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G3 - Management per la direzione di struttura complessa - Master - Aggiornato al 22/09/23, Panieri di Economia Sanitaria

Data creazione 22/09/2023 Set Domande G3 - MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA MASTER MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA INDICE  La scienza nuova e i sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)  Il management dei sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)  La valutazione economica in sanità e HTA (Prof.ssa Maria Vittoria Coletto)  TQM e strumenti per la misurazione delle performance (Prof.ssa Grazia Menegotto)  Strumenti per la misurazione e gestione delle performance aziendali (Prof.ssa Chiara Ottolini)  BSC (Prof.ssa Chiara Ottolini)  Analisi partecipata della qualità (Prof.ssa Grazia Menegotto)  Clinical governance e case manager (Prof.ssa Renata Vaiani)  Sistemi operativi di gestione del rischio in un'azienda sanitaria  Farmaeconomia (Prof. Mauro Caruggi)  Sistemi di certificazione e accreditamento nelle aziende sanitarie e sociosanitarie (Prof.ssa Grazia Menegotto)

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 05/03/2024

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Data creazione 22/09/2023
Set Domande
G3 - MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA
MASTER
MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA
INDICE
La scienza nuova e i sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)
Il management dei sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)
La valutazione economica in sanità e HTA (Prof.ssa Maria Vittoria Coletto)
TQM e strumenti per la misurazione delle performance (Prof.ssa Grazia
Menegotto)
Strumenti per la misurazione e gestione delle performance aziendali
(Prof.ssa Chiara Ottolini)
BSC (Prof.ssa Chiara Ottolini)
Analisi partecipata della qualità (Prof.ssa Grazia Menegotto)
Clinical governance e case manager (Prof.ssa Renata Vaiani)
Sistemi operativi di gestione del rischio in un'azienda sanitaria
Farmaeconomia (Prof. Mauro Caruggi)
Sistemi di certificazione e accreditamento nelle aziende sanitarie e
sociosanitarie (Prof.ssa Grazia Menegotto)
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Data creazione 22/09/

Set Domande G3 - MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA MASTER MANAGEMENT PER LA DIREZIONE DI STRUTTUR COMPLESSA INDICE

La scienza nuova e i sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)Il management dei sistemi complessi (Prof.ssa Renata Vaiani)La valutazione economica in sanità e HTA (Prof.ssa Maria Vittoria Coletto)TQM e strumenti per la misurazione delle performance (Prof.ssa Grazia Menegotto)Strumenti per la misurazione e gestione delle performance aziendali (Prof.ssa Chiara Ottolini)BSC (Prof.ssa Chiara Ottolini)Analisi partecipata della qualità (Prof.ssa Grazia Menegotto)Clinical governance e case manager (Prof.ssa Renata Vaiani)Sistemi operativi di gestione del rischio in un'azienda sanitariaFarmaeconomia (Prof. Mauro Caruggi)Sistemi di certificazione e accreditamento nelle aziende sanitarie e sociosanitarie (Prof.ssa Grazia Menegotto)

La scienza nuova e i sistemi complessi Prof.ssa Renata Vaiani

01. I frattali sono:

 il mix tra autoorganizzazione e principio ologrammatico

02. i principi della complessità sono

 7

03. per effetto farfalla si intende:

 la possibilità che piccolissime modifiche possono causare grandi cambiamenti,

04. l’effetto di piccole pertubazioni provoca modifiche prevedibili

 l’effetto di piccole perturbazioni viene amplificato, cioè elevato a potenza e genera distruzione del vecchio e creazione del nuovo

05. fonti di vantaggio competitivo per le organizzazioni complesse sono:

 investimenti congiunti per garantire apertura, riorientamento ed equilibrio dinamico tra continuità e discontinuità

06. Un sistema complicato è:

 sistema dinamico, composto da molte parti elementari interreagenti tra loro in maniera non lineare che, al variare del tempo, mostra un comportamento emergente non previsto dalle interazioni delle singole componenti. Inoltre ha una sua struttura gerarchica interna che viene generalmente distrutta da modifiche del sistema stesso

07. i sistema complessi sono:

 tutte le risposte sono corrette

14. Il pensiero moderno, da Cartesio al positivismo di Comte, si caratterizza per:

 la fiducia nella scienza e nelle possibilità di conoscenza e controllo di tutti i fenomeni la fiducia nelle possibilità di miglioramento dell’uomo, di progresso, di evoluzione l’idea di poggiarsi su principi stabili, universali ed immutabili l’idea di fondare l’identità su valori certi e predeterminati.

