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Filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale, Sintesi del corso di Filosofie Orientali

Riassunto di filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 03/05/2019

Jay98
Jay98 🇮🇹

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Filosofie e religioni dell’India e dell’Asia Centrale - Pelissero!
IL CORPUS VEDICO, DALLE
SAHITĀ ALLE UPANIAD!
=“scienza [sacra]”!
Per il fatto che essi non hanno un autore umano ma sono stati solo "uditi" vengono chiamati
Śruti (“ciò che è udito”)!
Darśana “visione del mondo”/ “punto di vista”
Slittamento semantico dovuto alla produzione dossografica (ogni scuola si
riterrà la più autorevole e definitiva) dottrina della “doppia verità”: assoluta/
relativa!
Rifiuto pragmatico della dimensione teorica (praticità) = ricerca felicità (No
filosofia fine a se stessa)!
Corpus vedico: summa della civiltà fiorita in India = punto di arrivo di una civiltà
precedente (lunga elaborazione concettuale e letteraria) NO espressione culturale
preclassica, fonte di ogni successiva produzione indiana (positivismo), punto di
partenza di una civiltà posteriore, filosofia primitiva e non sicura della propria
razionalità!
Letteratura vedica suddivisibile in: (18=buon auspicio)!
4 Veda!
6 “membra del V.”: fonetica, metrica, grammatica, etimologia, astronomia, rituale
(pubblico/solenne e privato/domestico- genere del Sūtra) centralità della linguistica nella
visione del mondo indiana!
4 “membra secondarie”, !
4 “V. secondari!
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La raccolta dei Veda consiste di 4 livelli principali + i Vedanga:!
nelle quattro Sahitā (raccolte): gveda (inni di lode in onore delle divinità), Sāmaveda
(formule sacrificali), Yajurveda (melodie cantate) e Atharvaveda (formule di
incantamento), composte tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.;!
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IL CORPUS VEDICO, DALLE

SAṂHITĀ ALLE UPANIṢAD

=“scienza [sacra]” Per il fatto che essi non hanno un autore umano ma sono stati solo "uditi" vengono chiamati Śruti (“ciò che è udito”) ● Darśana “visione del mondo”/ “punto di vista” ○ Slittamento semantico dovuto alla produzione dossografica (ogni scuola si riterrà la più autorevole e definitiva)→ dottrina della “ doppia verità ”: assoluta/ relativa ○ Rifiuto pragmatico della dimensione teorica ( praticità ) = ricerca felicità (No filosofia fine a se stessa) ● Corpus vedico: summa della civiltà fiorita in India = punto di arrivo di una civiltà precedente (lunga elaborazione concettuale e letteraria) → NO espressione culturale preclassica, fonte di ogni successiva produzione indiana (positivismo), punto di partenza di una civiltà posteriore, filosofia primitiva e non sicura della propria razionalità

Letteratura vedica suddivisibile in: (18=buon auspicio)

● 4 Veda ● (^) 6 “ membra del V .”: fonetica, metrica, grammatica, etimologia, astronomia, rituale (pubblico/solenne e privato/domestico- genere del Sūtra)→ centralità della linguistica nella visione del mondo indiana ● 4 “ membra secondarie ”, ● 4 “ V. secondari ” La raccolta dei Veda consiste di 4 livelli principali + i Vedanga: ● nelle quattro Saṃhitā (raccolte): Ṛgveda (inni di lode in onore delle divinità), Sāmaveda (formule sacrificali), Yajurveda (melodie cantate) e Atharvaveda (formule di incantamento), composte tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.;

● nei Brāhmaṇa (testi sacerdotali), commentari alle quattro Saṃhitā composti tra il 1100 a.C. e l'800 a.C.; ● nelle Āraṇyaka (testi silvestri), testi esoterici riservati agli eremiti delle foreste o comunque recitati al di fuori del contesto dei villaggi, composte tra il 1100 e l'800 a.C.; ● nelle Upaniṣad (testi iniziatici), opere di ulteriore approfondimento composte tra l'800 e il 500 a.C.; ● nei Sūtra (aforismi) e nei Vedāṅga (membra del Veda), opere di codificazione dei riti, composti dal 500 a.C. in poi. NB: dal primo al quarto livello c’è una transizione dal Vedico al Sanscrito (Āraṇyaka = sanscrito vedicheggiante)

Saṃhitā → “raccolte”

