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Gadda letteratura contemporanea, Dispense di Letteratura Contemporanea

Gadda letteratura contemporanea

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 04/03/2026

martinabarbagallo02
martinabarbagallo02 🇮🇹

4.5

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67 documenti

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Adriano Di Gregorio
Carlo Emilio Gadda
1. Breve biografia
Gadda nacque a Milano nel 1893 da una famiglia borghese che però a causa della costruzione
di una casa lussuosa che Gadda disse di odiare dovette risparmiare per tutta la vita. Gadda non
parla bene della sua infanzia per via di un'educazione molto rigida: il padre muore quando lui era
ancora un ragazzo e la madre era fredda e dura. Per accontentare la madre, si iscrisse alla facoltà di
ingegneria e nel 1915 si arruolò come volontario (Interventista) alla Prima guerra mondiale. All'inizio
considerò la guerra un atto d’amore nei confronti del popolo, ma poi ne rimase profondamente deluso.
Fu fatto prigioniero nella sconfitta di Caporetto e fu portato in Germania. Durante la guerra scrisse
un diario nel quale traspariva tutto il suo senso di sconfitta e di frustrazione. Dopo la guerra aderì al
Fascismo e nel 1920 si laureò in ingegneria e poi si iscrisse alla facoltà di filosofia. Frequentò gli
intellettuali della rivista “Solaria” e conobbe Montale.
Nel 1936, subito dopo la morte di sua madre, scrisse di getto il romanzo autobiografico La
Cognizione del dolore, abbandonò la professione di ingegnere e soprattutto decise di vendere la tanto
odiata casa di famiglia. Nel 1949 si trasferì a Firenze a l’anno successivo a Roma. Nel 1957 pubblicò
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, che ebbe un grande successo, e nel 1963 pubblicò La
Cognizione del dolore. Negli ultimi anni, in preda a nevrosi e a complessi di persecuzione, rimase
chiuso in casa. Morì a Roma nel 1973.
2. Pensiero
Gadda può essere considerato la voce più importante dello Sperimentalismo chiamato anche
Neoavanguardia la corrente letteraria che negli anni Sessanta sostituì il Neorealismo.
Quando cominciò a scrivere, negli anni Trenta, Gadda non fu compreso e passò del tutto
inosservato. Negli anni Sessanta, però, dopo la fine del Neorealismo, ebbe un grandissimo successo
e per questo motivo si parlò di un “Caso Gadda”, come negli anni Venti di un “Caso Svevo”.
Gadda aveva un'ampia cultura filosofica che racchiuse nella Meditazione filosofica, scritta nel
1928 ma poi rivista più volte e mai completata. Secondo lui la realtà è fatta da “sistemi” che
interagiscono tra di loro e che si trasformano a vicenda. Siccome la realtà è il frutto di tanti sistemi
interconnessi, di fatto è un “garbuglio”, – come la definisce lui stesso un labirinto, e quindi non può
essere compresa spiegata. Per questo motivo Gadda si allontana dal Neorealismo il quale
secondo lui proponeva in maniera troppo semplicistica una realtà oggettiva e un'unica verità. Però,
anche se la realtà è un caos, la ragione e la letteratura non si devono arrendere e devono almeno
tentare di sbrogliare il garbuglio e di far luce sui mali della società. Per questa sua visione
razionalistica e per il ruolo conoscitivo della letteratura, può essere avvicinato a Sciascia.
Per comprendere la realtà, la ragione si affida alla scrittura e al filosofo, anche se non si può
mai arrivare ad una soluzione. La scrittura quindi diventa un modo per tentare di comprendere sia la
realtà sia noi stessi e per questo motivo deve tendere alla verità e non al bello.
La novità più importante di Gadda è la sua lingua, che i critici hanno definito un pastiche, cioè
un mix di stili e linguaggi diversi che diventano una grottesca parodia della realtà; Gadda mischia
insieme latinismi, termini popolari, dialettali, parole di origine straniera, lingue settoriali, neologismi
e figure retoriche. Siccome la realtà non è univoca, non può esserlo nemmeno la lingua la quale,
rispecchiando il disordine del mondo, deve essere deformata. Questo pastiche di conseguenza non è
un gratuito gioco intellettualistico, ma è uno specchio fedele della realtà.
Dal punto di vista politico Gadda è sempre stato un borghese e un liberale, come si definiva lui
stesso: aveva grande rispetto per il capitalismo, era anticomunista e non amava né la questione
meridionale la visione nazional popolare. Nello stesso tempo, però, criticava ferocemente la
borghesia per la sua falsità e per aver tradito i valori del lavoro, del decoro e della moralità.
Da giovane fu “interventista” ma poi, come Ungaretti, rimase profondamente deluso dalla
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Adriano Di Gregorio

