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g3 - Performance Dell'Organizzazione Socio-Sanitaria - Master Gestione e coordinamento..., Panieri di Organizzazione Aziendale

Data creazione 08/08/2023 Set Domande G3 - PERFORMANCE DELL'ORGANIZZAZIONE SOCIO-SANITARIA MASTER GESTIONE E COORDINAMENTO DELL'AREA SOCIOSANITARIA 2023/24 INDICE  LA CERTIFICAZIONE ISO, L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE E L'ACCREDITAMENTO ALL'ECCELLENZA NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE (PROF.SSA MENEGOTTO GRAZIA)  INDICATORI DI PERFORMANCE E CARTE DI CONTROLLO (PROF.SSA OTTOLINI CHIARA)  BUDGET E BSC (PROF.SSA OTTOLINI CHIARA)  CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGEMENT (PROF.SSA VAIANI RENATA)  RISCHIO CLINICO (PROF.SSA VAIANI RENATA)  SCIENZA DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)  MANAGEMENT DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)  GESTIONE DEI FARMACI (PROF.SSA BELLONI VALENTINA)

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 14/08/2024

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Data creazione 08/08/2023
Set Domande
G3 - PERFORMANCE DELL'ORGANIZZAZIONE SOCIO-SANITARIA
MASTER
GESTIONE E COORDINAMENTO DELL'AREA SOCIOSANITARIA 2023/24
INDICE
LA CERTIFICAZIONE ISO, L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE E
L'ACCREDITAMENTO ALL'ECCELLENZA NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE
(PROF.SSA MENEGOTTO GRAZIA)
INDICATORI DI PERFORMANCE E CARTE DI CONTROLLO (PROF.SSA OTTOLINI
CHIARA)
BUDGET E BSC (PROF.SSA OTTOLINI CHIARA)
CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGEMENT (PROF.SSA VAIANI RENATA)
RISCHIO CLINICO (PROF.SSA VAIANI RENATA)
SCIENZA DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)
MANAGEMENT DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)
GESTIONE DEI FARMACI (PROF.SSA BELLONI VALENTINA)
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Data creazione 08/08/

Set Domande G3 - PERFORMANCE DELL'ORGANIZZAZIONE SOCIO-SANITARIA MASTER GESTIONE E COORDINAMENTO DELL'AREA SOCIOSANITARIA 2023/

INDICE

 LA CERTIFICAZIONE ISO, L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE E

L'ACCREDITAMENTO ALL'ECCELLENZA NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

(PROF.SSA MENEGOTTO GRAZIA)

 INDICATORI DI PERFORMANCE E CARTE DI CONTROLLO (PROF.SSA OTTOLINI

CHIARA)

 BUDGET E BSC (PROF.SSA OTTOLINI CHIARA)

 CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGEMENT (PROF.SSA VAIANI RENATA)

 RISCHIO CLINICO (PROF.SSA VAIANI RENATA)

 SCIENZA DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)

 MANAGEMENT DELLA COMPLESSITA' (PROF.SSA VAIANI RENATA)

 GESTIONE DEI FARMACI (PROF.SSA BELLONI VALENTINA)

LA CERTIFICAZIONE ISO, L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE E

L'ACCREDITAMENTO ALL'ECCELLENZA NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

PROF.SSA MENEGOTTO GRAZIA

01. Considerando i vari tipi di approccio alla qualità nell’evoluzione sociale, quali tra questi introduce il concetto di “Equità”?

 approccio democratico

0 2. Nell’approccio scientifico-razionalista, il concetto di qualità prevede:

 la partecipazione di pochi (studiosi, esperti, professionisti) nella definizione della qualità di un servizio

03. L’introduzione dei “sistemi qualità” in sanità è avvenuta con lo scopo di:

 gestire i costi (risorse limitate)

04. La verifica è un metodo sistematico e scientifico dotato di:

 documentazione, descrizione, misurazione e valutazione delle azioni di miglioramento

**05. Donabedian in «Evaluating the Quality of Medical Care”. (Milbank Quarterly

  1. prevede la misurazione della qualità dell’assistenza sulla base di 3 dimensioni. Quali?**

 organizzativa, professionale e percepita

06. Uno degli strumenti e metodi per la valutazione della qualità gestionale è :

 il controllo di gestione

07. In che modo è valutata la qualità professionale?

 la valutazione è data dalla capacità di garantire una risposta efficace ai bisogni di salute