10 cicli (mandala), 1028 inni, 10462 strofe ● “sacerdote cantore” : primo esempio di notazione e uso musicale di testi nella tradiz. Indiana ● (“raccolta della scienza dei canti”) ● “sacerdote sacrificatore”: due versioni: 1) “Nero”→ perché unisce i testi sacrificali a quelli sacerdotali 2) “Bianco”→ necessità di depurare le formule sacrificali ● (“raccolta della scienza delle formule sacrificali”) ● “inno del non essere” → singolarmente problematico: determinare come l’essere scaturisca dal non essere→ 1) antichità quesito nella speculazione indiana 2) impostazione in termini razionali (NO devozionali) ○ Ruolo cosmico del rito sacrificale (max espressione) = ritrae momento in cui l’universo scaturisce dal sacrificio primordiale del macrantropo (Puruṣa) ○ Ermeneutica indiana = volontà euristica ferrea [NB: procedimento euristico: metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un percorso rigoroso, ma, affidandosi all'intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, consente di prevedere un risultato che resta da convalidare]

● Rigorosa impostazione apofatica→ Individuo liberato (dalla presa della morte): no distinzione tra il proprio Atman e il Brahman ● (^) fisiologia (Yoga: “fisiologia sottile”→ dimensione interiore dell’essere umano, al di là del corpo grossolano, l’involucro fisico tangibile) ● déi (deva) si fondono armonicamente in un unico Dio (Isvara)→ monoteismo imperfetto/panenteismo (tutto è in dio ma dio non è riducibile al mondo) ● Sé: conoscenza, verità, infinito ● pratica rituale tralasciata perché può portare solo ad obiettivi limitati, circoscritti entro l’orizzonte del merito e del demerito, interni a una prospettiva intramondana, senza aperture verso la sfera extramondana (unica che può dare accesso alla liberazione dal ciclo delle rinascite) ● amore/ comprensione del Sé (NO attaccamento nei confronti dell’Io)= beatitudine suprema ● Realtà ultima: essere, coscienza, beatitudine ● valutazione critica del pensiero sacerdotale brahmanico ● Le vicissitudini del Sé spaziano nella coscienza ordinaria (veglia, sogno, sonno profondo), ma riposano nel “quarto stato”, che sta a fondamento e comprende gli altri ● Itinerario gnoseologico per la liberazione: il pranava (ohm) è l’arco, l’atman la freccia, il brahman il bersaglio ● Ci sono due possibili percorsi post mortem ○ sentiero delle tenebre, cammino degli antenati (meriti rituali) conduce al mondo della luna, riporta poi alla vita sulla terra ○ sentiero del fuoco, cammino degli dei (gnosi accumulata) conduce al brahman ○ cammino della residenza di Yama, dio dei morti (nessuna accumulazione) conduce alla rinascita immediata in forma animale o vegetale ● Elementi letterari importanti sul piano filosofico ○ resa esplicita delle connessioni e dei legami segreti ○ indagine razionalistica dei dati ereditati dalla rivelazione vedica ○ i “grandi detti” (espressioni compendiose) Sankara→ interpretazione vocabolo svincolato dall’etimo→ “mezzo per ottenere la conoscenza dell’identità di Atman e Brahman, che rappresenta il metodo per sradicare la causa della trasmigrazione” Classificazione stilistica e letteraria: ● AnticheMedieMedievali/settarie/post-vediche/ minori/moderne → affiliazione tardiva o artificiosa ■ Del “vedanta comune” ■ Dello Yoga ■ Della rinuncia ■ “settarie” (Siva, Visnu, Dea) Scuola di Sankara

Le Upaniṣad sono per il Vedanta→ “ la fine del Veda ” (ultimo dei 4 liv) e “ il fine del Veda ” (soteriologico: metodo per la salvezza) Principio divino: Īśvara (=signore)→ da cui deriva un orientamento settario ( Siva, Visnu, Dea) → realtà nascosta ≠ spazio, tempo, causalità = pratiche di meditazione codificate→ ineffabilità Brahman-Atman→ INTROSPEZIONE TRASFORMATRICE “ciò che viene espresso dal pensiero, ma mediante il quale il pensiero trova espressione” Impostazione apofatica, ma anche fisiologia Le 4 Upanisad

