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Appunti lez filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale, Appunti di Filosofia Indiana

Appunti lezioni di filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale E spiegazione caste

Tipologia: Appunti

2019/2020

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FILOSOFIE E RELIGIONI DELL’INDIA E DELL’ASIA CENTRALE
Professore Alberto PELISSERO
Testo: Alberto Pelissero, Filosofie classiche dell'India, Morcelliana, Brescia 2014, pp. 1-85;
559 -630. Ulteriore bibliografia fornita a lezione.
Lunedì 28 settembre 2020
Ci sono quattro scuole/ correnti teistiche (teismo:Termine filosofico e teologico designante in generale
ogni dottrina che asserisce la divinità. Nel suo senso più generico, il t. si contrappone perciò
all'ateismo, che è la negazione della divinità),Ognuna di esse si dirama in sotto scuole, che hanno
una divinità di riferimento.
VEDA significa SCIENZA/CONOSCENZA : Il veda è la fonte del diritto, della letteratura, dell'arte,
dell'etica, dei precetti religiosi, della speculazione filosofica, ma anche di competenze più tecniche
come la grammatica, l'architettura, la medicina. E’ il fondamento della civiltà indiana. Il Veda è
suddiviso in 4 diverse raccolte che si chiamano SANHITA (=raccolta, collezione)
1^ LIVELLO : I Veda sono un’antichissima raccolta in sanscrito, è divisa in 4 raccolte, le sanhita,
ognuna delle quali ha un argomento specifico, una precisa finalità. Comprende 4raccolte, che si
ritengono composte tra il 2° e il 1° millennio a.C.: quelle degli inni (ṛc); dei canti (sāman); delle
preghiere (yajus); delle formule magiche (atharvan) usate da una speciale classe sacerdotale.
Costituiscono rispettivamente il Ṛgveda , il Sāmaveda, lo Yajurveda e l'Atharvaveda.
La prima parte, la RGVEDA, è dedicata agli inni in lode alle divinità. -RGVEDA SANHITA’- La Ṛgveda
Saṃhitā è una delle Saṃhitā riportate nei Veda e facente parte del Ṛgveda, gli "Inni dei Veda". Il
nome può dunque essere reso con "Raccolta degli inni dei Veda", con riferimento ai versi recitati nelle
cerimonie sacrificali.
La seconda parte, la SAMAVEDA, raccoglie le melodie cantate, ovverosia gli inni trascritti in musica
-SAMAVEDA SANHITA’- è importante perché contiene la prima trascrizione musicale antica. Non
contiene materiale letterario originale, ovvero è la trasposizione in musica del rgveda, ovvero si
prendono la strofa iniziale e quella finale di un inno e viene fornita la trascrizione in musica di questo
materiale metrico. costituiscono la base della poetica e letteratura indiana.Il Sāmaveda (devanāgarī:
)èuna delle quattro suddivisioni canoniche dei Veda. Il nome può essere reso con "Veda delle
melodie": sāman ètraducibile con "canto", "inno", "melodia", eil riferimento èai mantra cantati
dall'officiante durante i riti.
La terza parte, la YAJURVEDA, raccoglie le forme di sacrificio, con delle indicazioni su qual è la
divinità destinataria di un determinato inno. YARUVEDA SANHITA’-Lo Yajurveda (sostantivo
maschile sanscrito composto da yajus, "formula sacrificale", e veda, "sapienza" o "conoscenza":
"Veda delle formule sacrificali") è una delle suddivisioni canoniche dei Veda. E’ costituito da delle
formule YAJUS che corrrispondono a delle formule sacrificali con l’indicazione a quale divinità sono
indirizzati tali inni o formule sacrificali.Ci sono molti riti sacrificali, di diverso tipo; la distinzione più
grande è tra i sacrifici domestici e solenni. I sacrifici domestici sono dei riti semplici ed immediati, che
si possono svolgere all’interno della propria casa, viene diretto dal capo famiglia e non è necessaria
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FILOSOFIE E RELIGIONI DELL’INDIA E DELL’ASIA CENTRALE

Professore Alberto PELISSERO

Testo: Alberto Pelissero, Filosofie classiche dell'India, Morcelliana, Brescia 2014, pp. 1-85;

559 -630. Ulteriore bibliografia fornita a lezione.