18. I dati delle aziende sanitarie , organizzati in specifici flussi, sono rilevati, registrati e inviati in quale sede?

 Regionale e Nazionale

19. Il sistema di rimborso del SSN alle strutture sanitarie è basato principalmente su quale metodologia?

 rimborsi

20. Il sistema ICD-9-CM è :

 il flusso informativo delle SDO

21. Qual è la norma UNI EN ISO che definisce gli aspetti organizzativi di un'azienda?

 9000

22. La certificazione di sistema è una forma di assicurazione:

 indiretta

23. l'ACCREDITAMENTO SECONDO LA Norma UNI EN ISO è una forma di accreditamento:

 volontario

24. La "gestione per la qualità mirata a stabilire gli obiettivi per la qualità e a specificare i processi operativi e le relative risorse necessari per conseguire tali obiettivi" è denominata?

 pianificazione

25. Cos’è un PROCESSO?

 È la sequenza di attività correlate e ripetitive finalizzate a uno specifico risultato finale.

26. Quale è il significato della sigla SGQ?

 Sistema di Gestione Qualità

27. Cos'è una AZIONE CORRETTIVA?

 Una correzione della NON CONFORMITA’, dopo aver identificato la causa, al fine di rimuoverla

28. Una verifica di parte II è:

 Una Verifica ispettiva verso enti/aziende fornitori dell’azienda

29. Diversi sistemi di accreditamento possono coesistere in una realtà organizzativa?

 si

30. l'ACCREDITAMENTO Joint Commission International (JCI) è una forma di accreditamento:

 volontario

31. La modalità di verifica JCI prevede interviste?

 si, a operatori e pazienti

32. Il "processo di autovalutazione e di revisione esterna tra pari, usato dalle organizzazioni sanitarie per valutare accuratamente il proprio livello di performance relativamente a standard prestabiliti e per attivare modalità di miglioramento continuo del sistema sanitario", è definito:

 accreditamento professionale

33. La seguente definizione : "applicare una tecnica di valutazione standardizzata" a quale termine è associabile?

 verifica

34. Gli indicatori sono misure dirette della qualità?

 no

35. La Tecnica/metodo Delphi può essere applicata per stimare l'impatto e le conseguenze di specifiche decisioni?

 si

03. Cosa non è previsto nella definizione del ciclo di valutazione delle perfomance (Dlvo 510/09)?

 La definizione degli obiettivi da raggiungere, degli indicatori per la misurazione degli stessi e del valore atteso da ciascun indicatore

04. Cosa si intende per "efficacia"?

 è il rapporto tra outcome e output

05. Quali sono gli strumenti maggiormente utilizzati per la misurazione delle performance (cerismas 2009)?

 Sistema di budget, contabilità analitica e per centri di responsabilitò, indicatori di attività, benchmark

06. Cosa si intende per ABC?

 è un metodo di calcolo dei costi per processi e per attività aziendali

07. Quali sono le fasi del controllo direzionale?

 Programmazione, formulazione del budget, svolgimento dell'attività e misurazione, reporting e valutazione

08. Come si calcola l'indice di rotazione dei posti letto?

 Nr totale ricoveri ordinari/ posti letto medi ordinari

09. Qual è tra gli indicatori proposti un indicatore di utilizzo di risorse?

 peso medio del DRG dubbio

BUDGET E BSC

PROF.SSA OTTOLINI CHIARA

01.La BSC viene tradotta in "scheda valutazione bilanciata". Da dove ha origine?

 dai tabelloni utilizzati nelle partite di baseball e di basket

02. Quando si inizia a parlare di BSC?

 Anni '

03. Il sistema BSC si rileva particolarmente utile nella gestione di …

 sistemi complessi

04. Cosa si intende per organizzazione?

 un complesso organizzato di persone e di beni che tende ad un fine comune.

05. Cosa si intende per "performance management"

 Insieme dei processi, delle metodologie, dei criteri di misurazione e dei sistemi necessari per valutare e gestire le prestazioni di un’organizzazione.