  1. Rgvedasamhita: Aitareya (argomento cosmogonico) e Kausitaki (incentrata sul soffio vitale)
  2. Samaveda: Chandogya (mistica della melodia e dell’identità di atman e brahman) e Kela (impossibilità di fornire una descrizione concettuale del brahman)
  3. Yajurveda a. Nero: Taittirya (dottrina dei 5 involucri), Katha (destino post mortem), Svetasvatara (figura di Rudra-Siva), Mahanarayana (citazioni vediche), Maitri b. Bianco: Brhadaranyaka (inanità dell’azione spirituale e coincidentia oppositorum dell’assoluto)
  4. Atharvaveda: Mundaka (efficacia della gnosi salvifica rispetto alle opere), Prasna (soffio vitale), Mandukya (4 stati di coscienza), Il sacrificio animale è alla base delle pratiche religiose vediche, serve per rendere il mondo padroneggiabile, è fatto da 4 trasferimenti
  5. compiere sacrificio + necessità sopravvivenza: individuazione di una vittima vicaria per consentire al committente di compiere il sacrificio e contemporaneamente sopravvivere a. “cuocere il mondo” che è “crudo”/”indigesto”, per renderlo padroneggiabile b. Concetto di trasferibilità c. Vittima sacrificale=vittima vicaria→ committente sacrifica se stesso (sacrificio di Prajapati “ dall’uno nasce il molteplice ”)
  6. I meriti che derivano dalle pratiche sacrificali compiute sono trasferiti dal sacerdote al committente a. Dai sacerdoti al committente (che si limita a fornire le materie prime) ≠ karman (retribuzione azioni→ hinduismo)
  7. sacrificatore officiante: l’officiante, che sacrifica per il committente, rinuncia al frutto del sacrificio in favore della divinità, e perciò a favore dell’intero cosmo (senza il sacrificio il cosmo non si reggerebbe) Brahman : principio macrocosmico al di là del tempo e dello spazio (“forza che sostenta il mondo”) Trascendente e immanente Atman : principio microcosmico (“soffio vitale”) Essenza immortale dell’essere umano, al di là di ogni contingenza (“che riempie il corpo facendolo vivere”)

ITIHĀSA E PURĀṆA

a)Ramayana (= “Viaggio di Rama”) – Valmiki → fonte della letteratura d’arte e

della devozione

● “Poema ornato primordiale”: passaggio tra epica e letteratura d’arte ● Le parti propriamente normative sono disperse nel poema ● Età dell’oro (governo esemplare) - Anuman

b)Mahabharata - Vyasa (= “Il Redattore”) → modello per i trattati sui 4 fini

● Eredità sempre presente (NO passato immemoriale) ● 18 parvan (libri) → vittoria, poema dei Bharata, grande poema dei Bharata ● (^) Parvan 6→ BHAGAVADGĪTĀ [COMMENTO DI SANKARA]→ soteriologia, armonia tra via conoscitiva e via etico-ascetico-rituale o Trattato di etica, testo devozionale, opera di grande poesia→ nuovo genere= gita= “canti” o Sintesi tra scuole: samkhya “epico” e vedanta [NB differenza “epico”/”classico”→ molteplicità soggettuale (purusa) ma anche oggettuale (prakrti)→ piccoli mondi privati in cui ogni purusa crede di interagire con ogni prakrti] o Altri temi filosofici:

  1. Tentativo di armonizzare un sistema ateo come il Samkhya con istanze di tipo teistico (elaborazione dello yogadarsana = Samkhya teistico)
  2. Distinzione tra “campo” e “conoscitore del campo” ossia tra principio oggettuale e soggettuale , tra oggetto e conoscitore dell’oggetto (puro soggetto = purusa)
  3. Teoria di un principio divino supremo (“purusa supremo”)→Krsna
  4. Teoria delle “discese sulla terra” della divinità trascendente (perseverare il dharma)
  5. Complesso rapporto dialettico tra Signore supremo (Isvara) e potere di illusione cosmica (“Maya”)
  6. Distinzione tra percorso conoscitivo, rituale e devozionale → armonizzabili al fine soteriologico (moksa)→ no concorrenza ● Parvan 12

1. Itihāsa “così invero fu” Carattere

normativo → epica (eventi significativi, passato immemoriale, ricontestualizzazione, apprendimento) Sono la cerniera tra sruti (ascolto) e smrti (memoria) TESTI NARRATIVI CHE INSEGNANO I 4 FINI DELL’UOMO: ● Kama = gratificazione sensoriale ● Artha = acquisizione dell’utile ● Dharma = perseguimento del dovere

2. Purāṇa “antica [storia]” Carattere^ ●^ Moksa = liberazione

prescrittivo→ storie con dimensione etica→ “quinto Veda”

○ insegnamenti di Bhisma sul dharma ○ superiorità del moksa su tutti gli altri ○ Narayaniya ● Parvan 13 ○ continuano gli insegnamenti di Bhisma, che alla fine attraverso la pratica dello yoga guida il suo soffio vitale nell’ascesa verso la fonte della vita, pianto da Ganga, consolata da Krsna.

