Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Eschilo, Euripide e Sofocle a confronto, Appunti di Letteratura Greca

Breve confronto tra i tre grandi autori della tragedia del V sec. a.C.

Tipologia: Appunti

2017/2018
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 27/01/2018

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

1 / 5

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CONFRONTO: I TRE GRANDI AUTORI TRAGICI DEL V SEC. A.C.
ESCHILO
SOFOCLE
EURIPIDE
Caratteristiche
il teatro ha un VALORE DIDASCALICO: da una
parte la tragedia diventa motivo di dibattito
circa argomenti contemporanei quali la pólis,
la giustizia, le riforme istituzionali o la guerra,
dall’altro la cultura arcaica persiste;
si inserisce in una profonda dimensione
religiosa: una dimensione predominata da un
ordine cosmico, il cui garante è Zeus, che
punisce tutti coloro che rompono quell’ordine
e quell’equilibrio. Il peccato più grande che
l’uomo può commettere è ancora la hýbris,
l’arroganza. La via di mezzo, il senso della
misura è necessario. L’eccesso di felicità non è
visto con occhio benevolo dal dio. E se ad
essere punito non è l’individuo che l’ha
commessa, lo saranno i suoi discendenti,
perché la colpa è ereditaria.
permeata è la convinzione che chi versa del
sangue a sua volta lo verserà e che imparare il
retto comportamento è doloroso, il cosiddetto
páthei máthos: l’uomo non deve lasciarsi
sopraffare dal dolore, ma piuttosto sbagliando
deve comprendere i suoi limiti e accrescere la
conoscenza, di norma preclusa ai mortali.
il teatro ha un VALORE SPERIMENTALE;
le tragedie propongono i momenti noti del mito con
un’attiva partecipazione del protagonista all’azione
stessa. La capacità di autodeterminazione
dell’individuo assume caratteri più definiti rispetto ai
tempi di Omero
si trova un’accettazione dell’infelicità dell’uomo in
quanto innata alla sua natura. Tale assioma è
espresso senza disperazione, con serenità ed
equilibrio, sebbene quei personaggi che
raggiungono tale consapevolezza sono spesso
costretti a gesti estremi, quali il suicidio.
visione più interiorizzata e universale dell’uomo che
vuole contrapporsi al relativismo culturale diffuso
dalla Sofistica, che il governo di Pericle sembrava
indirettamente favorire;
il teatro di Sofocle contribuiva a ricordare al cittadino
di essere semplicemente un uomo lontano dalla
grandezza del dio, che rimane un dio e in quanto tale,
lontano dalla piccolezza dell’uomo: non è dunque
l’uomo la misura di tutte le cose, come esordiva
Protagora, ma il dio.
i l TEATRO VERITÀ: sconfina nello
sperimentalismo;
è una tragedia in cui il mito viene messo in
discussione e i personaggi agiscono non
secondo i valori paradigmatici della tradizione,
ma sono indotti da sentimenti ordinari e comuni
alla gran parte degli spettatori
sono frequenti i riferimenti alla realtà di Atene
(ad esempio la guerra, la figura della donna
ateniese ecc.);
emerge un atteggiamento di critica nei confronti
del mito e della religione tradizionale;
c’è grande attenzione per l’organizzazione
dell’intreccio e dei movimenti scenici:
si afferma la centralità della týche, il caso, ciò
che sfugge alla previsione dell’uomo e
determina al di della volontà e della
coscienza dei protagonisti, il gioco
capriccioso degli eventi;
si ricorre con frequenza agli equivoci, agli
intrighi, ai riconoscimenti, fino all’apparizione
finale del deus ex machina;
i lunghi prologhi espositivi hanno la funzione di
illustrare i precedenti dei miti spesso meno noti;
gli agoni (discorsi contrapposti) servono a
sviluppare le posizioni dei personaggi che si
confrontano tra loro;
nella prima fase della sua produzione le parti
dialogate prevalgono su quelle corali;
nelle tragedie più tarde, la funzione del coro
assume grande importanza.
pf3
pf4
pf5
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica Eschilo, Euripide e Sofocle a confronto e più Appunti in PDF di Letteratura Greca solo su Docsity!

CONFRONTO: I TRE GRANDI AUTORI TRAGICI DEL V SEC. A.C.