Carlo Emilio Gadda

  1. Breve biografia Gadda nacque a Milano nel 1893 da una famiglia borghese che però a causa della costruzione di una casa lussuosa – che Gadda disse di odiare – dovette risparmiare per tutta la vita. Gadda non parla bene della sua infanzia per via di un'educazione molto rigida: il padre muore quando lui era ancora un ragazzo e la madre era fredda e dura. Per accontentare la madre, si iscrisse alla facoltà di ingegneria e nel 1915 si arruolò come volontario (Interventista) alla Prima guerra mondiale. All'inizio considerò la guerra un atto d’amore nei confronti del popolo, ma poi ne rimase profondamente deluso. Fu fatto prigioniero nella sconfitta di Caporetto e fu portato in Germania. Durante la guerra scrisse un diario nel quale traspariva tutto il suo senso di sconfitta e di frustrazione. Dopo la guerra aderì al Fascismo e nel 1920 si laureò in ingegneria e poi si iscrisse alla facoltà di filosofia. Frequentò gli intellettuali della rivista “Solaria” e conobbe Montale. Nel 1936, subito dopo la morte di sua madre, scrisse di getto il romanzo autobiografico La Cognizione del dolore , abbandonò la professione di ingegnere e soprattutto decise di vendere la tanto odiata casa di famiglia. Nel 1949 si trasferì a Firenze a l’anno successivo a Roma. Nel 1957 pubblicò Quer pasticciaccio brutto de via Merulana , che ebbe un grande successo, e nel 1963 pubblicò La Cognizione del dolore. Negli ultimi anni, in preda a nevrosi e a complessi di persecuzione, rimase chiuso in casa. Morì a Roma nel 1973.
  2. Pensiero Gadda può essere considerato la voce più importante dello Sperimentalismo – chiamato anche Neoavanguardia – la corrente letteraria che negli anni Sessanta sostituì il Neorealismo. Quando cominciò a scrivere, negli anni Trenta, Gadda non fu compreso e passò del tutto inosservato. Negli anni Sessanta, però, dopo la fine del Neorealismo, ebbe un grandissimo successo e per questo motivo si parlò di un “Caso Gadda”, come negli anni Venti di un “Caso Svevo”. Gadda aveva un'ampia cultura filosofica che racchiuse nella Meditazione filosofica , scritta nel 1928 ma poi rivista più volte e mai completata. Secondo lui la realtà è fatta da “sistemi” che interagiscono tra di loro e che si trasformano a vicenda. Siccome la realtà è il frutto di tanti sistemi interconnessi, di fatto è un “garbuglio”, – come la definisce lui stesso – un labirinto, e quindi non può né essere compresa né spiegata. Per questo motivo Gadda si allontana dal Neorealismo il quale secondo lui proponeva in maniera troppo semplicistica una realtà oggettiva e un'unica verità. Però, anche se la realtà è un caos, la ragione e la letteratura non si devono arrendere e devono almeno tentare di sbrogliare il garbuglio e di far luce sui mali della società. Per questa sua visione razionalistica e per il ruolo conoscitivo della letteratura, può essere avvicinato a Sciascia. Per comprendere la realtà, la ragione si affida alla scrittura e al filosofo, anche se non si può mai arrivare ad una soluzione. La scrittura quindi diventa un modo per tentare di comprendere sia la realtà sia noi stessi e per questo motivo deve tendere alla verità e non al bello. La novità più importante di Gadda è la sua lingua, che i critici hanno definito un pastiche , cioè un mix di stili e linguaggi diversi che diventano una grottesca parodia della realtà; Gadda mischia insieme latinismi, termini popolari, dialettali, parole di origine straniera, lingue settoriali, neologismi e figure retoriche. Siccome la realtà non è univoca, non può esserlo nemmeno la lingua la quale, rispecchiando il disordine del mondo, deve essere deformata. Questo pastiche di conseguenza non è un gratuito gioco intellettualistico, ma è uno specchio fedele della realtà. Dal punto di vista politico Gadda è sempre stato un borghese e un liberale, come si definiva lui stesso: aveva grande rispetto per il capitalismo, era anticomunista e non amava né la questione meridionale né la visione nazional popolare. Nello stesso tempo, però, criticava ferocemente la borghesia per la sua falsità e per aver tradito i valori del lavoro, del decoro e della moralità. Da giovane fu “interventista” ma poi, come Ungaretti, rimase profondamente deluso dalla

guerra e dal clima che si era venuto a creare nel dopoguerra. All'inizio aderì al Fascismo, ma se ne distaccò sin dagli anni Venti e arrivò a criticarlo in maniera feroce nello scritto Eros e Priapo , per l'osceno culto narcisistico del suo capo.