15. I sostenitori della teoria della complessità

 non negano il ruolo della ragione, dell’ordine, dell’organizzazione, ma sostengono che la vita, l’evoluzione, il cambiamento convivono col disordine, col caos, l’instabilità, l’irriducibilità delle variabili.

16. il pensiero riduzionista sostiene che

 il tutto è uguale alla somma delle parti

17. L'olismo è definito come:

 l'opposto del riduzionismo

18. il pensiero circolare passa

 dal principio di causalità a quello teleologico

19. il caos è

 un sistema che ha in sé la propria imprevedibilità, ma che può essere studiato in maniera rigorosa, che segue leggi universali incredibilmente semplici e molto eleganti che noi non conosciamo o conosciamo appena, che è indispensabile alla vita, che ritorna imprevedibilmente e periodicamente a comportamenti simili, mai uguali

20. lo stato o sistema ordinato è

 un sistema statico, incapace di evolvere, dove tutto è immobile, fermo,congelato, senza vitalità, senza criticità auto – organizzata ed estremamente sensibile alle criticità esterne. Vi possono essere isole di instabilità, aree di disordine, ma queste non sono correlate tra loro, sono monadiche e non possono influenzare altri elementi del sistema, non possono diffondere la loro dinamicità.

21. la situazione intermedia tra ordine e caos è tipico dei sistemi:

 complessi

22. un sistema complesso è

 una zona di compromesso, in bilico tra ordine e caos, dove il sistema riesce a sfruttare i vantaggi di entrambi gli stati: la stabilità di quello ordinato e la flessibilità di quello caotico È un sistema capace di evolvere, di adattarsi e di variare È un sistema in cui le isole di disordine, monadiche nel sistema ordinato, si mettono in relazione tra loro, creando vitalità.

23. Il nostro modo di pensare deve accettare l’orlo del caos che, secondo il filosofo Morin (1990), significa:

 Accettare il disordine, non come accezione negativa, ma come fenomeno necessario all’evoluzione e all’innovazione Accettare la contraddizione: nella complessità convivono gli opposti, come ordine e disordine, reversibilità ed irreversibilità, equilibrio e non equilibrio, determinismo e caso. Dobbiamo essere in grado di accettare questa contraddizione, di accettare la presenza di concetti che, influenzati dalla scienza classica, ci appaiono come opposti e inconciliabili.

24. il gioco degli opposti nella scienza classica è

 un gioco a somma zero

25. I sistemi si suddividono in: • Semplici • Complicati • Complessi Questa suddivisione è basata sulla presenza di:

 N° di variabili: poche o molte N° di relazioni: poche, molte, moltissime caratteristiche delle relazioni: lineari e non lineari. Questi primi tre punti definiscono la scala dei problemi e l’approccio di studio: analitico o sistemico presenza di livello di criticità e feedback

26. I sistemi complessi , in base alle relazioni con l'esterno, si suddividono in

 sistemi aperti che scambiano sia materia che energia con l’ambiente esterno - sistemi chiusi che scambiano energia e non materia con l’esterno, questi non esistono in natura e sono costruiti in laboratorio per studiare la complessità e per stressare (applicazione di stimoli estremi) i sistemi studiati - sistemi isolati

secondo la scienza classica il gioco degli opposti, è un gioco a somma nulla. La somma degli opposti è sempre ZERO

35. il caos dura finchè

 una delle perturbazioni caotiche non prevale sulle altre ed attrae il sistema verso di sé.

36. l’attrattore strano di Lorenz è

 un modulo fondamentale che si ripropone ricorsivamente e di cui minime variazioni portano a nuove evoluzioni del sistema

37. un attrattore “strano” è

 un attrattore dotato di struttura frattale, cioè a dimensione non intera,con dinamica, sull'attrattore stesso, caotica: vi sono infatti infinite possibili “traiettorie” sempre però legate all’attrattore stesso, punto, linea o ciclo che sia.