2) Purāṇa Strum. di educazione religiosa per donne e sudra (cui è vietato lo studio del

Veda, per questo definiti “ QUINTO VEDA”) → testi enciclopedici (“biblioteche”) → elaborazione orale, trasmissione scritta; opere autonome inserite qua e là→ volgarizzazione dei testi non sostenuta da conoscenza sacerdotale ● Purana primordiale→ successive riduzioni (frammentazioni)→ 18 (come i parvan del Mahabharata) ● Testi relativi a miti nuovi o già presenti nel Veda o negli Itihasa ● (^) Tematiche comuni alla trattatistica sul trivarga (kama, artha, dharma)→ relativi al moksa ● “magnificazioni/celebrazioni” di luoghi sacri o di pratiche e istituzioni venerabili (mahatmya) ● Distinzione seriore tra purana “maggiori” e “secondari”

3) Dottrina

Spazio

● Mondo eterno, soggetto a cicli periodici di manifestazione e di dissoluzione ● (^) Cosmologia puranica→ SAMKHYA = dialettica incessante tra principio soggettuale cosciente (purusa) e principio oggettuale incosciente (prakrti) [ fondamento realtà=prakrti/brahman/avyakta→ contraltare soggettuale = purusa (macrantropo/maschio cosmico)] ● “Sprigionamento primario” = “sprigionamento del principio oggettuale” = prima scaturigine dell’universo→ “giorno di Brahma”→ fine = riassorbimento/livello inferiore di dissoluzione= preludio di una nuova manifestazione→ fine vita di Brahma = “grande dissoluzione” ● (^) “uovo cosmico” 4 livelli di dissoluzione: ○ “ permanente ” (continua diss=mortali) ○ “di Brahma”/” soggetta a causa ” (distruzione alla fine di un’età del mondo= un giorno di Brahma) ○ “del principio oggettuale”/” grande dissoluzione ” (fine della vita di Brahma) ○ “ conclusiva ” (quando il sé individuale, atman, viene riassorbito nel sé supremo) cammino evolutivo prakrti : terra- acqua- fuoco- vento- spazio- senso dell’io- “grande principio” (buddhi/intelletto)- principio oggettuale (prakrti)- “principio supremo” (paramatman= dissoluzione purusa e prakrti) Alla base della cosmogonia sta il desiderio dell’Uno di moltiplicarsi. ● Gli involucri dell’uovo cosmico sono, dall’interno verso l’esterno: acque, fuoco, vento, spazio, senso dell’io, immanifesto, principio oggettuale

LE SCUOLE TEISTICHE DELLO

HINDUISMO

Hinduismo è un termine controverso. Le scuole teistiche sono 4: scuola Vaisnava , scuola Saiva , scuola Sakta e scuola di Yoga tantrico.

SCUOLA VAISNAVA

FONTI

● Tantriche (mitologico-ritualistiche): pancaratra e vaikhanasa , che prendono il nome di samhita ○ Pancaratra ■ sono circa 108 ■ nella teologia della scuola assumono importanza le tre emanazioni di Vasudeva (dio supremo): fratello, figlio e nipote di Krsna ○ Vaikhanasa ■ si rifanno al veggente Vikhanas ■ comprendono 4 testi fondamentali, che si rifanno ad altri 4 veggenti vedici ● Non tantriche (speculativo-devozionali): baghavata ○ Baghavata ■ si rifà ai veggenti Narada e Sandilya ● è presente anche la letteratura commentariale ● produzione vaisnava in tamil ○ opere di 14 poeti, 12 dei quali alvar ○ forma il genere rahasya (segreto) ○ non c’è la parte filosofica, ma è più religiosa, rituale ● Yogavasistha (epica filosofica) ○ dialogo tra Rama e il veggente Vasistha ○ il mondo è una proiezione mentale ○ sintesi tra^ yoga^ e^ advaitavedanta , con apporti buddhistici, saiva e sakta ○ godette di molta fama, come testimonia un suo compendio autorevole

DOTTRINA

Per tutta la produzione teistica è difficile separare la componente teologica da quella speculativa. La natura teologica è comprovata dall’importanza della tassonomia e delle gerarchie del divino, esplicitate nelle concezioni di discese sulla terra e di emanazioni ● Avatara : discesa sulla terra della divinità suprema o in modo completo (forma tangibile) o incompleto ○ Matsya (pesce): salva l’umanità dal diluvio perché, crescendo fino ad andare nell’oceano, al momento del diluvio porta in salvo Manu, l’unico sopravvissuto ○ Kurma (testuggine): si presta a sostenere con la sua corazza Meru, la colonna del mondo