  1. La produzione Nel periodo in cui visse Gadda fu un autore unico, enigmatico e molto complesso, così come la storia editoriale delle sue opere: molte furono scritte negli anni Trenta, ma furono pubblicate soltanto in parte in alcune riviste; poi furono riprese, rielaborate continuamente e pubblicate negli anni Cinquanta o Sessanta. Alcune addirittura non furono mai concluse e furono pubblicate postume negli anni Settanta. La sua prima opera è il Giornale di guerra e di prigionia , scritto tra il 1915 e il 1919, ma pubblicato nel 1955 e poi ampliato nel 1965. È un diario di guerra che racconta la sua prigionia dopo la disfatta di Caporetto. In quest’opera sono già presenti tutti i temi tipici di Gadda – l’autobiografismo, il narratore affetto da nevrosi e la realtà descritta in maniera grottesca – e la sua tipica sperimentazione linguistica. Di guerra Gadda parlò anche quindici anni dopo nei racconti raccolti nel Castello di Udine , pubblicati nel 1934. Ancora di guerra, idealizzata dal ricordo però, si parla nel suo primo romanzo, La Meccanica , scritto tra il 1928 e il 1929, ma pubblicato soltanto nel
  2. Il primo romanzo ad essere pubblicato fu La Madonna dei filosofi , uscito nel 1931 nella rivista “Solaria”^1 , che però non ebbe successo perché estraneo alla narrativa degli anni Trenta. Le sue opere più importanti sono Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e La cognizione del dolore. Quer pasticciaccio brutto de via Merulana , il suo capolavoro, è un romanzo “giallo”, attraverso il quale Gadda vuole mostrare la complessità della società in cui vive. Alcune parti furono pubblicate tra il ‘46 e il ‘47, in una rivista; in seguito il romanzo fu ripreso, rivisto e pubblicato in volume nel

La vicenda parte da un fatto di cronaca realmente accaduto e ruota attorno ad un furto di gioielli e ad un omicidio. L'indagine si fa via via sempre più complessa e le varie piste, come in un labirinto, rendono impossibile la scoperta dell'assassino. Questo è un punto importante per Gadda: siccome la società è molto più complessa di ciò che può sembrare, la letteratura non può suggerire facili soluzioni, non può ingannare, e quindi l’assassino non può essere scoperto. Il maggior sospettato era un uomo, considerato colpevole perché celibe. Il romanzo è ambientato in una Roma popolare e carica di vitalismo, opposta al perbenismo borghese ed è ferocemente antifascista. Nel 1927, mentre la propaganda fascista dice di aver ripulito Roma dai ladri e dai mendicanti, Gadda fa un quadro squallido della società fascista. Mussolini viene chiamato “Testaferoce col pennacchio” o “Testa di morto in feluca”. Anche in questo romanzo, come negli altri, Gadda usa una lingua “grottesca” che rispecchia il caos della società. L’altro suo grande romanzo è La Cognizione del dolore , scritto nel 1936, dopo la morte della madre, e pubblicato in una rivista tra il 1938 e il 1941. In seguito, come al solito, fu ripreso, rivisto e pubblicato per intero nel 1963. La Cognizione del dolore è un romanzo autobiografico che fa diventare Gadda famosissimo. È la storia di una nevrosi e della ricerca psicanalitica delle sue cause. Secondo Gadda, quando non si ammette di essere nevrotici, nascono i peggiori difetti dell'umanità, come l'egoismo e il narcisismo, nevrosi della quale secondo lui era affetto Mussolini. Il protagonista del romanzo – alter ego dell'autore – è Gonzalo, affetto da alcune nevrosi, sia vere sia immaginarie. Nel romanzo Gonzalo, oltre a rispecchiare i caratteri somatici di Gadda, ha un difficile rapporto con la madre, è orfano di padre, è un ingegnere, ha perso un fratello e addirittura ha pure la tanto odiata casa. La vicenda è ambientata negli anni Trenta in un paese immaginario del Sud America, chiamato Maradagal , che però ricorda la Brianza. Questo paese era oppresso dalla dittatura (^1) Per saperne di più sulla rivista “Solaria”, vedi il riassunto su Moravia.