ESCHILO SOFOCLE EURIPIDE

Caratteristiche • il^ teatro^ ha^ un^ VALORE^ DIDASCALICO:^ da^ una

parte la tragedia diventa motivo di dibattito circa argomenti contemporanei quali la pólis , la giustizia, le riforme istituzionali o la guerra, dall’altro la cultura arcaica persiste;

  • si^ inserisce^ in^ una^ profonda^ dimensione religiosa: una dimensione predominata da un ordine cosmico, il cui garante è Zeus , che punisce tutti coloro che rompono quell’ordine e quell’equilibrio. Il peccato più grande che l’uomo può commettere è ancora la hýbris , l’arroganza. La via di mezzo, il senso della misura è necessario. L’eccesso di felicità non è visto con occhio benevolo dal dio. E se ad essere punito non è l’individuo che l’ha commessa, lo saranno i suoi discendenti, perché la colpa è ereditaria.
  • permeata è la convinzione che chi versa del sangue a sua volta lo verserà e che imparare il retto comportamento è doloroso, il cosiddetto páthei máthos : l’uomo non deve lasciarsi sopraffare dal dolore, ma piuttosto sbagliando deve comprendere i suoi limiti e accrescere la conoscenza, di norma preclusa ai mortali. - il teatro ha un^ VALORE^ SPERIMENTALE; - le^ tragedie^ propongono i momenti noti del mito con un’attiva partecipazione del protagonista all’azione stessa. La capacità di autodeterminazione dell’individuo assume caratteri più definiti rispetto ai tempi di Omero - si trova un’accettazione dell’infelicità dell’uomo in quanto innata alla sua natura. Tale assioma è espresso senza disperazione, con serenità ed e q u i l i b r i o, s e b b e n e q u e i p e r s o n a g g i c h e raggiungono tale consapevolezza sono spesso costretti a gesti estremi, quali il suicidio. - visione più interiorizzata e universale dell’uomo che vuole contrapporsi al relativismo culturale diffuso dalla Sofistica , che il governo di Pericle sembrava indirettamente favorire; - il teatro di Sofocle contribuiva a ricordare al cittadino di essere semplicemente un uomo lontano dalla grandezza del dio, che rimane un dio e in quanto tale, lontano dalla piccolezza dell’uomo: non è dunque l’uomo la misura di tutte le cose, come esordiva Protagora , ma il dio. - i l^ T E A T R O^ V E R I T À^ :^ s c o n fi n a^ n e l l o sperimentalismo ; - è una tragedia in cui il mito viene messo in discussione e i personaggi agiscono non secondo i valori paradigmatici della tradizione, ma sono indotti da sentimenti ordinari e comuni alla gran parte degli spettatori - sono frequenti i riferimenti alla realtà di Atene (ad esempio la guerra, la figura della donna ateniese ecc.); - emerge un atteggiamento di critica nei confronti del mito e della religione tradizionale; - c’è^ grande^ attenzione^ per^ l’organizzazione dell’intreccio e dei movimenti scenici: - si afferma la centralità della^ týche , il caso, ciò che sfugge alla previsione dell’uomo e determina al di là della volontà e della c o s c i e n z a d e i p ro t a g o n i s t i , i l g i o c o capriccioso degli eventi; - si^ ricorre^ con^ frequenza^ agli^ equivoci, agli intrighi, ai riconoscimenti, fino all’apparizione finale del deus ex machina; - i lunghi^ prologhi^ espositivi hanno la funzione di illustrare i precedenti dei miti spesso meno noti; - gli^ agoni^ (discorsi^ contrapposti)^ servono^ a sviluppare le posizioni dei personaggi che si confrontano tra loro; - nella prima fase della sua produzione le parti dialogate prevalgono su quelle corali; - nelle tragedie più tarde, la funzione del^ coro assume grande importanza.

Linguaggio Il linguaggio di Eschilo è solenne, coerente con

l’ambiente nel quale i suoi personaggi agiscono. Utilizza con grande maestria termini tecnici appartenenti ad esempio al linguaggio militare, ricorre a neologismi e al linguaggio lirico ed epico. Un linguaggio che verrà celebrato e rimpianto in futuro da uomini come Aristofane nelle Nuvole. Il linguaggio e lo stile sono limpidi e pacati. La grandezza di Sofocle sta nella sua capacità di costruire drammi con azioni e colpi di scena. I personaggi acquistano spessore e intensità psicologica, tratti che li differenziano dagli eroi di Eschilo. Utilizza termini trattai dal lessico quotidiano [il realissimo dei personaggi si riflette quindi anche nel parlato]. Utilizza uno stile chiaro e razionale, che gli permette di sviluppare coerentemente le argomentazioni e le riflessioni, spesso concentrate in sentenze,

Personaggi non^ conoscono^ la^ lacerazione^ del^ dubbio, ma

l’angoscia dell’agire: non si interrogano sul proprio destino, ma lo accettano e in questo sta la loro libertà. coesistenza del vecchio e del nuovo: rimane la fiducia nei valori della tradizione, ma cominciano a comparire nei vari personaggi il coraggio del dubbio. Ne deriva un attento studio introspettivo dei personaggi: studio che riguarda tanto le figure maschili quanto quelle femminili.