06. Quali sono elementi di un'azienda performante?

 Avere una strategia chiara, una missione e una vision definita, regole precise, chiare e diffuse ed applicate, un sistema di comunicazione efficace, strutture e tecnologie sicure, avere personale preparato adeguata mente

07. Quanti sono i livelli di sviluppo della BSC

 3

08. Quante sono le prospettive della BSC 1(Kaplan e Norton,1996)

 4

09. Qual è il terzo livello di sviluppo della BSC?

 strumento di comunicazione

20. Quali sono i principali riferimenti normativi che prevedono sistemi che misurino efficienza ed efficacia nell’attività svolta in ambito sanitario?

 DLgs 502/92 e DLgs 286/

CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGEMENT

PROF.SSA VAIANI RENATA

01. Che cosa si intende per “Clinical governance”?

 Insieme degli strumenti organizzativi attraverso i quali le istituzioni sanitarie assumono una diretta responsabilità per il miglioramento continuo delle loro performance (MCQ) e per il mantenimento di elevati livelli di servizio attraverso la realizzazione delle condizioni necessarie per favorire l’espressione dell’eccellenza professionale

02. Cosa si intende per percorso diagnostico terapeutico?

 il miglior percorso possibile in quella struttura e in quel territorio in termini di sequenze temporali e spaziali, per risolvere il problema di salute del paziente. Non rappresenta perciò il percorso ideale, ma ciò che realmente si fa, per prendere in carico il paziente

03. Cosa è necessario fare perché i percorsi diagnostico-terapeutici funzionino?

 creare una rete di servizi e un lavoro di rete

04. perché i percorsi diagnostico terapeutici devono essere integrati?

 Riducono la variabilità clinica Integrano le evidenze disponibili Migliorano la qualità della documentazione Migliorano l’efficienza Migliorano la trasparenza nei confronti degli utenti Permettono di costruire una équipe di professionisti che lavori in rete, coordinandosi

05. Cosa si intende per Case Manager?

 E’ il referente del caso clinico che garantisce coordinamento e continuità tra i servizi

06. Cosa si intende per Care Giver?

 la persona di fiducia del paziente che si relaziona strettamente con il case manager

07. perché l'infermiere è la figura ideale per essere case manager?

 Per la capacità di “comprendere e prendere in carico” il paziente, per il carattere negoziale proprio dell’assistenza infermieristica per il necessario consenso che sempre lega il pensiero e l’azione dell’infermiere e del paziente, carattere negoziale e ricerca del consenso che si esprime anche nei rapporti con gli altri professionisti.

08. cosa si intende per case management per Pari?

 è un sistema di erogazione di prestazioni ambulatoriali ad un utente in cui un infermiere, nel ruolo di case manager, agisce come sostegno psicologica del paziente nel percorso di cura

09. i valori del PDT sono

 responsabilità integrazione multidisciplinarietà valorizzazione dell'équipe professionalità complessità e qualità

10. Perché nel PDT sono necessari nuovi giochi di ruolo?

 per recuperare la dimensione etica e politica inscindibile dalle professioni sanitarie

11. l'analisi sistematica della situazione del paziente comprende:

 descrizione del problema etiologia e causa scatenante del problema mappatura delle relazioni familiari e sociali valutazione delle risorse esistenti (salute, famiglia, lavoro, economiche ..)biografia e anamnesi (medica, infermieristica, sociale e psicologica) stato energetico del paziente ( motivazionale, cooperazionale, emozionale)

12. Audit clinico

 comprende tutti gli aspetti delle cure, comprese quelle infermieristiche e non mediche

04. Eventi avversi da cause attribuibili all’uomo sono dovuti a:

 Errori involontari Errori veri in seguito ad azione deliberata - deviazioni da una pratica medica standard (ruled-based mistakes) - mancanza di conoscenze in una situazione nuova ed o applicazioni di regole inadatte (knowledgebased mistakes) Violazioni del codice della normale pratica

05. Tipi di violazioni

 1.Violazioni routine: riguarda il “taglio degli angoli” nei compiti di tutti i giorni

  1. Violazioni appropriate: di solito in buona fede; in casi di emergenza, tese a guadagnare tempo
  2. Violazioni necessarie o situazionali: es.: quando è necessario un periodo di 24-36 ore di lavoro
  3. Violazioni di “ottimizzazione”: chi le mette in pratica pensa che le conseguenze delle violazioni siano favorevoli (o al peggio uguali).
  4. Violazioni da inesperienza, spesso associate ad un eccesso di fiducia 06. gli errori attivi sono