○ Varaha (cinghiale): quando la terra sta per sprofondare, si immerge e porta su il mondo ○ Narasimha (uomo-leone): il protagonista del racconto non riesce a coltivare la propria fede a causa del padre, il quale attraverso tecniche ascetiche ottiene di non poter essere ucciso né dentro né fuori di casa, né da un uomo né da un animale né da un dio, né di giorno né di notte. Visnu perciò si manifesta al crepuscolo su una colonna tra dentro e fuori casa e in una forma mai vista di animale-uomo, e lo uccide: è un’opera molto violenta e oscura, per niente rassicurante. ○ Vamana (nano): l’antidio è diventato sovrano dei 3 mondi, ma lo ascolta promettendo di dargli ciò che avrebbe potuto misurare in 3 passi; Vamana quindi si ritrasforma e riprende il possesso dei 3 mondi *Visnu con l’alluce del piede destro sfonda l’uovo cosmico, che contiene i 3 mondi (all’esterno ci sono le acque primordiali e l’ignoto). Siva, rappresentato come un asceta coi dreadlocks, mette una pezza prima che il mondo venga sommerso e i rivoletti divini che restano danno vita al Gange. ○ Parasurama (Rama con la scure): soccorre la terra quando i guerrieri sono riusciti a superare i sacerdoti; li stermina, ma lascia le donne ○ Rama-chandra (figlio di Dasaratha, stirpe lunare): protagonista del Ramayana ○ Krsna: ha molti amori, il rapporto tra devoto e divinità ha la stessa potenza, violenza dell’amore adulterino, assoluto, passa sopra a tutto ○ Buddha: propaga una dottrina negativa, ingannevole, fallace e quindi accelera la rovina del mondo ○ Kalkin (cavaliere con cavallo o con la testa di cavallo): nel futuro distruggerà il mondo (concezione messianica) ● Vyuha : emanazioni di Visnu, costellazione familiare di Krsna ○ assolvono funzioni cosmogoniche dei principi di realtà ○ l’idea della cerchia familiare è molto ricorrente in questa scuola ○ Vasudeva^ (Krsna),^ Samkarsana^ (fratello maggiore di Krsna),^ Pradyumna^ (figlio di Krsna), Aniruddha (figlio di Pradyumna). Lo Yogavasistha ha una struttura a matriosca , in cui le parentesi non vengono chiuse apposta per farci smarrire e capire che le nostre certezze non funzionano tanto. Oltre alla sua eterogeneità (orecchia di qua e di là concetti filosofici), fa largo uso di immagini (potenzialità espressive ed ermeneutiche)

  1. Errore. Un contadino vede una corda e la scambia per un serpente arrotolato. Perché scambia la fune per un serpente? Paura, memoria, esperienze. Il serpente non esiste veramente, è solo una proiezione mentale. La conoscenza funziona come quella scientifica, per ipotesi ed errori.
  2. Impossibilità assoluta: figlio della donna sterile ≠ Impossibilità logica: lepre con le corna (nessuno l’ha mai vista)
  3. Caso. Un corvo si trova per caso sotto una palma, una noce di cocco gli cade in testa e lo uccide.
  4. Illusione: la città magica celeste Le parti speculative sono spesso interrotte da episodi narrativi con valore simbolico e allegorico, funzionali alla speculazione, ma non solo: l’ascolto e la lettura delle storie sono

● Il Signore Siva ( pati ), la pluralità dei principi coscienti individuali ( pasu ) e il legame che li incatena ( pasa ) si oppongono ● Carriera dell’adepto Saivasiddhanta ● Il Signore Siva ( pati ), la pluralità dei principi coscienti individuali ( pasu ) e il legame che li incatena ( pasa ) si oppongono ● Non dualismo puro: la dualità è reale, ma inseparabile dall’identità entro la coscienza divina. Pati è la categoria suprema entro la quale si risolvono pasu e pasaPati è sia immanente si trascendente, appartiene all’ambito della causa ● I pasu sono particole spirituali ontologicamente distinte, caratterizzate da congiunzione con volizione, coscienza e azione ● I pasa sono entità senza principio, insieme ai pasu appartengono all’ambito dell’effetto ● Il legame è una maculazione ( mala ) triplice costituita da ○ maculazione particuliforme, essere un individuo - connaturato ○ meccanismo karmico - avventizio ○ illusione cosmica ( maya ) - avventizio STATUS DI ASCETA manifesto immanifesto vittoria rescissione cessazione LUOGO DI PRATICA dimora del maestro dimora nel mondo caverna campo di cremazione coabitazione con Rudra FORZA SVILUPPATA DALLA PRATICA devozione per il maestro pace della mente dominio degli opposti merito attenzione costante IMPURITÀ conoscenza erronea demerito cause di attaccament o devianza condizione di animale legato PURIFICAZI ONE MEZZO impregnazio ne attraverso la dottrina condotta antinomistica ripetizione del nome divino e meditazione perenne rammemora me-nto di Rudra grazia divina ATTINGIMEN TO conoscenza ascesi perenne presenza di Dio fissità dell’attenzion e su Rudra perfezione FORMA DI INIZIAZIONE sostanza tempo condotta icona maestro CATEGORIE ONTOLOGIC HE E PROCEDUR ALI causa effetto pratica ascetica prescrizioni fine della sofferenza

