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Domande generali per preparazione all'esame di filosofie e religioni dell'India e dell'Asia Centrale
Tipologia: Prove d'esame
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► VEDA → fonte diritto, arte, etica, precetti religiosi, speculazione filosofica e competenze + tecniche quali la grammatica, architettura e la medicina. ► “Scienza sacra” → costituisce summa civiltà indiana ► Considerata il punto d’arrivo di una civiltà precedente → soggetta lunga elaborazione concettuale e letteraria ► Si compone 4 raccolte SAMHITA , dedicate a:
B. brahman C. Bianco SUKLA → tiene separate formule sacrificali da altri tipi di brahman ► SACRIFICI: A. Domestici → spazio privato, compiuto capo famiglia B. Solenni → in uno spazio pubblico, compiuto da uno o + sacerdoti ► Contengono ≠ espedienti letterari: ripetizioni, parallelismi, anafore, chiasmi → volti a sottolineare carattere formale
4. ATHARVAVEDA (formule d’incantamento) ► Questi insegnamenti si riferiscono soprattutto → rimedi spiccioli , riti minori quotidiani ► Le 2 pratiche principali: di buon auspicio e quelle terribili, equiparate categorie occidentali: A. Magia bianca B. Magia nera ► 10 tipi di inni → distinzione + semplice riti di questo mondo e riti per l’aldilà
Le fonti Le scuole saiva fanno riferimento fondatore della scuola, Lakulisa , e la sua opera il PASUPATASATRA. Le scuole raggruppate per → identità di pensiero e secondo un criterio geografico varie parti dell’India. La raccolta dei testi delle scuole saiva → 28 titoli suddivisi in 5 serie. Esiste, tuttavia, altri testi sviluppati in modo autonomo nelle diverse regioni dove le scuole saiva si diffusero. La dottrina
Il concetto è che il mondo deriva progressiva condensazione della coscienza divina. Tale dialettica di rarefazione-condensazione è guidata dalla apertura-chiusura degli occhi di Siva. Siva => condensazione in livelli più densi => mondo => rarefazione in livelli più sottili => Siva Processo liberazione dal mondo porta → soggetto riconoscere la sua assoluta dipendenza da Siva e la sua identità con il principio divino. Nei TATTVA (categorie che rappresentano i principi di realtà) il divino si affievolisce ma non scompare mai del tutto → Siva rimane come semplice soffio in ogni cosa anche quelle di rango piu’ infimo. Questo suo manifestarsi nei diversi tattva si distingue in due cammini:
Un’altra categoria introdotta nello studio dell’operare divino è quella del gioco ( lila ). Il gioco fine a sé stesso (per la sua gratuità) assunto come metafora per indicare l’attività di dio supremo. Dio agisce per gioco perché nella sua perfezione non ha nulla da realizzare. Se non fosse pur pure gioco equivarrebbe a fare supporre che la divinità sia carente in qualche cosa L’attività divina non ha regole nel senso che dio non ha avversari con cui confrontarsi. È libero di scegliere se e quando giocare. L’uomo no. È costretto a giocare di continuo e le norme morali costituiscono le regole del gioco. MA se uomo cerca la liberazione del karman ( MOKSA )deve potere imparare ad infrangere/disprezzare le regole. Dalla varietà delle azioni possibili deriva la legge di retribuzione dell’atto o KARMAN. Una distinzione fondamentale è quella tripartita fra:
Le fonti La fede visnuita (Visnù) trova espressione nel Maharabhata e nei Purana. La produzione letteraria si può dividere in 2 ordini di fonti: quelle TANTRICHE tendenzialmente mitologico-ritualistiche , ordinate in raccolte ( samhita ) e quelle NON TANTRICHE speculativo-devozionali. Queste opere hanno un lungo intervallo di tempo che va dal 600 avanti Cristo al 600 dopo Cristo (era volgare). La dottrina visnuita Nella produzione letteraria → è difficile separare la componente teologica da quella speculativa (la distinzione fra l’una e l’altra impossibile).Una particolare descrizione è
Ultimo concetto chiave dell’opera → è l’ ignoranza che viene distinta in nescienza primordiale ( avidya ) e conoscenza erronea ( ajnana ). È l’oscuramento momentaneo dell’essere come coscienza , che può essere superato dal processo di liberazione.