 Errori associati alle prestazioni degli operatori che “lavorano sul campo”, cioè a diretto contatto col paziente. I loro effetti sono immediatamente percepiti e, dunque, facilmente individuabili (slips, mistakes e violations)

07. i near miss sono

 Evento evitato: errore che ha la potenzialità di causare un evento avverso che non si verifica per caso fortuito o perché intercettato o perché non ha conseguenze avverse per il paziente

08. definizione di risk management

 E’ un complesso di procedure organizzate per identificare, valutare e ridurre, laddove possibile, i rischi dei pazienti, dei visitatori, dei dipendenti e di tutta l’organizzazione.

09. nel sistema sanitario esiste una parte di rischio evitabile

 nel sistema sanitario esiste una parte di rischio evitabile, che dipende dal concatenarsi di situazioni che favoriscono l’occorrenza di un evento avverso. E’ su questo aspetto che si sono costruite le politiche di controllo

10. l'approccio personale si basa

 sulla convinzione che gli incidenti siano causati soprattutto da distrazione, negligenza, incapacità, imperizia. Gli errori sono affrontati con misure disciplinari e legali.

11. l'approccio sistemico alla gestione del rischio dichiara che occorre

 costruire un sistema che renda facile fare le cose giuste e difficile fare quelle sbagliate

12. il look alike e sound alike sono

 facilitanti l'errore

13. L'OBIETTIVO DEL RISK MANAGEMENT è

 SICUREZZA COME proprietà del sistema Approccio sistemico e scientifico Focus sulla Prevenzione Apprendimento organizzativo

14. il metodo di analisi proattiva del rischio è

 Analisi ex ante con valutazione (attraverso l’uso di scale internazionali) quantitativa • della probabilità che si verifichi la causa del modo di errore/guasto; • della gravità degli effetti dell’errore/guasto • della rilevabilità dell’errore/guasto, attribuendo poi un valore numerico alle tre variabili considerate, con calcolo dell’indice prioritario di rischio (IPR)

15. per gravità si intende

 la lesione o il danno che il paziente può subire in conseguenza del reale accadimento del potenziale inconveniente. La gravità deve essere stimata considerando il danno maggiore che il paziente può subire.

16. Per probabilità si intende

 la possibilità o la frequenza con la quale l’inconveniente accade realmente. La stima può essere basata su dati storici o sull’esperienza dei componenti del team.

06. Nel “complicato” gli elementi

 gli elementi sono così intrecciati tra loro che possono essere compresi, in maniera completa, solo se visti nell’insieme e non unitariamente.

07. Un sistema complesso è un sistema

 in cui gli elementi subiscono continue modifiche, singolarmente prevedibili, ma di cui non è possibile, o è molto difficile, prevedere uno stato aggregato futuro.

08. Un sistema complesso è

 un sistema dinamico, strutturato a rete, che “coevolve” con l’ambiente esterno, che è costituito da molti elementi, tutti correlati tra loro, non in maniera lineare (causa della aleatorietà del sistema stesso), che presenta feedback positivi, negativi o esplosivi (manifestazione dell’effetto farfalla), che tende all’autorganizzazione a livelli gerarchici superiori (inscatolamento progressivo o bottom – up), che è capace di “emergenza” (il tutto è più della somma delle parti).

09.. Il pensiero moderno, da Cartesio al positivismo di Comte, si caratterizza per:

 la fiducia nella scienza e nelle possibilità di conoscenza e controllo di tutti i fenomeni la fiducia nelle possibilità di miglioramento dell’uomo, di progresso, di evoluzione

10. I sostenitori della teoria della complessità

 non negano il ruolo della ragione, dell’ordine, dell’organizzazione, ma sostengono che la vita, l’evoluzione, il cambiamento convivono col disordine, col caos, l’instabilità, l’irriducibilità delle variabili.