Lunedì 28 settembre 2020 Ci sono quattro scuole/ correnti teistiche (teismo:Termine filosofico e teologico designante in generale ogni dottrina che asserisce la divinità. Nel suo senso più generico, il t. si contrappone perciò all'ateismo, che è la negazione della divinità),Ognuna di esse si dirama in sotto scuole, che hanno una divinità di riferimento. VEDA significa SCIENZA/CONOSCENZA : Il veda è la fonte del diritto, della letteratura, dell'arte, dell'etica, dei precetti religiosi, della speculazione filosofica, ma anche di competenze più tecniche come la grammatica, l'architettura, la medicina. E’ il fondamento della civiltà indiana. Il Veda è suddiviso in 4 diverse raccolte che si chiamano SANHITA (=raccolta, collezione) 1^ LIVELLO : I Veda sono un’antichissima raccolta in sanscrito, è divisa in 4 raccolte, le sanhita, ognuna delle quali ha un argomento specifico, una precisa finalità. Comprende 4 raccolte, che si ritengono composte tra il 2° e il 1° millennio a.C.: quelle degli inni (ṛc); dei canti (sāman); delle preghiere (yajus); delle formule magiche (atharvan) usate da una speciale classe sacerdotale. Costituiscono rispettivamente il Ṛgveda , il Sāmaveda, lo Yajurveda e l'Atharvaveda. La prima parte, la RGVEDA , è dedicata agli inni in lode alle divinità. -RGVEDA SANHITA’- La Ṛgveda Saṃhitā è una delle Saṃhitā riportate nei Veda e facente parte del Ṛgveda, gli "Inni dei Veda". Il nome può dunque essere reso con "Raccolta degli inni dei Veda", con riferimento ai versi recitati nelle cerimonie sacrificali. La seconda parte, la SAMAVEDA , raccoglie le melodie cantate, ovverosia gli inni trascritti in musica -SAMAVEDA SANHITA’- è importante perché contiene la prima trascrizione musicale antica. Non contiene materiale letterario originale, ovvero è la trasposizione in musica del rgveda, ovvero si prendono la strofa iniziale e quella finale di un inno e viene fornita la trascrizione in musica di questo materiale metrico. costituiscono la base della poetica e letteratura indiana.Il Sāmaveda (devanāgarī: सामवेद) è una delle quattro suddivisioni canoniche dei Veda. Il nome può essere reso con "Veda delle melodie": sāman è traducibile con "canto", "inno", "melodia", e il riferimento è ai mantra cantati dall'officiante durante i riti. La terza parte, la YAJURVEDA , raccoglie le forme di sacrificio, con delle indicazioni su qual è la divinità destinataria di un determinato inno. YARUVEDA SANHITA’-Lo Yajurveda (sostantivo maschile sanscrito composto da yajus, "formula sacrificale", e veda, "sapienza" o "conoscenza": "Veda delle formule sacrificali") è una delle suddivisioni canoniche dei Veda. E’ costituito da delle formule YAJUS che corrrispondono a delle formule sacrificali con l’indicazione a quale divinità sono indirizzati tali inni o formule sacrificali.Ci sono molti riti sacrificali, di diverso tipo; la distinzione più grande è tra i sacrifici domestici e solenni. I sacrifici domestici sono dei riti semplici ed immediati, che si possono svolgere all’interno della propria casa, viene diretto dal capo famiglia e non è necessaria