Le fonti Le tradizioni sakta →meno riconducibili ad uno schema coerente rispetto a quelle SAIVA e VAISNAVA , soprattutto perché gran parte è andata perduta. La classificazione raggruppa le scuole in due orientamenti: la scuola SRIKULA e la scuola KALIKULA. La dottrina La dottrina sakta→ ha radici vediche e puraniche. Essa poggia la sua relazione fra Siva e Sakti La potenza ( Sakti ) è quella che ri-anima il corpo di Siva → Siva è la coscienza, Sakti è ciò che rende la coscienza visibile. Brahma, Visnu e Ruda (tutte personificazioni di Siva) →responsabili della manifestazione e della dissoluzione dell’universo ma solo in quanto obbediscono alla Sakti. Anche nella dottrina sakta si riconoscono 36 TATTVA (“piani della realtà”) MA è Sakti a precedere Siva come categoria suprema e NON viceversa. La “liberazione dal karma” è possibile in vita e raggiungibile attraverso 3 gradi : lode e recitazione degli inni meditazione comprensione di essere il brahaman Rispetto altre correnti di pensiero hinduista→ in quella sakta crollano le distinzioni sociali, disciplina accessibile a tutti (anche donne). La fisiologia sottile (comune yoga tantrico ) → il processo risvegliare la potenza acciambellata alla base della colonna spinale, il serpente kundalini , è parte integrante del percorso salvifico. Il MANTRA genera risonanza nel canale spinale e il corpo umano diventa uno strumento musicale, (canale di comunicazione) che fa risuonare suono della potenza divina. La realtà suprema è coscienza e NON limitata da tempo, spazio o causalità. La sua stessa attività implica la comparsa dell’universo, prima di allora indistinto da essa, e il riassorbimento dell’universo entro di essa. L’ universo NON può essere distinto dalla coscienza stessa perché la coscienza non può riflettere nulla che sia esterno ad essa → il mondo esiste entro la libertà di
autodeterminazione della coscienza MA Siva deve essere rianimato dalla potenza ( Sakti ). Per il SAMADHI (colui che ricerca la liberazione ), l’esperienza mistica può essere ricondotta nella vita quotidiana perché non occorre isolarsi mondo per trovare il divino. La liberazione può derivare da costatazione che il riconoscimento di una condizione liberata esiste da sempre. NON esiste schiavitù, NON esiste liberazione, esiste solo la onnipresenza della coscienza divina che, nel suo eterno gioco si cela ora si rivela. Questa coscienza / consapevolezza → si trasforma in un soffio vitale che, risalendo dai tattva inferiori a quelli superiori, portano fino sfere più elevate, dove non esiste più una realtà manifesta. Alla fine, macrocosmo e microcosmo finiscono essere identificati in una unica cosa. La liberazione dalla illusione procede per gradi. Il mondo che noi conosciamo non viene mai negato MA devono essere appresi insegnamenti che ci possono dare accesso al divino che ne costituisce l’unica ed ultima realtà.
Le fonti Le scuole di HATHAYOGA ( disciplina fondata sulla forza ) e scuole di KUNDALINIYOGA ( disciplina della serpe acciambellata ) → si rifanno alle figure di due maestri: Minanatha e Goraksanata La dottrina La dottrina HATHAYOGA : fluida, NON sistematica e variabile a seconda dei testi. Linea guida per interpretarla → il microcosmo umano trova totale corrispondenza nel macrocosmo esterno , in cui a singole strutture del corpo vengono equiparate realtà fisiche, astronomiche e teologiche. Significa HATHAYOGA → HATHA (“forza, sforzo”), composto sillaba HA (sole) e THA (luna) Il corpo è concepito come attraversato da una miriade di canali ( NADI ) in cui circolano diverse forme di energia o soffio vitale. Il punto di incrocio dei canali → ruote di energia ( CAKRA ). Lo scopo della pratica → risvegliare l’energia della serpe acciambellata ( KUNDALINI ). I canali si chiamano NADI e sono 72mila. Essi originano dal plesso coccigeo-sacrale e risalgono fino alla sommità della colonna vertebrale ed oltre nel cosiddetto loto dei mille petali. Le NADI più importanti sono dieci. Il serpente KUNDALINI giace nel CAKRA di livello più basso ed è compito dello YOGIN quello di risvegliarlo e di farlo risalire fino a giungere al loto dei mille petali.