11. il pensiero riduzionista sostiene che

 il tutto è uguale alla somma delle parti

12. L'olismo è definito come:

 l'opposto del riduzionismo

13. il pensiero circolare passa

 dal principio di causalità a quello teleologico

14. il caos è

 un sistema che ha in sé la propria imprevedibilità, ma che può essere studiato in maniera rigorosa, che segue leggi universali incredibilmente semplici e molto eleganti che noi non conosciamo o conosciamo appena, che è indispensabile alla vita, che ritorna imprevedibilmente e periodicamente a comportamenti simili, mai uguali

15. lo stato o sistema ordinato è

 un sistema statico, incapace di evolvere, dove tutto è immobile, fermo, congelato, senza vitalità, senza criticità auto – organizzata ed estremamente sensibile alle criticità esterne. Vi possono essere isole di instabilità, aree di disordine, ma queste non sono correlate tra loro, sono monadiche e non possono influenzare altri elementi del sistema, non possono diffondere la loro dinamicità.

16. la situazione intermedia tra ordine e caos è tipico dei sistemi:

 complessi

17. un sistema complesso è

 una zona di compromesso, in bilico tra ordine e caos, dove il sistema riesce a sfruttare i vantaggi di entrambi gli stati: la stabilità di quello ordinato e la flessibilità di quello caotico È un sistema capace di evolvere, di adattarsi e di variare È un sistema in cui le isole di disordine, monadiche nel sistema ordinato, si mettono in relazione tra loro, creando vitalità.

23. la neghentropia è

 tendenza intrinseca e vitale all’organizzazione.

24. Con l’autoorganizzazione emerge

 la tendenza alla sincronizzazione e alla collettivizzazione.

25. L’autoorganizzazione neghentropica è:

 l’emergenza spontanea di un comportamento coordinato, cooperativo e collettivo (swarm intelligence) in una sistema complesso che ha raggiunto una soglia critica di complessità.

26. il sistema di livello gerarchico superiore

 pur essendo un sistema più complesso, si semplifica dal punto di vista comportamentale, poiché passa da comportamenti individuali scoordinati ad un comportamento armonico e collettivo.

27. I sistemi complessi sono caratterizzati da:

 Ordine e disordine (Prigogine, 1981) b) Effetto farfalla, (Prigogine, 1981) c) Legge dell’elevamento a potenza d) Evoluzione o emergenza (Waldrop, 1987)

28. il principio ologrammatico indica:

 Interazione stretta tra sistema e ambiente La parte è nel tutto e Il tutto è nella parte

29. la biforcazione catastrofica è:

 la soglia critica oltre la quale il sistema non riesce più a mantenere l'omeostasi e precipita in uno stato di caos

30. il caos dura finchè

 una delle perturbazioni caotiche non prevale sulle altre ed attrae il sistema verso di sé.

31. l’attrattore strano di Lorenz è

 un modulo fondamentale che si ripropone ricorsivamente e di cui minime variazioni portano a nuove evoluzioni del sistema

32. un attrattore “strano” è

 un attrattore dotato di struttura frattale, cioè a dimensione non intera,con dinamica, sull'attrattore stesso, caotica: vi sono infatti infinite possibili “traiettorie” sempre però legate all’attrattore stesso, punto, linea o ciclo che sia.

33. un grafo è:

 insieme di nodi connessi da link

34. la rete piccolo mondo o grafo piccolo mondo è

 grafo regolare cui si aggiungono connessioni casuali detti ponti e che si trova a metà dei due estremi, in bilico tra ordine e caos, e i cui elementi hanno forte aggregazione

35. l'hub è

 un nodo più ricco di connessioni di altri, che è privilegiato dal punto di vista dell’accesso e dello scambio di informazioni, è cioè a “collegamento preferenziale”.

36. definizione della variabile fitness

 La fitness ηi, è la capacità empatica, l’ attrattività, la prestanza di un nodo

37. Le reti scale free o a invarianza di scala

 sono particolarmente resistenti ad attacchi casuali e particolarmente sensibili ad attacchi mirati

38. L’apprendimento nei sistemi complessi avviene , a seconda del grado di complessità per:

 sfruttamento dei modelli esistenti: si impara usando mappe vecchie che già esistono, perfezionandole: la teoria del nano che sulle spalle del gigante vede più lontano del gigante stesso (comportamento più facile a fronte di bassa complessità) esplorazione - innovazione: sperimentazione e ricerca continua di modelli nuovi, (comportamento utile a fronte di alta complessità)