l’intermediazione di un sacerdote. I sacrifici solenni sono invece più complessi e talvolta costituiti da più riti a loro volta e richiedono anche la presenza di più sacerdoti. I sacrifici solenni sono infatti molto più lunghi e costosi anche da un punto di vista economico, motivo per cui alcuni sacrifici sono eseguibili solamente dal re o dal sovrano, siccome può permettersi di coprire certe spese. I sacrifici domestici sono più semplici e meno costosi La quarta parte, l’ ATHARVEDA , raccoglie una serie di formule magiche, che possiamo suddividere in magia bianca e magia nera,, che possono procurare sia un effetto positivo, sia un effetto negativo. Un esempio di incantesimo positivo sono le prime nozioni di medicina prescientifica, che possono portare alla guarigione di un malato; dall’altro lato, possiamo trovare incantesimi negativi, come, ad esempio, una maledizione al proprio rivale in amore, che porta al disseccamento dei testicoli. -ATHARVEDA SANHITA’- esempio magia bianca-sono presenti le basi, le prime nozioni di una medicina prescientifica indiana, una medicina che si può definire ‘’simpatica’’ perchè si utilizzano delle formule di incantesimo per suscitare una guarigione di un malato. Esempio magia nera- vi sono molte pratiche di magia erotica in cui si invoca una maledizione sul proprio rivale in amore, ci sono delle formule caratteristiche come per esempio si invoca il disseccamento dei testicoli del rivale. Ad ognuna di queste raccolte succedono altri livelli testuali, livelli letterari, i testi sacerdotali. Al primo livello vi sono le raccolte sanhità,Ad ogni samhita(1 livello) segue una brahmana (2 livello) cioè i testi sacerdotali, una aranyaka (3 livello) e una upanishad (4 livello), che costituiscono una sempre maggiore e profonda interpretazione (è un livello superiore di interpretazione) simbolica di ciò che è contenuto nelle samhita , per mettere in luce il vero valore dei riti. L'interpretazione simbolica serve per mettere in luce le circostanze nel corso delle quali si svolgono i riti, il valore dei riti e la interpretazione allegorica e simbolica dei riti. Sono infatti necessari perché le samhita sono un materiale frammentario, non ci spiegano come o perché si svolge un determinato rito, ma ci danno delle indicazioni generali e mettono in luce un determinato aspetto di un certo rito mitico, senza spiegare per filo e per segno tutta la narrazione. 2^ LIVELLO : Quello che interessa a questi testi sacerdotali(brahmana) e anche ai testi silvestri, è trovare dei legami, il BANDHU è un legame, è il collegamento per esempio con una caratteristica di un mito ad esso collegato, oppure è un collegamento tra un aspetto del microcosmo e un aspetto del macrocosmo, è un collegamento tra il mondo costituito al di fuori di noi e quello costruito nella nostra interiorità,i testi sacerdotali sono ossessionati dalla ricerca di questo tipo di collegamento, e si sbizzarriscono a cercare vari tipi di legami e collegamenti tra interiorità ed esteriorità, micro e macrocosmo. 3^ LIVELLO : gli ARANYAKA i testi silvestri, della foresta si chiamano così perché sono considerati insegnamenti di tipo riservato, non pubblici e che quindi devono essere impartiti non all’interno del villaggio, ma in un luogo separato, cioè in una radura dentro alla foresta. 4^ LIVELLO : UpanisHad significa letteralmente sedersi presso, sedersi vicino a qualcuno ma in posizione più bassa rispetto all’interlocutore, questa è la posizione del discepolo rispetto il maestro che sarà infatti su una pedana, mentre gli studenti saranno seduti vicino a lui, in una posizione di inferiorità rispetto al maestro.Le upanisad sono il seme da cui germoglierà la filosofia indiana.

può svolgere una funzione legata al sacerdozio, che non è prettamente il sacerdote, come il cuoco. Perchè un brahmano, per motivi di purezza, può mangiare del cibo, solo se questo è stato cucinato da un altro brahmano. E quindi ci sono dei brahmani che del tutto legittimamente svolgono il lavoro del cuoco. In generale più in alto sono nella scala sociale, con meno persone posso dividere il pasto, perché rischio di essere contaminato, e perdere l purezza; infatti il re che è al vertice della scala sociale, mangia da solo. Viceversa chi sta alla base della scala sociale può mangiare con tutti, perché è talmente contaminato che nessuno puo contaminarlo ulteriormente. I varna sono dei gruppi sociali non a base occupazionale, cioè si nasce brahmano perché si è figli di un uomo e una donna brahmani,se però c'è confusione dei colori, si rientra in diversi altri gruppi intermedi, per esempio sono molto frequenti i SUTHA figlio di un uomo brahmano e di una donna guerriera. Il nascituro di questo “incrocio” ricopre un posto di prestigio nella società. Vi sono però dei sottogruppi che non sono altrettanto prestigiosi, e vanno creare un ulteriore gruppo, che è quello degli AVARNA , ovvero di coloro che non hanno un colore. I figli di colore che appartengono ad un colore deplorevole costituiscono tale gruppo. (80% avarna e 20% varna). curiosità: è auspicabile che nei matrimoni, l’uomo sia di rango superiore rispetto a quello della donna, perché in questo caso dà vita ad una progenie che è tollerata, in caso contrario in cui la donna è di rango superiore rispetto al marito, la progenie non sarà tollerata.es. una donna brahmana sposa un guerriero, la stirpe non sarà tollerata. il tipo estremo è quello in cui una donna brahmana sposa un servitore, la stirpe che nascerà apparterrà alla categoria dei “senza casta”, “intoccabili”. Sistema di gruppi è troppo rigido per riuscire a rispettarlo, dunque si fa riferimento a un'altra categoria. Il corpo sociale non si suddivide realmente con le categorie del varna, perchè quella è una divisione ideale. Lo stato sociale si suddivide realmente utilizzando un’altra categoria,che è quella degli JATI (nascita). I VARNA sono gruppi sociali ideali e non su base occupazionale. I JATI sono gruppi su base occupazionale, si appartiene alla classe in cui si nasce, esisterà per esempio una classe di pescatori, una di contadini, una di mercanti ecc, via via con ripartizione sempre più fini, es classe di mercanti che trattano seta, una di quelli che trattano cotone ecc. Le JATI sono molto diversificate al loro interno, di norma queste sono 4, ma conteggiando le diverse gerarchie si arriva sino a 2000/3000. Questi gruppi così diversificati ci forniscono 3 principali informazioni sui membri di queste Jati(anche grazie al nome) capiamo di quella jati:

  1. il tipo di mestiere
  2. origine geografica in cui quella jati è nata
  3. appartenenza religiosa L’informazione geografica è quella meno attendibile perché le jati sono fortemente flessibili, nel corso delle generazioni, se una jati decide che la sua posizione sociale è in declino, può decidere di migrare in un'altra parte dell'india. Dunque la jati non mi fornisce l'informazione su dove si trova, ma qual è la sua origine. Nell’india contemporanea, i Varna non hanno nessun valore legale, l’articolo 5^ della Costituzione indiana, abolisce il valore legale delle distinzioni di varna. Significa che per la costituzione indiana tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma ci si può pregiare di questi titoli, che però non hanno nessun valore legale. In realtà per esempio i matrimoni sottostanno ancora alle distinzioni di varna, anche se per le legge le distinzioni di varna non valgono. UPANISHAD : Le upanishad insegnano, tra le altre cose, a rendere manifesto ciò che è nascosto. Vogliono insegnare l'equivalenza tra il principio macrocosmico, che sta al di là del tempo e dello spazio, un principio che è allo stesso tempo trascendente(che è al di sopra delle cose) e immanente(coessenziale con altre) il PRINCIPIO BRAHMAN. e un principio microcosmico che costituisce l’essenza immortale dell’essere umano, ovvero vogliono insegnare l’equivalenza tra questi 2 principi. PRINCIPIO ATMAN

Il termine BRAHMAN etimologicamente deriva da una parola che significa crescere, ingrassare, prosperare, ciò che fa crescere e nutre il corpo. IL BRAHMAN E’ UNA FORZA CHE RIEMPIE IL CORPO FACENDOLO VIVERE. L ’ATMAN E’ UN SOFFIO, IL SOFFIO VITALE, LO SPIRITO, CHE ANCH'ESSO RIEMPIE IL CORPO E LO ANIMA, quando il soffio vitale abbandona il corpo, questo è morto. Ogni essere vivente – piante, animali, esseri umani – hanno un atman che forma la sua essenza eterna e immortale. L' atman non è il nostro corpo; il corpo è materia e in quanto tale è mortale. Per Brahman si intende lo spirito cosmico o coscienza universale. E' l'essenza eterna dell'universo e la realtà ultima e divina. Alcune delle scuole che si occupano del rapporto che c'è tra brahman e atman, sostengono che vi sia una rapporto duale tra questi, altre invece che si sovrappongono e costituiscano la medesima cosa. Queste scuole si chiamano VEDANTA (fine della conoscenza). Il vedanta è contemporaneamente la fine del veda, la verità assoluta stabilita dalla Upanishad, dunque la parte finale conclusiva del veda; ma è anche il fine, l'obiettivo a cui tende il veda. Il problema è che a partire dal 19 secolo non si riesce più a separare le upanishad dal vedanta, non si riesce a dare voce alle upanishad separandole dal vedanta, in molti casi vengono utilizzate come sinonimi,come se fossero la stessa cosa, ma in origine non era così. Il vedanta è un’interpretazione delle upanishad. Le upanishad non si riescono a leggere se non alla luce del vedanta. RAPPORTO SCUOLE TEISTICHE NEI CONFRONTI DELLE UPANISHAD: Le upanishad teistiche insegnano che il brahman-atman è qualcosa di ulteriormente qualificabile che è paragonabile a un principio divino personale, che è conosciuto come il signore/padrone ISHVARA/ISHTA e in base alle interpretazioni sarà identificato in 3 diverse divinità(2 maschili + 1 femminile) :