38. un grafo è:

 insieme di nodi connessi da link

39. la rete piccolo mondo o grafo piccolo mondo è

 grafo regolare cui si aggiungono connessioni casuali detti ponti e che si trova a metà dei due estremi, in bilico tra ordine e caos, e i cui elementi hanno forte aggregazione

40. l'hub è

 un nodo più ricco di connessioni di altri, che è privilegiato dal punto di vista dell’accesso e dello scambio di informazioni, è cioè a “collegamento preferenziale”.

41. definizione della variabile fitness

 La fitness ηi,è la capacità empatica, l’ attrattività, la prestanza di un nodo

42. Le reti scale free o a invarianza di scala

 sono resistenti ad attacchi casuali e a quelli mirati

43. L’apprendimento nei sistemi complessi avviene , a seconda del grado di complessità per:

 sfruttamento dei modelli esistenti: si impara usando mappe vecchie che già esistono, perfezionandole: la teoria del nano che sulle spalle del gigante vede più lontano del gigante stesso (comportamento più facile a fronte di bassa complessità) esplorazione - innovazione: sperimentazione e ricerca continua di modelli nuovi, (comportamento utile a fronte di alta complessità)

Il management dei sistemi complessi Prof.ssa Renata Vaiani

01. Affrontare un problema complesso significa

 affrontarlo contemporaneamente da 360° e il successo dipende non solo dalla correttezza dei singoli approcci, ma, in modo essenziale, da come questi si compongono fra di loro.

02. Per fare una grande squadra

 non bastano giocatori tecnicamente bravi, ma è fondamentale che questi si integrino e collaborino fra di loro, altrimenti le loro capacità rischiano di trasformarsi in sterili virtuosismi incapaci di generare alcun risultato positivo

03. Nel complesso gli elementi

 sono così intrecciati tra loro che, possono essere compresi, in maniera completa, solo se visti nell’insieme e non unitariamente, perché le parti che lo compongono perdono alcune delle loro caratteristiche per fondersi nel tutto (il tutto è più della somma delle parti)

04. la realtà antroposociale, secondo Morin

 comporta sempre una dimensione individuale, una dimensione sociale, una dimensione biologica. Queste dimensioni sono consustaziali nella persona … sono tanti aspetti di una medesima realtà, sono aspetti che bisogna

10. Le regole per il management innovativo che applica i principi della complessità sono

 Saper creare l’ innovazione, saper immaginare il futuro (principio auto- organizzazione: intelligenza di sciame biforcazioni, imprevedibilità ….) 2) Saper programmare la musa della creatività: valorizzare la disorganizzazione creativa, cioè le persone e le attitudini 3) Saper viaggiare da sinistra a destra: creare sogni (I have a dream), coinvolgere, applicare il win – win (regola degli opposti che coesistono, non più or ma “and”) 4) Saper far quadrare il cerchio: valorizzare la rete, il piccolo mondo con le sue relazioni anche conflittuali dirigendo i conflitti verso la costruttività, innescando circoli virtuosi, mantenendoli con la generosità “del noi” rispetto “all’io” e con la creazione di fiducia. 5) Saper vedere con gli occhi dello stratega : guardare il problema da una prospettiva diversa e nuova 6) Saper trovare le motivazioni e vincere l’inerzia personale

11. Che cosa è la creatività?

 Possiamo considerarla come l’abilità di individuare nuove soluzioni, in contesti tradizionali, o di adattare soluzioni nuove a contesti noti o anche di vedere cose che altri non vedono e realizzarle ….

12. le fasi del processo creativo sono:

 Preparazione, Incubazione, illuminazione, verifica

13. ha senso chiedersi quando torneremo alla normalità?

 “non ha senso chiedersi quando torneremo alla normalità … la normalità è questa”, perché quando sta per chiudersi un periodo di cambiamento, c’è n’è un altro in preparazione

14. L'innovazione

 non consiste semplicemente nell’essere tecnologicamente sempre i più avanzati, non è questione di “piccolo” o “grande”, di “risorse abbondanti” contro “risorse scarse”, le aziende di successo sono quelle per cui la capacità di innovare è elemento strutturale della cultura e dei sistemi di management.