  • i protagonisti sono privi di valenze eroiche e vicini all’uomo comune: si mettono in rilievo debolezza, fragilità, dubbi e disagio esistenziale, concedendo spazio all’analisi degli impulsi razionali;
  • la^ profonda^ conoscenza^ dell’animo^ umano^ e l’innata tendenza a frugare nelle pieghe più recondite di esso gli permettono di addentrarsi negli aspetti particolari e personali della nostra umanità, di portare alla luce palpiti, vibrazioni, segreti di cui ciascun individuo sarebbe gelosissimo, debolezze o passioni che nessuno vorrebbe confessare, paure e pudori da relegare nell’intimo.

Evoluzione Le prime tragedie presentano uno schema “a dittico”,

duplice, in cui al dramma dell'eroe segue il dramma di un altro personaggio travolto dalla fatalità. Alla dialettica tra disegno divino ed operato umano, le t ra g e d i e p i ù t a rd e a c c o s t a n o u n p a rt i c o l a re approfondimento della dimensione psicologica ed umana. Prime in ordine cronologico fra le tragedie pervenute, ma già appartenenti alla maturità del poeta, sono Alcesti (438 a.C.), Medea (431 a.C.) e Ippolito (428 a.C.), che, pur nella diversità dei temi, possono essere accostate tra di loro per la c r e a z i o n e d i g r a n d i fi g u r e t r a g i c h e , specialmente femminili. Nella fase centrale della sua attività, il poeta tende a prediligere strutture più aperte, “a dittico”, con la presenza cioè di due nuclei distinti, o con un impianto drammatico ancora più ampio. Si ispira alle vicende del mito troiano e tuttavia con grande originalità, sia scegliendo episodi meno noti, sia accostandone gli elementi in modo inedito. Un gruppo di drammi sembra essere segnato da una caratteristica comune: il motore dell'azione è týche, il caso , ciò che sfugge alla previsione dell'uomo e determina, al di là della volontà e della coscienza dei protagonisti, il gioco capriccioso degli eventi. Il grande tragediografo ricorre con frequenza agli equivoci, agli intrighi, ai riconoscimenti, fino all'apparizione finale del “deus ex machina”. Ne costituiscono gli esempi più rilevanti le tragedie Ione, Ifigenia in Tauride, Elettra, Elena ed Eracle.

Innovazioni 1.^ l'introduzione del secondo attore;

  1. l’impiego della trilogia cosiddetta “legata”, consistente cioè nella presentazione di tre tragedie di argomento organicamente concatenato, così da sviluppare il tema in tappe successive e quindi in una prospettiva temporale e drammatica più vasta. Anche il dramma satiresco rappresentato dopo la trilogia si ispirava, in qualche modo, allo s t e s s o a rg o m e n t o, p ro p o n e n d o t e m i appartenenti allo stesso mito. Nelle tragedie di Eschilo hanno infine rilievo particolare i cori, che sono più estesi che negli altri tragici e ai quali è demandata una riflessione sugli eventi che ne dilata i termini in una riflessione più profonda e universale.
    1. l'invenzione della scenografia;
    2. l'aumento del numero dei coreuti da 12 a 15;
    3. l'introduzione del terzo attore;
    4. l'abolizione della trilogia “legata”: le tre tragedie, pur presentate nella trilogia canonica, svolgono ciascuna un argomento autonomo inducendo lo spettatore a focalizzare l'attenzione sulla personalità di un singolo protagonista-eroe. Gli aspetti tecnici tipici della tragedia euripidea conseguono alle sue opzioni concettuali: i lunghi prologhi espositivi hanno la funzione d'illustrare i precedenti dei miti spesso meno noti; gli agoni (discorsi contrapposti) servono a sviluppare le posizioni dei diversi personaggi che si confrontano tra loro con dialettica razionalità. Specie nella prima fase della sua produzione, le parti dialogate prevalgono nettamente su quelle corali : ma l'effusione lirica è presente nelle monodie (canto a solo del personaggio) e nei dialoghi lirici del personaggio con il coro. L a f u n z i o n e d e l c o ro a s s u m e g ra n d e importanza nelle tragedie più tarde , tendendo a proporre il proprio intervento nel dramma come intermezzo a sé stante, autonomo dal nodo drammatico dell'azione.