  1. SHIVA (m) = favorevole, benigno, di buon auspicio
  2. VISHNU (m) = colui che percorre, misura,
  3. DEVI/ (f) = dea, è un termine generico, perchè sotto questo appellativo vi sono molteplici divinità tutte possibilmente ritenute dee supreme. Dunque le scuole che affronteremo in questo corso saranno le scuole dei fedeli di Shiva= SCUOLE CAIVA(?), dei fedeli di Vishnu SCUOLE VAISNAVA (?) e dei fedeli di Devi SCUOLE SHAKTA(?) Oltre a queste 3 scuole si aggiunge quella della SCUOLA DELLO YOGA MEDIEVALE. Questa regola nascosta che sta alle upanishad svelare, non può essere conosciuta attraverso le categorie di spazio, tempo e causalità, e viene penetrata attraverso pratiche di meditazione. La sua conoscenza è libera dall'ignoranza primordiale, che vela la realtà, e quindi bisogna squarciare questo velo per comprendere la realtà. L’ignoranza primordiale intrappola l’uomo entro un ciclo di nascita, vita, morte,nuova nascita, nuova vita e nuova morte(ciclo della rinascita SAMSARA ). La liberazione consiste nella liberazione da questo ciclo, la possibilità di spezzare questa catena di nuove rinascite, perché viene visto come un circolo vizioso, se si riesce a spezzare questo circolo si ottiene la MOKSHA MUKTI la liberazione, sciogliere un legame, arrivare alla salvezza. Martedì 29 settembre 2020 Le upanishad sono contrarie ad ogni tipo di politeismo ingenuo dal momento che insegnano che gli dei i DEVA si fondono in un unico dio supremo, in un signore ISHVARA. Questa concezione viene definita come una FORMA DI MONOTEISMO IMPERFETTO o ENOTEISMO (Atteggiamento religioso, riscontrabile spec. nei Veda , che tende a escludere ogni divinità diversa da quella invocata; è interpretato come preliminare del monoteismo) ovvero un culto rivolta ad una divinità particolare, isolata dalle altre presenti nel panteon e che viene collegata al rango delle divinità suprema.

E l’attitudine di fuga dal mondo, di rifiuto dei valori mondani, in una prospettiva intramondana. La prima via si chiama la VIA DEL VOLGERSI VERSO dal mondo( PRAVRITTI ). La seconda via si chiama la VIA DEL VOLGERSI VIA dal mondo ( NIVRITTI ). I piaceri mondani, in questa prospettiva non sono condannabili, i piaceri possono costituire un utile mezzo di paragone per raffigurare quel piacere supremo, quella beatitudine ultima di cui i piaceri mondani costituiscono il pallido riflesso. Il mondo diventa una specie di ombra,di riflesso distorto, ma reale della suprema felicità dell'essere. Perché proviamo sempre un sentimento di insoddisfazione nel momento in cui perseguiamo i piaceri? perché ne vogliamo sempre di più, la nostra esperienza del piacere vogliamo che sia ripetuta, intensificata, fatta salire di grado, ma non può salire di grado in un orizzonte intramondano perché noi possiamo assaporare un'esperienza di piacere libera da ogni condizionamento, dobbiamo accedere alla sfera del divino. Finché siamo nella sfera intramondana la fruizione del piacere è frustrata perché non ci soddisfa mai interamente. La comprensione del sé è in definitiva la beatitudine suprema questa comprensione permette di raggiungere quella verità che nega ogni tipo di molteplicità, così come braccialetti e collane non sono altro che nomi e forme che assumono oggetti costituiti dallo stesso materiale l’oro, senza l’oro nessuno di questi oggetti esisterebbe, cioè NAMARUPA (termine tecnico che si trova nelle upanishad e significa nama-nome e rupa-forma) sono delle definizioni convenzionali della realtà. Così le differenze che si manifestano nel mondo sono più apparenti che reali, perché rimandano ad un'unica e medesima realtà ultima. La realtà ultima sfugge ad ogni qualificazione verbale, quindi i tentativi di descrivere questa realtà ultima sono come degli asintoti, si avvicina infinitamente alla risposta esatta senza mai trovarla. Questa realtà può essere descritta con alcuni attributi essenziali che sono SAT (=ESSERE), CIT (=COSCIENZA), ANANDA (=BEATITUDINE) del brahman , che non sono riducibili, ma sono dei modi con cui noi possiamo descrivere il brahman guardandolo da fuori, ma in realtà il brahman è più di questo, non è riducibile a questi 3 attributi. Nella mandukya-upanishad(breve upanishad di 12 strofe) il sé viene analizzato nei 3 livelli della coscienza ordinaria:

  1. Lo stato di veglia
  2. lo stato di sonno con sogni
  3. lo stato di sonno profondo
  4. TURIYA (4^stato)STATO ORIGINARIO DELLA COSCIENZA tutte e tre si fondano su uno stato che si chiama TURIYA (4^stato) stato originario della coscienza di cui gli stati ordinari sono solo modificazioni temporanee. Il brahman è ciò da cui gli esseri nascono,è ciò entro il quale una volta morti fanno ritorno. Il meccanismo della liberazione acquisisce l'identità tra l’atman e il brahman al culmine di un percorso di salvezza che è anche una via di conoscenza. I possibili percorsi nella tradizione indiana sono 2 + 1:
  5. SENTIERO DELLE TENEBRE O SENTIERO DEL FUMO( DHUMAMARGA ) segue il percorso sacrificale, il fumo che si alza dal fuoco del sacrificio. E’ anche definito il percorso degli antenati
  6. PITRYANA conduce al mondo della luna, e dopo la temporanea fruizione dei meritiin un mondo celeste, la luce ha una nuova esistenza sulla terra.
  7. ARCIMARGA SENTIERO DEL FUOCO è anche DEVAYANA, IL CAMMINO DEGLI DEI è legato alla saggezza accumulata e conduce al brahman e quindi al non ritorno sulla terra e alla salvezza della rinascita, conduce al sole, al mondo della verità. Questo sono le vie: la via degli antenati, della luna, degli dei, del sole che vengono meglio descritte nelle upanishad, esiste una terza via, che è descritta in modo più incerto ovvero