15. Come i manager possono governare un sistema complesso, programmare la musa, quadrare le ruote del cerchio, vedere con l’occhio dello stratega? Imparando e sviluppando tecniche nuove quali:

 Il brainstorming di Alex Osborn • Il pensiero laterale e la tecnica dei sei cappelli di Edward de Bono • Le matrici di scoperta di Abraham Moles • Il TRIZ di Genrich Altshuller (Teoriya Resheniya Izobreatatelskikh Zadatch Teoria per la Soluzione dei Problemi Inventivi), • La Mappa mentale di Tony Buzan

La valutazione economica in sanità e HTA Prof.ssa Maria Vittoria Coletto

01. Per HTA si intende:

 Un processo multidisciplinare che utilizza la miglior evidenza disponibile per valutare le implicazioni cliniche, economiche, organizzative, sociali ed etiche derivanti dall’introduzione della tecnologia del sistema

02. Nella HTA l’ambito decisionale riguarda:

 Tre differenti livelli (micro, meso e macro) tra loro interagenti

03. La valutazione HTA di un farmaco si articola nelle seguenti fasi:

 Formulazione del quesito clinico e definizione del PICO, la raccolta delle evidenze, conduzione della valutazione di HTA; redazione del report di HTA, formulazione delle raccomandazioni per il decisore finale

04. Che cosa è un HTA report:

 Un prodotto editoriale realizzato dalle agenzie di HTA previa revisione sistematica, selezione e sintesi delle migliori evidenze scientifiche relative alle numerose dimensioni della tecnologia sanitaria oggetto della valutazione

TQM e strumenti per la misurazione delle performance Prof.ssa Grazia Menegotto

01. Quali sono gli aspetti della qualità considerati da una azienda sanitaria:

 qualità professionale, organizzativa/gestionale, percepita

02. I termini “Plan – Do – Check -Act “ a quale delle seguenti metodologie sono associale:

 metodologia /ciclo di gestione della qualità

03. l’ideatore del metodo PDCA è

 Deming

04. Il “PDCA” è un metodo adatto per descrivere:

 un processo clinico/assistenziale

05. KAORU ISHIKAWA è noto anche per aver ideato:

 il diagramma a lisca di pesce (o diagramma causa-effetto)

06. Chi è il teorico della Learning Organization?

 Chris Argyris

07. Il concetto “fare le cose bene sin dalla prima volta” è attribuibile alla metodologia:

 TQM

08. Gli indicatori sono (identificare la risposta errata):

 misura sintetica, per la maggior parte dei casi approssimata, di un elemento qualitativo o quantitativo che si ritiene significativo per il controllo di un determinato problema

09. Per indicatore di primo livello si intende:

 indicatore di basso costo che utilizza dati disponibili in un sistema informatico

10. La seguente definizione : "applicare una tecnica di valutazione standardizzata" a quale termine è associalile?

 misurazione

11. per verificare le performance di una azienda ospedaliera occorrono:

 sia indicatori di primo livello che di secondo livello

12. La scelta di un set di indicatori di una organizzazione sanitaria deve considerare i seguenti aspetti:

 alto rischio, alto volume, costo, criticità

13. Per “significatività” di un indicatore si intende:

 capacità dell’indicatore di riferirsi specificamente al fenomeno che si intende misurare

14. la confrontabilità di un indicatore si ottiene mediante:

 una costruzione omogenea che preveda : definizione dei dati utilizzabili, condivisione della fonte dei dati, degli strumenti, degli standard di riferimento

15. Una scheda anagrafica dell’indicatore è:

 uno strumento che descrive tutte le caratteristiche di un indicatore, necessarie alla raccolta, elaborazione e analisi dei dati

16. Utilizzare "carte di controllo" significa:

 rappresentare il trend delle performance con immediatezza

17. In quali anno ha avuto origine il sistema di gestione T Q M?

 nel 1950

18. JIT è un metodo introdotto dal:

 Toyotismo

06. Cosa si intende per ABC?

 è un metodo di calcolo dei costi per processi e per attività aziendali

07. Quali sono le fasi del controllo direzionale?

 Programmazione, formulazione del budget, svolgimento dell'attività e misurazione, reporting e valutazione

08. Come si calcola l'indice di rotazione dei posti letto?

 Nr totale ricoveri ordinari/ posti letto medi ordinari

09. Qual è tra gli indicatori proposti un indicatore di utilizzo di risorse?

 degenza media pre-intervento

BSC

Prof.ssa Chiara Ottolini

01. La BSC viene tradotta in "scheda valutazione bilanciata". Da dove ha origine?

 dai tabelloni utilizzati nelle partite di baseball e di basket

02. Quando si inizia a parlare di BSC?

 Anni '

03. Il sistema BSC si rileva particolarmente utile nella gestione di …

 sistemi complessi

04. Cosa si intende per organizzazione?

 un complesso organizzato di persone e di beni che tende ad un fine comune.