● Nel momento in cui pasu riesce a disidentificarsi dai legami e dalla propria condizione di animale legato, ottiene l’identificazione con il Signore, ovvero la liberazione Kashmir ● L’unica realtà esistente è Siva ● Pati pervade le 8 forme ● L’evoluzione del mondo dal pati è una forma di evoluzione del principio oggettuale e non del brahaman ● I pasu sono volontarie autolimitazioni della Realtà Ultima, ma sono una sua caratteristica fondamentale: la potenza di libertà. Sono realtà indipendenti solo dal punto di vista della verità relativa o mondana ● I pasa sono gli strumenti con cui viene attuata la moltiplicazione dell’Uno, il riflettersi del vimarsa nel prakasa ● Il legame è una maculazione ( mala ) triplice costituita da ○ maculazione particuliforme, essere un individuo ○ meccanismo karmico ○ illusione cosmica ( maya ) ● Il mondo si può leggere come una progressiva condensazione della coscienza divina, che a sua volta è il risultato della progressiva rarefazione della realtà concreta, che non viene mai negata ma piuttosto sublimata nel divino. ● Il processo di liberazione (acquisizione dell’identità tra il sé individuale e Siva) è interpretato come ○ un caso di vibrazione sonora che si armonizza la liberazione è ○ una progressione che conduce dal particolare all’universale → solo un processo ○ il riconoscimento dell’identità acquisita da sempre tra sé e Siva apparente ● Dottrina dell’apparizione o manifestazione reale ( abhasa = manifestazione reale): ogni manifestazione della coscienza divina è, non solo reale, ma universale, ed eventualmente particolarizzata solo in quanto contestualizzata nello spazio e nel tempo in base all’intenzione del soggetto conoscente; se egli è privo di finalità, in quanto immerso in una contemplazione estetica, la sua attività conoscitiva si arresta e l’oggetto è mantenuto universale e non particolarizzato. ● Brahaman → statico Siva → dinamico (attraverso l’influsso del riflesso sulla luce, del pensiero sulla presenzialità) ● Categorie cosmologiche (36 tattva ) ○ cammino puro (5^ tattva ) ■ principio di realtà di Siva, legato a una sua particolare Potenza ( sakti ) - o di coscienza o di conoscenza e azione - momento di pura soggettività LE 4 VIE DI LIBERAZIONE Condotta osservante ( carya ) Azione rituale ( kriya ) Disciplina ( yoga ) Conoscenza ( jnana ) TIPOLOGIA DI DEVOTO Servo Buon figliolo Amico Colui che è CONDIZIONE CHE SI RAGGIUNGE Coabitazione nello stesso mondo con Dio Vicinanza con lui Comunanza di forma con lui Unione con lui

● 5 elementi sottili in quanto tali (suono, tatto, forma, sapore, odore) ● 5 elementi grossolani (spazio, vento, fuoco, aria, terra) Prakasa e Vimarsa = luce e riflesso Prakasa è la funzione illuminatrice e la presenzialità del purusa. Vimarsa è divenire consapevoli di qualcosa, percepire (soppesamento delle alternative e scelta); in questo modo si trasferisce questa attività di comprensione al soggetto, rendendolo dinamico (a differenza di altre scuole come quella vedantica). Il soggetto può quindi fuggire da se stesso, e in tal modo generare l’universo, e riafferrarsi in ogni istante. Primo momento: contatto della mente con gli oggetti Secondo momento: la mente rimugina sull’oggetto percepito Il contatto con l’oggetto ( prakasa ) inibisce per un breve tempo l’attività mentale ( vimarsa ). Lo stato di stupore e meraviglia che coglie il soggetto in questo primo momento di conoscenza con l’oggetto è riservato alla fruizione estetica, che ha un ruolo propedeutico alla liberazione (riconoscimento della maestà) Le tre maculazioni Dal punto di vista della realtà assoluta, i mala sono bipolari, risultando funzioni o della potenza di velame o di quella di grazia del Signore, senza mai essere indipendenti. Anava è funzione della potenza di libertà di Siva, che vela la reale natura del Sé (consapevolezza di imperfezione e limitatezza): Siva vela volontariamente una parte di sé facendole credere di essere altro. É ignoranza innata in quanto conoscenza limitata radicata nei livelli subconsci dell’essere. Da questo dipendono gli altri due mala. 7 effetti psicologici:

  1. obnubilamento: non riconosciamo in noi Siva
  2. ebbrezza: siamo orgogliosi di essere noi stessi
  3. arrossamento: colorirsi della mente al contatto con oggetti esterni
  4. angoscia : suscitato dal sapersi separati
  5. depressione: causata dall’angoscia
  6. l’essere variopinto: incapacità di comprendere il karma e quindi il concepimento del caso
  7. orripilazione: i peli si rizzano quando si prova una violenta emozione Maya (illusione cosmica) è il sostrato dell’universo, causa di tutti i nomi e di tutte le forme, è senza principio e unica (a differenza della prakrti che al contrario è molteplice, ce n’è una per ogni purusa ). è di difficile identificazione poiché spesso è confusa tra gli altri due mala. Ha 2 capacità fondamentali: la capacità illusionistica di manifestare oggetti inconsistenti e l’energia grazie alla quale la figura divina a capo del Pantheon indiano pone in esistenza, senza che ad essa ne derivi alterazione o coinvolgimento, l’universo esteriore. Karma è la responsabilità morale dell’azione, il soggetto limitato è sospinto a conoscere, agire e volere da un desiderio incessante (ossessione e angoscia, il desiderio dà assuefazione, è distruttivo, non c’è mai soddisfazione). Dato che non c’è mai soddisfazione bisognerebbe rinunciare al desiderio (via di rinuncia al mondo), ma le scuole saiva non predicano questo: bisogna trascendere il desiderio. Ma come? - Lila (“gioco”) è un paradigma dell’attività di Dio, poiché il gioco ha come caratteristica il fatto di essere gratuito, di non avere un fine, uno scopo estrinseco: Dio agisce per gioco perché ha già tutti i desideri compiuti. Come in tutti i giochi, anche questo ha delle regole: l’unica regola della lila è la volontà divina. L’uomo è perciò costretto a

giocare nella sua vita quotidiana, mosso dall’impulso del karma ; dato che nella vita le regole del gioco sono le norme morali, chi persegue la via della liberazione deve anche essere pronto a infrangerle (di qui la motivazione per la condotta antinomistica pasupata ). Dal concetto di karma deriva la legge di retribuzione dell’atto ( karman ); il karman può essere:

  1. Intrapreso: impregnazioni subconscie che, prodotte dagli atti compiuti nelle esistenze precedenti a quella presente dell’individuo, sono destinate a essere in essa fruite; sono infatti molto forti
  2. Accumulato: le impregnazioni rimangono latenti nell’esistenza presente per manifestarsi solo in quelle future (solo allora saranno “mature”)
  3. Futuro (in corso di accumulazione): frutti di quegli atti che, compiuti nell’esistenza presente, matureranno e saranno perciò fruibili solo nelle successive Funzioni di Siva → Siva danzante, Nataraja [...]
  4. Manifestazione
  5. Conservazione
  6. Riassorbimento Queste sono le tre funzioni inferiori (riferite all’oggetto) che nel sistema non agamico sono attribuite all’assoluto upanisadico, il brahaman.
  7. Occultamento, velame: il principio cosciente individuale è nella condizione di soggetto limitato
  8. Grazia Dialettica tra i tre mala e le potenze di Siva per la scuola del Kashmir Dalla potenza di libertà procedono ● la potenza di desiderio, che si autolimita in anava ● la potenza di conoscenza, che si autolimita in maya ● la potenza di azione, che si autolimita in karma Linga ( virasaiva ) [...]

SCUOLA SAKTA

FONTI

Non c’è uno schema univoco e coerente e molti testi antichi sono andati perduti, ma quasi tutti pretendono di appartenere a una tradizione definita kula : cerchia familiare degli allievi di un maestro riconosciuto (il suo nome è “uomo-pesce”, è leggendario, oltreumano). Si mescola alla tradizione dello hatha yoga , lo yoga della forza. Le diverse classificazioni possono fondarsi su