IL CAMMINO ALLA RESIDENZA DI YAMA è il dio dei morti, è riservata a coloro che non hanno accumulato né sufficienti meriti rituali, né sufficiente conoscenza salvifica per poter accedere rispettivamente per quanto riguarda gli obblighi rituali al sentiero della luna e nel caso della saggezza accumulata il sentiero del sole, colore che hanno accumulato abbastanza meriti rituali per seguire il sentiero della luna o conoscenza salvifica per seguire il sentiero del sole possono seguire questo percorso che conduce ad una rinascita animale o vegetale. Le vie non vengono scelte, ma sono loro a scegliere l'individuo che le percorrerà, chi ha accumulato una quantità di meriti rituali verrà reindirizzato sul percorso lunare, chi ha accumulato della conoscenza verrà reindirizzato sul percorso solare. in base al proprio comportamenti si è indirizzati verso una o l'altra via. Tutto ciò che possediamo ci abbandona dopo la morte, ci seguono solo le nostre azioni. il nostro comportamento determina il nostro destino post mortem. PITRAYANA è il SENTIERO DELLA LUNA basato sugli ATTI RITUALI DEVAYANA o SENTIERO DEL SOLE è basato su strumenti di CONOSCENZA. La distinzione di base tra le 2 ultime scuole sacerdotali è basato sulla distinzione del VEDA che si occupa del rito ( KARMAKANDA ) e una parte del veda che si occupa della conoscenza ( JNANAKANDA ). ((TRIVARGA nell’impegno della vita mondana vi sono 3 valori da rispettare il trivarga(gruppo dei 3 membri): KAMA - piacere- circoscritto dalla pelle dell’individuo, è qualunque tipo di piacere, dal piacere gastronomico a quello sessuale, quello intellettuale e sensoriale ecc, tutto ciò che gratifica l'uomo. E’ l'unico grande sapere trasmesso alle donne, è di pertinenza tecnica delle donne, perché il piacere sessuale delle donne è più intenso di quello degli uomini. ARTHA - profitto- ciò che è conveniente e porta qualunque forma di guadagno lecito e illecito, il profitto/utile/guadagno privato e pubblico. Tutta la sfera della politica rientra in questo valore. è qualcosa che è al di fuori del singolo soggetto, es riguarda tutti i famigliari che vengono diretti da un capo famiglia. DHARMA - dovere-sfera del dover essere, perché facciamo ciò che è bene e non ciò che è male? per paura di un castigo terreno o ultraterreno. Oppure perché c'è qualcosa dentro di noi che ci indirizza verso il bene e ci allontana dal male, e quindi ce una sorta di tendenza naturale di perseguire il bene. Questi 3 ambiti del trivarga sono nell'orizzonte intramondano. Nell'orizzonte ultramondano c’è il MOKSA che è liberazione dal ciclo delle rinascite, è il desiderio di non piu rinascere in alcun modo,non si vuole ottenere una rinascita positiva ed evitarne una negativa, quella è un visione che rientra nella sfera intramondana, si vuole sfuggire al ciclo.)) Nelle upanishad sono rappresentate tutte le classi sociali persino gli individui che non appartengono a nessuna classe, per es c'è una storia di Satyakama Jabala c'è un fanciullo che ha il nome caratteristico Satyakama che significa “Kama”= “bramoso di verità”, tra gli 8 e i 12 anni che si reca da un maestro e gli chiede l’insegnamento, ed il maestro gli pone la prima domanda che ogni maestro chiede al suo discepolo:”ma tu di chi sei figlio, come ti chiami? ” è importante perché un maestro accolga un discepolo nella sua cerchia di allievi sapere da chi discende il discepolo, è una prassi consolidata. Il ragazzo risponde con sincerità e da una risposta imbarazzante al maestro, dicendo che la madre faceva la “donna pubblica”,si incontrava con molti uomini e non è certo il padre; il maestro sorpreso e ammirando la sincerità assoluta del ragazzo risponde chiedendo il nome della madre, che era Jabala, dunque verrà chiamato Satyakama Jabala, cioè figlio di Jabala, viene denominato non in base alla casata paterna, ma con il nome della madre, che viene onorata dandole il nome del capostipite di tale

  1. TERZO LIVELLO DI TRASFERIMENTO, DEL SACRIFICATORE OFFICIANTE che versa il sacrificio nel fuoco afferma che tale gesto non è per se stesso, ma per Agnaye: ”na idam mama, agnaye” , Agni è il dio del fuoco. In questo caso il trasferimento è più complesso perché l'officiante non sacrifica per sé ma per conto del committente, rinuncia al frutto e al sacrificio, non più solo per il committente, ma addirittura per la divinità, cioè il sacerdote officiante che ha già trasferito gran parte del merito del sacrificio sul committente e qui trasferisce il restante merito del sacrificio alla divinità e quindi con questa affermazione il sacerdote dice che il sacrificio non è un'operazione egoistica che mira a soddisfare un desiderio mirato del committente, ma serve anche a rafforzare gli dei. Quindi il sacrificio allarga la sua prospettiva etica, non è più solo qualcosa che va a soddisfare il desiderio di un singolo uomo, ma serve a tenere in piedi il cosmo, l'universo, perché se gli dei sono soddisfatti le cose vanno bene.
  2. QUARTO LIVELLO DI TRASFERIMENTO, INTERIORIZZAZIONE DEL SACRIFICIO il sacrificio viene fortemente criticato in ambito buddhista perché comprende lo spegnimento delle vite animali, e ce incongruenza tra fini e mezzi, perché se il fine è eticamente condivisibile, il fare andare bene il mondo, non si vede perché ammazzare un animale innocente possa essere un mezzo per ottenere quel fine. Per rispondere a questa critica che arriva dall ambito buddhista i sacerdoti escogitano la interiorizzazione del sacrificio, ovvero che il sacrificio viene definito come il sacrificio di sé. Così come il sacrificio esteriore brucia un animale sul fuoco esterno, così il sacrificio interiore brucia i segni dell’ignoranza nel fuoco della conoscenza. Se mettiamo a confronto le 4 parti del veda: samhita, brahmana, aranyaka, upanishad con i 4 livelli di trasferimento vediamo che il 4^ livello di trasferimento corrisponde a l'interiorizzazione del sacrificio, è proprio quello delle upanishad, e proprio nelle upanishad che il trasferimento ultimo, cioè l'interiorizzazione del sacrificio, la trasformazione del sacrificio in una pratica interiore, cioè bruciare i semi dell ignoranza sul fuoco della conoscenza, è teorizzato nelle upanishad. In questo modo il cerchio sacrificabile si chiude, perché eravamo partiti dal sacrificio come primo livello di sacrificio, e siamo tornati al punto di partenza, perché con l'interiorizzazione del sacrificio si è tornati al sacrificio come sacrificio di sé, il sacrificio torna ad essere un sacrificio di sé. Mercoledì 30 settembre 2020 La parte successiva al VEDA viene definita VEDANGA, ovvero “membra del veda” che comprendono 6 discipline : FONETICA ( SIKSHA ) METRICA ( CHANDAS - ciandas) GRAMMATICA ( VYAKARANA ) ETIMOLOGIA ( NIRUKTA ) ASTRONOMIA ( JYOTISHA ) RITUALE ( KALPA ) verrà suddiviso in pubblico e solenne ( SRAUTA )o privato e domestico ( GRHYA )