05. Cosa si intende per "performance management"

 Insieme dei processi, delle metodologie, dei criteri di misurazione e dei sistemi necessari per valutare e gestire le prestazioni di un’organizzazione.

06. Quali sono elementi di un'azienda performante?

 Avere una strategia chiara, una missione e una vision definita, regole precise, chiare e diffuse ed applicate, un sistema di comunicazione efficace, strutture e tecnologie sicure, avere personale preparato adeguata mente

07. Quanti sono i livelli di sviluppo della BSC

 3

08. Quante sono le prospettive della BSC 1(Kaplan e Norton,1996)

 4

09. Qual è il terzo livello di sviluppo della BSC?

 strumento di comunicazione

10. Come si classificano gli indicatori?

 struttura, processo ed outcome

11. Il tempo medio di attesa di una prestazione è un indicatore

 di outcome

12. Quali di questi è un indicatore di esito/outcome?

 mortalità intra ospedaliera

13. Tra le misure di calcolo di un indicatore , cosa si intende per "rapporto"?

 qd numeratore non è un sottoinsieme della popolazione del denominatore

14. Quali sono le prospettive classiche individuate da Norton e Kaplan?

 economico finanziaria, processi interni, stakeholder, innovazione e crescita, customer satisfaction

15. Quante sono le fasi di costruzione della BSC?

 5

16. Quante sono le dimensioni di analisi da sviluppare in ciascuna prospettiva?

 4

04. Il “QUALITY FUNCTION DEPLOYMENT (QFD)” si propone di:

 progettare il prodotto/servizio secondo le funzioni d'uso attese dal cliente, ovvero sposta l’attenzione delle aziende dal processo produttivo alla progettazione, prevedendo sin dall’inizio la partecipazione del cliente/utente.

05. Per Validità concorrente/di criterio nell’impostazione di uno strumento di indagine si intende:

 la corrispondenza tra i risultati ottenuti e un criterio esterno correlato

06. Il grado di accordo tra misure di uno steso costrutto, due o più misure dello stesso costrutto debbono possedere un’elevata correlazione è definito:

 VALIDITÀ CONVERGENTE

07. Come è definita la percezione e le valutazioni del cliente sul servizio ricevuto, rispetto al “vissuto” globale durante l’erogazione della prestazione/servizio richiesto?

 qualità percepita

08. A chi appartiene il concetto di "qualità attrattiva"?

 Noriaki Kano

09. Come è definita la fase che consente di trarre informazioni utili per la realizzazione della fase di indagine e creare strumenti operativi?

 indagine preliminare

10. Nell' impostazione di un questionario, come è definita la sequenza che considera prima gli aspetti dettagliati e successivamente la valutazione globale?

 down-top

Clinical governance e case manager Prof.ssa Renata Vaiani

01. Che cosa si intende per “Clinical governance”?

 Insieme degli strumenti organizzativi attraverso i quali le istituzioni sanitarie assumono una diretta responsabilità per il miglioramento continuo delle loro performance (MCQ) e per il mantenimento di elevati livelli di servizio attraverso la realizzazione delle condizioni necessarie per favorire l’espressione dell’eccellenza professionale

02. Cosa si intende per percorso diagnostico terapeutico?

 il miglior percorso possibile in quella struttura e in quel territorio in termini di sequenze temporali e spaziali, per risolvere il problema di salute del paziente. Non rappresenta perciò il percorso ideale, ma ciò che realmente si fa, per prendere in carico il paziente

03. Cosa è necessario fare perché i percorsi diagnostico-terapeutici funzionino?

 creare una rete di servizi e un lavoro di rete

04. perché i percorsi diagnostico terapeutici devono essere integrati?

 Riducono la variabilità clinica; Integrano le evidenze disponibili; Migliorano la qualità della documentazione; Migliorano l’efficienza; Migliorano la trasparenza nei confronti degli utenti; Permettono di costruire una équipe di professionisti che lavori in rete, coordinandosi

05. Cosa si intende per Case Manager?

 E’ il referente del caso clinico che garantisce coordinamento e continuità tra i servizi

06. Cosa si intende per Care Giver?

 la persona di fiducia del paziente che si relaziona strettamente con il case manager