  1. norme di condotta
  2. troni, corrispondenti ai punti cardinali
  3. lignaggi
  4. dieci diverse forme della Dea La classificazione più diffusa è
  5. Srikula : diffuso in India meridionale; nome alternativo Daksinacara (“condotta di destra”); più colta e letterata a. Testi di riferimento: Vamakesvaratantra , Tantrarajatantra , Jnanarnavatantra , Saktisamgamatantra , Gandharvatantra ; Tripurarahasya , Kamakalavilasa , Varivasyarahasya
  1. diade costituita dal punto ( bindu ; aspetto maschile) nella sua forma non suprema e dal seme ( bija ; aspetto femminile)
  2. suono ( nada ) nella sua forma non suprema Fisiologia umana ● Coscienza suprema: Kundalini posta in verticale (normalmente è la Potenza acciambellata alla base della colonna spinale) ● I tattva procedono dalla kundalini e si dispongono nei cakra (ruote di energia→ hathayoga ) ● Il bija è l’intero sillabario dei fonemi sanscriti; il nada contiene in sé i fonemi in forma indistinta, come un raggio di luce contiene tutti i colori; l’uso cultuale del mantra consente di generare una risonanza nel canale centrale che è il suono della coscienza divina. → Il pensiero si collega all’ambiguità linguistica Ciclo di emanazione e riassorbimento della Potenza
  3. è concentrata, immacolata, racchiusa in sé, non proiettata sul mondo, suprema coscienza: è kundalini assopita alla base della colonna spinale in attesa di essere risvegliata
  4. ridestata, diventa visarga , l’ideale suddivisione del punto unico del bindu , e si divide in a. impulso premanifestativo della beatitudine, ananda b. sforzo manifestativo ultimo del soffio vitale, prana Dal momento che la manifestazione non dà vita a nulla di esterno alla coscienza, ogni oggetto dell’universo è una condensazione del sé. Il samvit (coscienza, realtà suprema), che si esplica come suono, è come una lucerna in una stanza buia, che illumina attorno ma rende anche visibile se stessa: è la prima scissione che dà luogo al visarga. La pienezza dell’io (in cui “io” aham riunisce l’inventario dei fonemi → da a ad ha ), in quanto unità di prakasa e vimarsa , è il bindu (desiderio o sole) Sono perciò presenti un bindu superiore e due bindu inferiori. Dal primo si produce un nettare che scorre tra i due bindu inferiori come beatitudine ( ananda ) della coscienza che riflette su se stessa. Prakasa entro vimarsa → bindu bianco, maschile Vimarsa entro prakasa → bindu rosso, femminile due bindu uniti → bindu originario, androgino unione dei tre bindukamakala Il flusso, che deriva dallo scioglimento del vimarsa (burro) sotto il calore di prakasa , produce hardhakala , da cui emanano i tattva. Questa dialettica circolare prende spunto da passi vedici enigmatici. Samvit non è limitata da tempo, spazio o causalità, è luce a se stessa ( prakasa ) accompagnata da illimitata libertà ( vimarsa ). La sua attività si esplica in ● autolimitazione: comparsa dell’universo, prima indistinto da essa ● grazia: riassorbimento dell’universo entro essa ● conservazione: lo stato manifesto ordinario

L’Uno diviene molti in forza del suo dinamismo interiore, che non è necessario ma arbitrariamente scelto (diverso dalla purezza statica della visione vedantica). Il mondo esiste entro la libertà di autodeterminazione della potenza divina. Il samvit assume tre stati ● da solo, senza che il mondo compaia: il vimarsa è dissolto nel prakasa , la Sakti è assopita come kundalini e Siva è solo un cadavere ● con il mondo che in esso risplende come sua autoemanazione ● con il mondo entro di esso e la sua proiezione fuori di esso Il processo di esteriorizzazione corrisponde alla manifestazione di un non io all’interno del samvit, ovvero la nescienza. La sakti in questo processo si presenta in tre stadi

  1. potenza della consapevolezza ( cit ): principio oggettuale supremo
  2. potenza di illusione, quando il mondo inizia a essere manifesto
  3. potenza insenziente, principio oggettuale non supremo Quando grazie alla nescienza si fa strada la convinzione che l’io non sia completo, la realtà si scinde in soggetto e oggetto. L’unica differenza tra l’io supremo e il “questo”, è che il secondo, la realtà insenziente, non è consapevole di sé. Il percorso di manifestazione entro la coscienza segue tre fasi che ripercorrono i 36 tattva. [............] Dal punto di vista degli stati di coscienza , il sonno è compreso nel prakasa, la veglia nel vimarsa. Perciò la mente fluttua entro queste condizioni: ● concentramento dell’attenzione senza costruzioni concettuali ● il sonno, in cui si rivela il grande vuoto ● la veglia, si rivela la realtà esterna con il contatto sensoriale Samadhi è l’estasi, la piena consapevolezza del purusa. In questo caso però si considerano samadhi più in generale tutti gli stadi intermedi tra veglia, sogno e sonno profondo: in tal modo l’esperienza mistica è ricondotta nel solco della vita quotidiana, basta porre attenzione al divino onnipresente e mettere a tacere il frastuono del mondo per lasciare che la coscienza divina si esprima. Anche qui, la liberazione è la semplice constatazione della condizione liberata esistente da sempre. → Questo è il principale insegnamento : cercare Dio nella vita quotidiana, far scendere il cielo in Terra, con la piena consapevolezza; non solo fede, ma soprattutto conoscenza diretta. Alle maculazioni sovrintendono delle potenze dette “matrici” , che generano in ogni atto conoscitivo una cognizione interiore che mescola la conoscenza con le emozioni. Queste operano fino a quando non viene sciolto il nodo tra purusa e prakrti. La conquista della liberazione procede per gradi:
  4. ascolto indiretto dell’insegnamento del maestro mediante la tradizione
  5. rimozione dei dubbi
  6. intuizione diretta del sé individuale mediante la rimozione delle false concezioni
  7. riconoscimento dell’unità integrale tra sé individuale e coscienza divina Il mondo ordinario non viene mai negato, ma si impartiscono gli insegnamenti utili a riconoscere entro questo mondo lo spiraglio per accedere al divino.

YOGA TANTRICO

FONTI

Hathayoga , disciplina fondata sulla forza