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Il ruolo della geografia nella creazione di mappe come rappresentazioni dello spazio. Vengono discussi i diversi tipi di mappe, le relazioni tra mappa e territorio, e i paradossi legati alla rappresentazione cartografica. Si analizza la proiezione di mercatore e la mappa di peters come esempi di diverse modalità di rappresentazione del mondo. Vengono inoltre presentati tre esempi letterari e filosofici che mettono in luce i paradossi insiti nelle mappe 'perfette'. Spunti di riflessione sulla natura delle mappe, sulla loro fedeltà al territorio rappresentato e sulle implicazioni della scelta della scala di rappresentazione.
Tipologia: Appunti
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La geografia crea mappe come rappresentazioni che hanno da dirci molte cose, più di quelle che noi pensiamo; Le parole della geografia: cosa fa la geografia con le parole e le rappresentazioni; possiamo dire che la geografia crea rappresentazioni e narrazioni dello spazio, tanto quanto la storia crea rappresentazioni e narrazioni del tempo; noi abbiamo da un lato la storia dall’altro la geo, che si occupano rispettivamente di rappresentare, studiare, narrare, identificare il tempo e lo spazio; ma possiamo chiederci qualcosa: per esempio a proposito dei termini “oriente” e “occidente”: hanno un significato solo geografico? sono rappresentazioni/narrazioni fedeli? cosa succede nel rapporto tra mappa e territorio?; quali sono le relazioni e rappresentazioni che le mappe creano con il territorio? Le mappe sono -rappresentazioni utili: permettono un controllo maggiore del tempo e dello spazio; -di vario tipo, a seconda del loro uso (possono tornarci utili in situazioni diverse): possiamo pensare ad esempio ad un mappamondo, oppure ad una mappa molto dettagliata di un determinato territorio, un navigatore, ecc…; cosa succede se
pensiamo che la mappa sia il territorio? pensare a tre possibili conseguenze; esempio: portolano del mare adriatico, scuola francese (Dieppe , 1538);
pensiamo che la mappa sia il territorio? pensare a tre possibili conseguenze; esempio: portolano del mare adriatico, scuola francese (Dieppe , 1538);
mappa satellitare contemporanea dell’Adriatico; esercizio: le due immagini mostrano grandi differenze, trovarne 4 quale delle due mappe è più fedele al territorio? quale delle due mappe è più comoda? (la comodità dipende da vari fattori, non solo fedeltà o precisione) immagina di essere un mercante che con un’imbarcazione a vela deve percorrere l’Adriatico; quale mappa sceglieresti per calcolare il tuo tragitto?
Problema: le mappe stampate sono bidimensionali, quindi noi possiamo facilmente rappresentarle su un foglio di carta; ma la terra è grossomodo sferica; come possiamo rappresentare su una superficie bidimensionale una sfera? che aggiustamenti si devono fare? possiamo anche chiederci:qual è il centro del mondo? perchè queste mappe così diverse sono state create in questo modo? da dove provengono i colori delle mappe politiche?
in questo caso i colori erano dati dagli stati che avevano preso il possesso di determinati territori coloniali; i colori delle mappe politiche spesso risentono ancora dei colori della spartizione coloniale;
La proiezione di Mercatore: mappa proiettata su un piano: possibilità di rendere il mondo in un determinato modo; Mercatore: -geografo del 1500 -ha pensato di trasferire la terra (sferica) su una un foglio di carta bidimensionale in modo da rispettare alcune caratteristiche della mappa stessa: nel caso specifico l'ordine di grandezze degli oceani e dei mari: ma questo ha significato una serie di aggiustamenti e trasformazioni a livello delle terre in quanto ci sono degli aspetti che non quadrano nell'interpretazione della proiezione di Mercatore; Esempio: Portland e il Cairo dovrebbero essere sullo stesso piano, stessa cosa per Rio de Janeiro e Città del Capo; inoltre nella zona a nord est la scala e doppia rispetto a quella dell’equatore: quindi un territorio rappresentato al nord, se venisse rappresentato all’equatore sarebbe la metà;
in questo caso i colori erano dati dagli stati che avevano preso il possesso di determinati territori coloniali; i colori delle mappe politiche spesso risentono ancora dei colori della spartizione coloniale;
La proiezione di Mercatore: mappa proiettata su un piano: possibilità di rendere il mondo in un determinato modo; Mercatore: -geografo del 1500 -ha pensato di trasferire la terra (sferica) su una un foglio di carta bidimensionale in modo da rispettare alcune caratteristiche della mappa stessa: nel caso specifico l'ordine di grandezze degli oceani e dei mari: ma questo ha significato una serie di aggiustamenti e trasformazioni a livello delle terre in quanto ci sono degli aspetti che non quadrano nell'interpretazione della proiezione di Mercatore; Esempio: Portland e il Cairo dovrebbero essere sullo stesso piano, stessa cosa per Rio de Janeiro e Città del Capo; inoltre nella zona a nord est la scala e doppia rispetto a quella dell’equatore: quindi un territorio rappresentato al nord, se venisse rappresentato all’equatore sarebbe la metà;
questo a causa del suo metodo di attuazione: Una rappresentazione completamente diversa: mappa di Peters
mappa che cerca di tenere come punto di riferimento non tanto le grandezze dei mari ma le superfici delle terre emerse;
scrivere 3 differenze:
3 esempi di paradossi sulle mappe: tratti da letteratura e filosofia; Josiah Royce (Filosofo americano, 1855-1916): parla di una mappa molto paradossale, una mappa perfetta; The World and the Individual (1899) «Immaginiamo che una porzione del suolo d’Inghilterra sia stata livellata perfettamente, e che in essa un cartografo tracci una mappa d’Inghilterra. L’opera è perfetta. Non c’è particolare del suolo d’Inghilterra, per minimo che sia, che non sia registrato nella mappa; tutto ha lì la sua corrispondenza. La mappa, in tal caso, deve contenere una mappa della mappa, che deve contenere una mappa della mappa della mappa, e così all’infinito.» Prima volta in cui, almeno nel pensiero europeo, si pensa il paradosso contenuto all’interno della mappa perfetta, ammesso che le mappe possano essere perfette; ma una mappa che deve contenere ogni cosa all’interno di se’, deve per forza contenere se stessa; Lewis Carroll (Scrittore e matematico inglese, 1832-1898): parla di una situa paradossale legata ad una mappa particolare: Sylvie e Bruno (1899) ”« Che cosa utile, una mappa tascabile! » osservai. « È un'altra delle cose che abbiamo imparato dal vostro paese, » disse Mein Herr; « stendere le mappe; ma noi siamo andati oltre. Secondo lei quale sarebbe la massima scala utile per le mappe?» « Cento su mille, un centimetro per chilometro. » « Solo un centimetro! » esclamò Mein Herr. « L'abbiamo fatto subito, poi siamo arrivati a dieci metri per chilometro. Poi abbiamo provato cento metri per chilometro. E finalmente abbiamo avuto l'idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese su scala un chilometro per chilometro! » « L'avete utilizzata? » « Non è stata ancora dispiegata, » disse Mein Herr. « I contadini hanno fatto obiezione. Hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato la luce del sole! Così adesso usiamo la campagna vera e propria come pianta di se stessa
scrivere 3 differenze:
3 esempi di paradossi sulle mappe: tratti da letteratura e filosofia; Josiah Royce (Filosofo americano, 1855-1916): parla di una mappa molto paradossale, una mappa perfetta; The World and the Individual (1899) «Immaginiamo che una porzione del suolo d’Inghilterra sia stata livellata perfettamente, e che in essa un cartografo tracci una mappa d’Inghilterra. L’opera è perfetta. Non c’è particolare del suolo d’Inghilterra, per minimo che sia, che non sia registrato nella mappa; tutto ha lì la sua corrispondenza. La mappa, in tal caso, deve contenere una mappa della mappa, che deve contenere una mappa della mappa della mappa, e così all’infinito.» Prima volta in cui, almeno nel pensiero europeo, si pensa il paradosso contenuto all’interno della mappa perfetta, ammesso che le mappe possano essere perfette; ma una mappa che deve contenere ogni cosa all’interno di se’, deve per forza contenere se stessa; Lewis Carroll (Scrittore e matematico inglese, 1832-1898): parla di una situa paradossale legata ad una mappa particolare: Sylvie e Bruno (1899) ”« Che cosa utile, una mappa tascabile! » osservai. « È un'altra delle cose che abbiamo imparato dal vostro paese, » disse Mein Herr; « stendere le mappe; ma noi siamo andati oltre. Secondo lei quale sarebbe la massima scala utile per le mappe?» « Cento su mille, un centimetro per chilometro. » « Solo un centimetro! » esclamò Mein Herr. « L'abbiamo fatto subito, poi siamo arrivati a dieci metri per chilometro. Poi abbiamo provato cento metri per chilometro. E finalmente abbiamo avuto l'idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese su scala un chilometro per chilometro! » « L'avete utilizzata? » « Non è stata ancora dispiegata, » disse Mein Herr. « I contadini hanno fatto obiezione. Hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato la luce del sole! Così adesso usiamo la campagna vera e propria come pianta di se stessa
e vi assicuro che funziona ottimamente.” Un altro paradosso: una mappa fisica 1:1 sarebbe una mappa che coprirebbe l’intero territorio che deve rappresentare: il Mein Herr dice che nel suo paese usano la campagna stessa come pianta di sè stessa, a questo punto l’oggetto e la sua rappresentazione diventano un tutt’uno; Jorge Luis Borges (Scrittore argentino, 1899-1986): «Del rigore della scienza», in L’artefice (1960) «…In quell’Impero, l’Arte della Cartografia giunse a una tal Perfezione che la Mappa di una sola Provincia occupava tutta una Città, e la mappa dell’impero tutta una Provincia. Col tempo, queste Mappe smisurate non
bastarono più. I Collegi dei Cartografi fecero una Mappa dell’Impero che aveva l’Immensità dell’Impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le Generazioni Seguenti, meno portate allo Studio della cartografia, pensarono che questa Mappa enorme era inutile e non senza Empietà la abbandonarono all’Inclemenze del Sole e degl’Inverni. Nei deserti dell’Ovest rimangono lacerate Rovine della Mappa, abitate da Animali e Mendichi; in tutto il Paese non c’è altra reliquia delle Discipline Geografiche». Suárez Miranda, Viajes de varones prudentes, libro IV, cap. XIV, Lérida, 1658; Situazione paradossale che richiama l’idea di Carroll: una mappa perfetta; che senso potrebbe avere una mappa grande quanto l’impero stesso? I limiti delle mappe; Che relazione c’è tra precisione e scala di una mappa (Carroll arriva a dire che una mappa è perfetta solo nel momento in cui la scala è un km per un km)? Che senso ha una mappa 1:1 (Borges e Carroll)? Dobbiamo abolire le mappe (Borgess e Carroll)? Secondo Royce, una mappa perfetta dovrebbe contenere se stessa; ricordi un tipo di immagini in cui il più piccolo contiene il più grande all’infinito? La cartografia: https://elearning.unito.it/scienzeumanistiche/pluginfile.php/ 680951/mod_resource/content/1/rappresentazioni mercatore e peters.pdf