Sulle 6 membra del veda, ben 4 riguardano la sfera del linguaggio (fonetica, metrica, grammatica, etimologia) e questo dimostra la centralità della sfera linguistica nella concezione indiana del mondo. Dei e anti dei, cugini primi sono perennemente in combattimento ma vogliono mettersi d’accordo per comune interesse, trovare liquore dell’immortalità, frullando un oceano di latte. Adoperano la montagna cosmica come bastone, cono con la punta verso il basso, bastone di zangola, che ruotando su se stesso ruota su d’eccesso, adoperano serpente cosmico va suoi come fune avvolta ad anello circonda cil monte, tira le due estremità è fa girare. I deva fingendosi umili dicono agli altri “siete i più anziani, scegliete voi” gli asura, incauti, non ringraziano perché diritto, prendono parte più nobile che è testa, serpente sputa fiamme dalla bocca, asura affumicati, carnagione bluastra. Visnu interviene perché il monte rischia di sprofondare, bisogna trovare base, fondamento, Visnu diventa testuggine Varaha, cinghiale, quando per qualche ragione il mondo corre il rischio di dissolversi, Visnu abbandona la sua dimora celeste, diventa un avatara, discesa caritatevole, senza il suo intervento andrebbe in rovina, terra gravata dal peso degli eroi, rischia di sprofondare nell’oceano, sembianze cinghiale, si inabissa nelle acque primordiali, tira su con le zanne la terra (come fa il cinghiale normalmente con l’erba) Narasimha, pulp, principe molto devoto di Visnu, il re (papà) è un ideatore di Visnu e lo sminuisce per questo, non perde occasione per metterlo in ridicolo, questo re è anche un anti dio che ha ottenuto una sorta di invulnerabilità, non può essere ucciso ne di giorno ne di notte ne fuori cas and dentro casa ne da uomo ne da animale ne da dio. Scende come uomo leone, corpo di uomo, testa di leone e mani di leone, esplode dal,interno di una colonna, in un loggiato quindi ne fuori ne dentro casa, al crepuscolo, forma inaudita, mai vista, uomo leone, non è uomo ne dio ne leone, gli spezza la spina dorsale sul ginocchio e con le braccia lo squarcia tirando fuori l’intestimo Vamana, il nano, anti dio, Bali, re, acquista predominio sui tre mondi spadroneggiando facendo soffrire (cielo terra spazio intermedio) si presenta a lui un supplice nano che gli dice per favore donami lo spazio ch e posso percorre con tre passi, dice okay, diventa enorme e riprende i tre spazi Parashurama, arma da guerra è scura, missione sterminare la stirpe dei guerrieri, emblema del tentativo dei sacerdoti di prevalere sui guerrieri, strage, stermina tutti i guerrieri maschi. Le donne avevano implorato i sacerdoti di concedere loro dei figli, guerrieri dopo sono figli di connubio con i sacerdoti Rama (?) Krishna divinità pastorale, pelle blu, suona il flauto, agreste, originariamente guardiano di vacche