linguaggio:
VERO
58. “Sequenza1a” e “Sequenza1b” si chiamano:
SEQUENZE “CONDIZIONATE”.
59. Le “Liste” sono dette anche “Vettori” o, in una forma più generale “Matrici”:
VERO
60. In un programma informatico, ogni dato può essere fornito in modo incompleto:
FALSO
61. Cosa rappresenta la seguente immagine?
62. Il formalismo grafico è uno solo:
FALSO
63. Il formalismo grafico più famoso e semplice è quello dei flow-chart (schema di flusso):
VERO
64. La “Sequenza2” rappresenta una sequenza di azioni che viene eseguita dopo una delle due “Sequenza1a” e
“Sequenza1b”:
VERO
65. Qual è il compito della programmazione informatica?
È COSTRUIRE DI UN PROBLEMA UN MODELLO DI SOLUZIONE ESPRIMIBILE IN UN LINGUAGGIO FORMALE.
66. In linguaggi come Kojo, strutture analoghe alle liste prendono il nome di “collezioni”:
VERO
67. In Kojo le procedure e le funzioni si definiscono attraverso:
LA PAROLA CHIAVE “DEF” SEGUITA DAL NOME DELLA FUNZIONE E POI, TRA PARENTESI, DAI NOMI DEI PARAMETRI CHE
EVENTUALMENTE LA FUNZIONE PREVEDA DI ACCETTARE, SEPARATI DA UNA VIRGOLA.
68. La variabile:
DEVE AVERE UN NOME, CHE POSSA DISTINGUERLA IN MODO UNIVOCO DALLE ALTRE EVENTUALI VARIABILI.
69. La variabile può contenere alcuni tipi di valore:
NUMERI INTERI, NUMERI REALI, STRINGHE (CIOÈ VALORE CON CARATTERI DELL’ALFABETO, NUMERI, SIMBOLI DI PUNTEGGIATURA, ECCETERA).
70. L’iterazione consiste nell’eseguire la stessa azione più volte:
VERO